Biancaneve e il bacio: anima e animus – Costanza Bondi

Biancaneve e il bacio: anima e animus – Costanza Bondi

O tempora o mores… accade oggi che due sconosciute editorialiste americane, di un giornale online con sede a San Francisco, pubblichino una castroneria – giusto per usare un eufemismo – e nel giro di alcuni click la notizia diventa virale: il bacio del principe a Biancaneve non è consensuale! E via a scatenarsi il mainstream, e giù a condannare ciò che non è politicamente corretto dal punto di vista veterofemminista, e ancora via a censurare l’atto inconsulto offensivo e inaccettabile. Innanzitutto, quindi, vediamo il significato del BACIO. Appartenente al linguaggio non verbale, costituisce di per sé uno dei gesti più simbolici che si possano attuare tramite il corpo umano, poiché proprio le labbra rappresentano la soglia tra l’interiore e l’esteriore che, in tal modo, possono essere messi in comunicazione attraverso la vibrazione. Lo stesso archetipo PITH, che corrisponde al simbolo della BOCCA, ha funzione di ESPANSIONE: da intendersi sia come vibrazione da cui scaturisce la voce sia come energia dal portato rituale, dal bacio stesso scaturita. Ecco anche spiegata la frase pronunciata dalla Roberts in qualità di prostituta nel celebre film “Pretty woman”: “Faccio tutto, tranne baciare sulla bocca”!

Se nell’immaginario collettivo il bacio è inteso come gesto materiale di puro amore (per esempio, tra madre e figlio o tra amanti) a livello sacrale va a costituire un’evoluzione di significato che conduce addirittura alle prassi liturgiche, nelle quali diventa quel gesto-segno di devozione e venerazione che rappresenta il passaggio dal simbolo alla sua attuazione concreta (prendendo ad esempio la sola religione cristiana, possiamo citare a titolo informativo, il bacio di Giuda, il bacio al crocifisso il venerdì santo, il bacio alle reliquie…). Sull’assunto di “coniunctio labiorum copula animarum”, sta di fatto che il bacio racchiuda in sé un portato simbolico dal quale non è possibile prescindere. Soprattutto quando, da San Francisco, si vada a commentare a sproposito vicende e narrazioni di cui non si abbia la minima contezza del reale significato di quanto si stia criticando. Infatti, in una lettura che non sia la semplice decodifica destinata ai bambini (il senso puramente letterale, diremmo riguardo a una esegesi di favole e miti), sia nella vicenda di Biancaneve che in quella di Pigmalione e Galatea, sia nella bella addormentata nel bosco di nome Rosaspina, che ne la Bella e la Bestia, il bacio non si risolve altro che in un “principium initiationis” dal valore di RISVEGLIO, tanto fisico quanto più coscienziale. Pertanto, nonostante la favola di Biancaneve abbia per giorni dato scandalo nel web a causa della lettura superficiale del bacio non consensuale, a livello esoterico possiamo invece descrivere i protagonisti come segue:

BIANCANEVE – identità del singolo, la Sophia Interiore nonché Femminino Sacro, appunto bianca, quindi pura come l’acqua, archetipo del femminile = anima.

PRINCIPE – il Mascolino Sacro, appunto di color azzurro-cielo, che è il principio spirituale = animus.

RE – il Padre, la cui casa sarà abbandonata allo scopo di iniziare il percorso di trasformazione e il cui finale sarà il bene che vince sul male.

MATRIGNA – l’Ego astrale che richiede al cacciatore di portarle le Forze dell’Amore, cioè il cuore della rivale, sì da renderla prigioniera nel mondo spirituale, e liberarsi dall’ossessione dello SPECCHIO che ne è il pensiero riflesso, utilizzato per spiarne la bellezza.

CACCIATORE – l’istinto che uccide le forze interiori rappresentate dagli animali, ma che salva la vita alla fanciulla conducendola nel bosco.

7 NANI – le forze astrali, i 7 chakra = i centri energetici del mondo fisico che concentrano e poi rilasciano l’energia vitale che ci circonda: Biancaneve ne raggiunge la capanna (ricovero sicuro) solo dopo aver superato varie prove (acqua, animali paurosi, vento…).

BACIO – elemento che ridesta dal sonno per compiere l’opera alchemica del matrimonio mistico. La morte simbolica non può essere evitata se si vuol progredire. Il bacio rappresenta pertanto il dono dell’arrivo, da parte di entrambi, della consapevolezza dell’amore vero in congiunzione.

MONITO – Tramite la sventura (le prove) si risorge a nuova vita. L’innocenza di Biancaneve è divenuta maturità. La fanciulla ingenua è ora la sposa regale. La stessa Biancaneve-materia è vestita dei colori della Grande Opera: mantello e capelli neri (combustione-calcinatio) = nigredo o morte iniziale; carnagione bianca (dissoluzione-solutio) = albedo o purificazione; gonna gialla (disseccamento-coagulatio) = citrinitas o guarigione; fiocco rosso (evaporazione-sublimatio) = rubedo o compimento nell’individuazione del Sé. Il corpetto del vestito è nelle nuances del blu e tale rimarrà, in quanto rappresenta ciò che di negativo resta permanente nonostante la trasformazione: non può e non deve essere eliminato, in quanto consapevolezza delle esperienze precedenti (il nostro bagaglio).

Concludendo, possiamo affermare che il bacio del risveglio è tutto tranne che una violenza, rappresentando l’atto che conduce all’unione degli opposti nel risveglio di Natura. Si tratta, cioè, del “bacio rituale” come preludio della Ricongiunzione all’Uno, in quanto salvezza del principio generativo femminile che era stato incarcerato tramite l’incantesimo della “mela”.

COSTANZA BONDI,

classe ’68, nasce e vive a Perugia, città che profondamente porta nel cuore. Da sempre è dedita alla scrittura in tutte le sue forme e sfumature, tra le quali predilige il copywriting, particolarità che dal 1986 le permette di redigere testi istituzionali e creativi, sia all’interno di agenzie pubblicitarie che in qualità di freelance. Laureata nel 1992 in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Perugia; archivista dal 1993 al 1995 del Centro Internazionale per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa CSCE, oggi OCSE; opinionista per diletto, collabora con editori e con autori italiani in qualità di curatrice e correttrice di bozze; oltre a libri di poesie e racconti, ricette, articoli per riviste e per giornali online, da ricercatrice indipendente pubblica saggi su simboli sacri universali, archetipi e archeologia dei segni.

Nel 2009 ha creato il marchio WOMEN@WORK – un gruppo che annovera un parterre di autori e autrici scelti per la forza e per la passione del proprio carattere letterario – per il quale nel 2013 riceve il Premio Minerva Etrusca – sezione letteratura. Collaboratrice delle riviste “EreticaMente: cultura, azione e identità” e “Fenix, enigmi e misteri della storia del sacro”. Amministratore di Wikipedia, enciclopedia libera in lingua italiana. Redattore volontario di Wikizionario, il dizionario libero online. Membro del coordinamento del Circolo dei Lettori di Perugia.

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Categorie: Simbolismo, Società

Pubblicato da Ereticamente il 7 Maggio 2021

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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