Il diavolo e l’acqua santa – Livio Cadè

Il diavolo e l’acqua santa – Livio Cadè

“La verità non è venuta nel mondo nuda, ma è venuta in simboli ed immagini”.

(Vangelo di Filippo)

 

Il simbolo è la natura dell’uomo; noi viviamo di simboli, vi siamo immersi come nell’aria che respiriamo. Un albero non è un albero, un sorriso non è una contrazione muscolare e l’acqua non è acqua. Se entrate in un’antica chiesa, lontano dal caos della modernità, sentirete risuonare nell’ombra silenziosa l’armonia dei simboli, vedrete i riflessi luminosi della trascendenza sulla superficie opaca della materia. Ogni oggetto, ogni geometria, ha lì funzione simbolica. “Conviene che attraverso segni sensibili arriviamo alle realtà spirituali”, dice San Tommaso. La coppa delle acquasantiere, ad esempio, è simbolo di una cavità battesimale in cui l’uomo è rigenerato e protetto. Per San Tommaso l’aspersione con acqua benedetta favorisce la remissione dei peccati e difende dalle tentazioni; secondo Santa Teresa d’Avila ha il potere di allontanare i demoni. È dunque fonte di salute per il cristiano.

Lo scettico dirà che si tratta di anacronistiche superstizioni o che si tratta dell’opinione di due dottori della Chiesa, non di dottori in medicina. Purtroppo, il parere della scienza è quello che oggi prevale. Forse per questo le acquasantiere sono oggi tristemente asciutte; sembra rappresentino ora pericolosi veicoli di contagio. Si capovolge così il tradizionale riferimento simbolico, in cui l’acqua santa era strumento sacramentale di protezione dal male e di purificazione. Desacralizzata, l’acqua santa diventa simbolicamente H2O, tramite non più di benedizioni ma di microscopici veleni. È quindi vietato quel simbolico lavacro. Del resto, nessuno crede più che due atomi di idrogeno e uno di ossigeno proteggano da un demonio che forse non esiste. Privata dei suoi antichi poteri, oggi l’acqua santa pare trasmettere un virus micidiale. Quindi quel vecchio sacramentale viene sostituito con un gel igienizzante o con erogatori a raggi infrarossi. Oggi infatti il buon cristiano, che differisce per molti aspetti dal vero cristiano, è un modello di pragmatismo e razionalità, più che di fede nel sovrannaturale. Dubita dei Santi, ma ha una tetragona fiducia nella scienza ufficiale.

Questo dipende dal nuovo simbolismo collettivo entro il quale si muove. Di fatto, non solo il singolo individuo si nutre di simboli, ma ogni società si basa su codici simbolici, e quando perde la fede e il rispetto verso di loro è destinata ad atrofizzarsi e a morire. Perciò è inquietante la facilità con cui la Chiesa ha permesso alla politica e a sedicenti comitati scientifici di offendere la sacralità dei simboli religiosi. Con una sorta di finta umiltà e pavida ubbidienza, gerarchie ecclesiastiche e masse di fedeli hanno piegato il capo e detto “così sia”, rinunciando a secolari forme simboliche, con atteggiamento remissivo e pecoreccio.

La Chiesa ormai lascia alla scienza il compito di decidere sull’eterna questione che Pilato pose a Cristo: “cos’è la verità?”. Si accontenta di aggiungere alle dottrine scientifiche qualche blanda esortazione pastorale e qualche nota a margine, di carattere teologico. Del resto, il mondo moderno non può più accettare il silenzio di Dio, il Suo mistero; preferisce la didattica petulanza delle dimostrazioni scientifiche, la “ricerca critica, persistente e inquieta” – per usare le parole di Popper – di instabili certezze. Oggi i linguaggi della scienza traducono i simboli religiosi in formule razionali. Anche il corpo eucaristico di Cristo, tradotto scientificamente, diventa potenziale veicolo di germi; quindi pare giusto proteggersi dai rischi di un’ostia contagiosa con scrupolose cautele igieniche, trattare Cristo come un untore. Pare lecito non offrire i tradizionali sacramenti agli infermi per non portare, insieme a Cristo, il virus; idea che ogni cristiano dovrebbe trovare oscena. La salutaris hostia diviene scientificamente un disco di amidi e carboidrati; quindi non v’è nulla di blasfemo nel temerne la potenziale infettività e nel maneggiarla con guanti preservativi. Senza capire che così si perverte la liturgia in una sorta di Messa nera, in una profanazione.

Anteporre presunte ragioni scientifiche a esigenze di carattere spirituale è segno che una civiltà è nella sua fase di dissoluzione. Lo slancio romantico della fede si abbassa a usare il bilancino del farmacista. La Chiesa conserva una traballante impalcatura di credenze e dogmi teologici, ma nella sostanza si arrende al potere e al sapere della scienza. Qualche fiacca omelia, forme di assistenza sociale quali potrebbe svolgere qualunque associazione laica e atea e poco più. È la scienza la nuova pedagogia divina, la buona novella dei nostri tempi. I suoi profeti non ricevono più la parola di Dio in oscure visioni, presentimenti e illuminazioni, ma attraverso i protocolli di una metodologia sperimentale. Anche Dio deve adattarsi al progresso, colmare le lacune scientifiche del suo Logos.

Persino l’amore del prossimo, di chi è vicino, va oggi scientificamente limitato, in quanto teoricamente contagioso. Poiché non si ammettono criteri diversi da quelli meramente biologici, si predica non la prossimità ma la lontananza, la distanza di sicurezza. Prima di ogni precetto di carità, v’è il dovere di evitare pericolosi contatti con altri esseri umani. Per lo stesso motivo diventa lecito negare l’unzione sacramentale a malati e moribondi, e proibire ai familiari di assistere i loro cari morenti e di dar loro cristiana sepoltura. Si possono compiere così, con la coscienza tranquilla, crimini efferati contro l’umanità.

Pare incredibile che, in altri tempi, alcuni religiosi respirassero l’alito degli appestati, li abbracciassero, accostassero l’orecchio alle loro labbra per raccoglierne un’ultima confessione. Oggi, molto più responsabilmente, il buon cristiano non concede al suo prossimo nemmeno un tangibile, seppur fuggevole, segno di pace. Un abbraccio o una stretta di mano violano le leggi dell’igienismo burocratico cui devotamente ubbidisce. Perciò ci si limita a un sorriso, scambiato a qualche metro di distanza. Un occhieggiare tra esseri separati da un muro invisibile, sguardo che si finge amorevole mentre nasconde la reciproca diffidenza. Non potendo più amare il prossimo, si ripiega sull’amore del lontano, di qualcuno che non ci può infettare.

Entrando in chiesa le donne non mettono il velo, ma una maschera, e gli uomini fanno altrettanto. I bambini non vengono battezzati ma disinfettati. La misurazione della temperatura e il tampone sono la nuova confessione delle colpe. Un gocciolare del naso, uno starnuto, un colpo di tosse, diventano atti impuri; respirare, una vergognosa fornicazione. Gli oggetti, invasati dai germi, vanno sottoposti a scrupolosi e periodici esorcismi. Nella nuova dottrina la santificazione delle anime è infatti surrogata dalla sanificazione della materia. E i peccatori non si accorgono neppure di vivere nel peccato, sono asintomatici.  Perciò devono espiare con penitenziali quarantene, isolati dal mondo; moderni anacoreti e stiliti, tentati non più dai demoni ma dai virus.

Tutto deve adeguarsi alla nuova religione della purezza sanitaria. La scienza ha ridotto all’ubbidienza anche luoghi un tempo miracolosi, come Lourdes, dove la gente si immergeva fiduciosamente e piena di speranza in acque popolate da ogni sorta di batteri, virus o carnali lordure. Ma oggi i pellegrini svolgono le loro devozioni chiuse in piccoli cerchi disegnati sul terreno a opportuna distanza uno dall’altro, come isolati in figure magiche e sacrileghe, per non essere raggiunti dai miasmi virulenti di chi sta accanto, da quell’alito di preghiera che li potrebbe contaminare. Vien da dire “quos vult perdere Deus, dementat prius“, quelli che Dio vuol portare a rovina prima li rende folli.

Sento porre una facile obiezione: “è solo una forma di prudenza, responsabilità, rispetto degli altri”. Non sarebbe quindi per paura ma per nobiltà d’animo che si prendono tali misure. Questa sensibilità morale per gli altri è tuttavia un argomento specioso. Infatti dà per scontato che vi sia un effettivo e mortale pericolo, per quanto su questo non vi sia alcuna certezza; tale convinzione viene anzi contraddetta da molte e potenti ragioni. Ma il buon cristiano si attiene ai principi della democrazia, altro potente dogma del quale non riesce a dubitare; quindi deve aver fede nei dogmi scientifici avallati da un sistema democratico. Le Dee Madri, la Democrazia e la Scienza, non possono venir contraddette. Così, non vede che, nel suo presunto ‘rispetto degli altri’, in realtà offende l’essere umano, visto solo come focolaio di infezioni, ricettacolo di virus invece che di dignità e libertà. Per ubbidire a inaffidabili e contingenti ragioni scientifiche deturpa simboli millenari della civiltà, scende a degradanti compromessi con la coscienza. La Chiesa non ha opposto alcuna decisa obiezione, anzi ha collaborato a questo scempio; dimostrando che considera gli ordini della scienza molto più fondati e cogenti di quelli dello spirito, e stima la biologia e la farmacologia più che la fede e la Grazia.

Le parole di Gesù offrono una prospettiva totalmente diversa: “questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: … se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”. Quindi, un cristiano dovrebbe ricordare che la salute, l’immunità o la guarigione del corpo sono doni dello spirito e non dell’industria farmaceutica. Scrive San Giacomo: “Chi è malato, chiami a sé gli anziani della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato”. Perciò, chi rifiutasse esami e cure mediche, profilassi e vaccini, non si troverebbe affatto nella posizione di chi tenta il Signore, esponendosi inutilmente al pericolo, ma di chi si affida alla Sua Parola. Questo non significa respingere a priori ogni cura medica. Ma credere che il mondo grondi virus letali, sottoporre a trattamenti sanitari persone sane come se fossero malate, questa ossessione salutistica è solo una meschina ipocondria; e rivela la vera malattia della nostra società, i segni di una pandemia spirituale.

Il buon cristiano partecipa inconsapevolmente a un’immensa congiura contro lo spirito, i cui simboli contribuisce a rovesciare e calpestare; e viceversa si presta a diffondere una nuova simbologia magica e anti-cristiana. Icona del nuovo ordine simbolico è questa pudica foglia di fico messa sul volto dell’uomo, quasi a ricordargli la perdita della sua innocenza. Una falsa scienza gli ha infatti impresso nella carne un nuovo peccato originale. Il moderno Adamo è intrinsecamente virulento, macchiato da una tara ontologica che nessun battesimo può lavare. Solo il nuovo sacramento vaccinale potrà mondarlo. Per il buon cristiano, questa nuova teologia sanitaria rappresenta un etico e razionale catechismo da seguire. Non ne vede l’intrinseca natura satanica, gli intenti sacrileghi; non coglie l’origine diabolica di questo mascheramento rituale. La stessa parola – maschera – viene da masca, voce arcaica che significa fantasma nero o strega. È simbolo di falsa apparenza, dissimulazione; è qualcosa che occulta il vero, o che evoca una presenza demoniaca. Oggi è diventata il paramento di un’oscura iniziazione, marchio della Bestia posto sugli abitanti della nuova Babilonia. Ma per il buon cristiano non è che una salutare garza. Così, quando nasconde il viso, crede di compiere opera pia, e non sa di adempiere un ordine metafisico, compiacendo quel Satana che, come dice Milton, “gusta il sapore di morte che viene da tutte le cose viventi”.

Mettersi in maschera per non esalare o inalare virus non ha di fatto alcuna sensata giustificazione medico-scientifica. Resterebbe un’incomprensibile sevizia a danno dei polmoni se non ne scoprissimo gli scopi reconditi e, ancor più profondamente, la dimensione simbolica. Sappiamo che Satana è simbolo di ciò che corrompe lo spirito; sappiamo anche che in ogni tradizione esiste un nesso fondamentale tra lo spirito e l’atto di respirare. Il respiro esprime la forza vivificante di Dio; nella Bibbia si dice che “Dio soffiò nelle narici dell’uomo un alito di vita”. “Metterò in voi il mio Spirito (cioè il mio respiro) e voi vivrete” è scritto in Ezechiele; il termine biblico ruah è infatti sia il soffio che lo spirito. Anche Gesù alita sui discepoli dicendo: “ricevete lo Spirito Santo”. Nel mondo geco o latino troviamo i medesimi riferimenti simbolici; pneuma e spiritus indicano tanto l’aria che si respira quanto l’effusione spirituale. Anche l’atman sanscrito, riflesso del divino, si appoggia al respiro; e anima viene da radici sumere che rimandano al soffio di Dio. Solo grazie al respiro la parola si propaga e il Logos si manifesta. Gli antichi cristiani cospiravano, ossia respiravano insieme lo Spirito; Sant’Antonio abate diceva: “Respirate Cristo!”. Il respiro è perciò simbolo delle nostre radici metafisiche; degradare il respiro significa corrompere la nostra natura spirituale. Dunque, questa sorta di profilattico facciale è in realtà il sigillo di forze maligne; è un’aggressione al pneuma. Ostacolando la respirazione, trasformandola in un atto insano, soffoca l’anima stessa dell’uomo. Ne cancella il volto, lo rende un’effigie del disumano.

Questi occhi senza volto che camminano come stregati da un incantesimo, sono il sintomo di un’infezione psichica che rende l’uomo un inerte, docile schiavo; una peste metafisica che va rapidamente ammorbando la terra e la sua sacra bellezza. “Perché,” citando ancora Milton, “da dove poteva scaturire se non dall’autore di ogni male una malizia talmente profonda da rendere confusa fino alle radici la razza degli uomini, e mescolare e coinvolgere la terra con l’inferno?”. È una malizia ricoperta di buoni propositi e di ottime ragioni, e i più non la vedono. C’è una frase di Aurobindo che trovo profondamente vera: “il diavolo non dice menzogne, prende la verità e le imprime un’impercettibile torsione“. È così, seguendo questa curvatura all’inizio apparentemente trascurabile che, passo dopo passo, ci si ritrova all’inferno.

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Categorie: Cultura, Cultura & Società

Pubblicato da Livio Cadè il 4 Ottobre 2020

Commenti

  1. Ilaria

    Da scienziata, vorrei precisare che molte di queste misure non sono supportate neanche dai dati della vera scienza

    • Livio Cadè Staff

      Ça va sans dire… infatti parlo di “sedicenti comitati scientifici”, di “presunte ragioni scientifiche” ecc. Vorrei sottolineare appunto il carattere ingannevole e specioso di certi ‘argomenti scientifici’, usati solo per produrre forme di consenso e di sottomissione intellettuale. Il senso della ricerca scientifica si pone su un piano totalmente diverso.

  2. Non credo che si potesse esprimere in modo migliore quello che sta accadendo agli esseri umani, loro malgrado ma di buona fede conniventi con il maligno.
    Mi piacerebbe conoscerti e guardare nei tuoi occhi.
    Questa follia durerà ancora a lungo perché noi siamo complici dei nostri aguzzini per pigrizia ed ignoranza. Però, almeno io lo Credo, Dio non ci ha abbandonato e, se ci sottopone a questa prova, avrà le Sue buone ragioni. Magari semplicemente separare il grano dal lolio.
    Cotinua così. Buon lavoro!

    • Livio Cadè Staff

      Vorrei ricordare che anche Mefistofele ammette di obbedire, senza volerlo, a un Ordine superiore:
      “Io mi son parte di quella possanza che vuole continuamente il male, e continuamente produce il bene.”
      (Goethe – Faust, Atto I)

  3. upa

    Consideriamo tutto una “prova” ..che attraverso multe..soffocamenti..reclusioni ..apologie oscene del falso..alla fine ci faccia sputare tutte le illusioni e ci renda la pura anima immortale come estremo rifugio e via per un mondo migliore..
    Ormai non ci resta di sperare che questo..perché l’unica lotta possibile è conservarci quel “qualcosa” che il diavolo non riesce a capire e quindi fuori dalle sue grinfie medicali da ospedale della follia..
    Dove i sani vengono ricoverati e i malati rifiutati..

  4. Lupo nella Notte

    Ritengo quello attuale un vero e proprio antipapa, subdolamente e “satanicamente caramelloso”, perciò non mi stupisce che stia coerentemente invertendo tutta la simbologia della Chiesa cattolica. A cominciare da quella spettrale cerimonia “urbi et orbi” che in pratica siglò l’inizio della “passione” pandemica, muta anziché con la formula usuale, con le lancinanti sirene messaggere di morte e d’angoscia a coprire il suono delle campane, e in una piazza che anziché esser piena era desolatamente vuota come probabilmente le élite globalistiche altrettanto invertite si augurano sia presto anche il mondo intero, con l’eccezione di qualche centinaia di milioni di schiavi cerebrorisciacquati, vaccinati e microchippati buoni per servirle come robot ubbidienti per il tempo della loro breve vita. Trovo a dir poco empio vedere in giro bambini mascher(in)ati cui viene insegnato a temere il prossimo e a vivere nella paura. Stanno distorcendo la loro percezione del mondo verso i sentimenti e le emozioni piú bassi, e che adulti verranno mai fuori da un simile abominio? E la Chiesa è in prima linea in quest’operazione che definire criminale è dir poco. Forse che Cristo avrebbe mai detto “non lasciate che i bambini vengano a me, perché potrei contagiarli…”? O forse si sarebbe messo la mascherina? Mi sembra un crimine imperdonabile, che griderà vendetta per decennî a venire, finché questo scempio non sarà cancellato in qualche modo. Ma quante altre tragiche idiozie dovremo vedere prima che accada?

    Il “rispetto per gli altri” chiamato in causa a ogni piè sospinto da chi si uniforma a questo delirio medicalistico è un ignobile paravento dietro il quale malamente dissimulare la propria paura; una paura subrazionale e voraginosa, proprio perché cela il vuoto valoriale che si è andato scavando nell’animo umano negli ultimi secoli, con un’accelerazione parossistica negli ultimi decennî. Ugualmente, l’invito alla delazione subdolamente esplicitato piú volte e surrettiziamente travestito da “senso civico” e “da “attenzione alla salute pubblica” che è già stato raccolto da tanti solerti aspiranti “kapò” di questo immenso lager sanitario, di questo gulag asettico, disinfettato e decontaminato da tutto ciò che di buono e giusto vi era ancora rimasto, in cui hanno trasformato quella che una volta era una Nazione, è un’altra contraffazione grottesca. La delazione non è forse l’inizio di ogni dittatura?

    > E i peccatori non si accorgono neppure di vivere nel peccato, sono asintomatici

    Questa è semplicemente GENIALE.

    • Livio Cadè Staff

      È curioso il fatto che questo ‘Papa’ (si fa per dire) piaccia tanto ad atei, agnostici, anti-cattolici, e a tutta quella varia fauna di anime ‘progressiste’. Monsignor Livi (eminente filosofo del Sensus Communis) sosteneva che Bergoglio fosse stato eletto grazie all’influenza di una mafia protestante-massonica che agisce all’interno della Chiesa di Roma.
      Non mi addentro nei misteri vaticani, ma in effetti, pare messo lì per spegnere gli ultimi bagliori di tradizione cattolica.
      E trovo vile e disonorevole il comportamento del Papa e della Chiesa in occasione di questa pseudo-pandemia.

      • Sed Vaste

        Intanto Il Bergoglio e’stato l’unico a non mettersi la mascherina, mai se l’e’ messa ! Ha abbracciato i cardinali pubblicamente e ha continuato a farsi vedere in pubblico senza mascherina facendo le funzioni anche in piazze vuote questo significa che lui alla puttanata del coronavirus non crede

  5. Francesco Colucci

    Ottimo articolo come sempre. Aggiungo solo che, nella plurimillenaria tradizione spirituale indiana, il “prana” è sinonimo sia di “respiro”, che di “vita” e di “spirito”. Il “soffio vitale” è perciò intimamente connesso alla sfera eterica e costituisce la porta di accesso e di comunicazione con la via dell’ascesi spirituale, come ben sanno tutti i praticanti di yoga (“unione”) e di tecniche di meditazione. E’ proprio di queste ultime ore l’annuncio di un’ulteriore inasprimento delle misure di “profilassi” grazie alle quali saremo costretti a indossare la mascherina sempre e ovunque durante i nostri spostamenti e la nostra permanenza all’aria aperta, pena severe sanzioni pecuniarie e il pubblico ludibrio. Scomoderemo addirittura i militari affinchè si facciano custodi zelanti dell’obbedienza alle disposizioni impartite dalle autorità a suon di grida, editti ed ukase, in totale dispregio del rispetto di quelle regole del dissenso e del confronto sulle quali si regge ogni democrazia. Ancora poco tempo fa noi uomini liberi dell'”Occidente civilizzato” consideravamo come ridicola e barbara la prescrizione del velo per le donne dettata dalla Shar’ia islamica sulla scorta di una tradizione religiosa secolare: ed eccoci qui, invece, tutti a coprirci vergognosamente il volto, uomini, donne, vecchi, bambini, in conformità ai dettami della nuova dittatura burocratica-sanitaria alla quale nessuno più si ribella, tutti tramutati in esseri supini, mansueti, un gregge di agnelli che si fa docilmente guidare dai suoi pastori-pifferai verso la soglia del precipizio. Il cane torna a rimangiarsi il proprio vomito. In che tragica ignoranza sprofonda l’uomo che non sa più leggere i simboli e i segni che lo circondano significandone la sua esistenza! Egli vaga come un alienato, cieco in un mondo irreale, fatto di sogni, di illusioni, di paure, un mondo governato dalla pura casualità degli eventi nel quale egli si smarrisce come un povero fanciullo. Egli confonde la propria salvezza con la propria salute fisica, la vita eterna con la vita terrena, delegando agli stregoni della scienza il potere di guidare la propria anima verso la luce e verso il bene. Proprio in questo modo egli finirà per perdersi, e dannarsi, definitivamente, senza appello.

    • Lupo nella Notte

      E pensare che l’antidoto sarebbe semplicissimo: non rivolte violente o ribellioni veementi quanto effimere che lasciano il tempo che trovano e anzi, esiterebbero solo in un inasprimento delle misure coercitive offrendo finanche l’ulteriore pretesto della tutela dell'”ordine pubblico”, ma una pacifica disubbidienza civile, il semplice rifiuto di sottostare a regole assurde e insensate. Se ciò venisse posto in essere almeno da tutti quelli che sono consapevoli della realtà dei fatti s’insinuerebbe già un grosso cuneo nel perverso meccanismo che invece finora quasi tutti contribuiscono a “oliare”, se non con un’adesione convinta, anche solo con la loro pur riluttante sottomissione. Chi scrive non ha mai neanche acquistato un bavaglio, né mai lo farà. Continuo a uscire come prima, e quando fatalmente arriverà il momento di affrontare i pur inconsapevoli “sgherri” del Sistema, mi difenderò contrattaccando con le uniche armi della legge e della conoscenza. Bisogna avere il coraggio e la coerenza delle proprie idee e delle proprie convinzioni, altrimenti ci si sbroda soltanto in una zuppa di parole inutili. E che questo porti a qualcosa oppure no, non ha la minima importanza; va fatto ciò in cui si crede e che si ritiene giusto, essendo pronti a pagarne le conseguenze. Purtroppo la “civiltà” moderna ci ha rammollito, e pochi sono ancora capaci di lottare. L’uomo civilizzato è in realtà inerme come un neonato.

      Ma quando, in un tempo al di là del Tempo, la declinazione piú alta del nostro Essere ci chiederà il motivo della nostra arrendevole passività e inerzia spirituale potremo forse rispondere: “Perché avevo paura della sanzione amministrativa…”?

      Qui lo schema di una dichiarazione da inserire in un eventuale verbale sanzionatorio per il mancato utilizzo del bavaglio (mascherina mi sembra un termine troppo edulcorato…); può essere un primo passo per tentare di “disinnescare” dall’interno il castello di carte “pandemenziale”:

      https://www.studiolonoce.it/articoli/dichiarazione-e-riserve-da-inserire-nei-redigendi-verbali-avverso-le-statuizioni-contenute-nellordinanza-del-presidente-della-regione-lazio-sullobbligo-su-tutto-il-territorio-regionale-di/

  6. Livio Cadè Staff

    Lupo nella Notte, l’antidoto è semplicissimo quanto inservibile. Certo, c’è un dovere di disubbidienza civile. Ma quanti sono pronti a disubbidire?
    Domani saranno di nuovo tutti in giro col bavaglio. Quasi tutti per paura del contagio e per sottomissione al regime. Altri per non rischiare multe disumane.
    Non chiamiamola ‘mascherina’, ha ragione. Questa parola ha qualcosa di infantile e innocente. È invece un accessorio previsto in un grande rito satanico.
    Ora i Maledetti ricominceranno a dire che il virus uccide. La verità è che loro stanno uccidendo il Paese. Uccidono l’arte, la cultura, la religione, la scuola, il lavoro, i risparmi, la dignità, la verità, la libertà, la vita intera. Un massacro.

    • Lupo nella Notte

      Noi dovremmo esser pronti a disubbidire, Sig. Cadè, pur sapendo che sul piano esteriore non servirà a nulla o quasi. Perché potrebbe comunque esser d’esempio e scuotere qualcuno che si trova sulla soglia del dubbio, inducendolo finalmente a varcarla nella direzione giusta. In ogni caso, dovremmo esserlo perché cosí sappiamo esser giusto.

  7. Buongiorno prof Cadè
    Mi permetto di percorrere un’altra strada.

    Riepilogo di seguito alcuni trafiletti del suo articolo, di ciò che lei ha detto sul simbolo:
    «Il simbolo è la natura dell’uomo; noi viviamo di simboli, vi siamo immersi come nell’aria che respiriamo.»
    «La coppa delle acquasantiere, ad esempio, è simbolo di una cavità battesimale in cui l’uomo è rigenerato e protetto.»
    «secondo Santa Teresa d’Avila ha il potere di allontanare i demoni. È dunque fonte di salute per il cristiano.»
    Al contrario
    «Si capovolge così il tradizionale riferimento simbolico, in cui l’acqua santa era strumento sacramentale di protezione dal male e di purificazione. Desacralizzata, l’acqua santa diventa simbolicamente H2O, tramite non più di benedizioni ma di microscopici veleni.»
    «Sappiamo che Satana è simbolo di ciò che corrompe lo spirito; sappiamo anche che in ogni tradizione esiste un nesso fondamentale tra lo spirito e l’atto di respirare. Il respiro esprime la forza vivificante di Dio; nella Bibbia si dice che “Dio soffiò nelle narici dell’uomo un alito di vita”.»

    Tuttavia – legandomi ad un articolo pubblicato su Altro Giornale, “Simbologia della chiesa di Rennes le Château: il demone Asmodeo il simbolo del diavolo”, a firma Pasquale Galasso – il demone Asmodeo lo troviamo legato all’acquasantiera, nella chiesa di Rennes le Château di Francia.

    «Cominciamo a far luce – dice Pasquale Galasso – su una scultura molto più affascinante e pregna di carica simbolica che controversa specificando, per prima cosa, che la statua intera non raffigura solo il Demone.
    Non bisognerebbe mai giudicare, in nessun contesto, un singolo elemento senza avere il quadro d’insieme e questo caso ne è la dimostrazione incontrovertibile. […]
    In realtà, il Demone Asmodeo accusa una postura inequivocabilmente scomoda e sofferente per sostenere l’acquasantiera e i quattro Angeli [sovrastanti – ndr] che, se osservati in sequenza, fanno il segno della Croce.
    Alla base sulla quale gli Angeli stanno vi è la scritta “Par ce signe tu le vaincras”, in chiaro riferimento al segno della Croce.
    L’acquasantiera ha lo scopo di simboleggiare il battesimo e, attraverso il segno della croce che il fedele si fa dopo aver immerso il dito nell’acqua santa, rappresenta anche la virtù teologale della fede.
    Il demone Asmodeo è, quindi, da interpretarsi anche come uno strumento per sostenere la fede, come un male che esiste per servire una forma di bene più grande.[…]
    Ecco maggiormente chiarito il motivo per cui, sull’acquasantiera, si trovano sia il Demone Asmodeo che gli Angeli, dal momento che entrambe le forze sono in realtà necessarie alla Gnosi e alla conoscenza, attraverso la quale potremo esprimere noi stessi per mezzo delle nostre scelte finali. […]>

    Di qui il passo è breve per legarci all’alchimia, ed è il noto Fulcanelli a istruirci sul diavolo. Perciò sfogliamo il suo libro “Il Mistero delle Cattedrali” a pag. 50-51 (Edizione Mediterranee):

    Arrivati a questo punto non si è fatto luce comunque sul tema da lei sviluppato in relazione al vero diavolo in cui siamo immersi e che lei racchiude nella frase conclusiva:
    «C’è una frase di Aurobindo che trovo profondamente vera: “il diavolo non dice menzogne, prende la verità e le imprime un’impercettibile torsione“. È così, seguendo questa curvatura all’inizio apparentemente trascurabile che, passo dopo passo, ci si ritrova all’inferno.».

    Che in precedenza trova il riscontro con:

    «Purtroppo, il parere della scienza è quello che oggi prevale. Forse per questo le acquasantiere sono oggi tristemente asciutte; sembra rappresentino ora pericolosi veicoli di contagio. Si capovolge così il tradizionale riferimento simbolico, in cui l’acqua santa era strumento sacramentale di protezione dal male e di purificazione. Desacralizzata, l’acqua santa diventa simbolicamente H2O, tramite non più di benedizioni ma di microscopici veleni. È quindi vietato quel simbolico lavacro. […] Oggi infatti il buon cristiano, che differisce per molti aspetti dal vero cristiano, è un modello di pragmatismo e razionalità, più che di fede nel sovrannaturale. Dubita dei Santi, ma ha una tetragona fiducia nella scienza ufficiale.»

    Capiremo fra poco che questa fiducia, alla fine salva.

    Con l’acquasantiera della chiesa di Rennes le Château « Il demone Asmodeo è, […] da interpretarsi anche come uno strumento per sostenere la fede, come un male che esiste per servire una forma di bene più grande.». Non solo, sarà lui a mettere alla prova i credenti nell’H20 chimica e non “benedetta”, guarda caso ancora lui, similmente alla Remora e la Salamandra dell’alchimia che lottano fra loro. Ma solo per unirsi e dar luogo alla nascita del Rebis, il Reuccio come lo chiama il noto Fulcanelli. E sappiamo che è la Remora a vincere, giusto la stessa, prigioniera nella Materia, cioè nell’H20 come Mercurio filosofale.

    Capito il “trucco” predisposto da Dio, che trova riscontro nel “meccano” spirituale dell’acquasantiera della chiesa di Rennes le Château?
    Tant’è che ha scritto Giovanni nella sua Apocalisse: «Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia [ad Asmodeo – mettiamo – ndr], finché si realizzino le parole di Dio.»?

    Cordialità,
    Gaetano Barbella

    • Livio Cadè Staff

      Non mi pare che Lei percorra un’altra strada. Nella mia risposta a un commento precedente ho accennato al fatto che Satana ubbidisca senza volerlo a Dio (citazione da Faust).
      Anche nel tentare Giobbe, Satana non può agire senza il permesso di Dio. Quindi non mi stupisce affatto che un demone regga, suo malgrado, l’acquasantiera.
      E anche l’attuale crisi, per quanto opera satanica, deve disporre di un lasciapassare divino.
      Forse è un segno apocalittico, cioè rivela la conclusione di un’Era.
      Su quale sia il disegno di Dio, non mi permetto di fare congetture.
      Cordialmente

  8. Francesco Colucci

    Sono d’accordo con Livio Cadè che, alle attuali condizioni, la disobbedienza civile serve a poco. L’unico vero virus letale in circolazione, diffuso ad arte dalle istituzioni e da mediconzoli prezzolati in cerca di notorietà, con la complicità servile della grancassa dei media, è quello della paura. E’ la paura che dobbiamo maggiormente temere, perchè la paura annulla le nostre capacità di giudizio, paralizza le nostre decisioni, ottenebra il nostro buon senso, la paura ci rende schiavi, servili e sottomessi. La paura ci rende vili. In special modo, la paura della malattia e della morte. Questo è il vero nocciolo di tutta la questione. Un tempo gli uomini sapevano dare il giusto valore alla morte, e quindi il giusto valore alla vita. La temevano, com’è naturale che sia, ma sapevano accettarne la sua presenza come componente ineludibile della loro stessa esistenza. La morte era concepita anche come passaggio, trasformazione, iniziazione ad un livello di conoscenza superiore. Nel Bardo Thodol tibetano si afferma addirittura che l’illuminazione definitiva può essere raggiunta solo dopo la morte, prima di ricadere nel Samsara, sfuggendo in tal modo al meccanismo karmico della reincarnazione. “Lodato sii mio Signore per la nostra sorella morte corporale” recitava per noi il Cantico di San Francesco. Ci sarebbe da riflettere a lungo su queste splendide parole. Oggi viviamo invece avvolti in una bolla d’irrealtà, plagiati dall’illusione che i progressi della scienza e della medicina garantiranno la sconfitta di ogni sofferenza e malattia, e che la nostra vita si trasformerà in una sorta di giovinezza artificiale bio-ingegnerizzata sospesa e protratta indefinitivamente nel tempo. L’idea della morte e della sua profondissima sacralità è stata completamente rimossa in ogni ambito, compreso quello religioso. Ma questo significa vivere soltanto a metà. Nessuno può mettere ragionevolmente in dubbio il fatto che il Covid uccide: uccide certamente molto meno di quanto si voglia far credere, e uccide infinitamente meno di molte altre malattie enormemente più diffuse, come le cardiopatie, i tumori, l’AIDS, il diabete o la demenza senile. Se però non possiamo preservare il nostro corpo dalla morte materiale, ed è giusto secondo la legge universale naturale che ciò accada, possiamo preservare il nostro spirito dall’essere abbattuto e piegato dalla follia e dalla paranoia collettiva, sia che si indossi la mascherina, sia che non la si indossi. Vivere, amare, perseguire il bene e la verità, coltivare la sapienza e la bellezza: a ciò l’uomo è chiamato. Non permetteremo che tutto ciò possa essere cancellato a colpi di decreti e di sanzioni. Gli uomini coraggiosi muoiono una volta sola; i vigliacchi, invece, muoiono tutti i giorni.

    • Lupo nella Notte

      È evidente che la paura della malattia e della morte sia il nocciolo della questione, infatti il mio commento era rivolto a chi è “consapevole della realtà dei fatti”, non certo a chi aderisce supinamente alla terroristica narrazione medico-mediatica.

      Se si SA che l’attuale situazione è una farsa tragica, opporsi nei limiti del possibile a quanto viene imposto diventa un imperativo interiore che non dovrebbe esser possibile ignorare, sebbene si sia consapevoli che, data l’esiguità del numero di chi lo può avvertire, non otterrà il risultato di far scomparire come per incanto il mefistofelico apparato approntato finora. Mi pare un po’ comodo dire “mi imbavaglio però dentro di me so che è una farsa”, perché intanto si accetta di portare il marchio della sottomissione, e non si devono affrontare le conseguenze scomode di chi invece si rifiuta di prestarsi alla recita generale.

      Rimaneva sottinteso che chi sa che la situazione è una pantomima artatamente organizzata non deve combattere contro la paura del virus. Lei scrive: “Nessuno può mettere ragionevolmente in dubbio il fatto che il Covid uccide”, e invece è proprio quello che “irragionevolmente”, secondo lei, faccio io. Lo stesso ISS nell’ultimo bollettino parla ancora ipocritamente di “pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-COV-2” e non a causa di essa. Quanto all’AIDS, che lei cita come esempio di virus davvero “letale”, il microbiologo Peter Duesberg ha scritto un libro dal titolo fin troppo esplicito: “AIDS, il virus inventato”. La realtà è che la teoria del contagio virale non è scientificamente provata ma è frutto di un errore pasteuriano che poi si è tramutato in un dogma fraudolento funzionale agl’interessi economico-finanziarî del globalismo sanitario. Ma se, dopo tante belle parole, non si fa che sposare la prospettiva medica ufficiale e da quella si parte per valutare ciò che sta accadendo, allora certo che le possibilità di comprendere davvero dov’è che inizia l’inganno sono nulle.

  9. Livio Cadè Staff

    A Lupo nella Notte. Non da mesi ma da anni io sostengo si debba combattere una battaglia nella piena consapevolezza di essere già stati sconfitti. È solo una battaglia d’onore. Oggi più che mai.
    L’umanità ha già conosciuto periodi di fame, di guerra, di oppressione ecc. Ma credo che mai l’uomo sia stato minacciato nelle sue profonde strutture psichiche e spirituali come oggi.
    Sul “ragionevole dubbio” mi trovo d’accordo con Lei. Non v’è dubbio che persone siano morte ma non v’è neppure il dubbio che queste morti siano state usate e mistificate, per renderle funzionali alla fiba del virus e della pandemia.
    Un intero Paese viene mandato in rovina per l’illusoria prevenzione di un fantomatico virus.
    E quando si crede di aver toccato il fondo si scopre che si può ancora scavare. Oggi leggo che Crisanti (ordinario di microbiologia che meriterebbe il Nobel per questa sua teoria) dice che andrebbero isolati i “potenzialmente positivi”. Quindi dai malati conclamati si è passati ai contagiati lievi, poi ai ‘positivi asintomatici’, e ora ai “potenzialmente positivi”. Tutti in quarantena.

    • Lupo nella Notte

      Su questo sono pienamente d’accordo. Quanto ai morti, basti considerare che nel 2019 ogni giorno in Italia sono morte in media 1’772 persone (molte di piú della ” terribile” cifra di 700 che agl’inizî della farsa pandemenziale venivano usati per terrorizzare l’opinione(?) pubblica) – https://www.istat.it/it/files/2020/02/Indicatori-demografici_2019.pdf – dato che si ricava dividendo il totale annuo di 647’000 per 365; è quindi innegabile che “persone siano morte”, ne muoiono ogni giorno, solo che quest’anno e da ora in poi per chissà quanto, la maggior parte di queste verranno arbitrariamente attribuite al “mostriciattolo coronato”… ma è proprio questo che la maggior parte delle persone non vuole capire, preferendo cullarsi nell’illusione delle istituzioni premurose nei confronti dei bravi cittadini come loro, che rispettano le regole, anche quelle illegittime… anzi, quelle ancor di piú.

      Sa cosa penso?, che quando una Nazione si fa Stato, lo Stato divora la Nazione dall’interno, come un gigantesco parassita che ne svuota ogni linfa vitale, con i suoi mastodontici apparati burocratici, i suoi dogmi laici, le sue credenze razionalistiche, la sua religione civica; tutto questo va a erodere gli autentici valori spirituali, gli unici che possano rendere l’Uomo ciò che dovrebbe essere, e di cui oggigiorno non restano che sparuti, inservibili detriti.

  10. upa

    @Lupo nella Notte..
    Ma quando, in un tempo al di là del Tempo, la declinazione piú alta del nostro Essere ci chiederà il motivo della nostra arrendevole passività e inerzia spirituale potremo forse rispondere: “Perché avevo paura della sanzione amministrativa…”?

    Parole che rimbombano nell’anima..e nel salone al di là del Tempo e dello Spazio..ascoltare la flebile giustificazione ..è come sancire la nostra inesorabile condanna..
    Però..non è detto che vada così..e all’accusa di arrendevole passività potremo ergerci senza tema nel rispondere …e soppesando il cuore via via nella risposta..assolverci o condannarci..così..diremo..:
    Senta..signora Voce così perentoria e supponente..
    Crede che mettere quella ridicola mascherina mi sia stato agevole..?
    Non sa quanto mi sia arrovellato con parole infamanti che mi apparivano..
    Codardo..! Sei un pappamolla..un quaquaraqua..!
    Parli di Verità..di Luce..di Coscienza..e poi ti nascondi come un codardo..un miserabile che non ha neppure il coraggio di rischiare una multa..che poi verrà sicuramente tolta..
    Hai pure la faccia di parlare dei grandi uomini..dei santi..di gente che ha rischiato tutto per il Vero..e tu non rischi neppure un confronto con un poliziotto ..dici che ti turberebbe..ti metterebbe di malumore..ti impedirebbe la serenità che necessita il lavoro interiore..
    Si..il lavoro interiore che ti fa dartela a gambe levate alla prima difficoltà..
    E’ questo il risultato della “ricerca” che strombazzi da un lato e l’altro della tua mente per non annegare nell’insignificanza della tua vita..?
    Ignavo che sei..!
    Dante senz’altro pensava a te quando componeva la Commedia..!

    Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
    erano ignudi e stimolati molto
    da mosconi e da vespe ch’eran ivi

    Accendi pure tutte le sere l’apparecchietto contro le zanzare..che giustamente ti gradiscono molto..il sangue di ignavo è prelibato..
    Questo..Signora Voce pensavo continuamente..
    Essere o non Essere..?
    Mettere la mascherina e condividere il destino miserabile dello schiavo..o ergersi contro un nemico ben visibile che ti trascinerà nei meandri perversi dei processi in carta da bollo e attese perpetue..?
    Come Hitler prima di invadere la Russia..pensavo e pensavo..poi ..mi è apparsa la soluzione..
    Qual’è..?
    Decidere volta a volta..
    Essere astuti come un serpente e puri come una colomba..
    Attraversare il fiume tastando le pietre..
    Prima di combattere assicurarsi di vincere..
    Ecco..non esiste mascherina si o mascherina no..
    E’ una battaglia..quindi dobbiamo evitare di perdere..di essere colpiti ..
    Bisogna essere astuti..osservare il campo..
    Quanti portano la mascherina..?
    Quali forze ha il nemico in campo..?
    Quali sono le sue strategie..?
    Insomma il guerriero non vince consegnandosi al nemico per avere la testa tagliata..ma combatte in relazione alla situazione..
    Dico..stiamo sempre a chiacchierare..è arrivato il momento di combattere..
    Alle volte si vince ..alle volte si perde..
    Alle volte ci si camuffa e alle volte si va a viso aperto..
    Chi vuol vincere non deve avere scrupoli..
    Il combattente non si incaglia nella stessa strategia..
    Il fatto di avere ragione è secondario..nella lotta..e non ci salverà..
    E’ il momento di mettere in atto la saggezza..sempre ché la si sia imparata..
    Dopo questo discorso la Voce scomparve..mi ritrovai nella mia stanzuccia..desideroso di mostrare nel campo il mio valore..(hahahha)

    • Lupo nella Notte

      Credo che le sia sfuggita la parte finale, quella del link al sito dello studio legale. Magari lo legga, e poi veda se non possa farlo rientrare sotto la voce “astuti come serpenti”.

      >Il fatto di avere ragione è secondario..nella lotta..e non ci salverà..

      Ma perché, per lei che cos’è la “salvezza”..?

      Cordialmente

    • Sed Vaste

      Ma mi scusi ma se fa due Conti l’avversario che vorreste combattere non e’un avversario comune e’il Diavolo questi sono la progenie del Diavolo hanno tutti i soldi tutte le banche tutti i media tutta holliwood tutte le polizie mi fermo per compassione nei vostri riguardi,e’una lotta impari, ma si legga “i protocolli di sion” capitolo 5, voi vi credete responsabili e vi autoflagelate vi avvilite per niente siete finiti sotto un bel Colpo Di Stato governativo dove tutte le forze dell’ordine seguono proni da 8 mesi tutto ciò che dice il governo dovete smetterla voi italiani di buttar i sempre la croce addosso rimorsi eterni inutili pouah ! Siete finiti sotto un Colpo di Stato punto e basta il covid e’ stato il grimaldello l’espediente il pretesto la panzana da dare in pasto alla plebaglia ignorante per tenerla occupata in lungaggini per perditempo

      • Lupo nella Notte

        Ma non mi dica, quali mirabolanti rivelazioni ha fatto nel suo commento, sono tutte cose che non mi sarei mai immaginato! La ringrazio per avermi finalmente aperto gli occhî sulla realtà! Non avevo mai neanche sospettato che esistesse un testo dal titolo “I protocolli dei Savi di Sion”, mai sentito nominare!

        P.S. Ha altre di queste “preziose” ovvietà da elargire, o pensa di averne sciorinate abbastanza?

  11. upa

    Per Lupo nella Notte..
    Quello che si vede nel link sono grafici demografici..non capisco cosa c’entrano con la mascherina..
    Non so se lo ho aperto qui o in un altro sito dove c’erano tutte le contestazioni legali alle nuove ordinanze..da eventualmente mostrare in caso di verbale..e per chi ha un’inclinazione polemica potrebbe essere un’arma da considerare sempre cum judicio onde non cacciarci in guai peggiori..

    “Il fatto di avere ragione è secondario..nella lotta..e non ci salverà.”.

    Significa che alle volte è necessario farsi concavi e convessi..avendo presente l’obiettivo principale che è quello di salvarci l’anima..e non tanto l’onore..
    L’onore è degli kshatriya..i Brahmana..o chi addirittura spera di essere ativarna in senso addirittura superiore e non inferiore (speriamo) pensa all’anima..al Sé..e aderire ai costumi del popolo..per quanto sgradevoli..è simbolo di accettazione dei riti del luogo in cui viviamo..e non è bene essere cacciati a calci nel sedere se non li rispettiamo..è poco onorevole..quindi è bene defilarsi il più possibile..
    La persona che è saggia o aspira alla saggezza..dovrebbe essere indulgente verso le paure della gente..
    Mentre essere fermati da soli in luogo deserto..dalla polizia..perché senza mascherina..è quella linea di confine che a seconda del nostro umore potrebbe da luogo allo scontro..
    In tutti i casi bisogna seguire le tracce del buonsenso..come le guide indiane seguivano i malfattori sulle montagne..
    Niente ci potrà salvare se non il buonsenso..che è l’apparire dell’Intuizione nelle operazioni quotidiane..
    Qualsiasi atteggiamento moralista..sull’onore perso o salvato ..è fortemente sconsigliato..almeno per chi non sa di quale pasta è fatto..

    L’onore dei samurai o dei maestri Zen..attiene a zone diverse dell’Essere..
    E’ bene non mischiare le cose..e crederci samurai quando siamo zen o viceversa..
    Il samurai perde onore se non difende il suo padrone dal nemico..se cede alla paura..
    Se il padrone di noi stessi è l’ego..non possiamo cedere alle mascherine mai..se la verità è che il virus non sia pericoloso..neppure negli assembramenti..il samurai sente il dovere di andare senza mascherina..sarebbe senza onore se indietreggiasse di fronte al nemico che sarebbe la paura delle reazioni della gente..
    L’individuo zen è più duttile..sarebbe come il generale che guida i samurai..che può tramare per vincere..non si esaurisce nel concetto personale di onore ma guarda ai risultati pratici..
    L’individuo zen intuitivamente calcola cosa è più utile per rimanere centrati e lo applica..il suo ego è la Consapevolezza..il Sé..e si aggiusta sempre in qualche modo..non possiamo sapere in quale modo..altrimenti sarebbe prevedibile come il samurai..
    Tutto ciò che avviene ..anche il virus..ci rivela chi siamo..e se anche ci scopriamo cacasotto è pure sempre una scoperta..una verità che ci allontana dalla menzogna..quindi è benvenuta..
    Inops potentem dum vult imitari perit..
    Anche una rana che non picca di essere un bue..ha una sua saggezza..non è da biasimare..

    • Lupo nella Notte

      Se lei non legge con sufficiente attenzione gl’interventi altrui è chiaro che poi anche i link provveduti le possano sembrare incongrui. Con le mascherine infatti il secondo link non c’entra nulla, era per fornire un quadro delle dimensioni del “fenomeno” coronavirus cosí come viene dipinto dai media confrontandolo con le cifre dei decessi giornalieri – da ricavare attraverso una semplice divisione di quelli annui riportati nel documento – inerenti all’anno scorso.

      Il primo era quello allo studio legale, dove viene illustrata quella semplice strategia difensiva, che certamente è da usare con giudizio, e non ha proprio nulla del “kamikaze”.

      A lei sfugge un dato sostanziale: obbligando all’uso del bavaglio continuativamente cagionano un danno fisico a chi vi si attiene. Inoltre il bavaglio non è un “costume del popolo” ma un’imposizione arbitraria che nuoce alla salute e alla psiche delle persone. Come concilia il ricevere un danno alla salute con il “tramare per vincere” dell’individuo zen? Come fa a vincere se nel momento in cui si imbavaglia ha già perso? Il bavaglio è il simbolo della sottomissione e com’è spiegato egregiamente nell’articolo è anche ciò che nella realtà fisica si avvicina di piú allo Spirito.

  12. Francesco Colucci

    “Insomma il guerriero non vince consegnandosi al nemico per avere la testa tagliata..ma combatte in relazione alla situazione..
    Dico..stiamo sempre a chiacchierare..è arrivato il momento di combattere..
    Alle volte si vince ..alle volte si perde..
    Alle volte ci si camuffa e alle volte si va a viso aperto..
    Chi vuol vincere non deve avere scrupoli..
    Il combattente non si incaglia nella stessa strategia..”

    Concordo con upa. Possiamo anche cercare la morte da eroi sul campo di battaglia, come valorosi samurai che coltivino la via del Bushido. Ciò di per sè può senz’altro costituire, nelle circostanze in cui ci troviamo, un sufficiente motivo d’onore. Oppure possiamo perseguire un’altra via, più nascosta, più sottile, e forse più saggia. Quando le forze e le risorse del nemico sono molto grandi, e le nostre invece molto piccole, esporsi allo scontro frontale porta soltanto alla nostra distruzione e alla sconfitta. Quella alla quale siamo chiamati è una guerra di resistenza civile, una guerra di guerriglia, una battaglia per la nostra libertà interiore. Una guerra senza gloria forse, ma non per questo meno importante, dove conta sapersi adattare alle circostanze, essere duttili e flessibili, individuare i punti deboli dell’avversario, approfittare delle sue difficoltà, confonderlo, mimetizzarsi tra le sue fila, colpire per poi svanire nel nulla. Ho sperimentato tali strategie anche in altri ambiti: vi posso garantire che funzionano. Esistono sempre sacche disfunzionali in ogni tipo di organizzazione, anche la più apparentemente coercitiva: è li che possiamo scavare la nostra tana. Se non vogliamo essere tracciati nei nostri spostamenti, lasciamo a casa lo smartphone: è molto semplice. In fondo, chi appartiene alla mia generazione ha vissuto per decenni senza un telefono costantemente appresso senza che ciò comportasse alcunchè di drammatico. La Storia ci insegna che si può rimanere invitti e lottare anche dietro le sbarre di una prigione: a cambiare non sono gli obiettivi, solo i metodi di lotta.

    • Lupo nella Notte

      >Esistono sempre sacche disfunzionali in ogni tipo di organizzazione, anche la più apparentemente coercitiva

      Mi sembra che cercare di infilare un cuneo nel meccanismo tritatutto che è stato approntato rientri appunto nel tentare di identificare quelle che lei definisce “sacche disfunzionali”, e mi pare anche che possa benissimo rientrare in una “guerra di resistenza civile”. Altrimenti quale sarebbe il modo efficace di farlo, quello di pensare, dopo essersi imbavagliati, “tanto io però sono contrario, tieni!”..? Davvero una grande “resistenza”…

      Quanto allo smartphone, per chi scrive è come il bavaglio: non ne ho mai acquistato uno, né mai lo farò, ovviamente.

      >La Storia ci insegna che si può rimanere invitti e lottare anche dietro le sbarre di una prigione

      Appunto!

      • Livio Cadè Staff

        Lupo nella Notte, pensavo che mia moglie e io fossimo gli unici rimasti sulla Terra a non avere lo smartphone. Mi fa piacere sapere che vi sono altri primitivi.
        Io ho un cellulare antidiluviano (che uso raramente) e non ho neppure un profilo facebook. Mi chiedono “come fai senza uozzapp?” ma non capisco cosa vuol dire…
        Aggiungo che non guardo TV, non ascolto radio, non leggo giornali.
        Uso internet per avere alcune informazioni essenziali, nient’altro.
        Vivo isolato in mezzo alla campagna e, se non vi sono obbligato per lavoro, evito ogni contatto sociale.
        Infatti è difficile trovare qualcuno o qualcosa che non sia infetto.
        Gli altri si mettano la mascherina, io mi difendo così. Dal che può sembrare che io creda alla pandemia e al contagio. Infatti. Ma del Covid non mi importa un fico secco. Mi preoccupa la peste psichica. Quindi mi isolo e mantengo le distanze.
        Ma lo farei in ogni caso. La solitudine è una gran cosa.

        • Lupo nella Notte

          Anch’io, Sig. Cadè, possiedo solo un piccolissimo e antidiluviano cellulare, che uso solo quando vi sono costretto da esigenze contingenti; non diversamente da lei anch’io sono “senza faccia”, non perché vada in giro imbavagliato, ma perché non la metto in mostra su Facebook, né su altri “social”. Ci accomuna anche l’aborrire la tv, e i giornali, che non compro piú da tempo per me immemore, dopo aver realizzato che propalano tutti le stesse menzogne, solo in modo diverso…

          Sul resto, purtroppo, non posso seguirla, non perché non vorrei, ma perché al momento non vivo in campagna, e non posso isolarmi dalla massa. Ma se mai potrò farlo…

          Sostengo da tempo che l’unico vero contagio è quello “sottile”, psichico. Ma credo che a far questo siamo davvero in due… 🙂

          “Beata solitudo, sola beatitudo”.

  13. upa

    Lupo nella Notte..
    A lei sfugge un dato sostanziale: obbligando all’uso del bavaglio continuativamente cagionano un danno fisico a chi vi si attiene. Inoltre il bavaglio non è un “costume del popolo” ma un’imposizione arbitraria che nuoce alla salute e alla psiche delle persone. Come concilia il ricevere un danno alla salute con il “tramare per vincere” dell’individuo zen? Come fa a vincere se nel momento in cui si imbavaglia ha già perso? Il bavaglio è il simbolo della sottomissione e com’è spiegato egregiamente nell’articolo è anche ciò che nella realtà fisica si avvicina di piú allo Spirito

    Alle volte è bene abbassare le penne se non vogliamo ci siano tolte..e preferire un danno minore a uno maggiore..
    Altre soluzioni..?
    Maledire il governo?
    Prendere multe a ripetizione e rischiare pure la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale..?
    Se queste sono le soluzioni..ugualmente insalubri rispetto alla mascherina..preferisco la mascherina..che almeno mi fa perdere meno tempo in lotte inutili..perché non ci può essere vittoria..ma solo sconfitta..
    Vogliamo invece dare testimonianza e finire in croce..?
    E’ possibile e saremo degli eroi..e neppure adorati dal popolo per il coraggio mostrato..ma solo sbeffeggiati ….
    Io non sono un eroe..ed essere trascinato in commissariato per resistenza..e poi forse essere messo in cella con letti a castello.. costretto a respirare odori immondi..non mi alletta..
    Forse esagero..?
    Ma l’eroe deve essere disposto ad accettare tutte le conseguenze delle sua azioni e non chiedere scusa e levare il disturbo..
    Costumi balordi o leggi balorde cambia poco..il risultato è lo stesso..ed è disagio di fronte a imposizioni malsane..
    Forse stare in un banco a scuola cinque ore obbligatoriamente è meno malsano..?
    Oppure respirare fumi velenosi..gas di scarico e rumori molesti è più sano..?
    Siamo circondati da insidie..e se il corpo è minacciato..cerchiamo di non minacciare anche la salute interiore..
    Le leggi che progettano e attuano sono equivalenti a un masso che ci viene incontro..
    Dobbiamo opporci a petto in fuori a questo masso..oppure maledirlo..?
    Il governo con le sue leggi è come un masso..cerchiamo di evitarlo..non di sfidarlo..
    Se poi vogliamo essere spiaccicati per avere rispetto di noi stessi e salvare l’onore..bene..non fa per me..che ho cose più importanti da fare nella mia vita..che non gettarla al vento..
    La mascherina è un’idiozia..e la risposta non può che essere una pernacchia..nel senso di metterla se passa un vigile e di toglierla subito dopo..oppure di metterla sulla bazza..o sull’orecchio..
    Fare come quando piove e apriamo l’ombrello ..e poi chiuderlo se smette..e pure molte volte..
    Non ci sono altre strategie..
    La mascherina non è una cosa seria e quindi non possiamo avere reazioni serie..
    Qui non si tratta di fare resistenza civile alla Gandhi ..ma di spernacchiare come facevano i napoletani veraci un tempo..
    Un filo d’erba si piega ed è risparmiato dalla tempesta..mentre una quercia viene abbattuta..
    Mai come in questo caso..con leggi liberticide che ci ammorbano ..è necessario essere centrati..equanimi..non cedere agli impulsi..
    Il Sé non è toccato dalle vicissitudini del corpo..ma da quelle della mente..e se la nostra mente è inquieta..anche il Sé ne soffre..
    Quindi rimaniamo calmi..e comportiamoci saggiamente ..che siamo in un banco di prova..

    • Lupo nella Notte

      Upa, ciò che lei sostiene è riassumibile nel detto siciliano: “calati junco chi passa la china”, ma non è quello affine alla natura del sottoscritto. E comunque ripeto che ciò che ho solo voluto far presente a chi leggesse il mio intervento, è una sttrategia perfettamente rientrante nell’àmbito della legalità – quindi che per definizione non implica né oltraggio né alcuna resistenza a pubblico ufficiale, come da lei paventato – da tentare per non soggiacere supinamente ai soprusi pseudolegali che vengono perpetrati quotidianamente. Poi ognuno farà ciò che ritiene piú in linea con sé stesso. Che non siamo tutti uguali, e che ognuno abbia di conseguenza una reazione diversa, mi pare fin troppo ovvio per doverlo sottolineare.

      E poi, sí, esiste anche la possibilità di “rendere testimonianza” con le proprie azioni, e magari essere d’esempio per chi si trovi sulla soglia del dubbio e ancora indeciso sulla direzione da prendere (senza per questo pretendere di passare per “eroi”, per una contravvenzione! Gli eroi sono altri, e forse sono tutti morti).

      Chi rifiuta di opporsi oggi, un domani potrebbe pentirsene ritrovandosi in una situazione che non avrebbe mai neppure immaginato.

      >Il Sé non è toccato dalle vicissitudini del corpo..ma da quelle della mente

      Ma la mente è in stretta connessione con il corpo, e se il corpo attraversa vicissitudini la mente ne soffre, di conseguenza, il Sé ne soffre a sua volta…

      Sarò banale: “mens sana in corpore sano”, e il bavaglio non è compatibile né con la prima né col secondo.

  14. upa

    Livio Cadé..
    Ma dispiace ma io ti batto..
    Il telefonino mi è stato imposto dalla banca..altrimenti non era possibile diventare correntisti..
    Non guardo la TV..neppure ascolto la radio..e ultimamente neppure la musica..mi allontana troppo da me stesso..
    Sono solo e non ho moglie..cosa che considero una vera benedizione..
    Non ho lavatrice perché mi affatica la sua tecnologia..e lavo a mano..
    Non ho auto e neppure altri mezzi..
    Non frequento nessuno..altra benedizione..
    Uso il computer perché non è salutare non sapere nulla del mondo..e non vivo in campagna e neppure in città..ma in una specie di parco isolato dalla cittadina..che mi consente una buona passeggiata per fare la spesa..
    Eppure devo continuamente scontrarmi con i miei vizi..il cibo e l’accidia..quindi sono molto occupato..
    Neppure lavoro perché sono in pensione..
    Insomma..la situazione ideale per dedicarsi ai lavori interiori..
    Un perfetto gradevole isolamento sociale..anche senza virus..
    La mascherina disturba la mia passeggiata..ma cercherò di farmene una ragione..anche perché posso passeggiare all’aperto senza andare nella pubblica via..e all’epoca del confinamento mi è stato molto utile..
    In fin dei conti..l’eremitaggio non è forse il luogo ideale per finire la vita..?
    In questo mi sento perfettamente tradizionale..alla faccia della movida..(hahaha)

  15. upa

    Lupo nella Notte..
    “E comunque ripeto che ciò che ho solo voluto far presente a chi leggesse il mio intervento, è una sttrategia perfettamente rientrante nell’àmbito della legalità”

    La strategia esposta dallo studio legale..e funzionante per la Regione Lazio..in quanto il Tar ne ha accettato l’impianto..si riferiva esclusivamente al potere di Zingaretti di sostituirsi alle leggi nazionali..e solo per questo è stata vincente..
    Ma per quanto riguarda i decreti Dpcm..e la loro subordinazione alle leggi nazionali..non è tutto così cristallino..
    Lo stato di emergenza da cui provengono rende i Dpcm transitori e quindi non violano la legge che rimane solo congelata ..
    Conte è un avvocato..e il PdR vigila la costituzionalità delle sue operazioni..non sono così sprovveduti sul piano legale..
    L’unica possibile critica è sulla necessità dello stato di emergenza attivabile solo in caso di guerra..ma qui si apre un contenzioso da Corte Costituzionale..
    Voglio dire che l’arma con cui dovremo combattere il sistema mi sembra un fucile a tappi..una fionda contro i carri armati..
    Poi sono tutte operazioni legali indigeste al cittadino singolo..necessitano associazioni di esperti..di tempo..di pressione mediatica..tutte cose che un poveraccio non può seguire..
    Il tuo mi sembra ..con tutto il rispetto.lo “spezzeremo le reni alla Grecia”..e poi si è visto come è finita..
    Oppure..per essere più moderni..il prete che fidando sulla croce si dirige verso il disco volante dei marziani..col finale che sappiamo..
    Ma è anche vero che David uccise Golia..quindi in teoria..se siamo come David potremo uccidere il Governo Conte..ma la vedo difficile..
    L’unica cosa da fare è prendere la multa e sperare che in futuro la tolgano..senza pagarla subito..e sperando che la faccenda si plachi per via di uno stralcio tipo amnistia generale..che poi è tutto da vedere..

    “E poi, sí, esiste anche la possibilità di “rendere testimonianza” con le proprie azioni, e magari essere d’esempio per chi si trovi sulla soglia del dubbio e ancora indeciso sulla direzione da prendere”

    Dubito che minacciare la polizia di applicare decreti incostituzionali venga trasmesso sulla TV..
    Sarà come le buone azioni vissute in anonimato..daranno soddisfazione solo a noi…se così possiamo esprimerci..
    a patto poi che tutto fili liscio e di multe non ce le facciano due..
    Ovviamente se fossimo avvocati aiuterebbe..sarebbe pane per i nostri denti..ma non ci si improvvisa burocrati della legge se non è nella nostra professione ..o nei nostri interessi esistenziali..

    “Ma la mente è in stretta connessione con il corpo, e se il corpo attraversa vicissitudini la mente ne soffre, di conseguenza, il Sé ne soffre a sua volta…
    Sarò banale: “mens sana in corpore sano”, e il bavaglio non è compatibile né con la prima né col secondo”

    E qui bisogna vedere quanta sofferenza del corpo ci sia a portare una mascherina sull’orecchio..perché passeggiare da soli in zone poco frequentate..più che il corpo ne risente la mente e in particolare il nostro ego che si sente umiliato a certi sotterfugi..
    Se invece dovessimo portare la mascherina per otto ore lavorative sarebbe un’altro discorso..e qui non si scherza..e le soluzioni potrebbero anche essere drastiche..fino al rifiuto per motivi medici o mettersi direttamente in malattia o addirittura il licenziamento ..
    Ma non è il nostro caso..immagino..
    Qui viene ferita la mente e poco o nulla il corpo..
    Il vero problema è cosa faremmo se la mascherina ci comportasse una vera malattie o un disagio insopportabile..
    In questo caso dovremo scegliere tra il combattere o il morire..e solo allora vedremo di che pasta siamo fatti..ma per ora la scelta si muove solo principalmente nella nostra testa..e progetta quello più in linea con le nostre idee..ancora tutte da verificare all’atto pratico..

    • Lupo nella Notte

      L’articolo al link in questione era specifico per l’ordinanza della Regione Lazio, ma ci sono stati altri avvocati e altri studî legali che hanno proposto la stessa strategia già per i precedenti dpcm che valevano su tutto il territorio nazionale, e un articolo analogo sulla gerarchia delle fonti del diritto era già comparso anche sul medesimo sito:

      https://www.oltre.tv/avvocato-prisco-mascherine-tso-illegale-multe/
      https://www.studiolonoce.it/articoli/e-precipuo-dovere-dello-stato-non-ingenerare-confusione-tra-norme-giuridiche/

      >E qui bisogna vedere quanta sofferenza del corpo ci sia a portare una mascherina sull’orecchio..perché passeggiare da soli in zone poco frequentate..più che il corpo ne risente la mente e in particolare il nostro ego che si sente umiliato a certi sotterfugi..

      Con tutto il rispetto, le sue mi sembrano argomentazioni un po’ troppo capziose, quasi che dovesse giustificarsi a ogni costo di non voler mettere in pratica questa strategia difensiva. Ha già fatto presente la sua età non piú verde perciò nessuno le sta chiedendo di “buttarsi nella mischia”. E poi è ovvio che ognuno debba fare ciò che avverte piú giusto per sé (se è in grado di avvertirlo chiaramente). Ma la questione riguarda la compressione della libertà individuale, un principio condivisibile da qualsiasi uomo libero, credo. Cosí come credo che questo renda la stessa inerente a componenti piú profonde del solo ego. Che oggi gli uomini liberi siano pochi, è un altro discorso. E poi c’è anche chi non ha la possibilità di “passeggiare da soli in zone poco frequentate” se abita nel centro di una grande metropoli.

      Inoltre un giudice di pace ha già emesso una sentenza con cui ha invalidato l’intero impianto dei dpcm negando perfino legittimità allo stesso stato di emergenza e dando ragione a chi aveva presentato ricorso contro una sanzione pecuniaria:

      http://images.go.wolterskluwer.com/Web/WoltersKluwer/%7Be92d2f08-eef2-4e40-b571-af113b10a00e%7D_giudice-pace-frosinone-sentenza-156-2020.pdf

      L’Ar-conte è un avvocato ma lo sono anche quelli che propongono di opporsi, cosí come l’appena citato giudice di pace. Quello in cui è stato diabolico è proprio nell’aver scelto il dpcm come “instrumentum regni”, perché paradossalmente proprio il collocarsi di un dpcm al di sotto delle leggi ordinarie impedisce sia al Presidente della Repubblica di giudicarne preventivamente la legittimità (anche se poi, nello specifico, è lecito pensare che nulla sarebbe ugualmente cambiato), sia al Parlamento di farlo ex post (idem come sopra).

      >Dubito che minacciare la polizia di applicare decreti incostituzionali

      La frase mi sembre un po’ inesatta, ma credo di comprenderne il senso. Comunque non si tratta affatto di “minacciare la polizia”, ma di far valere i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle leggi. Chi si appella alla Legge per definizione non minaccia, perché la minaccia è un reato penale.

  16. G. Pietro

    Visto che nei commenti di questa pagina si è discusso con una certa vivacità dei fatti – fattacci 🙂 – inerenti alla follia pseudo-pandemica, ci tenevo anch’io ad esporre il mio personale pensiero su ciò.

    La terribile farsa mediatico-sanitaria altresì nominata “pandemia da “SARS-CoV-2” è solamente l’ultima, in ordine cronologico e giammai gerarchico, di una lunga serie di manifestazioni della medesima natura coinvolgenti quattro ordini autoritari moderni. Questi come bocca di fuoco delle potenze “dell’Avversario”: quello “informativo” ( televisioni, radio, siti internet, giornali….. ); quello sanitario (a mio modesto parere il più pernicioso, anche perché in specie agente nei riguardi di persone già rese vulnerabili da processi patologici di svariato genere); il politico; ed infine l’organismo militaresco. Naturalmente queste quattro entità rappresentano semplicemente corpi agenti per conto terzi: essendo strumenti preparati doviziosamente negli anni passati e pensati proprio per sostenere inganni dittatoriali come questo. I mandatari sono questi ma i mandanti si nascondono sempre dietro le quinte, da ricercarsi nei “signori” possedenti le chiavi della finanza, che soli possono comandare e coordinare i succitati organismi – invero, pure molti altri, tra i quali le istituzioni “religiose” (vero putridume moderno e pronipoti pesantemente degeneri di quei centri spiritualmente attivi od semi attivi di un tempo) e i gaglioffi fintamente a capo di esse: il Papa, il Dalai Lama etc. – e le loro diramazioni macroregionali, nazionali ed anche semplicemente locali.

    Tutto questo per dire: il Sistema dietro a questa sceneggiata mediatico-sanitaria si presenta estremamente vasto, dal carattere piramidale ed apparentemente invincibile, eppure non è così. Precedentemente ho elencato quegli organismi che ritengo – ma mi pare cosa patente – i quattro principali attori inscenanti la macabra commedia… beh, proviamo a disinnescarne le venefiche influenze dirette in dentro la nostra psiche.

    Manifestamente tutto è sorretto – come sempre in tali circostanze – dal chiacchiericcio allarmistico dei servi mediatici, atto senz’altro all’instillazione di paure irragionevoli e dubbi in noi: spegniamo la loro petulante voce; spegniamoli!

    Dopodiché, guardando le patetiche facce – oh mamma! Conati di vomito… – dei “politici” capiamo una buona volta che non contano un accidente, sono tutti allineati riguardo ai temi vitali del Sistema e da ciò intendi la loro massima rassomiglianza coi personaggi privi dell’Io de “La notte di Valpurga” il romanzo di Gustav Meyrink; si azzuffano – spesso fingono – sopra alle faccende secondarie o di contorno al solo fine di allestire una finzione fintamente pluralista e d’incantare la gente facendole gettare tempo alle ortiche sui particolari massimamente insignificanti e nel contempo celando ai loro sguardi l’essenzialità delle cose.

    Per quel che concerne il mondo militaresco, lì bisogna evitare lo scontro frontale, essendo il dominio della forza bruta, rifacendosi sempre alla Legge, a quei punti che possono dar ragione al comune cittadino.

    Infine, il mostro maggiormente difficile da sottomettere è la cosiddetta “sanità”. Questo perché per anni ed anni ci hanno imposto una propaganda subdola, glorificando la stessa e parimenti distruggendo ogni visione tradizionale circa la salute. Ciò che è certo e s’ha da fare consiste tutto nello smascherarne la falsità alla sua base: la teoria pasteuriana relativa al contagio. Cioè, smettendo di trasporre nei cosiddetti virus paure ataviche ed intenzioni maligne tutte umane, per analizzarne la vera realtà di detriti cellulari sia endogeni sia esogeni mancanti di vita, che potrebbero rappresentare un pericolo per la salute solo e soltanto in caso di accumulo per detrimento del sistema immunitario e degli organi emuntori del corpo. Fatto questo il moloch sanitario diviene bestia senza denti e senza artigli, ed il racconto sciocco e criminale del “coronavirus” torna dove dovrebbe stare, ossia nei libri di favole per bimbi stupidi.

    Insomma, questo è quel che penso io.

    • Livio Cadè Staff

      E quel che penso anch’io.

    • Lupo nella Notte

      Sottoscrivo in pieno.

      Aggiungerei una quinta bocca di fuoco, la cui importanza si è fatta vieppiú crescente negli ultimi decennî: il ramo tecnoscientifico, particolarmente nella sua declinazione transumanistica, che si sta progressivamente saldando con quello medicalistico proprio grazie all’attuale farsa pandemenziale per instillare subdolamente nelle persone la convinzione che l’organismo biologico sia talmente fragile e vulnerabile da aver bisogno di una robusta “implementazione” tecnodigitale. La digitalizzazione dell’umano, e, piú in generale, del vivente tout-court è il loro obiettivo finale, perché nei loro deliranti progetti eterodiretti da entità dell'”infrarossso psichico” consentirebbe di iperrazionalizzare la gestione del “bestiame” planetario, sia umano che no, non lasciando piú alcuno scampo al singolo individuo. Ma questo è qualcosa cui non si potrà, per fortuna, mai arrivare, sebbene mai come in quest’era terminale vi si stia tendendo spasmodicamente.

      >Ciò che è certo e s’ha da fare consiste tutto nello smascherarne la falsità alla sua base: la teoria pasteuriana relativa al contagio. Cioè, smettendo di trasporre nei cosiddetti virus paure ataviche ed intenzioni maligne tutte umane, per analizzarne la vera realtà di detriti cellulari sia endogeni sia esogeni mancanti di vita, che potrebbero rappresentare un pericolo per la salute solo e soltanto in caso di accumulo per detrimento del sistema immunitario e degli organi emuntori del corpo.

      Lei parla come un igienista. VV? Anch’io affermo appena posso che l’unico grimaldello sarebbe quello di smontare la fasulla nonché fraudolenta – ad opera di altri, a dire il vero – teoria pasteruriana e che ogni altra questione, finanche quella giuridica, al confronto è secondaria e accessoria, non centrando e neppure sfiorando il vero nocciolo del problema. Ma con il dislivello mediatico vigente riuscire a far questo purtroppo è pura utopia.

  17. Lupo nella Notte

    Errata corrige: bocca DA fuoco…

  18. G. Pietro

    Sì, ovviamente bocca da fuoco e non di fuoco; lo sbaglio parte da me (con la complicità robusta, a dire il vero, dell’aggeggio tecnologico da me adoperato, che nemmeno mi permette di leggere bene le mie affermazioni per poi poterle eventualmente correggere, avendo caratteri di scrittura assai piccoli in tutti i casi).

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