fbpx

Franco G. Freda: dalla rubrica “L’inattuale” del 28/07/2012, sul… Tradimento!

Franco G. Freda: dalla rubrica “L’inattuale” del 28/07/2012, sul… Tradimento!
O bestie impotenti:/ per chi non ha denti/ è fatto a pennello/ un Giulio Giorello! È inutile: continua a venirti in mente, pagina dopo pagina, e devi scacciarla come una mosca, la canzonetta risorgimentale con cui Giuseppe Giusti sfotteva quell’altro campione di nerbo e schiena dritta, Carlo Alberto: Il Re Travicello. Oh comodo, oh bello/ un Giulio Giorello. No, così non si fa, il nostro Ipse è pur sempre un epistemologo, cioè un filosofo della scienza, illustre cattedratico all’Università di Milano e firma d’occasione del Corriere della Sera.
          

Giulio Giorello, con quell’allitterazione infantile e polposa, gi gi, e uno svagato sound anni ’30. Ora è in libreria la sua ultima fatica, Il tradimento (Longanesi), pacco (bomba? …) di 277 pagine, copertina noir, che, a dispetto delle apparenze, non è un’autobiografia. 

 

Fa tanto bordello/ un Giulio Giorello? Eh, sì che ne fa. Eccome. Intende infatti sostenere questa tesi: che il tradimento non è la cosa orribile che credevamo. Che, anzi, il traditore è un paladino della spontaneità e tradire con puntualità ci evita di far inceppare il tapis roulant del progresso. Il tradimento favorisce le conquiste dell’umanità. È sintomo di libertà (era ora che esplicitassero il nesso subdolamente taciuto dai tempi della Grand Révolution). Senza il tradimento non ci sarebbe stato nemmeno il Cristianesimo (roba da mettersi a piangere a dirotto, mancava solo quella). E, naturalmente, cosa ti allega Giulio Giorello come dimostrazione paradossale della validità del proprio enunciato? Il codice sassone ripreso dalle SS: «Il nostro onore si chiama fedeltà». Di questa fedeltà – dice, con un sorriso sgamato – non ne abbiamo certo bisogno. Piuttosto, viva Giuda e viva Jago. Un fenomeno, lo Jago shakespeariano, il più creativo e brioso di tutti i traditori: l’unico che tradisca solo ed esclusivamente per il gusto di tradire, perché quel pivello di Bruto pugnalò invece Cesare solo per amore di Roma, non per genuina e gratuita delizia e sincero e radicale spirito di libertà… Se non avessi il libro tra le mani non ci crederei, ma tant’è. Giuro (senza incrociare le dita dietro la schiena).

 

Giulio Giorello l’amore è bello vicino a te? Ma proprio neanche un po’, dato che le corna sono come minimo assicurate. E la politica, orgia collettiva non meno complessa e delicata dell’amore, non ne parliamo. D’altronde, occorre ben dare una spintarella decisa a ’sto progresso, se si vuole che l’agnello possa dormire accanto al lupo e la palude ingoiare tutto, eleggendo infine come unico re (Travicello) il topo. Sennò si va avanti, sì, ma a velocità di crociera (magari con il comandante Schettino in plancia – e non si capisce perché sul libro di Giorello non compaia una dedica esplicita a questo eroe della Liberazione Assoluta). Basta con il complesso dell’8 settembre. Il nostro epistemologo vuole chiudere per sempre le pagine incresciose de La pelle di Malaparte, quelle riaperte con sarcasmo amaro da Romano Bracalini in Paisà, che se non ti fanno fremere di orrore non sei degno di dirti uomo. Evidentemente lui ha superato l’obsoleta condizione di uomo – l’uomo che lo vedi dalla parola, come il bue dalle corna. E via! Via tutti, filosofi e no, a rotta di collo verso il progresso dei progressi: l’entropia totale, la notte in cui tutte le vacche sono nere e i tori sono a farsi fare un’operazione a Casablanca.

 

O bestie impotenti:/ per chi non ha denti/è fatto a pennello/ un Giulio Giorello!
Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Inattuale, Liberopensiero

Pubblicato da admin il 8 Settembre 2020

Commenti

  1. Irma Trombetta Marzuoli

    Bastava che Freda, che di quanto scrive Giorello dice di non potersene fare una ragione, di Giorello guardasse la foto!

  2. Anonymous

    Guardando la foto di Giorello: la foto “tradisce” un tipo d’uomo (philosophus scientiphicus)che pur di glorificare la libertà di pensiero giunge all’elogio del tradimento. All’umana decadenza e degenerazione non c’è fine! A quando, caro Giorello l’apologia dello stupro e l’elogio del pedofilo e dell’infanticida? A quando l’esaltazione del vigliacco e del codardo? A quando la glorificazione dell’usura e della speculazione spietata e senza redole?

  3. Al cospetto di simile intellettualoide stercaiolo, con la sua apologia del tradimento, come stile di vita, sovvengono alla mente la frase di un soldato politico germanico, dei bei tempi andati, il quale era solito dire:”quando sento parlare di cultura, metto il colpo in canna”!

  4. Iscariota

    Sono contento che qualcuno rivaluti la mia figura.

  5. roberto

    Mi pare che sia sfuggito il feroce sarcasmo dell’autore, che mi sembra permei lo scritto… Forse è solo una mia ingenuità, ma a ma pare che qui s’intenda tutto il contrario, anche perché sto progresso, alla fine e come ben sappiamo, é un’allegra discesa verso la palude: il traditore é spesso l’artefice subdolo ed infame del suo avanzare, a spese della Tradizione, della Cultura e della Bellezza.

Rispondi a Irma Trombetta Marzuoli

    diretta streaming

    Fai una donazione


    Giuliano Kremmerz

  • INDOEUROPEISTICA

  • studi iniziatici

  • gruppo di ur

  • terapeutica

  • Teurgia - libreria

  • emergenza sanitaria

    Renzi: lo scenario della crisi e le possibili soluzioni – Daniele Trabucco

    di Daniele Trabucco

    “Provocare la crisi é un grave errore politico”, ” gli italiani non capirebbero”, “inspiegabile” etc.. sono le es[...]

  • emergenza vaccini

    Il Terrore vaccinale – Umberto Bianchi

    di Umberto Bianchi

    In una Roma desolata ed impaurita, sotto una pioggerellina triste e battente, si è inaugurato l’anno nuovo. Sotto lo sguardo occhiuto di forze dell[...]

  • post Popolari

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
    • Shilla in A Whiter Shade of Pale. Un testo esoterico? - Luigi Morrone

      Testo interessante, grazie... Leggi commento »

    • umberto bianchi in Il Terrore vaccinale – Umberto Bianchi

      Gentile sigr. Macalli, vorrei farle notare che le ... Leggi commento »

    • Fabio Calabrese in L'eredità degli antenati, trentaseiesima parte – Fabio Calabrese                                              

      Caro signor Enrico: Mi dispiace di aver notato il ... Leggi commento »

    • Ivano Macalli in Il Terrore vaccinale – Umberto Bianchi

      Signor Bianchi, Lei dimentica che senza le misure ... Leggi commento »

    • Tomaso Prospero Turchi in Fascismo & Fumetto: SATURNO CONTRO LA TERRA (quarta parte) - di Francesco G. Manetti

      Solamendo potendo sfogliare dal vero il testo del ... Leggi commento »

  • archivio ereticamente

    Tag

    Newsletter