Rosslyn: quando il suono si fece pietra – Cristiano Turriziani

Rosslyn: quando il suono si fece pietra – Cristiano Turriziani

Piramidi, Mura ciclopiche, monoliti di pietra, Templi dedicati al Dio Sole; Cattedrali, Abbazie, Eremi dedicati al primo Attore della Creazione. Il mondo ne è pieno e qualcuno oggi grazie agli strumenti di misurazione che si avvalgono di applicazioni di alta tecnologia riesce a recuperare ciò che i nostri avi ben sapevano e di cui nel loro idioma ci hanno fatto testimonianza anche lì dove per noi è stato così difficile com-prenderli. Si pensi solamente per farne un esempio, ai cosi detti presocratici la scuola (vera!) di Talete Anassimandro e Anassimene; quella dei “ Principia prima”; che sia aria acqua o apeiron in tutte le cose. E che dire della realtà al di fuori del mito della caverna? Uno tra i primi tentativo in cui si cercava di de-strutturare quella sovra struttura (concreto-stilistico-espressiva) che avrebbe obnubilato nei secoli la conoscenza primaria; quella che passava attraverso i riti, i simboli per dirla con una parola, il “sacro”.  E così, illustri filosofi e costruttori ed ermetisti hanno lasciato nei loro libri o compendi delle “ tracce” ben visibili che sia il linguaggio della fisica quantistica sia materie ad essa affini, oggi sembrano riscoprire decriptando. Lo sapeva bene il buon William Sinclair quando dette inizio ai lavori per la costruzione di Rosslyn. La Rosslyn Chapel un coacervo di elementi tradizionali: un viaggio congelato di chi aveva raccolto – come leggenda narra ma storia vuole – l’eredità templare trasportandola e facendola essere pietra. Tralasciando la parte puramente architettonica ci occuperemo – attraverso anche qualche volo pindarico – di questioni riguardanti la cimatica e riferibili a questo strano e misterioso luogo. Non è un caso che la chiesa in questione è assunta alle cronache perché tirata in ballo nelllo stesso romanzo di Dan Brown divenuto poi il film che almeno una persona su tre tra noi ha visto: Il Codice Da Vinci. Ma al di la delle congetture che ci saremmo potuti aspettare dalle suggestioni secondo cui nella chiesa vi si sarebbe trovato il “ sangue di Cristo” nella asserzione del “sangreal” del Priorato di Sion (quindi la discendenza dei re Merovingi stirpe nata dall’ unione del Cristo con Maria Maddalena – “la sacra prostituta”) quello che si è trovato con il tempo e a seconda degli studi ivi fatti è stato ben altro.  Un gruppo di ricercatori che si dedicano alla decifrazione di messaggi segreti ha trovato una musica che sarebbe nascosta in una complessa scultura all’interno della chiesa. Il team composto da padre e figlio Thomas e Stuart Mitchell.  L’ipotesi dei Mitchell parte dal fatto che sono numerosi gli angeli che suonano vari strumenti proprio sulle colonne dove esistono anche i misteriosi cubi. Molti degli angeli hanno strumenti musicali tra le loro mani, altri invece sembrano cantare in coro, ma ce ne è uno che sembra estraneo a tutto ciò:

«Studiandolo da vicino ho scoperto che egli sta leggendo un pentagramma e dunque mi sono messo alla ricerca del pezzo di musica da decodificare»ha continuato Mitchell, “ Una volta scoperta, la musica è stata riportata su un pentagramma. Vi sono 213 cubi nella cappella della Chiesa e l’ipotesi che essi siano stati messi lì per raccontarci qualcosa non  è da escludere in assoluto”. E dello stesso parere sono altri storici della musica che hanno studiato i risultati dei Mitchell”..

In questi cubi sono stati trovati simboli geometrici che a loro volta sono stati associati a delle diverse tonalità: tale meccanismo viene chiamato dai due ricercatori “musica congelata”, in quanto la musica è stata congelata con il tempo dal simbolismo e secondo loro era solo una questione di tempo prima che il simbolismo iniziasse a “scongelarsi” ed a rivelarsi per quello che effettivamente era, una rappresentazione di una singolare partitura musicale. Mitchell padreha lavorato su quei cubi per oltre 25 anni e ha utilizzato tutta l’esperienza ottenuta dal suo lavoro come decifratore di messaggi segreti per la Royal Force durante la Guerra di Corea. Secondo Mitchell, la musica “segreta” scritta nei cubi della cappella si rifarebbe a quanto scoprì il musicista tedesco Ernest Chladni, vissuto tra il 1700 e il 1800, studiando la complessità delle vibrazioni sonore attraverso lo strofinamento di un archetto di violino e tocchi da parte di dita di una serie di piastre, le quali permettevano di cogliere la forma ondulata delle onde sonoreponendo della sabbia su tali piastre. Un fenomeno complesso che venne studiato per tutto il 19mo secolo da parte di numerosi matematici e fisici e il cui nome è CIMATICA. Ma che cosa è la Cimatica e soprattutto cosa disse in merito Ernst Chladni? Il termine cimatica designa una teoria, dovuta allo studioso svizzero Hans Jenny, che tenta di dimostrare un effetto morfogenetico delle onde sonore . Il nome cimatica è stato coniato dallo stesso Hans Jenny, e deriva dal greco kymatika (κυματικά) che significa “studio riguardante le onde” (da kyma (κΰμα) che significa “onda, flutto”). Il musicista e fisico tedesco Ernst Chladni osservò nel XVIII secolo che i modi di vibrazione di una membrana, o di una lastra, possono essere visualizzati cospargendo la superficie vibrante con polvere sottile (ad esempio polvere di licopodio,o anche semplice farina o sabbia fine). La polvere, infatti, si sposta per effetto della vibrazione e si accumula progressivamente nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla. Nel caso di una vibrazione stazionaria, questi punti formano un reticolo di linee, dette linee nodali del modo di vibrazione. I modi normali di vibrazione, e il reticolo di linee nodali associato a ciascuno di questi, sono completamente determinati (per una superficie con caratteristiche meccaniche omogenee) dalla forma geometrica della superficie e dal modo in cui la superficie è vincolata. Questo fornì un importante contributo alla comprensione dei fenomeni acustici e del funzionamento degli strumenti musicali. Le figure così ottenute (con l’ausilio di un archetto di violino che sfregava perpendicolarmente lungo il bordo di lastre lisce ricoperte di sabbia fine) sono tuttora designate con il nome di “figure di Chladni“.

Nel 1967 il medico svizzero Hans Jenny ,seguace delle dottrine antroposofiche di Rudolf Steiner , ha pubblicato il primo di due volumi intitolati Kymatic, nel quale – traendo ispirazione dalle esperienze di Chladni – hasostenuto l’esistenza di un sottile potere attraverso il quale il suono struttura la materia. Nei suoi esperimenti egli poneva sabbia, polvere e fluidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore  che produceva un ampio spettro di frequenze. La sabbia o le altre sostanze si organizzavano in diverse strutture caratterizzate da forme geometriche tipiche della frequenza della vibrazione emessa dall’oscillatore.L’onda sonora incidente, pertanto, non influenza affatto la forma del corpo vibrante né la forma dei reticoli nodali: l’unica cosa che cambia per effetto della vibrazione è la disposizione della sabbia di cui il corpo è stato cosparso. L’immagine formata dalla sabbia, a sua volta, è influenzata dallo spettro di frequenze della vibrazione incidente solo in quanto ogni modo di vibrazione è caratterizzato da una specifica frequenza: pertanto, dallo spettro del segnale che eccita la vibrazione dipende quali reticoli nodali siano effettivamente visualizzati. Secondo Jenny queste strutture, che ricordano i mandalao altre forme ricorrenti in natura, sarebbero la manifestazione della forza invisibile del campo vibrazionale ed ogni forma conterrebbe le informazioni sulle vibrazioni che l’hanno generata.

Hans Jenny fu particolarmente impressionato da un’osservazione: imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito  come l‘Om (conosciuto dagli induisti e buddhisti come il suono della creazione e corrispondente al Verbo, al Logos della Bibbia occidentale) la polvere di licopodio rispondeva alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale, simbolo con il quale antiche popolazioni indiane rappresentavano lo stesso MANTRA Oṃ (Aum). Non per nulla PITAGORA aveva già intuito e sosteneva che “la geometria delle forme è musica solidificata“. I fenomeni fisici coinvolti nella formazione delle figure di Chladni, oltre a trovare una spiegazione nella fisica classica, stanno aprendo alla ricerca di analogie fra intuizioni filosofico-religiose e aspetti della fisica moderna, individuando paralleli fra i fenomeni descritti dalla cimatica, la formulazione ondulatoria della meccanica quantistica e i fenomeni che portano alla formazione di strutture frattali. Gli apparati sviluppati dai cultori della cimatica per la visualizzazione dei reticoli nodali hanno ispirato opere nel campo delle arti visive e della musica contemporanea. (si pensi alla stessa immensa opera di Arvo Pärt che avremmo tempi e modi di trattare) il soffitto della Rosslyn Chapel diviso in 5 parti, presenta un serie di simboli tra cui rose, gigli, margherite e stelle a 5 punte distribuite secondo una progressione che altro non è che la spirale Fibonacci. (già abbondantemente trattata dallo stesso Fulcanelli). Ora, 5 sono anche le linee del pentagramma su cui appunto inserire le 7 note naturali di cui disponiamo. In un ordine dove anche il valore di battute e pause sembra seguire la logica della sezione aurea 1+√5/2=1,6180339887 tra l’altro va considerato che le stesse 13 colonne sono la somma di 7+5+1 (do all’ottava)…Le tredici colonne che compongono la navata centrale dall’ abside culminano all’ altezza dell’ entrata della chiesa con un cavaliere e l’appeso, simboli di quella Corona presente nella melodia oramai scongelata.  Vale la pena richiamare alla memoria ciò che ci viene detto dall’ antropologo e etnomusicologo Marius Schnider nel volume Pietre che cantano (SingendeSteine), Studi sul ritmo di tre chiostri Catalani di stile Romanico, trad. di Augusto Menduni con un saggio di Elèmire Zolla.  Ed.SE, 1976, Milano: “La scienza delle arti figurative, ha prestato sinora scarsa attenzione alla grande scoperta di E.Seler, secondo la quale le singolari figure degli dèi delle antiche culture superiori sudamericane non sono affatto i prodotti di una fantasia sfrenata, ma il frutto di una composizione coerente di simboli sonori e attributi mitologici. Nel decifrare i manoscritti aztechi e quelli maya lo studioso berlinese constatò che, disponendo ordinatamente i segni e le figure, non si poteva mai individuare una frase grammaticamente compiuta, ma pur sempre un ragionamento del tutto univoco[…] Nel Rituale, l’avvenimento centrale è acustico. Esso si svolge entro gli ampi limiti che sono attribuibili al suono – dal bisbiglio, al linguaggio e la canto, fino al grido – e costituisce sempre l’autentico punto cruciale del sacrificio. La «parola» rende effettiva l’azione. Inoltre il suono costituisce l’unico legame esistente tra i vivi e i loro antenati defunti o i loro dei. […]nelle antiche cosmogonie questo collegamento sonoro corrispondesse al concetto di «espansione della parola» e avesse la sua radice in quella forza canora che, come prima manifestazione di pensiero, creò il mondo: il suono della vibrazione primordiale sacrificò infatti se stesso per diffondersi progressivamente con un ritmo in espansione spiraliforme, di vibrazioni sempre più alte e variate e per trasformarsi a poco a poco in pietra e carne “.

Stesso identico meccanismo a cui “ obbedirebbe” l’Arkèdi ogni cosa presente sulla terra: il caro elemento acqua. Quella menzionata dallo stesso Talete come principio di tutte le cose. Sostanza fluida che diviene il contenitore in cui viene posta. Due molecole di idrogeno e una di ossigeno che permetterebbero alla vita biologica tutta di esistere e di espandersi (usiamo più questo termine che l’evoluzione in quanto personalmente non crediamo in questa ipotesi seppur accreditata dal “tanto di cappello” Dott. Darwin). Tra i nomi che più di tutti hanno studiato il suo livello sub-atomico vale la pena ricordare lo scienziato Masaru Emoto (Yokohama, 22 luglio 1943 – Yokohama, 17 ottobre 2014) il quale scrisse che: “ quando l’acqua congela, le molecole dell’acqua si accorpano sistematicamente e formano i nucleoni del cristallo. Questo si stabilizza solo se ha la struttura di un esagono, poi cresce e diviene un cristallo visibile. Questo è il decorso naturale. Se noi però forniamo all’acqua informazioni non naturali, non può formarsi nessun cristallo esagonale armonico. Le parole ‘grazie’, ‘amore’, ‘gratitudine’, sono una parte dei principi di base della natura. Per questo il cristallo forma la figura tradizionale di un bell’esagono. Invece la parola ‘sciocco’ non esiste in natura; è un termine innaturale coniato dall’uomo”. David Bohm, celebre fisico dell’Università di Londra, che si era già confrontato con lo stesso problema durante la sua riformulazione del paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen, ribadisce come non vi sia alcuna propagazione di segnale a velocità superiori a quella della luce, bensì che si tratti di un fenomeno non riconducibile ad alcuna misurazione spaziotemporale. Il fisico americano sosteneva che le scoperte di Aspect implicassero la non-esistenza della realtà oggettiva. Vale a dire che, nonostante la sua apparente solidità, l’Universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto, indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è un illusione: ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso “organismo” fondamentale.

Se le particelle ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono “parti” distinte bensì sfaccettature di un’unità più profonda e basilare; poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste “immagini”, ne consegue che l’universo stesso è una proiezione, un ologramma. Se l’esperimento delle particelle mette in luce che la loro separazione è solo apparente, significa che ad un livello più profondo tutte le cose sono infinitamente collegate: “Gli elettroni di un atomo di carbonio nel cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo. Tutto compenetra tutto. Ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che un’ immensa rete ininterrotta“. Si dice che nel cielo di Indra esiste una rete di perle disposta in modo tale che, se se ne osserva una, si vedono tutte le altre riflesse in essa. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo non è semplicemente se stesso ma contiene ogni altro oggetto, e in effetti è ogni altra cosa” recita il AvatamsakaSutra di 2500 anni fa della tradizione orientale:

“Con l’osservazione l’onda diventa corpuscolo. L’energia del Campo Unificato (intelligente) diventa materia. La materia si trasforma e produce il tempo e lo spazio (il momento e la posizione). Dunque il tempo nasce dalla trasformazione dell’energia in materia. Ma in realtà il tempo e lo spazio non esistono. Ci sono intervalli rapidissimi che sembrano succedersi in continuità tra una scomparsa e una apparizione di una particella e l’altra. Questi intervalli che sembrano susseguirsi in rapida successione sembrano andare a costituire il tempo. Ma così non è. Se il nostro occhio potesse avere un potere percettivo più veloce (più risolutivo), ci accorgeremmo che nulla fluisce e nulla scorre.” (Vittorio Marchi, insegnante e un ricercatore di fisica).

Per riprodurre l’ologramma lo osserviamo con la luce laser, proiettandone un fascio sulla lastra. Apparentemente a mezz’aria l’osservatore vede formarsil’immagine tridimensionale, attorno allaquale si può anche girare per osservarla da tutti i punti di vista, proprio come se fosse un oggetto reale. Per riprodurre l’ologramma lo osserviamo con la luce laser, proiettandone un fascio sulla lastra. Apparentemente a mezz’aria l’osservatore vede formarsi l’immagine tridimensionale, attorno alla quale si può anche girare per osservarla da tutti i punti di vista, proprio come se fosse un oggetto reale. Su una stessa lastra possono essere registrati moltissimi diversi ologrammi, semplicemente variando l’angolo di incidenza del laser, e allo stesso modo essi possono essere letti separatamente. Infine. qui sopra vediamo che l’informazione registrata (in questo caso l’immagine della mela) è distribuita su tutta la lastra. Infatti da ogni sua più piccola parte è possibile riavere l’informazione originale, anche se in tal caso si verifica una certa perdita d’informazione, inversamente proporzionale alla grandezza della parte letta. Affermare che ogni singola parte di una pellicola olografica contiene tutte le informazioni in possesso della pellicola integra significa semplicemente dire che l’informazione è distribuita non-localmente. Se è vero che l’universo è organizzato secondo principi olografici, si suppone che anch’esso abbia delle proprietà non-locali e quindi ogni particella esistente contiene in se stessa l’immagine intera.

Lavorando nel campo della ricerca sulle funzioni cerebrali, anche il neurofisiologo Karl Pribram dell’Università di Stanford, si è convinto della natura olografica della realtà. Egli ritiene che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni o in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica. Vi è una impressionante quantità di dati scientifici a conferma della teoria di Pribram ma l’aspetto più sbalorditivo del modello cerebrale olografico dello scienziato, è ciò che risulta unendolo alla teoria di Bohm. Se la concretezza del mondo non è altro che una realtà secondaria e ciò che esiste non è altro che un turbine olografico di frequenze e se persino il cervello è solo un ologramma che seleziona alcune di queste frequenze trasformandole in percezioni sensoriali, cosa resta della realtà oggettiva? In parole povere: non esiste.

Tornando a Rosslyn probabile tempio della Rosa Mistica Templare, chi ha fatto costruire lì questa cappella conosceva benissimo oltre che le sequenze di cui abbiamo parlato in termini sia di sezioni che di frattali anche il fitto reticolato di campi elettromagnetici  che avvolgono  idealmente la terra tutta e che viene chiamato con il nome del suo inventore “onde Hartmann”. Chi ha edificato Rosslyn con ogni probabilità, conosceva l’andamento di queste onde che avvolgono la terra e non la avrebbe posizionata lì per caso ma consapevole di erigere non solo un luogo spirituale ma un centro energetico; vero e proprio spartito vivente in cui le tredici colonne rappresenterebbero l’estensione dell’ accordo di settima dominante  che si fonda sulla scala minore melodica ed è un accordo che sintetizza perfettamente il modo Lidio di dominante derivante tra l’altro da ¼ di grado di una scala minore melodica. Tra l’altro vi sarebbero delle relazioni che intercorrerebbero tra Rosslyn, l’Abbazia di Cluny e le mura ciclopiche di Alatri ma di questo tema vi renderemo edotti appena avremo dei dati certi a nostra disposizione. Come è noto, la fisica moderna si basa sulla teoria della relatività di Albert Einstein e sulla meccanica quantistica fondata da MaxPlanck. Le due teorie non sono però compatibili perchè la prima spiega il comportamento di oggetti di grandi dimensioni come le galassie, le stelle ed i pianeti dell’Universo mentre la seconda è applicabile solo al mondo atomico e subatomico degli atomi, degli elettroni, dei quark ecc…

La Teoria delle stringhe risolverebbe questo problema affermando che, a livello subatomico, esistono solo corde vibranti; in pratica le particelle come i protoni, gli elettroni e i quark non sarebbero altro che note musicali su una piccola corda vibrante e tutte le attività dell’universo nascerebbero da un ciclo sub-atomico di energia nel profondo della materia. Queste stringhe unidimensionali di energia sarebbero così piccole che se un atomo di idrogeno fosse esteso alle dimensioni della Via Lattea, proporzionalmente, la stringa sarebbe pari alla larghezza di un capello umano. Dato che, secondo la teoria della relatività di Einstein sappiamo che E = mc2, sappiamo anche che ad una maggiore energia corrisponde una maggiore massa sono fatte della stessa materia in quanto ogni particella è una stringa, le differenze visibili sarebbero solo causate dai diversi modi di vibrazione delle stringhe medesime. Da ciò si deduce che, per spiegare perchè le particelle elementari hanno le proprietà conosciute, bisognerebbe riuscire a capire quali sono i diversi tipi di vibrazione. “La mente di Dio”, dice MichioKaku , “è musica cosmica che risuona attraverso 11 iperspazi dimensionali.”

Ross-lyn un tempio della fede? Prima ancora un tempio di “emanazione” sephirotica che riletta in chiave 3.0 altri non è che un Tutto che tende all’ Uno dissolvendosi nella stessa unità per tornare ad essere tutto: perché Tutto è Uno sono la stessa cosa. A noi tapini non resterebbe che il gravoso supplizio di Tantalo nel decriptare e comprendere il medesimo attraverso quei simboli con cui ancora a distanza di millenni facciamo i conti ma che in realtà potrebbero essere lo specchio onnipresente di ciò che da sempre “abbiamo dentro di noi”.

Cristiano Turriziani

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Categorie: Tradizione

Pubblicato da Ereticamente il 4 Giugno 2021

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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