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Il Terrore vaccinale – Umberto Bianchi

Il Terrore vaccinale – Umberto Bianchi

In una Roma desolata ed impaurita, sotto una pioggerellina triste e battente, si è inaugurato l’anno nuovo. Sotto lo sguardo occhiuto di forze dell’ordine sempre più schierate a far non si sa che, tra il continuo e sgradevole battere delle eliche di elicotteri, intenti a sorvolare le nostre città, tutte le radio e le tivvù embedded, sono intente a trasmettere e ritrasmettere come in un ossessivo mantra le cifre dell’evento pandemico. Quando, lì per lì, sembra passare un filo di speranza, con il calo di qualche percentuale di malati, ecco che subito ti arriva un piccolo, ma ben calcolato, getto di doccia fredda. “Sì le cifre sono effettivamente calate, ma era a causa dei minori dati del fine settimana”, “In verità è nuovamente aumentato l’indice di contagiosità” e via discorrendo. Con le loro faccette serie e corrusche, i vari sapienti da strapazzo, avvisano, ammoniscono ma, specialmente inoculano, non il vaccino della speranza, ma quello di un silenzioso e strisciante terrore, che tutto paralizza e rende inane e fatuo. Nulla si muove, tutto tace, i dati economici nazionali, sempre più al ribasso, ci ricordano la discesa verso un declino che, con l’andar del tempo, rischia di divenire irreversibile. Si parla di decine di migliaia di imprese destinate alla chiusura e di altrettante decine di migliaia di lavoratori, che perderanno il posto. Ma Loro, con la faccia di bronzo di chi sa di avere (per ora…) le spalle ben coperte, ti rispondono che tutto questo, è per la “salute pubblica”, per il “bene collettivo”. Un risposta che ha il sapore di una sinistra e ben orchestrata beffa.

Qui nessuno nega l’esistenza di un virus, esiziale e pericoloso, al pari delle tante patologie che, da sempre affliggono il genere umano ed il cui unico, tragico, vezzo, sta nell’essersi presentato, in uno dei peggiori momenti di crisi economica e politica mondiale.  In tutta questa tragica vicenda, dovrebbe oramai esser chiaro, agli occhi di tutti, che molto più si sarebbe potuto fare, ma così non è stato. Di fronte allo spettacolo di un paese-continente, di un miliardo e passa di anime travolto da un evento epidemico di queste proporzioni e considerato che, di questo miliardo, un imprecisato numero di individui gira per il mondo, come turista o residente estero, andava da sé che il rischio di una ondata epidemica di ampie proporzioni, era sotto gli occhi di chiunque avesse un minimo di buon senso e che, pertanto, si dovesse provvedere con sollecitudine, a filtrare e chiudere le frontiere con la Cina.

Con lo stesso buon senso, l’arrivo di un evento epidemico sul suolo nazionale, avrebbe dovuto essere accompagnato da una immediata mobilitazione sanitaria, volta a far ottenere gratuitamente o quasi, tutto quello che è il materiale di protezione sanitaria, ai cittadini tutti. Dalle famose mascherine, guanti, visiere, ma anche quei tamponi per effettuare una rapido e massiccio monitoraggio sanitario della popolazione, avrebbero dovuti essere messi alla portata di tutti in breve tempo. Le stesse strutture sanitarie, avrebbero dovute esser tempestivamente integrate, con le famose tenso-strutture, in grado di alleggerire il sovraccarico ed il riempimento di posti nelle strutture sanitarie pubbliche. Stesso discorso avrebbe dovuto valere, per gli spazi chiusi pubblici, dai locali commerciali, agli uffici, sino alle scuole. Anche qui, primaria avrebbe dovuto essere, l’installazione di impianti di sanificazione dell’aria, sulla falsariga di quanto già esiste sugli aeromobili delle varie compagnie. Ora, tutta questa serie di provvedimenti illustrati in brevi linee ed a cui si potrebbero aggiungere altrettanti ed ulteriori addentellati, non avrebbero certo evitato morti e ricoveri, ne avrebbero sicuramente ridotto, in modo molto sensibile il numero, permettendo, tra l’altro, ai paesi interessati di non subire inutili e quanto mai, dannose quarantene, queste sì, tutte a detrimento dell’economia, del benessere e del generale stato di salute della popolazione tutta. Invece, stranamente, l’Europa ed il mondo occidentale intero, hanno mantenuto un ambiguo atteggiamento di “laissez faire”. Certo, utilizzare le risorse pubbliche in modo coordinato ed intelligente, non rientrava nei dettami del neoliberismo, che hanno così bene ispirato le politiche dei paesi occidentali degli ultimi trenta-quaranta anni. Il demandare progressivamente a forme assicurative, un numero sempre maggiore di competenze sanitarie pubbliche, la chiusura  di interi poli sanitari ( in ispecial modo in Italia…sic!), hanno fatto il resto, lasciando le popolazioni d’Europa (e degli Usa…sic!) alla mercè di un’ondata epidemica che, differentemente, avrebbe potuto essere gestita con costi molto minori.

Un velo di pessimismo e di terrore indiscriminato, supportato ed alimentato dai media embedded, sembra aver avvolto lo stato d’animo delle popolazioni europee tutte. A farla da padrone ora, il continuo martellamento con le cifre sui contagiati e sui decessi che, se viste in una generale e più ampia ottica sanitaria, in Italia ammontano ad uno 0,0006 per cento o giù di lì, della intera popolazione,cosa che non accade invece con altre patologie, quali quelle legate all’apparato cardiocircolatorio ed al comparto oncologico che, a ben altre medie arrivano. Contagi e decessi, vengono spregiudicatamente adoperati al fine di intimidire le popolazioni e far loro accettare l’idea della supina accettazione di vaccini di cui, ad oggi, non si conoscono ancora bene, né le controindicazioni, né i reali effetti di copertura; con il rischio, quindi, di dover ripetere all’infinito lo stesso trattamento più e più volte. Ma, il motivo che sta alla base di tanto martellamento mediatico, va ricercato nel tentativo di prorogare “sine die”, un illegale stato di privazione delle principali libertà individuali. Da notare che l’ultimo Dpcm sarebbe stato emesso, a detta di Lor Signori, al fine di rendere più libere e fruibili le festività natalizie e di fine d’anno. Intento che, invece, è stato puntualmente disatteso, in favore di ancor più restrittive ed odiose misure restrittive. La scusa è sempre la solita: quei dati che descrivono un significativo aumento di contagi sul territorio ma, a quanto sembra, non sono confortati da nessuna seria verifica a riguardo.

Una tra tutte: la quanto mai sospetta e repentina sparizione del dato riguardante i contagi dovuti all’influenza stagionale che, generalmente, fa capolino proprio con l’irrompere della stagione fredda e che, quest’anno, sembra mancare del tutto dallo scenario nazionale. Una subdola forma di ricatto psicologico sta spingendo il nostro paese e l’Europa tutta, verso una forma di neo paternalistica dittatura. Nel nostro paese, in particolare, assistiamo allo spettacolo di un premier (non eletto) che governa e proroga, di volta in volta, uno stato di emergenza ed altri consimili provvedimenti, per via di decretazione d’urgenza, senza passare per il parlamento. Tutto ciò, in un paese che, rispetto ad altre realtà statuali, si è sempre fatto scudo della Carta Costituzionale del ’48, al fine di condannare, ostracizzare, mettere a tacere, qualunque forma di istanza non conforme ai “desiderata” della maggioranza. Ora, quello che si sta verificando in Italia, è estremamente grave, lesivo delle libertà  dei cittadini e sta producendo delle pesanti ricadute sia sul piano economico, tramite il generale impoverimento della popolazione, che su quel medesimo settore sanitario che, oberato da una endemica disorganizzazione, ora non riesce a far fronte ad altre e più gravi patologie. Sempre più, a livello capillare, va facendosi strada il sospetto di una manipolazione dei dati statistici sulla pandemia e/o del  concorso di mani umane nel suo diffondersi, proprio in concomitanza con eventi quali le elezioni Usa, l’arrivo dei vaccini, le festività varie…

A questo punto, sarebbe ora di mobilitarsi senza indugio, senza attendere oltre. Una imponente raccolta firme, con richiesta di immediata revoca di inutili ed incostituzionali “coprifuoco”, sino ad uno sciopero generale e ad una generale serrata, potrebbero costituire un primo e decisivo segnale di democrazia diretta, un concreto avviso sfratto, per un governo che agisce senza l’autenticazione della volontà popolare.  Questo perché, non si possono strangolare un paese ed un popolo intero, con la scusa di una pandemia. È necessario che, una volta per tutte, edotti sulle coperture sanitarie atte a curare o prevenire le conseguenze del virus, i cittadini, in virtù di quanto chiaramente espresso dalla carta Costituzionale, tornino ad essere artefici del proprio destino, senza se e senza ma.

UMBERTO BIANCHI

 

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Categorie: Attualità

Pubblicato da Umberto Bianchi il 14 Gennaio 2021

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960), è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Già Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica, per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Commenti

  1. A proposito del virus… si potrebbe avere una foto?

  2. Ivano Macalli

    Signor Bianchi, Lei dimentica che senza le misure contenitive in atto il numero dei morti sarebbe maggiore, prova ne è che in paesi poveri con sistemi sanitari inadeguati si muore per strada e con altre percentuali. Non lo 0,0006.
    Le ricordo il piano pandemico non aggiornato dal 2006, e questo non è imputabile a questo governo. Le ricordo anche che con più malati anche il nostro sistema sanitario, come quello di altri paesi europei o americani, sarebbe al collasso come nei primi tempi della pandemia. E anche che ci siano posti non sufficienti nelle terapie intensive anche questo non è colpa di questo governo. Siamo andati avanti a privatizzazione della sanità e questo è stato il risultato. Abbiamo dovuto chiedere, elemosinando, che alcuni posti nella sanità privata venissero convertiti Covid.

  3. umberto bianchi

    Gentile sigr. Macalli, vorrei farle notare che le mie sono osservazioni caratterizzate da quei criteri di buon senso ed ovvietà che dovrebbero animare chiunque si trovi ad occupare i posti di comando, non di un paese del Terzo-Quarto Mondo, ma di una tra le potenze industrilai del mondo. Vede oggi siamo nel II decennio del 21° secolo e non nell’Evo Medio o nel Seicento…mezzi tecnologici per ovviare a certe situazioni ve ne sarebbero, eccome.Ecco, anzichè spendere soldi per dare navi da crociera quali residence x “migranti” o mandare migliaia di soldati in inutile missioni estere, si fosse provveduto a realizzare tenso strutture dedicate al Covid attorno agli ospedali. O se si fossero distribuiti materiali e mezzi di protezione sanitaria gratuiti a tutti i cittadini. Se si avesse provveduto a sanificare gli ambienti commerciali o di lavoro con strumenti di ozonificazione come per gli aerei. Ecco, forse si sarebbero potute evitare tante vittime e non avere delle così pesanti ricadute in economia. Al governo c’erano Conte and Co, attaccati come non mai alla poltrona e quindi loro dovevano provvedere e loro è la responsabilità intera, per quanto accaduto. Si vada poi a vedere le cifre per i decessi da altre patologie e le confronti con i dati “covid” e poi ci dirà. Questa è stata l’occasione che certi Signori si aspettavano, per insediare un regime di dittatura globale e fare tanti bei soldoni con i vaccini, nel contempo violando i fondamentali diritti di libertà dell’individuo.Nulla più.Contro questo perverso disegno, rimane la strada della rivolta e della mobilitazione civile. Cosa molto difficile , questo sì…

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