Il grande Reset – Umberto Bianchi

Il grande Reset – Umberto Bianchi

In questa strana estate, sopraggiunta in ritardo, dopo una lunga e piovosa primavera, a farla da padrone sono i toni trionfalistici. L’Italia “sta uscendo” dalla crisi, i contagi calano, le catastrofiche cifre che parlavano di morti e ricoverati da pandemia, sono oramai ridotte a lumicino. Persino nelle strade, la gente si attarda, un clima di generale vivacità ed allegria sembra aver preso il posto alle tristezze ed ai terrori da medioevo di qualche settimana prima…E poi c’è chi ci dice, in tono trionfale, che “Il grande Reset” è fallito…Caspita! Una volta tanto, i Signori del vapore hanno dovuto far dietrofront: saranno stati i modi seriosi del premirer Draghi, sarà stato il duro cipiglio del Generale Figliolo, saranno state le parole dell’immarcescente Presidente Mattarella, ma fatto sta che, al di là di ogni rosea previsione, qua e là sempre più si sussurra di fallimento del “grande reset”, ovverosia di quel generale riordino del mondo, che l’occasione della pandemia avrebbe offerto a Lor Signori. Ma, al di là di lazzi e battute o di facili trionfalismi, le cose non stanno per nulla così. Durante l’ultimo G7, il presidente Usa Joe Biden, senza tante storie, è tornato a rimarcare le vecchie linee guida della politica estera Usa; i buoni da una parte, i cattivi dall’altra. Senza se e senza ma. I buoni, manco a dirlo sono “loro”, gli Usa progressisti e buonisti a guida dem, il circo equestre di Bruxelles e tutta la sua corte di miracoli. I cattivi, invece, sono Cina, Russia ed Iran. Se la Cina, con la vicenda di Wuhan e della pandemia, ha offerto il fianco agli Usa che, non vedevano l’ora di trovare un qualsivoglia pretesto, per metterla all’angolo, in quanto assurta allo scomodo ruolo di diretto “competitor” economico degli Usa, per Federazione Russa ed Iran, invece, la cosa è un po’ differente. La Russia, in particolare, non ricopre solo il ruolo di competitor geoeconomico degli Usa ma, cosa di non secondaria importanza, rappresenta, ora più che mai, un valido e concreto contraltare al modello globalista Usa.

La Federazione Russa a guida Vladimir Putin, sempre più sta rimarcando il proprio ruolo guida di potenza capofila di quel sovranismo eurasiatico, in grado di rappresentare l’unica valida e reale alternativa, all’ordine circense di Bruxelles. Per questo, al di là di dialoghi e chiacchiere di disgelo tra le due potenze, ad oggi permangono le sanzioni a guida Usa contro la Federzione Russa. Punto secondo. Il peggioramento della crisi economica globale, ha innestato una corsa sfrenata alla speculazione finanziaria, tutta a danno di tutte quelle attività produttive, messe in ginocchio dalla crisi e che ora corrono il rischio di veder smembrate e depotenziate le proprie capacità produttive, in nome di vampireschi programmi di resettaggio aziendale. Punto terzo. Al di là di quanto se ne possa dire, l’attuale Premier-non eletto Draghi, è un grande seguace della teoria della “Distruzione creativa” dell’economista austriaco Joseph Schumpeter. Questi, riprendendo il concetto marxista del continuo auto rinnovamento delle strutture portanti del capitalismo, attraverso un procedimento di loro costante eliminazione e sostituzione, sino a preconizzare la distruzione del capitalismo stesso, riformula questa teoria in chiave contemporanea. In questo modo, però, offre il fianco al neoliberismo che fa di questa dottrina un vero e proprio “mantra”, atto a giustificare ideologicamente, la dismissione delle aziende, le privatizzazioni selvagge e chiaramente, le conseguenti perdite dei posti di lavoro, di cui, sempre più, viene ribadito il carattere di assoluta volatilità.

Il tanto declamato “quantitative easing” di Draghi, altro non è servito che a salvare istituti bancari ed affini, garantendo alla moneta-debito Euro, una sopravvivenza al di là di ogni ragionevole dubbio. Ed a dircela lunga, la tentazione ora sussurrata, ma sempre più forte e pressante, di prorogare ulteriormente lo stato di emergenza, per poter aver le mani libere nello scavalcare i normali canali istituzionali, per quanto riguarda le delibere più importanti. In tutto questo, il clima di bovino ottimismo che i media embedded trasudano da ogni poro, è giustificato dal successo della cosiddetta “campagna vaccinale”, con cui le industrie farmaceutiche hanno realizzato guadagni stratosferici,  in questo supportati da governi totalmente proni ai loro interessi. La campagna vaccinale ha costituito invece, il primo passo verso il resettaggio globale. Quella della pandemia è stata una vera e propria prova, atta a testare la capacità reattiva delle popolazioni europee, in particolare. Di fronte ad una continua campagna di terrore mediatico, di fronte a fragranti ed incostituzionali limitazioni delle libertà fondamentali, i cittadini di mezza Europa hanno avuto reazioni deboli, isolate, che ben fanno sperare, nella definitiva instaurazione di un nuovo ordine globale, sempre più caratterizzato, come abbiamo già accennato, da processi economici “a forbice”: decrescita e compressione delle attività produttive da un lato, crescita esponenziale ed incontrollata delle attività finanziarie, dall’altro.

Una crescita “asimmetrica”, quindi, accompagnata da una reinterpretazione in senso restrittivo delle fondamentali libertà dei cittadini. Questo, sia per quanto riguarda le libertà di movimento, espressione etc., che, per quanto riguarda quelle legate all’economia. Quest’ultima, sempre più ridotta ad attività di mera sussistenza, integrata da oboli simil-previdenziali, a loro volta frutto di esborsi accompagnati da obblighi di restituzione con interesse, come nel caso del cosiddetto “Recovery Fund”. Come abbiamo avuto modo di vedere, lo spauracchio del “global reset” è tutt’altro che tramontato o come, alcuni fantasisti vanno narrando, fallito. Il processo è solo all’inizio, l’unica speranza che rimane, è quella di una graduale presa collettiva di coscienza, che torni sa far girare la ruota della Storia in favore dei popoli e non delle oligarchie finanziarie.

Umberto Bianchi

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Categorie: Attualità

Pubblicato da Umberto Bianchi il 19 Giugno 2021

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960), è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Già Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica, per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Commenti

  1. Andrea

    Ho studiato a Latina, poi mi trasferii a Roma, per frequentare l’università ma tutti i miei compagni di scuola al liceo erano, al 90%, di destra, estrema o meno, e andare in Piazza del Popolo ad ascoltare il consueto comizio di Giorgio Almirante era quasi un obbligo per tutti noi.
    Ma allora, di certo, non avrei mai immaginato che un giorno avrei visto ‘pensatori’ di destra orientati verso Putin “l’eterno eletto” ( mica come il non eletto Draghi, sebbene la costituzione italiana non preveda, ad oggi, l’obbligo del mandato parlamentare ), nato e vissuto comunista, ex colonnello del KGB, uomo talmente ‘sfortunato’ da vedersi morire come mosche uno dietro l’altro, in Russia o altrove, tramite veleno, pistolettate o altri modi, gli oppositori, i giornalisti degni del nome, gli oligarchi in ritardo con i pagamenti estero su estero ( mica penserete che gli Abramovic siano ricchi di loro ! ) o verso Xi Jinping, il leader assoluto del titano cinese.
    L’Iran invece rientra in qualcosa di già visto: basti pensare a Mussolini sedicente ‘protettore dell’Islam’ ( con tanto di consegna della ‘spada dell’Islam’ ) o ai rapporti stretti e prolungati di Hitler con Husseini, il Gran Muftì di Gerusalemme.
    Marx scrisse che la storia si ripete due volte, la prima in forma di tragedia e la seconda in forma di farsa.
    Speriamo di non avvicinarci, in tempi di Kali Yuga, alle comiche finali.

  2. umberto bianchi

    “Il mondo è bello perchè è vario”. Ed ognuno di noi ha diritto di crearsi la propria giusta e più che lecita, personalissima opinione sulle cose. Bisognerebbe però cercare di evitare confusioni e fraintendimenti, i cui esiti possono rivelarsi esiziali. Punto primo. Io non mi sento assolutamente di “destra”. Ritengo certe categorie del pensiero, otto-novecentesche ampiamente superate dall’attuale scenario. Oggi il confronto non è tra chi proviene dalle file della “destra” e chi dalle file della “sinistra”, bensì tra chi è pro o contro quell’ideologia che tende ad assoggettare il mondo all’assoluto primato Tecno-Economico, il tutto a sfavore di quello politico (da “polis”/città-comunità…). Pertanto per me nessun problema ad aver come compagni di strada un Putin o l’iraniano Raisi , il siriano Assad o il nord coreano Kim Jong Un o l’aver avuto e tuttora ad aver come riferimenti ideologici un Nasser, un Peròn, un Sandino, un Che Guevara, un Saddam Hussein, un Gheddafi, un Thomas Sankara ed altri ancora. Vede, ha ben detto lei caro signore. A portare l’Italia, l’Europa, l’Occidente ed il mondo alle tragi-comiche finali, fatte di miseria ed asservimento, sono proprio i “moderati” di sinistra o di destra come lei. Quelle persone che, sotto l’impeto di quel mix di confusionarismo perbenista e paura, stanno consegnando l’Italia a gente come Draghi e compagnia bella, che del Globalismo liberticida, alienante e livellatore, sono la più fulgida espressione…

  3. Giuseppe Barbera

    Come sempre, le analisi di Umberto sono impeccabili poiché ricche di lucidità analitica.

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