Un’opportunità chiamata Covid – Umberto Bianchi

Un’opportunità chiamata Covid – Umberto Bianchi

Arrivati a mezza estate, le fanfare dei media embedded, hanno ricominciato a suonare, più forte che mai. Il pericolo pandemico sembrava oramai scampato, la campagna vaccinale pareva esser stata il Deus ex machina, in grado di far ripartire i meccanismi di economie inceppate da un’interruzione coatta delle attività ma, specialmente, di quelle tanto agognate libertà di movimento. E così a milioni, gli europei, pur di non rifarsi ingabbiare in insensati e nocivi “lockdown”, son corsi a farsi vaccinare, ovverosia a frasi iniettare dei mix sostanze, le cui reali conseguenze sulla salute collettiva, sono a tutt’oggi, ignote o ancora poco approfondite.

Come in un brutto sogno però, quella bestiolina molesta che credevamo aver sconfitto, relegandola nell’album dei brutti ricordi, ha nuovamente fatto capolino, in una veste più nuova ed inedita: quella “Delta”, stavolta di provenienza indiana ed ancor più contagiosa delle altre. E rieccoti subito, alte risuonare le lugubri campane dei virologi. Eccoti subito, lo spauracchio di “zone gialle” e del rinnovo delle tanto adorate “restrizioni”. Ma, per non far vedere che tutto è stato inutile, insensatoe nocivo, eccoti la soluzione “di compromesso”.

Il Pass Verde, che ci schederà, sequenzierà, tutti, come tanti buoi destinati al macello, umano, economico e sociale. La scusa è sempre quella: la sicurezza, la tutela, la collettività, ma la verità è, al solito, ben diversa. Quello del Pass, è il primo e decisivo passo verso una società, che aspira al controllo totale dei suoi membri. Ora è il virus, domani saranno gli stati d’animo psicotici, le tendenze comportamentali, in base alle quali arrivare al controllo totale delle opinioni dei cittadini, sempre a tutela della salute dei cittadini, naturalmente. Il colossale “panoptikon”, la macchina repressiva, messa su dal Globalismo non si ferma, è in pieno movimento.

Qualche mese fa, qualcuno aveva teorizzatola fine del Globalismo, beatamente cullandosi in una illusione oggi giunta al suo capolinea. E qui sono assolutamente necessarie due osservazioni, che derivano dal semplice buon senso. Ancora una volta, gli Stati poco o nulla fanno per tutelare la salute di TUTTI i cittadini, inclusi coloro che di vaccini non vogliono sentire parlare. Mascherine e coperture sanitarie varie, restano a pagamento, al pari di tamponi e quant’altro. Né alcuno pensa alla depurazione dell’aria che si respira negli ambienti chiusi. Su questo fronte, tutto, stranamente tace.

Altro punto. All’occhio di qualunque attento osservatore, dovrebbe risultare alquanto sospetta, l’apparizione di varianti, proprio nel momento in cui si andavano riaccendendo speranze ed aspettative varie. Una coincidenza questa, che non può non farci chiedere se, dietro a tutto questo, non vi sia la manina di qualche prezzolato untorello. Sospetti, illazioni, ipotesi, chissà…Fatto sta che,da molti ambiti, dalla politica ai media, già si sentono levarsi alte le vocette di coloro che evocano la criminalizzazione di chi contesta vaccini, Pass Verdi e quant’altro.

Eppure, potrà sembrar strano, ma tutto questo può rappresentare un’inaspettata opportunità. La pandemia è sopraggiunta in uno scenario caratterizzato da una profonda crisi sistemica del Capitalismo Globale, accompagnata  una sua altrettanto diffusa e generalizzata critica, da parte di un eterogeneo mix di forze che, qualcuno ha voluto definir genericamente “populiste”. Se da una parte, la contestazione delle elites dominanti a livello planetario, con l’instaurazione dello stato d’emergenza da pandemia, può aver subito una brusca decelerazione, dall’altra però, con i disagi socio economici provocati dalle misure restrittive, ha considerevolmente ed inaspettatamente aumentato lo scontento generalizzato.

Ora, qui si tratta di capire, per chi voglia realmente cambiare l’attuale status, quali possano esser le prospettive e le coordinate per una concreta azione  antagonista. Ad oggi, il fronte di contestazione anti sistema, è costituito da una infinita costellazione di associazioni e movimenti tutti, il più delle volte, in contrasto tra loro. E, tanto per riadattare il mai dimenticato slogan leninista “estremismo, malattia infantile del comunismo”, nel più attuale “frazionismo, malattia infantile dell’antagonismo”, sarà proprio da questo punto che toccherà ripartire, se si vorrà riavvolgere il bandolo della matassa.

Ad oggi, pensare alla costituzione di un soggetto politico unitario dell’antagonismo globale, dotato di una specifica e ben definita gerarchia, è quanto di più illusorio si possa fare. Dal punto di vista socio politico il contrapporsi con una definita e ben più debole struttura, ad una struttura forte ed articolata in mille strutture e sotto strutture, come quella rappresentata dal Globalismo nel suo insieme, costituirebbe una fatica improba e dagli scarsi risultati. Questo, a causa della superiore capacità del Sistema Globale di identificare e neutralizzare, attraverso la molteplicità delle proprie strutture, qualsiasi soggetto determinato e strutturato, in un modo o nell’altro.

Un lavoro di “equipe”, inserito in una più complessiva “strategia dell’arcipelago”, renderebbe sicuramente le cose molto più difficili al Globalismo. Ben venga, pertanto, il superamento delle vecchie dicotomie novecentesche “destra” e “sinistra”, in favore di una più diffusa e più netta divisione tra “globale” ed “anti-globale”. Il tutto, senza però dimenticare, quelle che dovrebbero essere le linee di indirizzo per una concreta azione di contrapposizione, ovverosia arrivare alla totale destrutturazione del Sistema Globale, partendo dalle sue istituzioni politiche ed economiche (Accordi Gatt, EuroBanca, Comunità Europea, Moneta Unica e via dicendo).

Una sfida sicuramente difficile, ma non impossibile, pertanto. Ancora una volta, a muovere le cose non potrà che essere la volontà dei singoli, ritornando a collocare l’uomo al centro dell’universo e non l’anodino grigiore Tecno Economico Globale.

UMBERTO BIANCHI

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Categorie: Attualità

Pubblicato da Umberto Bianchi il 30 Luglio 2021

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960), è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Già Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica, per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Commenti

  1. Michele Simola

    Stiamo assistendo nel totale silenzio di media prezzolati, di virologi che verosimilmente non hanno mai curato nessuno, di politici che pensano solo al bene delle grandi multinazionali, allo smantellamento della società così come l’abbiamo conosciuta fino ad ora. Assistiamo in un silenzio assordante delle istituzioni che pontificano solo la necessità del vaccino, vaccino che é sperimentale occorre precisarlo, approvato solo per l’emergenza della situazione. Ora senza essere no vax, se abbiamo qualche neurone collegato e ci poniamo qualche domanda veniamo etichettati come complottisti. Ma le domande sono necessarie: il vaccino è sicuro? Cosa potrà provocare nel prossimo decennio essendo ancora in una fase sperimentale? Perché gli stati hanno offerto i cittadini come cavie per il più grande esperimento di massa dell’ultimo secolo?
    Gli stati, tutti ma il nostro in particolare, non si curano del popolo ma curano interessi riconducibili alla finanza internazionale apolide, sembra più l’imposizione di un’ideologia che una vera necessità contingente. Perché ostinarsi nell’imposizione del vaccino e non cercare una cura, che peraltro esiste? Le cure non portano ricchezze alle multinazionali e pertanto devono essere bandite?
    Siamo arrivati a mettere a disposizione delle multinazionali del farmaco il corpo dei cittadini che dovrebbe esser un bene indisponibile!
    Se dopo due anni di “pandemia” le cose non migliorano é evidente che qualcosa non funziona e che di errori ne sono stati fatti. Tuttavia le colpe sono sempre dei cittadini, dell’irresponsabilità degli stessi e tutte le menate varie che sentiamo giornalmente. Per la verità io non accendo più il televisore, preferisco la compagnia di un buon libro, quanto meno lo scelgo io.
    Assistiamo senza che alcuno gridi allo scandalo, ad una corsa irrefrenabile verso un autoritarismo dello stato che ormai non conosce vergogna: da due anni costituzione e legalità vengono calpestate giornalmente senza che si sentano cori contrari.
    Gli esercenti i poteri della così detta repubblica applicano il “divide et impera” cercando di aizzare una guerra fra poveri ( vaccinati responsabili e non vaccinati irresponsabili, dovere civico della vaccinazione e via dicendo ). L’imposizione del green pass é un sistema di controllo dello stato non ha nulla a che vedere con la scienza e non serve a ridurre i contagi. Lo stato ha programmato un capillare controllo dei cittadini, in particolare per i non allineati alle imposizioni. La libertà é venuta meno e tutto va a rotoli: lo stato ha deciso di entrare pesantemente nella quotidianità del cittadino imponendo restrizioni e controlli degni dell ‘URSS di Stalin. Il popolo Italiano in duemila anni non é cambiato “panem et circenses” si rivela valido ieri come oggi.
    Non c’é alcun rispetto per le opinioni altrui, soprattutto se contraddicono i media di regime e le volontà delle multinazionali.
    Non si riesce a capire che in due anni si é cercato di portare al fallimento le piccole imprese nazionali a favore della grande distribuzione, in particolare quella riguardante le multinazionali nella fattispecie made in USA che peraltro non pagano le tasse nel nostro paese. Assistiamo ad una atomizzazione dell’essere umano nel senso più spregevole del termine, essere umano inteso come numero non come individuo.
    Molti imbecilli esultano per l’intromissione a gamba tesa dello stato nella vita privata dei cittadini e nella socialità, il distanziamento sociale inaugurato dal governo Conte bis ha solo reso gli individui più soli e asociali di quanto non lo fossero prima. In una situazione del genere i più deboli caratterialmente sono andati incontro a depressione e annullamento come esseri umani: faranno di tutto cercando di compiacere i rappresentanti dello stato sperando di tornare ad una normalità che non sarà più ammessa. Nel nostro paese stiamo assistendo alla trasformazione da cittadini in sudditi proni alle imposizioni autoritarie impartite con scuse ridicole e semplicistiche, prive di qualsivoglia evidenza scientifica.
    Quando leggo certe idiozie nei media di regime e in alcune interviste penso sconsolatamente che per molta gente scuola e istruzione siano state solo parole vane e i soldi spesi dai genitori per portarli ad una laurea siano stati soldi buttati.
    Vorrei tanto potere affermare che ciò che sta accadendo é un evenienza transitoria, tuttavia ho il drammatico presentimento che stiamo assistendo ad una ignobile farsa che avvierà questo ed altri paesi, soprattutto quelli economicamente più deboli, verso un regime dittatoriale, una dittatura sanitaria, o forse é meglio chiamarla con il suo vero nome la dittatura dei potentati finanziari.

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