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Proroga di una dittatura – Umberto Bianchi

Proroga di una dittatura – Umberto Bianchi

E’ in arrivo il nuovo DPCM con cui verrà prorogato di ulteriori trenta giorni, lo stato di emergenza sanitaria da Covid, accompagnato da una serie di strascichi polemici sulla manifestazione svoltasi a Roma, sabato 5 Settembre ed organizzata da tutte quelle realtà politiche ed associative che, in qualche modo,si oppongono allo stato di cose venutosi a determinare nel nostro paese, a seguito dei provvedimenti presi dal nostro esecutivo con l’irrompere della pandemia. Animata da una quanto mai affrettata e superficiale malafede, la manifestazione di Bocca della Verità è stata dai media “embedded” definita, un raduno di “negazionisti” ed “estremisti di destra”, volutamente ignorando la natura quanto mai composita e trasversale che ha, invece, animato lo svolgersi dell’intera manifestazione.

Tra i gruppi assiepati al Circo Massimo, in attesa di convergere in Piazza della Bocca della Verità, si potevano tranquillamente annoverare fricchettoni, ed alternativi vari, gandiani, ecologisti, partite Iva, no vax, gilet gialli, componenti del mondo cattolico, tassisti ed anche qualche esponente della cosiddetta “destra radicale”, ma anche e specialmente, tanta, tanta gente comune, animata dal disgusto e dalla rabbia, per il protrarsi di uno stato di uno stato di cose, che sembra non aver fine. Sul palco si sono succeduti tutta una serie di interventi da quello dell’ex grillina Sara Cunial a quello del magistrato Angelo Giorgianni, cofondatore de “L’Eretico”, passando per  Pasquale Mario Bacco, anch’egli cofondatore de “L’Eretico” insieme al virologo Giulio Tarro, ed a Roberto Nuzzo, cofondatore dell’associazione “Il Popolo delle Mamme” (salviamo i bambini della dittatura sanitaria), gli interventi tutti, sono stati tesi a denunciare sottolineare la natura strumentale e faziosa di tutti quei media che hanno descritto il movimento presente in piazza, come negazionista e di estrema destra, volutamente ignorando le istanze di libertà e di chiarimento dinnanzi all’opinione pubblica, che la manifestazione intendeva esprimere. Il tutto, senza voler contare la presenza del leader del Movimento Panafricanista Mohamed Konarè, sceso anche lui in piazza, “per dare solidarietà alle mamme che stanno lottando per il futuro dei loro figli”, con il contorno di svariati esponenti di comunità straniere (africane e latino americane, in special modo…) presenti sul nostro territorio. Alle istanze espresse dalla piazza ha, invece, fatto seguito una reazione scomposta e rabbiosa della nostrana classe politica, arrivata, per bocca di alcuni suoi quanto mai “illuminati” esponenti, ad invitare alla rivolta contro la manifestazione, riconfermando, una volta in più se ve ne fosse bisogno, lo spirito di intollerante “democrazia e senso unico”, che ne anima gli intenti. Al di là di parole, proclami ed intenti, al di là delle mille interpretazioni che si possono dare, oggi, al di là di ogni ragionevole dubbio, siamo in presenza di una serie di incontestabili fatti che inchiodano questo (ed altri esecutivi europei, sic!) a delle quanto mai precise, responsabilità.

Punto primo. Di fronte all’esplodere di un’epidemia, la cui gravità stava mettendo in ginocchio un paese-continente come la Cina, abitato da un miliardo di anime e di cui milioni di abitanti se ne vanno in giro per il mondo, per i più svariati motivi, al seguito di altrettante merci, ragione avrebbe voluto che si provvedesse a chiudere immediatamente qualsiasi canale di comunicazione con il gigante asiatico, non facendo entrare neanche più uno spillo a casa nostra. Ma le cose, come sappiamo, sono andate ben diversamente. All’insegna del solito, smielato e peloso buonismo, si è voluto lasciar correre. In un clima di euforico “volemose bene”, si è proceduto a ritmo di banchetti e simposi italo cinesi, a migliaia son tranquillamente rientrati, quei cinesi residenti nel nostro paese, che in quel di Wuhan avevano trascorso le ferie di fine d’anno. Ed a migliaia di nostri connazionali, hanno cominciato ad essere impestati qui da noi, in ispecial modo nelle regioni del nord Italia. Solo allora, si è provveduto a chiudere le frontiere, ma evidentemente, era troppo tardi.

Punto secondo. Di fronte ad un così grave incedere di un’epidemia, ragione avrebbe voluto che un esecutivo serio provvedesse con una rapida ed adeguata sanificazione di tutti gli ambienti, rifornendo a dovere la popolazione di tutti quei dispositivi sanitari, quali mascherine, visiere, guanti o camici che, proteggendo dal contatto con il virus, ne avrebbero, quanto meno, attenuato l’impatto sulla popolazione tutta, specialmente in termini di vittime, evitando di arrivare a chiudere irresponsabilmente e per lungo tempo, un paese intero, danneggiandone e deprimendone l’economia.

Punto terzo. Tempo addietro, il Presidente del Consiglio Conte, ci deliziava con una delle sue solite uscite mediatiche, definendo il virus “un nemico invisibile”. Nulla di più falso ed inesatto. Il virus è visibile ed identificabile, eccome. Sarebbe bastato effettuare le opportune analisi (tampone) a tappeto sull’intera popolazione, al fine di identificare per tempo i positivi e permettere così, ad un paese di andare avanti. Ma nulla di quanto qui prospettato, è stato fatto, anzi.

Nel nome del solito stupido e melenso buonismo “embedded”, la popolazione italiana è stata investita da una virulenta ondata virale “d’importazione”, pagando un prezzo salato in termini di vite umane. Anziché provvedere a fornire in breve tempo alla popolazione quei mezzi di tutela igienico-sanitaria, che avrebbero permesso alle persone di continuare a condurre una vita normale, si è lasciato fare ad industrie farmaceutiche ed a privati (farmacie, etc.) che, senza alcun controllo, hanno potuto vergognosamente lucrare sulla salute dei cittadini. Barriere in plexiglas, banchi a rotelle, posti scaglionati ed altre simili amenità, avrebbero potute essere abbondantemente evitate, se solo fosse stata resa accessibile a tutti, la possibilità di effettuare le analisi del caso, così come si fa con tante altre patologie. A giustificazione di tutto questo, il nostro governicchio, risponde nicchiando, talvolta adducendo a giustificazione, il fatto che “non si poteva sapere” e “nulla si sapeva “ del virus, quando invece del virus si sapeva eccome, visto che già a Febbraio, dalla Cina arrivava un profluvio di sempre più allarmanti notizie.

Ma la regina delle scuse, il top delle motivazioni più assurde, sta nel classico ed icastico “mancano i soldi”, con cui il nostro esecutivo ha cercato, con una foglia di fico, di coprire tutte le gravi magagne a cui abbiamo accennato. Ora l’affermazione che, una delle prime economie d’Europa, nonché settima potenza industriale del mondo, non abbia i soldi ed i mezzi per provvedere ad una situazione d’emergenza, stona vistosamente con la realtà. E’ che, da noi, a farla da padrone, sono gli sprechi di denaro pubblico,da una parte gettato per provvedere all’industria dell’ “assistenza” e dell’ “accoglienza” alle masse di clandestini stranieri, che alimentano il traffico di manodopera servile nel nostro paese, dall’altra impiegato per foraggiare inutili e dispendiose missioni militari all’estero. Il tutto, senza neanche voler entrare nel merito di sprechi, ruberie e quant’altro da parte di svariati esponenti delle pubbliche amministrazioni e del ceto politico.

Purtroppo, quella della pandemia, ha rappresentato la tanto agognata occasione da parte dei governi europei e non solo, per congelare, imbrigliare e mettere a tacere qualunque forma di protesta, avversa ai diktat del neoliberismo globalista. Tutte le proteste di stampo trasversale che, di recente, hanno interessato Cile, Libano, Iraq, Indonesia, Sud Africa, Francia, ma anche il fenomeno “Brexit” ed i risultati elettorali italiani, hanno allarmato non poco Lor Signori. In Italia, il governo Conte, dell’emergenza sanitaria ha fatto la propria ragione di vita, cercando in ogni modo di allontanare l’appuntamento con le urne, procrastinando sine die, quella che può esser tranquillamente definita una dittatura sanitaria, burocratica e finanziaria. Privazioni della libertà di movimento, mancanza di lavoro, promesse mai mantenute di erogazioni a gogò di fondi a partite Iva e lavoratori, unite al solito odioso fiscalismo, altro non hanno fatto che contribuire ad esacerbare il clima generale, inducendo associazioni, movimenti, istanze di varia natura e genere a cercare di riunirsi, per cercare di dar vita ad una più organica e concreta forma di opposizione.

Come abbiamo già avuto modo di rilevare, di fronte alle considerazioni che, spontaneamente, sorgono a seguito di certi incontestabili fatti, il nostro esecutivo si arrampica sugli specchi, cercando di criminalizzare ed ostracizzare qualunque forma di contestazione al riguardo. E così, il contestare il terrorismo mediatico, con il quale si cerca di intimidire e vanificare la volontà popolare, viene tacciato di “negazionismo” ed “estremismo di destra” tout court. Un caso su tutti. Con una faccia tosta senza precedenti, i media embedded si sono messi a strillare contro la presenza sul palco e l’intervento, tra gli altri, di uno dei responsabili del movimento “Forza Nuova”.

A costui, (tra l’altro protagonista di un intervento molto forte e pregnante, all’insegna del più puro ed avvincente trasversalismo, contrariamente alle aspettative dei media buonisti, sic!) è stata contestata l’esistenza, a suo carico, di svariati precedenti penali, per reati quali risse et similia. Ora, non sta certo a chi scrive, il dover esprimere giudizi sulla maggiore o minore gravità e sul conseguente andamento giudiziario delle questioni tirate in ballo. Certo è che, detto da parte di chi milita o simpatizza per partiti che, al proprio interno hanno avuto ed hanno molti, troppi rappresentanti coinvolti in inchieste per ben altri e più gravi reati, dalle più svariate storielle di corruzione, fino alla vergogna di Bibbiano, ci sembra veramente troppo. Come troppo, ci sembra che a parlare siano anche coloro che, in preda a chissà quale magica ispirazione, in pieno “lockdown”, hanno fatto uscire dalle patrie galere ben trecento accusati e condannati per mafia, i cui precedenti penali, crediamo, facciano impallidire le vicissitudini giudiziarie del tanto bistrattato, rappresentante di “Forza Nuova”.

E’ bene ripeterlo, la proroga di una dittatura passa anche e necessariamente, attraverso la ingiusta criminalizzazione dell’avversario politico, visto come oggetto da eliminare con tutti i mezzi possibili ed immaginabili. Crediamo però, che come tutti fenomeni di questa strana e liquida Post Modernità, anche questa esperienza sia destinata a scorrere via presto, trascinata nella propria insignificante inanità, nei gorghi della Storia. Ed allora, sarà il popolo tutto, a poter giudicare liberamente. E ve lo garantiamo, per certe persone non ci sarà più niente da ridere.

UMBERTO BIANCHI

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Categorie: Attualità

Pubblicato da Umberto Bianchi il 9 Settembre 2020

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

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