Oliver Haddo, la caricatura di Crowley nel romanzo il “ Mago” di Maughan – Francesco Innella

Oliver Haddo, la caricatura di Crowley nel romanzo il “ Mago” di Maughan – Francesco Innella

William Somerset Maugham  ( 1874 – 1965 ) , scrittore inglese. Nacque a Parigi, frequentò la King School di  Canterbury e l’università di Heidelberg, dove si laureò in medicina, che poi abbandonò per dedicarsi esclusivamente alla letteratura. I suoi romanzi più conosciuti sono: Schiavo d’amore ( 1915 ), e La luna e sei soldi (1919 ). L’autore possedeva uno stile chiaro e scorrevole e una notevole vivacità nel dialogo“ Il mago, fu pubblicato nel 1908. In questa storia, Maughan scrive sul mago Oliver Haddo, caricatura di Aleister Crowley. La stesura del romanzo, avvenne, dopo che l’autore trascorse un breve soggiorno a Parigi, dove incontrò personalmente Aleister Crowley agli inizi del 1900 nel caffè” Le chat  Blanc” a Montparnasse, e aveva provato una viva antipatia per il mago inglese. La trama, del libro,ben costruita ed avvincente, trascina il lettore, in continui colpi di scena che lo lasciano senza fiato. Arthur Burdon, un rinomato chirurgo inglese, si trova a Parigi per vedere la sua fidanzata, Margaret Dauncey. Margaret studia arte in una scuola parigina assieme alla sua amica Susie Boyd. Durante la sua prima serata a Parigi, Burdon incontra Oliver Haddo, che si definisce mago ed è un conoscente del mentore di Burdon, il dottor Porhoët, medico a riposo e studioso dell’occulto. Sebbene nessuno della compagnia creda inizialmente alle vanterie di Haddo, questi esegue diversi numeri di magia per loro nei giorni successivi. Arthur arriva alle mani con lui, dopo che il mago ha dato un calcio al cane di Margaret. Come ritorsione, Haddo utilizza tanto la sua personalità come la sua magia per sedurre Margaret, nonostante l’iniziale repulsione della donna verso di lui. Essi si sposano e lasciano Parigi in tutta fretta, lasciando solo un breve messaggio ad informare Arthur, Susie e Porhoët. Arthur è distrutto per l’abbandono e ritorna subito in Inghilterra per immergersi nel suo lavoro. A questo punto Susie si è innamorata di Arthur, sebbene comprenda che questo amore non le sarà mai ricambiato, e parte per l’Italia con un’amica. Durante i suoi viaggi, Susie sente dire molte cose sui nuovi coniugi Haddo, compreso un pettegolezzo secondo il quale il matrimonio non sarebbe stato consumato. Dopo il suo ritorno in Inghilterra, si vede con Arthur e i due vanno ad una festa organizzata da una comune conoscenza. Scoprono con orrore che anche gli Haddo sono tra gli invitati, e Oliver si compiace alquanto di canzonare la sofferenza di Arthur. L’indomani, Arthur si reca all’albergo dove alloggia Margaret e la rapisce per portarla in una casa in campagna. Sebbene essa inizi le pratiche per divorziare da Haddo, l’influenza di quest’ultimo su di lei si rivela troppo forte, cosicché ritorna dal marito. Avendo il sentore che tale influenza debba essere soprannaturale, Susie ritorna in Francia per consultarsi col dottor Porhoët su una possibile soluzione. Alcune settimane dopo, Arthur li raggiunge a Parigi e rivela di aver visitato Margaret a casa di Haddo e di averle suggerito che la sua vita sia minacciata dal marito.

Sottintende che Haddo stia solo aspettando il momento propizio per eseguire un rito magico, che comporterà il sacrificio della vita di lei. Arthur si reca a Parigi per chiedere il parere del dottor Porhoët. La settimana successiva, Arthur ha una sensazione opprimente che la vita di Margaret sia in pericolo, e tutti e tre accorrono in Inghilterra. Quando arrivano a Skene, la casa ancestrale di Haddo nel villaggio di Venning, sono informati dal locandiere del posto che Margaret è morta per un attacco di cuore. Credendo che Haddo l’abbia assassinata, Arthur affronta con i suoi sospetti prima il medico locale poi Haddo stesso. Cercando prove del delitto, Arthur persuade il dottor Porhoët a richiamare dai morti lo spirito di Margaret, che testimonia a loro di essere stata uccisa. Infine, Haddo usa i suoi poteri magici per apparire nella loro stanza alla locanda, dove Arthur lo uccide. Tuttavia, quando si accende la luce il corpo di Haddo è scomparso. Il trio visita la casa abbandonata di Haddo per scoprire che egli ha usato la sua magia per creare la vita – ripugnanti creature che vivono in provette– e che questo è il fine per il quale ha sacrificato la vita di Margaret. Dopo aver trovato il cadavere del mago nella soffitta, Arthur dà fuoco al maniero per distruggere tutte le prove degli esperimenti occulti di Haddo. L’autore a distanza di anni, definì il suo romanzo come un: “ frammento biografico” e rileggendo aveva definito la sua scrittura ampollosa ed enfatica. Colin Wilsono,nel suo testo :” Aleister  Crowley. La natura della bestia”, delfini il mago inglese, come: “ una singolare e provocatoria figura di mistico e poeta.” “ Circondato di una sempre alimentata aureola di scandalo, in assoluta antitesi con la morale corrente, incessantemente processato ed accusato. Crowley fu in realtà giudicato troppo frettolosamente e in maniera superficiale e fu sempre frainteso. La sua esistenza fu una continua ricerca del Reale, perseguita con ogni mezzo. Crowley, essendo essenzialmente un grafomane scrisse su  “ Vanity fair”, nel 1908 un articolo dal titolo:”Come scrivere un romanzo dopo WS Maughan”, in cui accusa lo scrittore inglese di plagio citando dei testi letteralmente copiati per la stesura del romanzo, alcuni famosi, appartenenti all’esoterismo ed altri strettamente letterari..Il giornale venne fondato da Thomas Gibson Bowles, generalmente conosciuto come Tommy Bowles, fu un giornalista e editore inglese. È stato il fondatore delle riviste The Lady e Vanity Faicon con l’intento di mettere alla berlina le vanità della società dell’Inghilterra vittoriana. La rivista offriva ai suoi lettori articoli su moda, attualità, spettacoli, libri, eventi mondani e dell’ultima’ora; inoltre presentava narrativa a puntate, giochi di parole e altre amenità.

I testi accusati di plagio da parte di Crowley  sono due “ L’isola del dottor Moreaudi H. G. Well. Il Fiore e il Frutto, di Mabel Collins.

L’isola del dottor Moreau è un romanzo pubblicato da Herbert George Wells ( 1866 -1946 ) nel 1896, L’autore di origini modeste, riuscì a laurearsi in scienze. Questi studi gli ispirarono i celebri romanzi con i quali anticipò la fantascienza. La macchina del tempo (1895 ). La guerra dei mondi (1898 ). I primi uomini sulla luna ( 1901 ). In questi testi, alcune immaginarie scoperte scientifiche,proiettano i personaggi  al di fuori della società, che può essere osservata con distacco e lucidità. Nei libri di Wells sono presenti gli ideali del socialismo utopico, che portò l’autore ad aderire alla Fabian society. E negli ultimi anni della sua vita, abbandonò la letteratura per dedicarsi alla saggistica sociologica, ma la sua fama è legata alle sue favole scientifiche, il cui realismo paradossale conserva la sua efficacia nonostante lo stile trasandato.

 Mabel Collins (1851 -1927) fu  il nome con cui la signora Keningale Cook pubblicò i suoi numerosi scritti. Era una teosofa inglese e autrice di almeno 46 libri, tra cui L’idillio del loto bianco, che scrisse  prima di aderire alla società teosofica .Questo romanzo, del 1890, si muove in realtà in varie dimensioni, e indica palesemente , secondo il pensiero dell’autrice, la via verso l’illuminazione. Nonostante questo intento, si può considerare un romanzo di formazione e racconta il percorso di un ragazzo in un tempio. Altra sua opera famosa, che risale  alla sua filiazione teosofica è La luce del sentiero, in cui è racchiuso la conoscenza esoterica di un antichissimo testo iniziatico, originariamente trascritto da Mabel Collins,  e svelato dal grande maestro Ramacharaka. I precetti della Luce sul sentiero sono spiegati e illustrati uno a uno rendendoli accessibili a tutti i lettori qualsiasi sia il loro livello di iniziazione sulla via spirituale, con un particolare riguardo per l’allievo che si incammina sul Sentiero. Questo libro ispirato compone la prima parte del famoso Corso Avanzato di Filosofia Yoga e Occultismo Orientale di Yogi Ramacharaka, ed è di grande ausilio a chi si avvia alla meditazione, o a chi la pratica da tempo. Il libro della  Mabel Collins a cui si riferisce Crowley è Il fiore e il frutto che la Mabel pubblicò  ad episodi sulla rivista Lucifer. La rivista  fu  fondata dalla Blavatsky dal 1889, che diresse fino alla sua morte nel maggio 1891. Annie Besant fu co-editrice. fino al settembre 1895, quando George Robert Stowe Mead divenne un co-editore. La rivista fu pubblicata fino all’agosto  all’agosto 1897.

L’opera non piacque alla  Blavatsky, che  pensò che la scrittrice avesse “perso il controllo della storia”. Ma le accuse erano infondate, in quando il libro mostra le lotte e gli errori di uno che fu un adepto della magia nera, e che stava tentando con  tutte le sue forze, di raggiungere la Fratellanza Bianca e imparare il bene invece del male. All’inizio del 1889, alla Mabel fu chiesto di lasciare la Società Teosofica .I motivi dell’espulsione non  furono esplicitamente dichiarati. Si dice che avesse una relazione sia con Bertram Keightley, venendo meno così ai precetti della scuola teosofica che imponeva  di ” schiacciare la natura animale” e “vivere nella castità in atto e pensiero”.  L’abbandono della società teosofica provocò un crollo nervoso alla scrittrice inglese, che si ritirò da qualsiasi attività, continuando però a scrivere ottimi  romanzi Crowley non contento del suo articolo pubblicò, sotto  lo pseudonimo di Haddo, un testo dal tiolo: “ Psicologia dell’hasshis”,  fu pubblicato  originariamente da The Equinox, Volume I, N° 2, nel settembre del 1909.  Si tratta  un saggio sulla cannabis, i suoi effetti sulla psicologia e la coscienza e le sue connessioni con il misticismo, la religione, la spiritualità e l’alchimia. Crowley si convinse che l’hashish fosse la strada maestra in grado di condurre a quegli stati di coscienza espansa ricercati da tutti i mistici e trovò che fosse particolarmente utile nello Yoga sessuale. La risposta di Maughan fu che Haddo non era Crowley e che rispetto al mago inglese era molto più spietato e crudele. Ma, a mio giudizio, il suo personaggio  condivide, molti aspetti della personalità di Crowley. Entrambi hanno uno sguardo descritto come penetrante. Sono molto intelligenti. Sono maghi che hanno sposato una giovane donna, poi hanno viaggiato per il mondo . Entrambi usavano strane droghe e si associavano a persone di “cattiva reputazione”. Sia Crowley che Haddo erano eccezionali cacciatori di grossa selvaggina. Ed è facile presumere che la descrizione di Haddo da parte di Maughan fosse basata su una effettiva conoscenza di Crowley, ecco come Lo scrittore inglese descrive Haddo nel suo romanzo:”Ma un’altra cosa strana su di lui era l’impossibilità di dire se fosse serio. C’era una beffa in quella strana occhiata, un sorriso sardonico sulla bocca, che ti faceva esitare nel prendere le sue espressioni oltraggiose. Era irritante essere incerti se, mentre tu stavi ridendo di lui, non si stava davvero godendo un elaborato scherzo a tue spese.” Nelle sue confessioni  che è  un’autobiografia parziale del poeta e occultista Aleister Crowley . Copre i primi anni della sua vita fino alla metà della fine degli anni ’20, ma non include l’ultima parte della vita e della carriera di Crowley tra allora e la sua morte nel 1947.

Crowley scrive: “Il Mago era, in effetti, un apprezzamento del mio genio come non avevo mai sognato di ispirare. Mi ha mostrato quanto fossero sublimi le mie ambizioni e mi ha rassicurato su un punto che a volte mi preoccupava: se il mio lavoro valesse in senso mondano. A volte temevo che, per quanto la mia scienza avesse soddisfatto la mia stessa anima, poteva ancora mancare il segno di rendere il genere umano “.

Francesco Innella

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Categorie: Magia

Pubblicato da Ereticamente il 2 Maggio 2021

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Stupendo articolo. Mi hai ricordato un’intensa lettura di anni fa.
    Grazie Francesco.

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