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Il Discorso dei “Fiumi di sangue” di Enoch Powell

Il Discorso dei “Fiumi di sangue” di Enoch Powell

Esce nei prossimi giorni, per i tipi di Italia Storica, Il Discorso dei “Fiumi di sangue” di Enoch Powell, «il più rovente atto d’accusa contro l’immigrazione di massa e la sostituzione dei popoli mai fatto da un politico conservatore occidentale». Proponiamo qui di seguito la prefazione di Davide Olla:

 

 

Enoch was Right”. Ancora oggi si trovano in commercio delle spillette con questo slogan spesso sovrapposto alla bandiera Britannica o Inglese, questo a più di cinquant’anni dal discorso che sferzò il Regno Unito con una profezia che sembrava già allora troppo scomodamente plausibile.  “Enoch was Right” è anche il titolo di un libro uscito proprio nel 2018, in occasione del cinquantenario da quando le parole di Enoch Powell risuonarono nell’etere. Scritto da Raheem Kassam, un autore musulmano di origine indiane che aveva già denunciato la frammentazione e le tensioni crescenti nella società Britannica nel suo precedente libro dall’eloquente titolo “No Go Zones: How Shariah Law is Coming to a Neighborhood Near You” (2017), con la prefazione di Nigel Farage, il politico che di fatto ha portato all’uscita del Regno Unito dalla UE.

Un’ampia intervista allo stesso leader del Brexit Party è contenuta anche nell’ultima opera di Kassam. Toccando ogni aspetto dell’attuale situazione demografica, analizzando le statistiche sulla criminalità, il grado di integrazione/interazione percepito e reale tra le varie eterogenee comunità che compongono la società britannica, la conclusione del libro di Raheem Kassam sembra proprio rimandare al titolo: Enoch aveva ragione.

Ci sarebbe materiale per disquisire su Enoch Powell, questa figura-chiave della politica inglese, per giorni: dalle sue posizioni sulla crisi nordirlandese all’avvento della Thatcher, alla guerra delle Falkland. O del fatto che ebbe la dubbia soddisfazione di vedere quanto il discorso “Rivers of Blood” fosse stato profetico: nei primi anni ’80, infatti, iniziarono le prime pesantissime rivolte razziali a Bristol, Birmingham e Londra (Brixton, Notting Hill).

Enoch non era né un bieco razzista, non aveva simpatie per i Fascismi (che ha combattuto in prima persona), non era uno snob sciovinista e bigotto dell’upper class ma uno dei figli più brillanti della spesso bistrattata working class. Aveva “solo” la cultura, l’intelligenza, la visuale ed il coraggio di avvisare i suoi compatrioti che si stava andando nella direzione sbagliata e di battersi apertamente e con ogni forza perché ciò non si avverasse. Ha ragionato ed agito in base ad una qualità che era largamente diffusa tra i britannici e che ora è merce sempre più rara, di fronte al politically correct ed alla perversa ideologia immigrazionista ed i suoi nuovi dogmi: il common sense.

Son passati un altro paio di anni e i quartieri inglesi dove la legge islamica si applica de facto sono aumentati: cartelloni pubblicitari “sconvenienti” sono regolarmente censurati da giovani salafiti. Ragazze in abbigliamento “non consono” vengono insultate o aggredite. Non dimentichiamo poi che in Inghilterra le corti islamiche che applicano la Shari’a in materia di dispute e contenziosi civili sono legali da tempo. Sull’onda delle rivolte etniche del Black Lives Matter (BLM) originate negli Stati Uniti, abbiamo poi visto milizie paramilitari sfilare in uniforme nel quartiere nero di Brixton (senza che fosse effettuato neanche un fermo)[1], manifestanti BLM e Antifa abbattere statue[2] ma anche gruppi di nazionalisti o ex militari schierarsi a proteggerle con conseguenti scontri[3]. Nel frattempo è diventato endemico lo sbarco di immigrati clandestini sulle coste del Kent e del Sussex, dove si è arrivati ad intercettarne svariate centinaia al giorno[4]. E già ci sono echi di tensioni importanti tra cittadini esasperati (varie dimostrazioni sono ricorrenti sia nelle cittadine costiere sia nei luoghi dove i clandestini vengono alloggiati). Il tutto in un quadro reso ancora più esplosivo dall’emergenza pandemica e da una Brexit traumatica e senza accordi.

Insomma pare proprio che “Enoch was (absolutely!) right”. Anche se avremmo preferito il contrario. Ora l’unica cosa da fare è riconoscerlo e agire di conseguenza. With a bit of common sense.

 

 

Enoch Powell

Il Discorso dei “Fiumi di sangue” 

Birmingham, 20 aprile 1968: il più rovente atto d’accusa contro l’immigrazione di massa e la sostituzione dei popoli mai fatto da un politico conservatore occidentale

 

Con uno scritto di Maurizio Serra

Prefazione di Davide Olla

 

F.to 13×20, 64 pagg., Euro 10,00, ITALIA Storica, Genova 2020.

Info: italiastorica@hotmail.com

http://associazioneitalia.blogspot.com/2020/10/novita-nella-collana-off-topic-enoch.html

[1] https://www.rt.com/op-ed/496973-forever-family-black-activists-nfac/

[2] A cominciare da quella del mercante e filantropo Edward Colston a Bristol nel giugno 2020. Colston, ricco uomo d’affari, aveva interessi anche nel commercio degli schiavi, che costituivano peraltro la maggiore fonte di reddito per la città nel 1700. A questa sono seguiti numerosi altri casi di statue di personalità sfregiate o danneggiate nel Regno Unito: dallo statista Winston Churchill al fondatore degli Scout Robert Baden-Powell al re-guerriero scozzese Robert the Bruce, oltre al Memoriale della Regina Vittoria e diversi Memoriali ai caduti in guerra. Notiamo poi come dove non arrivino i manifestanti BLM e Antifa ci pensi il politicamente corretto istituzionale: è notizia di questi giorni (settembre 2020) di come l’università di Edimburgo abbia scelto di togliere il nome del filosofo David Hume, accusato di “razzismo”, dalla Torre universitaria lui nominata, https://www.bbc.com/news/uk-scotland-edinburgh-east-fife-54138247.

[3] https://www.bbc.com/news/uk-england-bristol-53034357

[4] Fino a una cifra record di 416 immigrati sbarcati in un singolo giorno a Dover il 3 settembre 2020, https://news.sky.com/story/record-number-of-migrants-reach-uk-in-single-day-12062009.

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Categorie: Libreria, Recensione, Storia

Pubblicato da Ereticamente il 10 Ottobre 2020

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Nebel

    Si è innescata l’autodistruzione. Non c’è scampo.

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