L’inganno del Priorato di Sion – Vittorio Vanni

L’inganno del Priorato di Sion – Vittorio Vanni
Il romanzo di Dan Brown è un’opera modesta, sia nella parte letteraria sia nell’ideazione della trama. Le fonti citate sono di scarso valore e vi sono notevoli errori d’interpretazione dovuti ad una scarsa conoscenza delle loro tesi. Considerando che il libro ha avuto enorme fortuna, con una diffusione di cinquanta milioni di copie (tre milioni e mezzo solo in America), ci si può domandare le motivazioni di tale successo. Gli argomenti e le tesi del libro hanno un retroterra di perlomeno cinquant’anni quando Gérard de Séde pubblicò in Francia il suo “Les Templiers sont parmi nous”, che diffondeva per la prima volta notizie sull’esistenza di un fantomatico Priorato di Sion e la sopravvivenza di un “sang real”, che sarebbe all’origine del mito graalico. Il “sangr rea” sarebbe la discendenza, attraverso i Merovingi, di Gesù Cristo, che non sarebbe morto sulla croce, ma si sarebbe rifugiato in Provenza con la sua compagna Maria Maddalena. In realtà, la setta è stata inventata da Pierre Plantard nel 1956. Da allora decine di libri, centinaia d’articoli, conferenze e spettacoli televisivi su quest’argomento hanno attirato l’attenzione del gran pubblico su alcuni temi che erano dibattuti solo in ambienti ristretti e specializzati. Uno dei testi più corretti ed interessanti su questo tema è Il mortale segreto dei Templari di Robert Ambelain. Il libro di Dan Brown, nella sua trama, ipotizza che il Priorato di Sion, nella sua finalità di vendetta templare, si appresti a rivelare al mondo il segreto che Gesù sia solo un uomo, e non una divinità, tramite il Gran Maestro, un curatore del Museo del Louvre di nome Jacques Sauniér (con un palese richiamo al parroco di Rennes–le–Chateaux, quel Sauniér cui si attribuisce il reperimento del tesoro e del segreto dei Templari. Per impedire che ciò avvenga, un’organizzazione, che l’autore induce a credere sia l’Opus Dei (o i Legionari del Cristo), uccide Sauniér ed i suoi principali collaboratori. Uno studioso americano di simbologia, Robert Langdon, è sospettato dei crimini, ma una criptologa parigina, Sophie Neveu, nipote di Sauniér, credendo nella sua innocenza, lo aiuta a fuggire. Nel romanzo un nuovo Papa progressista vuole interrompere la potenza della fantomatica associazione, che è stata favorita da Giovanni Paolo II. Per evitare ciò, il Prelato dell’Opus Dei accetta la proposta di un misterioso “Maestro”. In cambio di una somma immensa, Il “Maestro” s’impadronirà delle prove che detiene il Priorato di Sion, cioè la “verità” su Gesù Cristo. La Prelatura ricatterà con queste “prove” la Santa Sede, minacciando di rivelate l’antico mistero. Al Maestro la Prelatura affianca un ex-criminale, ora numerario dell’Opus Dei, che è spinto a commettere una serie di crimini. In realtà il Maestro, che si è indotti a pensare sia un membro del Priorato di Sion, lavora solo per se stesso, essendo un ricchissimo studioso inglese, nemico della Chiesa e del Cattolicesimo, che vuol rivelare al mondo il segreto ed è nemico anche del Priorato di Sion, che accusa di detenere una verità che mantiene in vita il cristianesimo.
Lo studioso inglese, anticattolico, che vuole rivelare il segreto al mondo e accusa il Priorato di tacere per timore della Chiesa. Un inevitabile corollario d’enigmi e omicidi anima (per così dire) il romanzo, e vi è un’immancabile storia d’amore fra Langdon e Sophia. Alla fine, il segreto non sarà rivelato, e la parte “buona” della Chiesa (forse i progressisti Gesuiti, sconfitti ed emarginati dall’Opus Dei?) prevarrà. Un’ulteriore rivelazione consiste nella scoperta che la stessa Sophie è una discendente del Cristo, portatrice del Sangr Real. Ma cosa copriva la “queste del Graal”, dei cavalieri Arturiani, dei Templari, di cui il Priorato di Sion deteneva il segreto? La difficilissima risposta non si trova certo nel romanzo, che come una montagna, ma si far per dire, partorisce un topolino. Alla fine i protagonisti del romanzo scoprano l’arcano, nel simbolismo centrale della Cappella di Rosslyn, che consiste nel Sigillo Salomonico. Sophie e Langdon hanno un’illuminazione, quando Sophie disegna sul palmo della sua mano l’Esagramma, composto da due triangoli opposti che s’intersecano l’un l’altro. È l’unione dell’acqua con il fuoco, del maschio con la femmina, fino alla generazione dell’Esagramma perfetto, oltre ad essere parte del rituale giornaliere di un Ordine Illuminista diffuso ovunque. Da ciò s’induce, con un sillogismo illogico, che il Graal è la tomba della regina del mondo, Maria Maddalena, che può riposare solo sotto due piramidi sovrapposte per il vertice. È lo stesso simbolismo di Dante Alighieri nella sua commedia, quando percorre l’inferno come un imbuto che si restringe fino alla “Porta stretta”, e da cui si risale ai piani superiori che dalla porta stretta si ampliano fino all’infinito ed all’eterno. E dove si trovano queste due piramidi soprapposte? Nel Louvre naturalmente. E fu François Mitterand (1016-1996), esoterista e Massone a volere fortemente questa struttura simbolica nel cortile del Louvre.
Miloni di persone visitano ogni anno la tomba della Maddalena e quindi il Graal. Ma certo non si pongono la “questione” che la visione del Graal impone. Le reazioni della Chiesa Cattolica di fronte a questa trama sono state certamente esagerate. Vi è stata persino una conferenza di un Vescovo su questo tema, con minacce vaghe di scomunica e d’Indice. Paolo Vi non avrebbe commesso certamente quest’errore. Ma cos’è che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana non tollera? Di là dall’attacco all’Opus Dei, in fondo temporale, vi è la questione teologia fondamentale della divinità del Cristo e la sua umanità assieme. Ed in ciò vi è una contraddizione nei termini, in quanto se l’umanità del Cristo ha sofferto realmente sulla Croce, per assumere l’atrocità della materia dell’uomo in lui, a che titolo non avrebbe dovuto assumere in sé l’aspetto della materia nel suo volto di gioia e di piacere? Nell’ambito ebraico solo la setta degli Esseni avrebbe praticato la castità, ma anche questo non è certo, per la scarsità di documentazione, ma è invece certo che il titolo di Rabbi (maestro), attribuito al Cristo, non era concesso a chi non era sposato. Alcune delle cosiddette “eresie” dei primi secoli vedevano in Cristo solo un essere umano particolare, Figlio di Dio solo in quanto tutti gli uomini lo sono. I Vangeli gnostici indicano nella Maddalena la compagna del Cristo, e nello stesso tempo l’ira di Pietro verso questa donna che si permetteva di esser la preferita fra gli Apostoli. Ancor oggi, nonostante le “captazio benevolentiae” che la Chiesa è costretta a fare nelle sue difficoltà con La società attuale, non si accettano le donne al sacerdozio, e quindi le sue possibilità d’accesso completo al sacro. Ricordate il Vangelo di Tommaso? Pietro irato impreca conto Maddalena: «Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della Vita» Gesù risponde: «Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Perché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei cieli” L’effettiva realtà simbolica ed anagogica di questo passo è troppo complessa perché sia commentata in breve, ma certo è collegata alla teoria androgenetica che gli gnostici, sofisticamente ellenizzati e platonici nella loro concezione metafisica, affermavano.
Ma la parte fondamentale del romanzo consiste forse nella ormai annosa questione del Priorato di Sion. L’archetipo templare e neo templare è divenuto, negli ultimi cinquant’anni un fenomeno di massa, troppo complesso per esaminarlo in questo contesto. Ma sulla creazione fasulla del Priorato di Sion è necessario intervenire, per metterne in evidenza il punto fondamentale. Cui prodest?. L’inganno del Priorato di Sion Da circa cinquant’anni sono state pubblicati, in libri quali Il Santo Graal, alcuni pseudo segreti, affermando in realtà il Santo Graal farebbe riferimento ad una linea di successione davidica, in quanto Gesù non sarebbe morto sulla croce, ma si sarebbe rifugiato in Francia assieme alla sua compagna, Maria Maddalena, ed ebbero dei figli i cui discendenti dettero, origine alla dinastia Merovingia che dominò la Francia dal 476 al 750.
Vari autori si sono succeduti in questo filone, di grande impatto masmediatico, ingannando i loro lettori di poca conoscenza e grande credulità. La cosiddetta “rivelazione” della umanità del Cristo e del suoi legame con Maria Maddalena Molti lettori si sono fatti ingannare da questa storia, credendo in buona fede che si trattasse della nuova rivelazione d’una storia volutamente soppressa quando nella realtà, sfortunatamente, la sola cosa che appare esser stata soppressa è la verità storica.Il Graal non è una linea genealogica; questa falsa credenza si origina a causa di una serie di documenti fraudolenti messi in giro da una setta francese. Il gruppo responsabile di queste fole si autodefinisce il “Priorato di Sion” e, con la pretesa di possedere un antico lignaggio esoterico, mantiene accuratamente segreta la propria vera storia. Fino ad oggi Il modo con cui questa frode è stata perpetrata non è mai stato rivelato. E’ quindi tempo che la luce della verità riveli cosa sia in realtà il “Convento di Sion” e la finta linea di sangue da essi propagandata: una frode. Il retroterra culturale del gruppo ne rivela le finalità segrete così come le fonti che sono state utilizzate per attingere alle informazioni rilevanti. La pista della frode del “Priorato di Sion” comincia a metà del diciannovesimo secolo in Francia, quando un nuovo interesse per l’occulto spinge alla creazione di molti nuovi gruppi esoterici. I membri di questi gruppi appartenevano spesso a diverse organizzazioni contemporaneamente, mentre i loro leader talvolta si allontanavano dai movimenti d’appartenenza per crearne di nuovi. Allo stesso tempo continui problemi d’instabilità all’interno del governo francese portarono la Francia a dividersi tra due campi crescentemente ostili, ambedue alla ricerca della supremazia politica. I realisti, composti dalla Chiesa cattolica, dall’estrema destra, e dai sostenitori del vecchio sistema monarchico, si disputavano il potere coi repubblicani, composti da massoni e altri sostenitori dei governi democraticamente eletti. La loro lotta ebbe un’influenza importante nelle vite e nei modi di vedere d’ogni francese. Dal 1877 sino alla vigilia del Secondo Conflitto Mondiale i massoni rappresentarono una forza dominante nel governo francese, mentre la loro influenza a livello politico e sociale contribuiva spesso ad accrescere il numero dei loro acerrimi rivali.
Negli anni ’80, all’apice di questo conflitto politico, Giuseppe-Alessandro Sant’Yves d’Alveydre, “il supremo Ermetico della sua epoca”, (1) propose una nuova idea per iniettare il concetto di valori morali nella società governante. Egli chiamò questa nuova idea socio-politica “Sinarchia”, affermando che si trattasse dello stesso metodo usato dai Cavalieri Templari per influenzare la società medievale. Con questo sistema una comunità eletta d’iniziati influenzerebbe i vari gruppi rappresentanti dei diversi aspetti della società. Questi gruppi influenzerebbero a loro volta gli ambienti nei quali si trovassero ad operare, ed infine l’intero ordine sociale verrebbe a cambiare. Dalla fine del secolo in poi la fazione dei realisti iniziò a temere seriamente la Sinarchia, la cui influenza andava espandendosi ben oltre il ristretto ambito dei gruppi esoterici. Negli anni ’20 i raggruppamenti massonici professanti distinte politiche sinarchiche risultavano essere in Francia una realtà concreta. Negli anni ’30 anche un gruppo di sinistra, denominato il “Club X Cruise”, propagandava una tecnocrazia di matrice sinarchica. (2) In questo periodo l’estrema destra francese procedeva alla formazione di propri gruppi apparentemente esoterici. Si trattava in realtà d’organizzazioni frontiste che pretendevano d’avere affiliazioni esoteriche e massoniche al fine di togliere la terra sotto i piedi dei Massoni. Mentre negli anni ’30 l’antisemitismo si andava spargendo attraverso Europa, l’estrema destra francese denunciava in un sol fascio Massoni ed Ebrei; e quando quattordici ordini iniziatici crearono una federazione denominata FUDOSI al fine di promuovere la pace e gli ideali positivi, l’estrema destra incrementò la formazione di falsi gruppi massonici. Durante l’occupazione, la politica nazista fu quella di arrestare i capi delle organizzazioni esoteriche, metterli in campi di concentramento, e confiscare gli archivi dei gruppi e i piedilista, che erano poi trasferiti in un deposito centrale. In Francia questo deposito fu chiamato il “Centro d’Azione Massonica”, e il governo francese di Vichy collaborò attivamente con la Gestapo nell’opera di persecuzione d’ordini massonici ed esoterici. La paura dell’influenza massonica da parte dell’estrema destra fu così grande che da fonte ignota fu emesso un documento, detto “Rapporto Chauvin”, che smascherava i presunti coinvolgimenti massonici col governo di Vichy. (3)
Mentre questi eventi avevano luogo, gl’individui che più tardi daranno vita al “Priorato di Sion” facevano parte di due gruppi. Il primo gruppo, del quale si hanno notizie già dal 1934, era chiamato degli “Alfa Galati”. Verso la fine degli anni ’30 gli Alfa Galati utilizzarono come capo legale un giovane di nome Pierre Plantard, nato il 18 marzo 1920. Nel 1937 Plantard, all’età di soli diciassette anni, tentò di fondare un gruppo antisemita e antimassonico da impegnare nell’opera di “purificare e rinnovare la Francia”, chiedendo il permesso ufficiale di pubblicare un periodico denominato “Il Rinnovamento della Francia”. (4) Questo tema apparirà poi costantemente in connessione con gli Alfa Galati e più tardi col “Priorato di Sion”. Dal 1939 Plantard capeggiò un gruppo giovanile cattolico che organizzava ritiri in Bretagna per adolescenti e nel 1939 il gruppo si distinse nell’organizzazione di un congresso della gioventù cattolica. Delle due l’una: o Plantard fu individuo eccezionalmente precoce oppure era attentamente manovrato da qualcuno più maturo di lui, con la probabile inclusione di sponsor all’interno della Chiesa che si occupavano attivamente dell’organizzazione degli eventi culturali. Molto probabilmente egli stabilì queste connessioni attraverso legami con l’organizzazione-madre degli Alfa Galati e attraverso le proprie attività giovanili alla parrocchia parigina di San Luigi d’Antin, dove l’arte della menzogna era di casa. Sotto il regime collaborazionista di Vichy, il gruppo che era dietro a Plantard e agli Alfa Galati cercò di accrescere la propria influenza sul governo. Il 16 dicembre 1940 Plantard scrisse al Maresciallo Petain, capo del regime di Vichy, per denunciare un enorme complotto giudeo-massonico, rapporto peraltro largamente ignorato dalla polizia. Nel 1941 Plantard fece domanda di fondare un’organizzazione denominata “Rinnovamento Nazionale Francese”, ma gli fu negato il permesso nel settembre di quell’anno. Di nuovo nel 1942 Plantard e i suoi superiori cercarono di accrescere la loro visibilità, usando pubblicamente il nome d’Alfa Galati e promuovendo una pubblicazione denominata “Vaincre” (Conquistare). Vaincre, che iniziò le proprie pubblicazioni nel settembre del 1942, era zeppa d’articoli antisemiti, dichiaratamente pro-Vichy e imbevuta d’esoterismo superficiale e di bassa lega, fondato su tradizioni celtiche e sugl’ideali cavallereschi. Sebbene scarsamente seguito, gli Alfa Galati tentarono di accreditare il giornale come palestra letteraria di un gruppo relativamente nutrito di giovani intellettuali. Dopo sei numeri il giornale cessò la propria attività, ma fruttò comunque a Plantard una certa notorietà. Egli era periodicamente controllato dalla polizia che, sino al febbraio 1945, ancora continuava a tener sott’occhio i circa 50 membri degli Alfa Galati, concludendo infine che non pareva trattarsi di un’organizzazione pericolosa. Almeno un ricercatore serio, però, di nome Robert Amadou, che si unì agli Alfa Galati credendo si trattasse di un gruppo esoterico genuino, ebbe invece il dubbio che si trattasse di un’organizzazione a fini politici. Più tardi Amadou, divenuto Massone e Martinista, si rifiutò per 40 anni di discutere sul tema degli Alfa Galati, affermando solamente che, da parte sua, “non fu mai coinvolto, prima o dopo, in alcuna attività politica”.(5) Nel 1947, mentre un redivivo FUDOSI iniziava ad incontrarsi nuovamente a Parigi, Pierre Plantard registrava una nuova organizzazione detta l’Accademia Latina”, ponendovi a capo sua madre. Il suo scopo apparente era incentrato sulla “ricerca storica” (6), mentre i suoi veri propositi erano quelli di continuare il programma di destra dell’organismo predecessore.
Dalla metà degli anni ’50 Plantard cominciò ad autopromuoversi nei circoli cattolici come il pretendente Merovingio al trono di Francia. I luoghi ove egli spesso si impegnava in tali attività propagandistiche erano la chiesa parigina e in particolar modo il seminario di S. Sulpice. (7) Nel 1956 Plantard e i suoi amici crearono un nuovo gruppo detto il “Priorato di Sion. La disinformazione, che sarebbe poi diventata la regola nel corso dell’affare “Rennes-le-Chateau” iniziò a far la propria comparsa nel periodico “La Depeche de Midi” agli inizi del 1956. (Plantard ed il suo gruppo cercarono nuovamente d’influire politicamente sul governo francese, in difficoltà nel 1958, dichiarando di controllare i Comitati pro De Gaulle di Salvezza Pubblica e utilizzando articoli scritti dallo stesso Plantard su “Le Monde”, al fine di pubblicizzare l’esistenza di una sedicente associazione segreta tra De Gaulle e lo stesso Plantard. (9) A questo proposito, comunque, qualsiasi preteso collegamento tra De Gaulle e la cosiddetta “eminenza grigia dalla quale i grandi di questo mondo cercano consiglio” (10) è risultato essere completamente ignoto a collaboratori e biografi di De Gaulle, sebbene nel 1959 nuove edizioni di “Circuito” continuassero a strombazzare questo presunto collegamento. “Circuito” passò allora ad una dieta costante a base d’argomenti massonici ed esoterici superficiali, amoreggiando poi con la mitologia, l’astrologia e la Cavalleria; la possibile riorganizzazione del governo francese; l’unica (anche se mai ben specificata) grandezza di Pierre Plantard e, naturalmente, il “Rinnovamento Nazionale Francese”. Si promuovevano fieramente, inoltre, le tematiche antisemitiche e antimassoniche di “Vaincre”. (11) Nel 1962 il libro I Tesori del Mondo di Robert Charroux fu un grande successo popolare in Francia. La mistura di Charroux di misticismo, misteri storici e tesori perduti, assieme all’interesse del pubblico nella sua narrazione sul “mistero di Gisors”, permisero al “Priorato” di lanciarsi col grande pubblico. Citando una fonte interna, infatti, il “Priorato” dichiarò che la perduta cappella sotterranea di S. Anna a Gisors, in Normandia, avrebbe potuto contenere gli archivi segreti del “Priorato” (12) oppure il tesoro perduto dei Cavalieri Templari. Naturalmente nessuna di queste fole si materializzò mai, ma la storia dette in compenso al “Priorato” quella visibilità necessaria per reclamizzarsi con successo, assieme con la sua falsa storia di Francia, quella dei discendenti di Gesù, e i vari ordini esoterici, soggetti che furono pubblicati in diversi libri ed articoli. Il vero Priorato di Sion era un autentico ordine monastico cattolico. Un priorato è una casa religiosa od ordine. Sion o Zion è l’antico nome di Gerusalemme, dove l’ordine era acquartierato nel convento di Nostra Signora di Mt. Zion.
Quest’ordine monastico trasferì in seguito la propria sede centrale a S. Leonardo d’Acri in Palestina e più tardi in Sicilia. Nel 1617 cessò di esistere e fu assorbito dall’ordine dei Gesuiti. (13) Non si trattò mai di una “cabala” d’interessi esoterici e politici, non ebbe mai alcuna influenza sui Templari o altri ordini esoterici, e non esiste oggi come ordine legittimo, cattolico o altrimenti, ma ne fu semplicemente usato il nome, così come nel caso di molte altre storie autentiche, o vere tradizioni ed ordini esoterici, per creare una falsità storica. In omaggio alla verità, mi riferirò nel resto di questo articolo al falso “Priorato” ponendolo tra due virgolette. Due esempi illustreranno rapidamente come il falso “Priorato” agiva per creare le sue storie. Esso ha tentato di impossessarsi della storia Templare e di ritrarre i Templari come fedeli all’ordine ed al proprio lignaggio romanzesco (14) attraverso documenti interamente costruiti, che vari autori definiscono “i documenti del Priorato”; secondo uno di questi documenti la famiglia di un Gran Maestro Templare era originaria di Blanchefort, nelle vicinanze di Rennes-le-Chateau. Blanchefort era invece la magione di un nobile Cataro dallo stesso nome, e non di un Gran Maestro Templare. (15) Pochi ricercatori si sono assunti la fatica di investigare questa o le innumerevoli altre storie completamente false. Similmente Plantard dichiara che il suo vero nome fosse St. Clair, benché non vi sia alcun brandello di prova a testimoniarlo. (16) I Sinclairs (originariamente St. Clair), capi ereditari del rito massonico scozzese, erano legati secondo il “Priorato” da un matrimonio al fondatore dei Templari, Ugo de Payens. Così facendo il “Priorato” cercò di dimostrare di aver avuto un ruolo importante e antico in massoneria. L’impossessarsi di nomi famosi associati con l’esoterismo è una tattica spesso usata al tempo degli Alfa Galati dalla destra francese deteriore, clericale e antimassonica, di prima della guerra. (17) Il “Priorato” costruì la farsa del lignaggio di Gesù creando dapprima l’apparenza di un autentico lignaggio esoterico per sé stesso. Ci riuscì fabbricando storie che poi venivano depositate in biblioteche, nelle quali si parlava d’associazioni fittizie con antichi gruppi esoterici, usurpando l’eredità di gruppi autentici, realmente esistiti anteguerra.
Il gruppo maggiormente plagiato dal “Priorato” appare essere l’Ordine dei “Rosa-Croce del Tempio e del Graal”, fondato da Josephin Peladan nel 1891, che fu veramente il gruppo intimamente connesso con l’affare di Rennes-le-Chateau. Alcuni tra i veri ed i presunti collegamenti adottati dal “Priorato” includono: l’opera del pittore Nicolas Poussin; Emma Calvé, una cantante con numerosi legami occulti; presunte associazioni col Santo Vehm, i Cavalieri Templari e la sopravvivenza di una monarchia apparentemente perduta; diverse associazioni con prominenti personalità del mondo della cultura; sensazionali annunci della scoperta della tomba di Gesù; l’esistenza di un alto ordine esoterico dotato di conoscenza suprema; i Catari; e altri temi che appaiono in storie che risultano ispirate dal “Priorato”. Berenger Sauniére, curato di Rennes-le-Chateau dal 1885 al 1917, sarebbe potuto essere legato all’Ordine dei Rosa-Croce del Tempio e del Graal. Questa associazione risulta essere la fonte delle informazioni frammentarie che il “Priorato di Sion” ereditò sulla vicenda di Rennes-le-Chateau attraverso il vero fondatore del “Priorato”, il “Conte Israele” Monti. La storia attuale del “Priorato” comincia con l’oscura figura del “Conte” Georges Israele Monti, segretario di Josephin Peladan. Nato a Tolosa nel 1880 e educato dai Gesuiti, Monti considerò seriamente il sacerdozio, prima di entrare nel mondo degli ordini iniziatici all’età di 22 anni, per divenire in seguito un massone d’alto livello del rito scozzese. (18) Nel 1906 risultava già rapidamente avanzato all’interno dell’ordine di Peladan. Nel 1908 viaggiò in Egitto e nel 1909 si recò a Monaco di Baviera per conto di Peladan. In seguito alla morte di Peladan nel 1918, Monti tenta disperatamente d’imporsi come personalità di spicco dell’occultismo, riuscendo però sempre e solo a dare l’impressione di possedere solamente conoscenze parziali e incomplete. Così importanti erano per lui questi riconoscimenti che s’industriò per acquisire il titolo di “Conte Israele” Monti. Egli iniziò poi a raccontare storie melodrammatiche relative al suo coinvolgimento nelle presunte attività politiche d’alcuni ordini esoterici, sebbene suo unico collegamento politico noto appare essere stato quello con Leon Daudet, fratello del dirigente del gruppo di destra “Azione Francese”. Nel 1922 Monti dichiarò entusiasticamente d’essere affiliato al controverso mago Aleister Crowley e al suo gruppo occulto, e disse di esser stato incaricato da alcuni gruppi occulti in Inghilterra ed in Germania di creare un nuovo ordine. Nel 1924 l’apprendista stregone cercò di divenir maestro e formò un nuovo gruppo. Secondo l’occultista Anna Osmont egli tentava di mettere in pratica un piano per “distruggere tutto ciò che mi è caro e prezioso, al fine di costruire una società illusoria”. Insieme con un uomo che si faceva chiamare Gaston Demengel, Monti, usando il nome di Marcus Vella, formò un gruppo detto “Gruppo Occidentale di Studi Esoterici”, un ordine di minuscole dimensioni. Si trattava di un’organizzazione altamente segreta, che pretendeva d’essere un corpo d’élite dedicato a condurre il mondo verso una pace duratura e composto da un ramo maschile e uno femminile (la loggia d’Iside). Il numero degli adepti, e il tipo d’attività effettuate, rimasero sempre ignote. Nel suo unico documento noto si fa riferimento alla riconciliazione degli ordini esoterici con la Chiesa cattolica come uno degli obiettivi dell’ordine. Di questa meta, così come delle pretese d’esclusività, elitarismo, e di un dichiarato interesse per la pace nel mondo, si ritrova molte tracce negli insegnamenti del “Priorato di Sion”. Nell’ottobre 1936, il Bollettino delle officine superiori della Gran Loggia di Francia, organo della Gran Loggia Massonica, pubblicò un articolo che denunciava il Monti come trafficante d’informazioni, falso pretendente alla nobiltà, e possibile agente gesuita. Il 21 dello stesso mese Monti fu trovato morto. Il suo stretto collaboratore, Dott. Camille Savoire, precipitatosi ad esaminarlo dichiarò che questi era stato avvelenato. Savoire è menzionato nei primi numeri del periodico “Vaincre” degli Alfa Galati come colui che, assieme con Plantard, l’estremista di destra Louis Le Fur, e un certo Maurizio Moncharville, fu uno dei responsabili della rivista stessa. Nel numero 4 di “Vaincre” infatti, Le Fur scrive di essere stato iniziato nel 1934 negli Alfa Galati da Georges Monti. Dal 1934 fino alla sua morte Monti abitò al n. 80 di rue du Rocher a Parigi. Per una strana coincidenza nel 1942-43 “Vaincre” veniva stampato nella stessa strada al numero 45 da un certo Poirer Mitirat, il cui nome affiorerà di nuovo, dopo la guerra, in associazione con Plantard. Savoire poteva vantare una lunga storia di formazione di gruppi esoterici alternativi. Durante la sua esperienza in massoneria, Savoire si trovò spesso in disaccordo con le pratiche massoniche stabilite da lunga data, così come con gli obiettivi e gli stessi vertici dell’organizzazione. Come Monti, Savoire era un massone d’alto livello del rito scozzese, iniziato a Ginevra nel 1910. Ma dal 1913 Savoire aveva formato un proprio gruppo, la Gran Loggia Nazionale Francese. Nel 1935, dopo la formazione degli Alfa Galati, egli formò un gruppo dall’interessante nome di Gran Priorato delle Gallie; morì nel 1951. La sua relazione con Monti e il suo coinvolgimento con ordini alternativi fecero del Savoire un probabile candidato per l’assunzione della leadership del Gruppo Occidentale di Studi Esoterici, carica rimasta vacante a causa della morte di Monti.
Esistono molte connessioni tra le attività del periodo pre-bellico di Plantard, di Monti e dei loro soci da un lato e i temi identificabili col postbellico “Priorato di Sion” dall’altro. E’ molto probabile che gli Alfa Galati possano esser stati una copertura per il gruppo di Monti, che poi continuò le proprie attività perfezionando e attuando un piano che sarebbe poi stato portato avanti sotto l’ombrello del “Priorato di Sion”. Il primo obiettivo del “Priorato” fu quello di posizionarsi nella mente del pubblico inconsapevole come la suprema organizzazione esoterica occidentale. Esso sognava di utilizzare tale serbatoio di forze in modo sinarchico come mezzo per promuovere la sua agenda mista di politiche clericali e insegnamenti esoterici da fine secolo. Non rappresenta i veri insegnamenti d’alcun ordine positivo esoterico. E’ materialistico, ossessionato dal raggiungimento della maggior influenza possibile sulle masse, e ha fabbricato documenti senza alcun riguardo per possibili considerazioni etiche. Il suo programma è quello di manipolare le persone per mezzo della menzogna al solo fine di aumentare il proprio potere. Il cosiddetto lignaggio creato dal “Priorato” non esiste. Non c’è alcuna linea di discendenti di Gesù fino ai Merovingi o ad altre famiglie; anzi, non esiste alcuna prova di qualsivoglia discendenza di Cristo. La sopravvivenza della linea di sangue Merovingio come asserito dai documenti del “Priorato” si basa sul presunto matrimonio di Giselle de Razers col Re merovingio del settimo secolo Dagoberto II. Giselle de Razers però non è mai esistita, ma risulta esser stata fabbricata da Plantard e dai suoi soci. La storia fraudolenta del “Priorato di Sion” e il suo falso lignaggio è stata creata utilizzando la grande mole di documenti esoterici pubblicamente disponibili nelle biblioteche francesi, nelle quali venivano inoltre introdotti documenti fasulli. Per esempio, le carte di Peladan sono state depositate nella Biblioteca dell’Arsenale, e gl’incartamenti di St. Yves furono depositati alla Sorbona nel 1938 dal figlio del noto occultista francese Papus, insieme con molte altre carte di Papus stesso. (19) Una ricerca effettuata da Paul Smith ha dimostrato che alcuni dei documenti che proverebbero il supposto lignaggio e un poema ispirato dal “Priorato” detto del “Serpente Rosso” risultano esser stati stampati dalla stessa pressa. E’ anche probabile che nel corso della guerra il “Priorato” possa aver avuto accesso agli archivi di società esoteriche e massoniche, alcuni dei quali piuttosto antichi, depositati nel Centro d’Azione Massonica controllato dal regime di Vichy. Questo deposito era diretto da Henri Coston, un giornalista e collaboratore antisemita, citato sulla prima pagina del primo numero di “Vaincre”. Similmente, per creare una certa credibilità tra gli addetti ai lavori, il “Priorato” collegò l’albero genealogico di Plantard ad una genealogia autentica originalmente apparsa in un’edizione speciale del diario storico “Les cahiers de l’histoire” No. 1 (1960), che fu inserito nelle biblioteche contenenti altri documenti fabbricati dal “Priorato”. (20) L’idea del lignaggio fasullo s’origina in due luoghi diversi. Negli anni ’30 gli scritti e i discorsi dell’esoterista italiano Julius Evola ricevettero una certa prominenza in molti circoli filosofici, esoterici e politici di destra, mentre egli era ammirato da gerarchi nazisti come Heinrich Himmler.
Molti temi del “Priorato” si originarono nelle idee d’Evola. Secondo il pensiero d’Evola nel vecchio sistema dell’ordine mondiale il re era considerato un essere sacro. Le virtù e i poteri divini discendevano su di lui. Le istituzioni tradizionali erano basate su lasciti sacri. Lo stato stesso aveva un significato trascendente. Evola faceva riferimento inoltre ad una qualità speciale del sangue che egli dichiarava esistere un tempo nelle case regnanti. Soprattutto ammirava come re ideale Goffredo di Buglione, primo re latino di Palestina subito dopo la prima crociata, il lux monarchorum (luce dei monarchi). (21) L’uomo poteva solamente innalzarsi, scriveva Evola, per mezzo del governo di una élite spirituale, di coloro che vestono la cintura o cordone degl’iniziati che segna i “portatori dell’influenza invisibile”. (22) Tutte queste idee permeano il pensiero del “Priorato”, mentre i “documenti del Priorato” richiedono persino, ai membri, d’indossare una cordone nel momento dell’iniziazione. Per creare il concetto del lignaggio, le idee d’Evola furono amalgamate con quelle provenienti da un’altra fonte, la dissertazione per il dottorato di Gualtiero Johannes Stein, pubblicata originariamente in Germania nel 1928. (23). In questo lavoro, intitolato Il Nono Secolo: Storia del mondo alla Luce del Santo Graal, Stein, un conoscente stretto di Rudolf Steiner, evidenziò ciò che egli credeva fosse lo sfondo storico e simbolico dietro alle saghe del Graal. Come appendice al “Nono Secolo” si trova una tavola genealogica che Stein chiama il “lignaggio del Graal”. Di quest’albero, un lato si estende alla casa reale di Francia e l’altro fa capo a Goffredo di Buglione. Una parte della tesi di Stein è che gli eventi delle vite di figure storiche reali possano aver servito da modelli per alcuni personaggi ed eventi nelle storie del Graal. Secondo Stein gli uomini associati a quest’albero genealogico furono riconosciuti nel loro periodo come dotati d’alta natura spirituale e capacità paranormali. Egli è però convinto che tali capacità fossero svanite centinaia d’anni or sono dalle relative famiglie. Un lettore impreparato che affrontasse l’opera di Stein potrebbe facilmente confondere le persone storiche reali con la simbologia adottata. L’intenzione di Stein è invece quella d’illustrare il modo in cui le forze positive spirituali rappresentate dal Santo Graal si manifestino talvolta nelle vite e nelle azioni delle persone, e come queste possano influenzare società ed eventi. Egli non fece alcuna affermazione che potesse implicare il fatto che il Santo Graal fosse o potesse rappresentare un lignaggio reale, sapendo egli perfettamente che così non era. Queste furono le fonti che, adoperate a proprio uso e consumo, furono adoperate per fabbricare la storia dell’esistenza di una speciale linea di sangue, supportata da un’antica società esoterica, che fosse dietro alla maggior parte degli eventi politici chiave e dei misteri della storia francese e perfino dello stesso Santo Graal. Oggi il “Priorato” è parzialmente attivo. Periodicamente, alcuni che pretendono di esserne i rappresentanti tentano ancora di influenzare scrittori e ricercatori promuovendo nella loro corrispondenza privata le versioni della storia fabbricate dal “Priorato”. Molte persone sono state ingannate da queste menzogne, ma nonostante la disillusione che molti potranno oggi avvertire, è importante sapere che al mondo esistono gruppi e individui sinceramente spirituali, altamente sviluppati, che operano per il beneficio dell’umanità. Questi sono esistiti nel passato, esistono oggi ed esisteranno nel futuro, finché ci sarà anche solo uno sparuto gruppo d’uomini con il coraggio di guardarsi dentro e di vivere le proprie vite in armonia con una genuina spiritualità. In ogni modo, ad onor del vero, rimane dovere d’ognuno il parlare in nome della verità per controbilanciare il sensazionalismo falso e materialistico dei “Priorati di Sion” nel mondo. Seguendo un simile percorso d’integrità, ciascuno di noi può lavorare al mantenimento di una vera spiritualità, sia all’interno di noi stessi che nel mondo. Solo allora si potrà parlare di un giorno migliore per l’umanità. Si tratta in effetti di una delle lezioni imparate sulla ricerca della gran realtà spirituale rappresentata dal vero Santo Graal.
Note:
1. Joscelyn Godwin, La Creazione di un Sistema Universale: St. Yves d’Alveydre
ed il suo Archeometra, in “Alexandria”, 1 (1991), p. 230.
2. Pietro Partner, I Maghi Assassinati, I Templari ed il loro Mito (New York: Oxford University Press. 1982), pp. 172-176. Ibid. p. 173.
3. Per informazioni sul background di Plantard e sui suoi lavori, vedi Il Messaggio di un Enigma Sacro, Storie, Leggende e Miti di Rennes-le-Chateau, un estratto da La Tavola d’Isis,
Parte 2, I Templari dell’Apocalisse di Gianluca Chaumeil, tradotto da Paul Smith in “The Rennes Observer” 15 (giugno 1997), pp. 19-20.
4. Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, Il Lascito Messianico (New York: Henry Holt, 1986), p. 351. Enfasi aggiunta.
5. Chaumeil, p. 20.
6. Vedi Robert Richardson, Una Costituzione Merovingia a S.Sulpice, in “The Rennes Observer” 16 (Sept. 1997), pp. 36-37.
7. Paul Smith, Una Cronologia di Rennes-le-Chateau, in “Le Reflet” (versione in lingua inglese, Autunno 1994, pp. 10-13.
8. Baigent ed altri, Lascito Messianico, pp. 288-95.
9. Michael Baigent, Richard Leigh, e Henry Lincoln, Sangue Santo, Santo Graal (New York: Delacorte Press, 1982), p. 196, ove si cita un articolo nella pubblicazione “Circuito” del “Priorato”.
10. Baigent ed altri, Lascito Messianico, pp. 296-99, ove si notano molte somiglianze tra il “Priorato” e gli Alfa Galati.
11. Baigent ed altri, Sangue Santo, Santo Graal, p. 138.
12. Gerard de Sede, Rennes-le-Chateau: l’incartamento, l’impostura, i fantasmi, le ipotesi (Parigi: Robert Lafont, 1988), p. 127.
13. Sangue santo, Santo Graal, pp. 36-67, è un buon esempio di queste sciocchezze.
14. Vedi Noel Currer-Briggs, Il Sudario e il Graal (New York: St. Martin’s
Press, 1978), p. 78.
15. Baigent e altri, Lascito Messianico, pp. 259-60. Si veda inoltre Sangue
Santo, Santo Graal, p. 439, nota 21.
16. Vedi Partner, p. 174, per un esempio.
17. De Sede, pp. 225-36.
18. Godwin, p. 230.
19. Chaumeil, p. 20.
20. Julius Evola, Rivolta contro il Mondo Moderno, traduz. Di Guido Stucca (Rochester, Vt.: Inner Traditions, 1994); prefazione di H.T. Hansen, pp. viii,
15, 22, 41, 298, 300.
21. Julius Evola, Il Mistero del Graal: Iniziazione e Magia nella ricerca per lo Spirito, trad. Guido Stucca (Rochester, Vt.: Inner Traditions , 1996), p. 134.
22. Gualtiero Johannes Stein, Il Nono Secolo: Storia del mondo alla Luce del Santo Graal (Londra: Temple Lodge Press, 1991).
IL Processo di Pierre Plantard: le Condanne.
Vittorio Vanni
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Categorie: Esoterismo

Pubblicato da Ereticamente il 9 Luglio 2021

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Paolo

    Complimenti a Vanni per l’eccellente ricostruzione della “faccenda” Dan Brown – Priorato di Sion – Rennes.
    Una piccola nota di carattere storico per sottolineare l’ignoranza di Dan Brown: fa mettere al rogo i Templari su un’isola del Tevere, anziché di Parigi (“Vennero bruciati sul rogo e i loro resti gettati nel Tevere” – edizione Oscar Mondadori, 2003, p. 398). Tanto basta,

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