“L’Età Massonica”: storia, segreti e misteri della Massoneria – Giovanni Sessa

“L’Età Massonica”: storia, segreti e misteri della Massoneria –  Giovanni Sessa

Lo precisiamo ab initio, onde evitare confusioni interpretative. Chi scrive è decisamente distante dalle tesi «complottiste» e ritiene, al contrario, che la storia abbia tratto «aperto», sia luogo del sempre possibile manifestarsi dell’origine, indotto dall’azione umana. Questa è fallibile e, pertanto, il destino dell’originario è sospeso tra riaffermazione ed oblio. Nonostante ciò, di recente abbiamo tratto una serie di informazioni importanti da un volume che uscì in prima edizione nel 1944 in Portogallo, parto del lavoro di scavo e di indagine storica di Lusol (pseudonimo di A. Cerqueira De Vasconselos). Ci riferiamo a, L’età massonica. I misteri della Massoneria svelati, nelle librerie per Iduna edizioni (per ordini: associazione.iduna@gmail.com, pp. 223, euro 18,00). L’autore introdusse in patria le idee di Charles Maurras, fondatore dell’Action Française, influenzando il movimento dell’Integralismo lusitano. Libro e autore furono contrastati e osteggiati in Portogallo: lo scritto è estremamente critico nei confronti del ruolo storico giocato dalla Massoneria. Nel paese lusitano, il Nuovo Stato di Salazar sembrava avere saldamente nelle mani la gestione della cosa pubblica, ma in realtà, a dire di Lusol, l’industria culturale e della comunicazione era contaminata, anche allora, dal germe massonico. In Italia, il libro di cui discutiamo, attraesse l’attenzione di un personaggio quale Giovanni Preziosi. L’incipit teorico del volume va individuato in una tesi di filosofia della storia. Nel 1789, con la Rivoluzione francese, si inaugurò, per la pervicace azione che dall’inizio del secolo XVIII esercitava la società segreta, l’età Massonica. Nel 1940, con l’ingresso a Parigi, delle truppe tedesche, quell’età ebbe fine: l’uomo europeo dava luogo, con quell’evento, ad un Nuovo Inizio storico-politico, a causa del cadere in discredito degli ideali laici, progressisti ed egualitari, che avevano segnato di sé l’età precedente.

   Con la marcia delle truppe della Wehrmacht sotto l’Arco di Trionfo moriva l’occidentalismo. Che cos’era l’occidentalismo?: «la falsificazione della vera civiltà occidentale, […] il regime della democrazia e del liberalismo […] malore mortale» (p. 29), esito ultimo dell’azione della Massoneria. L’occidentalismo impose all’uomo europeo isolamento, divisione interne e conflitti tra Stati sovrani. L’Europa fu significativamente indebolita. I fascismi, contro-movimenti storici, compresero che la ricostruzione politica sarebbe dovuta passare dalla rivitalizzazione della civiltà ecumenico-imperiale. Lusol, a questo punto, spiega in qual modo la società segreta riuscì a condizionare il mondo. Muove, quindi, dalla formazione della dottrina massonica. Essa: «si abbozza nell’anarchia religiosa che, dopo il secolo XVII, parte dall’Olanda alla conquista del pensiero europeo, e si allea all’anarchia morale scatenata sull’Europa dalla nobiltà britannica e francese» (p. 33). Due furono i personaggi che maggiormente determinarono il consolidarsi di tale dottrina, il conte Antonio Hamilton ed il conte di Boulainvilliers.

   I due agirono nei salotti mondani della Francia dell’epoca quali corruttori delle anime della nobiltà. L’opera principale di Hamilton, spirito lezioso e corrosivo, pubblicata postuma, Le memorie del conte di Grammont: «divenne lo specchio nel quale si modelleranno […] le nuove generazioni della nobiltà emancipata» (p. 36). Gli stessi «spiriti liberi» trovarono nelle pubblicazioni di Boulainvilliers un’anticipazione profetica dello scetticismo di Voltaire e dell’utopismo di Rousseau. E’paradossale, ma non troppo, che i due furono: «propagandisti di grande anarchia intellettuale, che non lasciarono però di essere cattolici praticanti» (p. 40). In particolare, il secondo, criticò la funzione dei Re nella storia di Francia, facendosi paladino della nobiltà antimonarchica, ma anche anticristiana. Riteneva che la storia dei singoli e delle nazioni fosse il risultato dell’azione esercitata dagli astri, dandosi così, con coerenza, alla pratica dell’astrologia. Dio venne ridotto a Causa astrale, mentre le opere di tale propagandista si diffusero in tutta Europa, soprattutto in Olanda.

     Queste tesi confuse furono i presupposti teorici del deismo, che sorse dalla ricerca di una nuova mistica atta a sostituire il cristianesimo, tenendo gli occhi ben fissi anche ad Oriente. Le tesi teologiche e scientifiche di Newton rappresentarono la sintesi di tale ribollire speculativo, a cui concessero credibilità culturale. Al teorico della legge di gravità si attribuiva il merito di: «aver realizzato una delle grandi aspirazioni umane, unendo tutti i moti e i fenomeni degli astri» (p. 55) L’Inghilterra divenne la Mecca della nuova verità: ci si incamminava verso il culto dell’Architetto del mondo.

John Toland, animato da queste suggestioni e dall’ansia di costruire una nuova forma di religiosità, creò un rituale nel quale parodiava parti della messa cattolica: fu il primo passo verso il ritualismo delle Logge. Il sincero misticismo di Newton andava trasformandosi in un aperto deismo: «regicidio del soprannaturale» (p. 58). La Massoneria nacque dalle corporazioni dei costruttori di cattedrali, ricorda l’autore. All’inizio, quando dall’Inghilterra fu espulsa la dinastia cattolica degli Stuart, i perseguitati si insediarono in queste organizzazioni per organizzarvi la resistenza. Il re Guglielmo III fondò, al contrario, gruppi non dissimili, che dettero luogo alla: «Massoneria anticattolica orangista […] guidata dalla dottrina anarchica e naturalista» (p. 60). Inizialmente, quattro di questi gruppi si riunivano nei locali di birrerie londinesi, poi dettero luogo ad una riunione plenaria che si tenne il 24 giugno del 1717. In quella giornata fu fondata La Grande Loggia d’Inghilterra, che ebbe per Gran Maestro, Antonio Sayer. La Massoneria «operativa» aveva fine, nasceva la Massoneria «speculativa»: «una setta filosofica» (p. 63). Essa divenne prevalente due anni dopo, grazie all’azione di Teofilo Desaguliers, amico di Newton. Nel medesimo frangente storico, la società segreta: «se in Inghilterra continuava ad essere […] fedele al deismo, nel continente si liberava […] da Dio e da ogni idea religiosa» (p. 66). La Massoneria, a dire di Lusol, porta a compimento i tentativi di scardinare la civiltà cristiana, già iniziati secoli prima. Essa trovò definitiva configurazione nella decisione del Gran Maestro Wharton, uomo dissoluto e profittatore, di redigere il libro delle Costituzioni, con il quale, di fatto, la Massoneria inglese influenzò quella francese e continentale. L’azione pervicace dei suoi adepti determinò la nascita, nel 1733 a Boston, della prima Loggia americana retta da Enrico Price. Nell’agglomerato delle colonie inglesi solo la Massoneria: «faceva funzione d’unione. E così non fa meraviglia che siano sati due massoni graduati, Daniele Coxe e […] Beniamino Franklin […] i pionieri dell’idea di unione fra le colonie americane» (p. 125). Nel 1781 il duca di Brunswick indisse una riunione di tutte le Massonerie, al fine di realizzare un grande piano comune, il cui primo atto si ebbe con la rivoluzione del 1789. Gran maestro del Grande Oriente di Francia fu, non per caso, Filippe Egalité.

Da allora, sostiene Lusol, la storia è stata il frutto dell’azione dell’Internazionale massonica, nella quale ha svolto un ruolo prioritario il Rito scozzese: «Dovunque la Massoneria prenda piede […] un sola e poderosa realtà politica sussiste, la volontà massonica che è riuscita ad infiltrasi in tutto l’organismo sociale e lo domina […] con mano sicura» (p. 217). Questo libro, ricchissimo di informazioni storiche, la cui lettura è godibile per la capacità scrittoria dell’autore, ha un limite contenutistico: fornisce una lettura monocausale del processo storico. La storia umana è, al contrario, estremamente complessa, così come la storia della Massoneria, entrambe rifuggono da qualsiasi dogmatismo e riduzionismo esegetico.

Giovanni Sessa

 

 

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Categorie: Libreria, Massoneria

Pubblicato da Giovanni Sessa il 28 Settembre 2020

Giovanni Sessa

Giovanni Sessa è nato a Milano nel 1957. Vive ad Alatri (Fr) ed è docente di filosofia e storia nei licei, già assistente presso la cattedra di Filosofia politica della facoltà di Sc. Politiche dell’Università “Sapienza” di Roma e già docente a contratto di Storia delle idee presso l’Università di Cassino. Suoi scritti sono comparsi su riviste, quotidiani e periodici. Suoi saggi sono apparsi in diversi volumi collettanei e Atti di Convegni di studio, nazionali e internazionali. Ha pubblicato le monografie Oltre la persuasione. Saggio su Carlo Michelstaedter, Settimo Sigillo, Roma 2008 e La meraviglia del nulla. Vita e filosofia di Andrea Emo, Bietti, Milano 2014, prefazione di R. Gasparotti, in Appendice il Quaderno 122, inedito del filosofo veneto. Ha, inoltre, dato alle stampe una raccolta di saggi Itinerari nel pensiero di Tradizione. L’Origine o il sempre possibile, Solfanelli, Chieti 2015. E’ Segretario della Scuola Romana di Filosofia politica, collaboratore della Fondazione Evola e portavoce del Movimento di pensiero “Per una nuova oggettività”.

Commenti

  1. Francesco Zucconi

    Prima si stufi René Guénon. Poi si leggano i due volumi, curati dal Prof Cazzaniga e pubblicati per gli annali della collana Einaudi… Poi, forse, si può cominciare a balbettare qualche cosa circa la Massoneria. Tutti ne parlano o ne scrivono…Mah! Povera Italia, povero Tricolore.

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