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Bill Gates: il dio-programmatore del mondialismo e le anomalie di Matrix – Federica Francesconi

Bill Gates: il dio-programmatore del mondialismo e le anomalie di Matrix – Federica Francesconi

Qualche giorno fa il quotidiano La Stampa ha pubblicato una tanto strana quanto rivelatrice intervista al magnate Billes Gates, riciclatosi negli ultimi anni in pseudofilantropo e grande tessitore di tele mondialiste. Rivelatrice rispetto a che cosa? Nel corso dell’intervista il multimiliardario americano ha snocciolato una serie di dichiarazioni che rivelano la convinzione che nutre rispetto a se stesso e alla sua “missione” di essere una sorta di dio-programmatore del destino dell’umanità. Ma procediamo con ordine. Nell’incipit dell’intervista il guru della religione tecno-scientifica esordisce con una profezia catastrofista sul peggioramento della pandemia, annunciando che, se entro sei mesi non verrà prodotto e diffuso in tutto il globo il vaccino anti-Covid, “la prossima primavera avremo il doppio dei morti” rispetto al 2020. La soluzione alla catastrofe dietro l’angolo? Naturalmente il vaccino da lui stesso prodotto e finanziato: “servirebbe che lo facesse [il vaccino, n.d.A] almeno il 60% della popolazione, ma sarebbe meglio l’80 o il 90%”. Le previsioni di Gates rispecchiano senz’ombra di dubbio una concezione “leibniziana” della vita e dell’universo. Il filosofo tedesco aveva infatti elaborato nelle opere Monadologia e Il migliore dei mondi
possibili un sistema in cui non vi era posto per l’imperfezione, fisica e metafisica: Dio crea il migliore dei mondi possibili, cioè il migliore di quelli da lui pensabili. Addentriamoci per un momento nella visione di Leibniz. Per il filosofo di Lipsia le cose, i fenomeni, sono così e non in un altro modo perché il loro modo contingente di essere è il migliore modo possibile di essere. Ed è il miglior modo possibile di essere perché fonda la sua ragion d’essere in Dio, l’unico essere che ha in sé la ragione della sua esistenza (cioè l’unico essere in cui essenza ed esistenza coincidono). Dio non trae la ragione della sua esistenza da altre cose contingenti, ma la trae da se stesso. Da questa premessa ne deriva il postulato della perfezione di Dio: Egli, perfetto perché recante in sé la sua “ragione sufficiente”, non può non aver creato il migliore dei mondi possibili tra quelli che, pur essendo pensabili, o co-possibili, poteva creare. La perfezione, proprio perché pensabile, deve necessariamente esistere. Ora, proprio perché Dio è il solo essere a poter concepire la perfezione, Egli necessariamente crea un mondo perfetto. Da questa concezione della divinità deriva anche un’aporia del pensiero di Leibniz: tutte le azioni umane sono eventi previsti e quindi predeterminati da Dio ab aeterno. Cosa significa in concreto? Significa che la libertà umana di poter scegliere e decidere è mera illusione. Fare il bene o il male non sono vere scelte. Essere un Pol Pot o un San Francesco non sono vere scelte ma solo un fascio di pensieri e azioni previste da Dio dal principio del tempo. Dio contiene in sé l’idea dell’azione futura di diventare un Pol Pot. In questa prospettiva, la libertà umana per Leibniz non esiste. Ma allora, come conciliare il principio della perfezione del mondo pensato e creato da Dio con l’imperfezione delle cose contingenti, in particolare con le azioni umane così impregnate di imperfezione e malvagità? Dio, come davvero pensava Leibniz, è il più buono e il più giusto tra i monarchi? Leibniz non riuscì mai a superare l’aporia, insita nel suo pensiero, della coesistenza della perfezione del mondocon il Male ad esso connaturato. E non vi riuscì perché respinse l’idea della libertà umana. Ora, il lettore si chiederà che cosa ha a che fare la filosofia di Leibniz con i deliri di un miliardario che gioca a fare il filantropo e il salvatore del mondo. Ad una attenta analisi delle dichiarazioni di Gates, non può non saltare all’occhio l’idea che egli ha di se stesso di essere una divinità, del tipo concepito da Leibniz, cioè di un monarca perfetto che non lascia spazio alla libertà umana. Gates, infatti, prevede che la pandemia finirà entro due anni. Prevede che la prossima primavera, se non si riuscirà ad implementare un vaccino, ci sarà un’ecatombe di morti da Covid. Infine, prevede che la pandemia solo se all’80% della popolazione mondiale verrà somministrato entro sei mesi il vaccino anti-Covid da lui finanziato.

In poche parole, Gates pensa di essere un dio che pensa il migliore dei mondi possibili (le soluzioni da lui pensate non ammettono alcun dubbio sulla loro effettiva efficacia), il più perfetto, di conseguenza vorrebbe crearlo. Nessuna esitazione,  nessun ripensamento: il mondo immaginato da Gates è il migliore, il più perfetto rispetto a quelli possibili,quindi va creato, a costo di eliminare la libertà di quasi 8 miliardi di esseri umani. Siamo distanti anni-luce dall’imperativo scolpito sul frontone del tempio di Apollo a Delfi: “conosci te stesso”. Conoscere se stessi significa conoscere la propria libertà. Ci si conosce solo attraverso la mediazione delle idee che condividiamo con gli altri. Diventiamo individui nel vero senso della parola solo se arriviamo a capire che il nostro intelletto è finito. Abbiamo sì una volontà infinita, anche di compiere il male, come capì molto bene Cartesio, ma il nostro intelletto ha dei limiti evidenti. Per tale motivo nessun essere umano è capace di concepire con il proprio intelletto un mondo perfetto. Nessun essere umano può pensare di se stesso di essere Dio, l’unico essere dotato di un intelletto infinito. In ciò sta l’essenza, e io penso anche la bellezza, dell’essere umano: una finitudine connaturata che ci pone in relazione con l’altro e ci fa scoprire i nostri limiti invalicabili. Se io riconosco di avere un intelletto finito, quindi imperfetto, la mia volontà, questa sì per sua natura infinita, non può non convincersi di piegarsi all’intelletto dopo averne riconosciuto l’intrinseca limitatezza.

Se io riconosco la libertà dell’altro non posso non realizzare dentro di me l’ingiunzione dell’oracolo di Delfi “Gnothi seautòn”. La libertà, in questo senso, non è un’idea astratta ma un’azione concreta, e parte dal riconoscimento della finitudine dell’intelletto. Traducendo queste premesse dal piano teoretico al piano metafisico, ciò significa che l’essere umano è impotente: il suo intelletto è per natura finito. L’essere umano non può pensare tutto e non può nemmeno fare tutto. Gates, da bravo mago nero quale egli è, è ben al di là dall’afferrare tale verità metafisica. Ecco perché può tranquillamente essere considerato un controiniziato che fa di se stesso un dio, una creatura di per sé finita che si atteggia a creatura dotata sia di volontà che di intelletto infiniti. In ciò sta l’assoluta pericolosità del personaggio. E’ inquietante la somiglianza tra Gates e uno dei personaggi meglio riusciti della storia del cinema. Mi riferisco alla figura dell’Architetto del film-capolavoro Matrix. Che cos’anno in comune il falso filantropo americano e l’Architetto creatore di Matrix? Entrambi credono nell’ “armonia di precisione matematica”, come la chiama l’Architetto, concetto, questo, che richiama molto da vicino la nozione leibniziana di “armonia prestabilita”, cioè l’idea che tutti gli eventi sono prefissati da Dio sin dall’inizio del tempo e che la libertà umana non esiste. Tuttavia, sia l’Architetto che Gates sono consapevoli dell’esistenza nel sistema di “anomalie” che, spiega l’Architetto, “nonostante i miei sforzi, sono stato incapace di eliminare”. Tali anomalie creano imprevedibili deviazioni dalla programmazione: “pericolose fluttuazioni, anche nella più semplice equazione” spiega l’Architetto. Neo, il protagonista della saga di Matrix, è una di queste. Quando nel corso dell’intervista Gates ridicolizza le accuse che il movimento “No Vax” gli muove con queste parole “non so come abbiano scoperto il mio complotto […]. E’ una storia così bizzarra che quasi dovrei trattarla con umorismo. Però è un problema molto grave, perché se ci accusi di fare cose diaboliche, limiti il nostro lavoro”, non è una velata ammissione dell’esistenza di un’anomalia sistemica? Si faccia in particolare attenzione all’ultima frase: “se ci accusi di fare cose diaboliche, limiti il nostro lavoro”. Qui emerge in tutta la sua trasparenza, questa sì diabolica, l’idea che Gates ha di se stesso di un essere onnipotente. Gli altri, i “No vax”, i “negazionisti della pandemia”, non possono limitare il suo lavoro. Questa mistificazione, tradotta in termini operativi, significa negare la libertà di pensare diversamente dal dio-programmatore e, di conseguenza, di agire diversamente. Perché? Semplice, il dio-programmatore non può non concepire un mondo perfetto. L’anomalia, pertanto, va eliminata. Neo non ha diritto di cittadinanza in Matrix. Per Gates l’intelletto umano può tranquillamente lavorare senza essere coadiuvato dalla libertà, in quanto un sistema fondato sulla precisione matematica non può ammettere l’esistenza di falle prodotte dall’esercizio della libertà, cioè dal dispiegarsi della volontà umana. Le anomalie non sono prevedibili, perciò in un sistema brutalmente razionale come quello immaginato dall’intelletto di Gates, non c’è spazio per le manifestazioni di libertà, siano esse di pensiero o di azione. Il sistema è necessario perché fondato sulla perfezione: produci, vaccinati e crepa. La libertà non può rientrare nel campo della necessità. Ecco come Gates applica al suo folle progetto, naturalmente secondo modalità deviate, cioè controiniziatiche, la filosofia di Leibniz, che pur ha avuto il merito di superare il meccanicismo dei filosofi razionalisti suoi contemporanei con una visione più vitalistica dell’universo fondata sul concetto di monade. Dunque, quale soluzione per uscire dall’impasse in cui ci ha rinchiusi il nichilismo mondialista? Come accennato sopra, la soluzione è sempre la stessa da millenni: conosci te stesso. Riconosci che, a fronte di un intelletto finito, hai una volontà infinita. La volontà di scegliere di non far parte di Matrix, la volontà di rifiutare le soluzioni “miracolose”, il Santo Graal-vaccino che un volgare programmatore miliardario pretende di imporre all’umanità. Ma per poter “volere” l’essere umano deve prima avviare un dialogo muto con la propria anima. L’Ego spinge verso l’accettazione passiva di Matrix, l’Anima verso la ribellione e la
resistenza.

Volere significa diventare delle anomalie del sistema su cui gli architetti del NWO non possono esercitare alcun controllo, almeno per ora. L’anomalia vuole volere, gli architetti del mondialismo non possono concepire la libertà fondata sulla volontà umana, questa sì infinita, perché concepiscono gli esseri umani come automi. Non si discute con un automa, lo si domina e lo si schiaccia. La salvezza consiste nello scegliere continuamente di volere. Là dove gli architetti del mondialismo sono prigionieri della loro credenza di essere degli intelletti infiniti, cioè di autoconcepirsi come divinità che concepiscono e creano mondi perfetti, quando invece la loro visione del mondo e dell’essere umano è profondamente malata e ingiusta, perché fondata si di una scienza e di una tecnologia che fanno di se stesse la fonte di ogni verità, l’essere umano che decide di diventare un’anomalia del sistema, mette il proprio intelletto finito al servizio della sua volontà, aprendosi così un varco sulla strada della libertà. L’unica fonte della verità siamo noi: siamo liberi di voler essere liberi o di non volerlo. Di fronte alla libertà, che è la vera essenza dell’essere umano, perché così è stato concepito da Dio sin dalla notte dei tempi, nessun messia deviato, nessun falso profeta può sperare di piegare sia il nostro intelletto che la nostra volontà alle sue mistificazioni deviate. Nella post-modernità non è più Prometeo l’eroe di riferimento, come voleva Marx, e nemmeno Dioniso, come voleva Nietzsche. E’ lo scienziato, il tecnocrate, il falso filantropo miliardario grande sacerdote della nuova religione atea e nichilistica del mondialismo. Oggi, più che sfidare gli dèi, come Prometeo fece nel mito greco, un essere umano che non vuole rinunciare alla sua libertà deve sfidare i falsi profeti della scienza e della tecnologia disumanizzate e disumanizzanti e il loro dispotismo. Ma per poterli sfidare bisogna prima avere il coraggio di rovesciare l’idolatria di cui si ammantano. Rovesciare l’idolatria tecnoscientifica, che sta portano il mondo verso il baratro, è possibile a patto che prima se ne sveli l’ideologia, laica, liberaldemocratica e politicamente corretta. Ognuno cerchi dentro se stesso gli strumenti e le risorse per resistere all’idolatria nichilistica di Matrix, di cui Gates è uno dei sacerdoti, e la sfidi. Come dice Platone nel celebre Mito di Er, con cui si conclude La Repubblica, quando spiega la libertà delle anime reincarnatesi di scegliere il proprio destino, “Non sarà il demone e scegliere voi, ma voi il demone […]. La responsabilità, pertanto, è di chi sceglie. Il Dio non ne ha colpa”. Voler scegliere continuamente, ecco il destino a cui è chiamata ciascuna anima.

Federica Francesconi

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Categorie: Mondialismo

Pubblicato da Ereticamente il 23 Settembre 2020

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Francesco Bellia

    Non comprendo quale necessità vi sia di elevare al rango di semi-divinità un personaggio come Bill Gates. L’imprenditore e programmatore di Seattle è soltanto un Re Mida, un individuo che, grazie alla sua scaltrezza in affari e alle sue facoltà intellettuali, ha trovato il modo di diventare uno degli uomini più ricchi del pianeta Terra e fondare un impero economico mondiale sul quale non tramonta mai il sole. Bene, bravo (senza bis). L’unico vero scopo di Bill Gates e di diventare più ricco di Bill Gates. Non è un filosofo, non è un demiurgo, non è un Messia e neppure un Dio in Terra. Non c’è bisogno di scomodare Liebniz, Nietsche o Cartesio per comprendere qual siano i suoi veri obiettivi e le sue ambizioni. Ricordiamoci che, dal punto di vista energetico, maggiore è il potere che attribuiamo al nostro nemico, e più egli diventa effettivamente potente, dentro e fuori di noi. Bill Gates propone di vaccinare l’80% della popolazione mondiale annunciando che, in caso contrario, il virus provocherà decine di milioni di morti? Bene, si chiama strategia di marketing. Certo, un po’ aggressiva come stretegia (non potendo sedurre, egli terrorizza), ma sempre di marketing si tratta. Il vaccino lo fabbricherà la sua azienda, ed è quindi del tutto ovvio che egli abbia ogni interesse a venderne il più alto numero di dosi possibile massimizzando i profitti. Ovviamente, con gli immensi capitali di cui dispone, Bill Gates può comprarsi stati, organizzazioni e governi, influenzandone in maniera determinante le decisioni a proprio favore. Il suo è un vero e proprio governo-ombra globale, come ce ne sono molti altri (ad esempio quello della newyorkese BlackRock, la più grande società di investimento del mondo che da sola gestisce un patrimonio di 6000 miliardi di dollari). Tutto ciò non c’entra nulla con la verità, l’intelletto, la conoscenza o il libero arbitrio. Parafrasando la famosa espressione di Humprey Bogart: “è il mercato, bellezza! Il mercato! E tu non puoi farci niente! Niente!”

    Qualcosa in realtà possiamo ugualmente fare: gettare giù dal piedestallo tutti i vari Bill Gates del pianeta e guardarli diritti negli occhi per quello che essi sono: uomini, semplici, mortalissimi uomini. Come tutti noi.

    RIP-STOP

    • Lupo nella Notte

      > Tutto ciò non c’entra nulla con la verità, l’intelletto, la conoscenza o il libero arbitrio.

      Mi faccia capire: le piú grandi organizzazioni globaliste come OMS, UE, ONU, ecc., inondano mediaticamente l’intero pianeta di MENZOGNE con le quali gonfiano in modo terroristico 24 ore su 24 cifre di immaginarî contagi, malati e morti, piombando ogni singola nazione della Terra in una sub-reale pazzia covidiota e secondo lei questo non ha nulla a che fare con la verità, l’intelletto, la conoscenza e il libero arbitrio..? Non c’entra la verità, quando i media gridano solo bugie? Non l’intelletto, quando la gente inebetita e ipnotizzata si lascia bombardare senza reagire se non come automi preprogrammati ed eterodiretti? Non c’entra la conoscenza, quando la gran massa della suddetta prende acriticamente per oro colato tutto ciò che sente blaterare in tono isterico dalla grancassa megafonata dei giornalisti SERVI? Non c’entra il libero arbitrio, quando si rinuncia a scegliere di ergersi contro questo delirio generalizzato preferendo abbassare la testa e continuare a brucare le idiozie ammannite dalla telemangiatoia? Il suo è un riduzionismo che definire miope sarebbe largamente eufemistico. Se pensa che tutto si riduca a una questione di soldi non ha capito nulla delle valenze escatologiche che sono insite in tutto questo, e peraltro piú che evidenti se solo si rinuncia al rimpicciolimento dell’orizzonte cognitivo di marca razionalistica.

      L’unica cosa su cui non sono d’accordo in ciò che è scritto nel pur ottimo articolo è quando si contrappone la giustezza della posizione cartesiana rispetto a quella di Leibniz sulla base di un unico particolare, a proposito della volontà. Nel complesso Cartesio fu molto piú razionalista di Leibniz, ed è dal razionalismo che deriva tutta questa pazzia tecnosanitaria, e alla sua “filosofia” – se proprio cosí la si vuol chiamare – andrebbe comminata la pena perpetua della “damnatio memoriæ”.

      • Francesco Bellia

        Posso anche condividere la visione escatologica che sottende materialismo, globalismo e mondialismo, specialmente perchè essa offre una preziosa prospettiva simbolica per la comprensione degli eventi di cui tutti siamo testimoni. Il simbolo è una chiave interpretativa potente, ma l’interpretazione deve poi trovare applicazione nella prassi, il sapere, anche il più elevato, trasformarsi in azione concreta, ineriormente ed esternamente. Attenzione perciò a non spingersi troppo oltre nella metafora, perchè rischieremmo di sostiture il mito con un contro-mito, non con la realtà operante. Proprio per questo motivo mi rifiuto di attribuire a Bill Gates i poteri o le prerogative di un grande sacerdote, un supremo architetto o un controiniziato. Nell’articolo di Federica Francesconi si afferma che Bill Gates avrebbe di sè l’idea di un monarca perfetto, un Manu governatore occulto del mondo che guida i destini dell’umanità in base all’idea di perfezione e di omniscienza che egli ha di sè stesso. Se così veramente fosse, lasciamo che solo lui ci creda. Tutti i pazzi si credono Napoleone, ciò non significa che io debba ogni volta schierare un’esercito in battaglia per proteggermi dalla loro follia. Bill Gates è un uomo, tutti gli uomini sono mortali, ergo Bill Gates è mortale. Se comincio a innalzare la sua figura ad entità demiurgica, allora ho già perso in partenza: il potere dell’avversario mi paralizzerà ancor prima che cominci a fare i primi passi per lottare per la mia libertà e i miei diritti. Non si tratta di logica riduzionista, bensì di strategia. Nel 2015 Bill Gates dichiarava che vi erano forti possibilità che una pandemia mondiale trovasse i sistemi sanitari nazionali impreparati provocando milioni di morti. Possiamo attribuirgli doti da veggente, da profeta, da illuminato per questo? Niente affatto, perchè previsioni del genere circolavano addirittura da decenni, e i focolai di influenza aviaria e di SARS scoppiati in Asia Orientale avena già prefigurato scenari di questo genere. Bill Gates, o qualcuno appartenente al suo staff di analisti, le avrà sicuramente lette e avrà capito che tale evenienza avrebbe offerto la possibilità di concludere un altro colossale affare per la sua azienda. Il regime semi-monopolistico in cui opera la Microsoft non appartiene all’idea di un nuovo ordine metafisico planetario, ma è il sogno di ogni imprenditore sin dai tempi del proto-capitalismo. Proviamo a partire da questo punto di vista per agire e per svegliarci dallo stato di trance ipnotica nel quale siamo precipitati. Manteniamo sempre uno stato vigile e consapevole di contatto con la realtà: è il modo migliore per reagire al cumulo di menzogne che ci viene quotidianamente propinato e per ritrovare il controllo di noi stessi.

        • Lupo nella Notte

          A me pare che nell’articolo si volesse mettere in luce piú che altro la psicopatologia del personaggio, cosí come emerge da alcune sue dichiarazioni, non che si debba credere che la sua distorsione della realtà sia la vera realtà. Riguardo alle previsioni del 2015 erano solo parte di una lenta preparazione subliminale a ciò che poi avrebbero fatto esplodere in modo fraudolento con la pretesa “pandemia” di coronavirus. Non credo che qualcuno possa seriamente pensare che “Billy the Nerd” sia un veggente, e di sicuro non era questo lo scopo dell’articolo. In ogni caso non confonderei le prospettive dell’infraumano e del sovraumano, cosa che mi pare accada quando parla di non attribuirgli ” le prerogative di un grande sacerdote, un supremo architetto o un controiniziato”. Essere un controiniziato è cosa diametralmente opposta all’essere un “gran sacerdote”, e non è affatto “elevare” l’avversario ma descriverne il ruolo che in effetti occupa nel mondo attuale, che egli ne sia consapevole o meno, e spesso chi agisce per conto della controiniziazione lo fa a sua stessa insaputa.

  2. Tommaso

    Nuvole oscure sul nostro domani o l’alba, seppur lontana, di un nuovo mondo? O entrambe le cose, dato che la scelta è individuale, assolutamente e sempre più inderogabilmente personale?
    Se vi pareva vita quella di prima della pandemia, allora zio bill e i tristi epigoni del materialismo dominante continueranno a farvi paura, a indignarvi e intristirvi. In caso contrario siete di fronte alla più grande occasione di un nuovo inizio, di una ripartenza da valori che solo, purtroppo, i momenti di emergenza come le guerre e i tentativi di golpe autoritari (come quello che stiamo vivendo) rendono chiari e necessari.
    Libertà e responsabilità, amore per la conoscenza, ricerca continua e spassionata della risposta alla domanda: ‘Che cosa viviamo a fare’.

  3. Rita Remagnino

    Tempo fa su “Sinistrainrete” è apparsa un bella analisi di Bianca Bonavita (traduzione e commento) di un testo apparso nel mese di aprile, cioè a fine lockdown, sul blog personale di Bill Gates. Evidentemente anche in ristretti cenacoli di sinistra (totalmente estranei al Pd, che ha perso la “s” di sinistra molto tempo fa) ci s’interroga sui temi fondamentali della nostra epoca. Già il titolo dato dal noto filantropo al suo manifesto d’intenti è tutto un programma. Anzi, è proprio l’inizio di un programma : “Pandemic I – La Prima Pandemia moderna”. A seguire su questo schermo ci saranno la seconda, terza, quarta …. finché tutto non sarà perfettamente “in ordine”.

    Se a qualche lettore fosse sfuggito, merita :

    https://www.sinistrainrete.info/societa/18443-bianca-bonavita-bill-gates-e-la-nemesi-tecno-medica.html?highlight=WyJiaWFuY2EiLCJiaWFuY2EnLCIsImJpYW5jYSciLCInYmlhbmNhJy4iLCJib25hdml0YSIsImJpYW5jYSBib25hdml0YSJd

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