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L’invasione degli ultracovid – Livio Cadè

L’invasione degli ultracovid – Livio Cadè

Non dobbiamo chiudere occhio tutta la notte.

O ci sveglieremo trasformati in qualcosa di inumano.

Molte persone perdono a poco a poco la loro umanità senza accorgersene.

(da “L’invasione degli ultracorpi”)

Secondo Toynbee “le civiltà muoiono per suicidio, non per assassinio”. La nostra civiltà lo conferma. Noi stiamo per essere distrutti non da invasioni di orde barbariche, di eserciti ottomani o cavallette, e nemmeno di virus o batteri. L’uomo moderno si sta uccidendo da solo, è lui stesso a determinare l’invasione che porrà fine alla civiltà come oggi la conosciamo. L’invasore è un’entità immateriale che attacca le persone alterandone le funzioni cognitive, controllando la loro volontà e le loro emozioni. Non è possibile dire con certezza se l’infezione avvenga per via chimica, elettromagnetica o eterica. Sappiamo che colpisce il sistema nervoso centrale, compromettendo le facoltà psichiche correlate alla corteccia e al sistema limbico. Provoca, per così dire, una scissione tra l’anima e le funzioni cerebrali, come recidendo il filo che le lega. Questa pandemia mentale, per la quale non esiste vaccino, ha origini lontane.

Per comprenderne la cause, dobbiamo partire dalla nostra credenza più comune, ossia quella di essere liberi pensatori. L’idea che pregiudizi e censure appartengano al passato e che le democrazie moderne garantiscano libertà di pensiero è un’illusione diffusa. In realtà, nella società attuale, istruzione di massa e informazione son diventate strumenti totalitari di repressione e controllo delle coscienze. Le scuole sono centri di indottrinamento collettivo, e i media riempiono ogni giorno i cervelli di falsità e pregiudizi. La cultura stessa diviene organo di censura. Ogni cittadino sviluppa un dispositivo di blocco della libertà di pensiero, una sorta di sensore che, in caso di conflitto col pensiero omologato, fa scattare in lui un segnale d’allarme, un senso di indegnità morale e intellettuale che lo induce a rientrare immediatamente nei ranghi. Avendo interiorizzato questo sofisticato Super-io sociale, ha l’illusione di non subire censure esterne.

Questo non era certo possibile in tempi di analfabetismo e arretratezza culturale. Sicuramente un contadino medievale aveva maggior autonomia di giudizio di un laureato medio di oggi. Il mercato di capre, galline e rape cui si recava non faceva di lui un consumista e la ricca aristocrazia non era interessata alle sue opinioni. Tenere il popolo nell’ignoranza pareva una saggia forma di governo, ma in compenso gli si lasciava il suo buon senso e la sua ineducata intelligenza. Oggi sappiamo invece che scuole, libri, giornali, programmi radiofonici e televisivi, sono strumenti di governo assai più efficaci. L’ignoranza lascia vuoti pericolosi e ingovernabili. Molto più sicuro è riempire preventivamente la testa delle persone. Per questo la nostra società alimenta credenze e superstizioni molto più potenti che in passato. Quando il contadino medievale veniva frustato o depredato, non si illudeva di essere un uomo libero. Sapeva bene di esser servo e se per strada s’imbatteva nel nobile padrone rispettosamente si inchinava. Quando il predicatore tuonava dal pulpito, forse l’idea dell’inferno lo spaventava, ma nel suo pratico realismo non avrebbe scambiato la vacca con l’assoluzione dei peccati.

Noi crediamo invece a tutto ciò che i media raccontano, in uno stato di passiva e puerile dipendenza. L’infantilismo di massa è oggi la miglior garanzia per chi governa. Perciò ogni giorno vengono ripetuti, come filastrocche ad usum infantis, logori miti liberali e progressisti, fruste favole umanitarie e scientifiche. Si può far credere alla gente che le guerre siano missioni di pace, gli strozzini dei benefattori, immonde schifezze dei capolavori. In pratica, la nostra società si fonda sulla fiaba, vive di favole e leggende, e il cittadino medio non sa più distinguere tra realtà e fantasia. È proprio questa cultura ingannevole a distruggerci. Perché non si accontenta più di manipolare e falsificare la realtà, ma sopprime la verità dell’uomo alla radice. La menzogna è l’arma con cui la nostra civiltà si suiciderà. Possiamo così meglio comprendere cosa abbia reso possibile questa diabolica invasione, tesa apparentemente al dominio totale del pianeta ma in realtà scatenata da un oscuro impulso di autodistruzione (che è forse necessaria espiazione e purificazione). Le porte erano già state aperte, i ponti abbassati, le armi consegnate al nemico. Complici e collaborazionisti avevano preparato il terreno e la coscienza collettiva era ormai una cittadella indifesa, pronta a crollare.

È bastato raccontare una nuova e più sorprendente fiaba, usando il classico canovaccio della lotta tra il Bene e il Male: un invisibile demone semina morte e distruzione; il buon Re ordina al popolo di chiudersi in casa; le sagge fatine donano alla gente magiche mascherine con cui proteggersi (dire che le vendono sarebbe più esatto); sapienti maghi insegnano come tenersi lontani dal pericolo; su tutto il regno grava un terribile maleficio; la gente non può lavorare, amare, divertirsi; e sarà così finché il salvatore non giungerà, brandendo l’arma incantata che ucciderà il demone (superfluo dire quanto ci costerà questo gesto valoroso). Tradotta in una fiaba sanitaria tanto semplicistica quanto inverosimile, questa storia è volata per il mondo, e le spore degli ultracovid l’hanno usata come un vento per arrivare in ogni luogo. Pochissimi han capito che era una favola. Gli altri hanno sgranato gli occhi come bambini eccitati, spaventati e affascinati insieme.

Ordini contraddittori, multe folli, distanziamenti paranoici, alla fiaba si sono aggiunte enunciazioni e procedure surreali, come in un teatro dell’assurdo. A volte invece è il tono farsesco a prevalere. La figura tragicomica dell’asintomatico, la riduzione della vita a eterna ipocondria, le catene di Sant’Antonio degli ipotetici contagiati, i vessatori isolamenti, le profilassi coatte, son trovate degne di Molière. Più spesso però il racconto degenera in un cupo delirio: fantasmi della peste nera, lazzaretti, liturgie funebri, conferiscono alla fiaba toni da Grand guignol. Certo è disumano e insensatamente crudele, anzi un crimine feroce, proibire di assistere i propri cari morenti e di dar loro cristiana sepoltura. È una tirannia, ma grottesca e senza dignità. Fa amaramente ridere vedere un dittatore che nasconde la sua brutalità dietro paradossi e non-sense. I tiranni del passato erano meno ipocriti, e se ti mettevano la mordacchia o ti muravano vivo non si spacciavano per filantropi. Oggi invece si definisce ‘liberismo’ l’assenza di libertà. E, rispetto al moderno capitalismo, le antiche tirannidi erano certo più effimere e blande. Ma oggi i tiranni si celano dietro rassicuranti maschere. Sembrano pieni di buone intenzioni e di premure affettuose, preoccupati sempre per il nostro bene. Hanno l’aria sollecita di una mamma che ti costringa a prender l’olio di ricino. Come potremmo odiarli? Bruto uccise il padre, ma nessun tirannicida potrebbe pugnalare la mamma.

In ogni caso, il tirannicidio è démodé. E pure la sommossa popolare è oggi anacronistica. Questo per tre ragioni fondamentali. La prima è che se in passato la roncola o il forcone potevano forse competere con la lancia e la spada, oggi la roccaforte del potere è difesa da mercenari dotati di armi ultra-tecnologiche. Farsi massacrare sarebbe un sacrificio nobile ma inutile. La seconda è che non esiste un popolo, solo una massa di particelle umane rette da leggi meccaniche. La terza è che in questa massa scolarizzata e sclerotizzata dai media l’impulso di ribellarsi è stato opportunamente inibito. Inutile aspettarsi sussulti di rivolta in cervelli manovrati dagli slogan della pubblicità e della retorica politica. Assuefatta alla grande fiaba democratica, la gente scambia una condizione di schiavitù per libertà e non vede alcun giogo da cui liberarsi. Ed è ingenuo sperare che dei pennaioli prezzolati possano raccontar loro la verità, o che lo faccia una banda di scienziati ruffiani o di politici portaborse.

Da parte mia, mi rassegnai alla sconfitta il giorno che cessò l’obbligo di portar la maschera. Quella mattina speravo di rivedere per strada volti umani, liberi finalmente dall’umiliazione di quel miserabile e inutile cencio messo sulla bocca. Ma quasi tutti lo portavano ancora. Ne chiesi la ragione ad alcune persone, giovani e anziane. Mi dissero: “meglio esser prudenti”, “per senso di responsabilità”, “per sicurezza”, “l’ho scampata finora, voglio scamparla ancora” e altre simili risposte nelle quali non si troverebbe un atomo di intelligenza o di realismo. Entrai in un grande supermercato. Ero l’unico a volto scoperto tra centinaia di esseri che vagavano nascosti da una maschera, come mandrie marchiate col simbolo del padrone. I loro occhi, affiorando dal bavaglio, mi fissavano con un misto di odio, disprezzo e paura. Gli ultracovid erano ovunque. Avevano preso possesso delle persone, usando i loro corpi come involucri. Capii che la battaglia era persa. “Solo un dio ci può salvare”, pensai.

Oggi, quando incontro qualcuno, non so se è ancora umano o uno di loro. Se parlo con un vecchio conoscente, non noto a tutta prima differenze sensibili. Per capire se il suo cervello ha contratto l’infezione aliena devo alludere al Covid come a un’enorme messinscena, negare che sia una devastante pandemia o un flagello di Dio. Se è un ultracovid si farà aggressivo. “E i morti”, protesterà, “tutti questi morti?” Questa domanda è fondamentale, nel senso che rivela il fondamento onirico della fiaba, il sogno di immortalità che la sostiene. Chi vive in questa fiaba non vede che la gente muore come prima, poco più, poco meno. Un’influenza che manda qualcuno all’altro mondo fa solo il suo onesto lavoro, come un infarto, un incidente o un tumore. Una persona sana lo sa e non passa il suo tempo a far inutili riti apotropaici, fuggendo o nascondendosi. Ma ora, in questa fiaba, sembra che le persone muoiano tutte di Covid. Solo un fantomatico virus sembra frapporsi tra noi e l’immortalità. Perciò bisogna combattere con ogni mezzo questo misterioso spettro. In preda a una psicosi igienista, la gente si illude che basti indossare una maschera, distanziarsi e sanificare l’ambiente per non morire più. Questa soggiacente struttura allucinatoria è il segno indubitabile di possessione da ultracovid.

Inutile cercare di scuoterli, di liberarli da quel parassita cerebrale. Ti guarderanno con aria allarmata, come fossi tu l’alieno. Non serve appellarsi alla logica, ai fatti, ai dati reali. Niente può scalfire il loro monolitico blocco di angosce e certezze. Se ti mostri scettico, se non ti conformi alla fiaba ufficiale, ti accuseranno di cinismo, negazionismo o complottismo. È una sorta di isteria collettiva, come il maccartismo degli anni ’50, la Red Scare – paura rossa – che vedeva in ogni anticonformista un pericoloso comunista. Non dovremo attendere molto per vedere questi invasati diventare zelanti delatori. Ogni buon cittadino dovrà collaborare alla caccia di streghe, dissidenti, sospetti untori. Naturalmente, secondo il delirante paradigma dell’asintomatico, tutti potranno essere segnalati alle autorità come soggetti potenzialmente pericolosi, i malati perché malati e i sani perché sani. Ma soprattutto verrà perseguito chi non mostrerà i sintomi di questa ipnotica invasione, della sottomissione totale. Come nel film di Siegel, alla vista di tali ‘asintomatici’, i posseduti richiameranno con alti gridi i tutori dell’ordine alieno, perché gli psico-resistenti vengano trasformati anch’essi in ultracovid o, in caso di immunità, eliminati. Avvolte e stritolate dalle spire di un gigantesco serpente poliziesco, le poche coscienze ancora vive verranno soffocate.

Le forze del Male sono oggi schiaccianti e non possiamo contrastarle. Vinceranno, per fas et nefas, debellando ogni resistenza. E quando avranno ridotto le nostre vite a sterili deserti, senza un’ombra di bellezza e di verità, e li avranno chiamati  pace, salute, sicurezza, vedremo avverarsi quegli scenari da incubo, popolati da un’umanità degradata, che la fantascienza ha anticipato. Che fare? Nulla. La fiaba continuerà, con i suoi orrori e la sua infantile barbarie. Lasciamo che la gente segua il magico pifferaio e vada incontro al suo destino. Ma come salvare noi stessi e ciò che ci è caro? Potremmo forse mimetizzarci, sembrare come loro per passare inosservati. Fingere di consentire a discorsi assurdi e a comportamenti demenziali. Ma la nostra simulazione verrebbe smascherata. Potremmo “passare al bosco”, darci alla macchia e alla clandestinità. Cercare rifugio in un angolo del mondo non invaso, se ancora può esistere. Soprattutto, dobbiamo ricordarci che gli ultracovid si impadroniscono degli umani risucchiandone la mente durante il sonno. Perciò, restiamo svegli.

Infine la libertà rimetterà radici nella terra e rifiorirà, bagnata da sacre sorgenti.

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Categorie: Disobbedienza Civile, Società, Transumanesimo

Pubblicato da Livio Cadè il 30 Agosto 2020

Commenti

  1. Andrea Franco

    E’ proprio così GUAI a voler far ragionare qualcuno degli invasati……Se sei attivo su FB,ad esempio, e posti cose “contro” regolarmente,condividendole con qualche altro centinaio o migliaio di umani “complottonegaterrapiattorettilianisti” arriva prima o poi la censura vestita da “denuncia di spam”,(??) ov e gli sgherrii dell’ameba chiamata Mentana sono i cekisti del caso.. per dirnme una. E :però… almeno i tedeschi provano a “scendere in piazza”m ossia a testimoniare che “io non ci sto”,, Un po’ di “resistenti”, frevax, freedfromfear, anti 5G ecc ci proveranno anche qui… a settembre Non servirà anulla? CHISSENE. Riguardo al “salvatore” va fatta una distinzione, ci sarà quello”buono” (Astrazeneca, Sanofi, Moderna ossia il vaccino “liberale”) e qullo “Cattivo”, quello di Putin, ossia “veleno “…di per sè,

    • Livio Cadè Staff

      Se oggi si combatte lo si fa per onore. Non credo vi siano alternative a un’onorevole sconfitta. In altre parole, sul breve periodo sono pessimista, sul medio dubbioso, sul lungo ottimista. Nel breve periodo i dissidenti saranno travolti, non tanto da carri armati quanto da greggi di pecore belanti. Convinte di essere guidate dal buon pastore. Invece sono spinte da macellai.

  2. Fabrizio

    Grandissimo articolo. Complimenti.

  3. Francesco

    Assai illuminante.

  4. Livio Cadè Staff

    Ho detto che sul lungo periodo sono ottimista. Poi mi sono ricordato di Keynes, «nel lungo periodo siamo tutti morti»… Speriamo almeno, come Mosè, di poter vedere di lontano la terra promessa, prima di morire.

  5. Spartacus

    Straordinarie parole. Quando la verità diventa freccia che trafigge con dolore, con tormento, che diventa quasi speranza. E poi cura… per chi vorrà guarire.
    Grazie.

  6. daouda

    L’ultra covid ha però per reazione snaturato, svelato od eccitato coloro che professionalmente, utili idioti od agenti anonimi risvegliati dopo programmazione installata ed instillata, contro di esso si scagliano…e contro altre angherie o stranezze narrative hanno alzato la voce.

    Difatti il passaggio al bosco è un’estraniazione obbligata che una volta colta, e non compiuta, non può permettere susseguenti parole di denuncia, perché rinforzano ed allenano ed aggiornano soltanto il Sistema.

    Il suicidio di questo mondo niente è che la massima aspirazione dell’Avversario ( che di per sé è il proprio oppositore : per rimanere equipollenti rispetto alle varie religioni sapienziali ) e dunque chi sparla di sostituzioni non si avvede che una determinata cerchia di supposti prescelti, guardacaso rappresentari maggiormente dai ritenentesi eletti, sta per creare quella cupola che mai ancora è esistita ma il cui immaginario complottardo sta coagulandone la manifestazione per quanto ci siano ancora blocchi di potere divergenti e di diversa estrazione.
    Come fra le mafie,ci possono essere accordi o faide, ma la loro natura è la stessa…conoscenza teorica falsa e conoscenza pratica digitalmeccanizzata oltre ad un occhio cosciente assopito vagano nella confusione e come scritto pilotati e preimpostati per rispondere agli stimoli voluti.

    Ma le favole sorgono anche dal basso oltre che dall’alto, geopoliticamente la mossa è a tenaglia, e gli agenti della contro-tradizione attaccano l’interno umano senza che questo abbia più ormai neanche possesso del proprio corpo.

    Grazie degli spunti, un saluto

  7. Rita Remagnino

    Si dice, ormai, che indossare la maschera anche quando non serve sia di sinistra mentre farne un uso limitato allo stretto indispensabile sia di destra. Di male in peggio, il Kali Yuga sta facendo il suo corso. Ma, come dici tu Livio, i più fortunati fra noi tra qualche tempo cominceranno ad “intravedere la terra promessa”, cioè la luce.

    Il vero coup de théâtre però non è ancora arrivato e io non nascondo tutta la mia curiosità. Chi sarà il portatore del sacro graal-vaccino salvifico? Bill Gates/Gavi Alliance, come quasi tutti pensiamo? Oppure, la sorpresa è dietro l’angolo? Personalmente, non voglio dare niente per scontato.

    • Livio Cadè Staff

      RIta, se fosse vero quello che dici sull’uso della mascherina, avremmo la conferma che ‘essere di sinistra’ oggi è una forma di demenza.
      Sul vaccino, chiunque sia il nostro Parsifal, dovrà pur portare il santo Graal in qualche modo. Se per nave, spero che affondi. Se per aereo, spero che precipiti. Se per treno, spero deragli.

  8. Lupo nella Notte

    Eccellente articolo di cui condivido ogni singola virgola. Da tempo sono giunto alle stesse conclusioni su questa mortifera e per fortuna ormai moribonda “civiltà” moderna che attraverso la distorsione orwelliana del linguaggio indottrina, o meglio, ipnotizza le masse fino a renderle greggi di pecore ubbidienti e incapaci di qualsiasi reazione anche di fronte alle contraddizioni piú stridenti e alle cifre veramente ufficiali che però non hanno alcuna possibilità di far breccia in confronto a quelle imposte ogni giorno dalla grancassa mediatica a tamburo battente. La stessa sedicente “scienza” si fonda su dogmi accettati collettivamente come atti di fede. Nell’articolo si accenna giustamente allle favole di cui si serve il Sistema, o comunque lo si voglia chiamare, per mantenere la stretta cognitiva sulle menti delle pecore brucanti; vorrei solo aggiungere che la prima, e la piú grande favola nera della scienza medica, è proprio la teoria del contagio, mai dimostrata perché non dimostrabile, funzionale soltanto al mantenimento del formidabile controllo – lo si vede tuttora e sfortunatamente lo si continuerà a vedere per molto tempo ancora – che essa permette di avere sulla mente delle persone una volta che queste siano state opportunamente rese da decennî di rammollimento interiore esseri pavidi e privi di qualunque immaginazione e iniziativa individuale, che vedono nella mera sopravvivenza fisica l’unico effimero obiettivo della loro esistenza, un obiettivo da perpetuarsi “sine die”, nonostante che ora essa sia ormai ridotta a uno squallido succedersi di giornate scandite da terrifici bollettini medici amplificati mediaticamente, assurde regole da rispettare per non finire nelle liste di proscrizione della nuova psicopolizia sanitaria, esami medici invasivi e potenzialmente dannosi obbligatorî (o spacciati per tali), impedimenti allo spostarsi liberamente, ecc. I pochi medici liberi come Stefan Lanka o Peter Duesberg che hanno osato parlare contro questa teoria dissennata frutto di un errore pasteuriano e successivamente sclerotizzatasi in dogma scientistico per poi degenerare definitivamente in frode globale una volta compresi gli enormi vantaggi economico-politici che implicava, vengono boicottati e osteggiati per impedir loro di acquisire troppo risalto. Se non si sradica dalle radici questo autentico obbrobrio scientistico non si avrà alcuna possibilità di vincere la paura delle masse decerebrate. Bisognerebbe che si capisse tutti quanti che la malattia nasce da dentro, non viene da fuori, e che il “contagio” semplicemente NON ESISTE.

    È però indubbio che tutto quanto sta accadendo abbia una spiccata valenza escatologica. Come afferma in una risposta l’autore dell’articolo servirà di sicuro per separare il grano dal loglio. E cosí sia.

    • Livio Cadè Staff

      Sì, il ‘contagio’ è una delle tante favole che la medicina ufficiale racconta. Medicina che non ha capito nulla dell’uomo, ma che purtroppo è diventata religione, promessa di salvezza, di vita eterna.

  9. Per quanto tu ragioni, c’è sempre un topo – un fiore – a scombinare la logica. Direi che tutto nel tuo ragionamento è perfetto, se non avessi davanti questo prato di trifoglio. E sarei anche d’accordo con te, se nella mente non mi bruciasse (se non mi bruciasse la mente – con dolcezza) quest’odore di tannino che viene dalla segheria sotto la pioggia: quest’odore di tronchi sbucciati (d’alba e d’alburno), e non ci fosse il fresco delle foglie bagnate come tanti lunghi occhi, e il persistente (ma sempre più sbiadito) blu della notte.

    Giorgio Caproni da Il franco cacciatore

    • Livio Cadè Staff

      Anch’io mi rifugio nella contemplazione della natura, ma anche della poesia e della musica. Anche nella contemplazione di volti umani belli e non mascherati. Questo non mi impedisce di vedere la follia che dilaga nel mondo. Anzi, proprio perché è una follia che uccide la bellezza la vorrei fermare.

      • Emilio Mordini

        PINDARO – PITICA I
        Cetra d’oro, possesso comune di Apollo e delle Muse dalle trecce di viole; il ritmo,principio della festa, ascolta, i cantori ubbidiscono ai (tuoi) segni, allorquando vibrando produci i preludi dei proemi che guidano i cori.5 Plachi anche il fulmine acuminato della folgore eterna. L’aquila dorme sullo scettro di Zeus, reclinando l’ala veloce da entrambe le parti, regina degli uccelli, (le) versasti sul capo adunco una nube scura, dolce serratura delle palpebre; ella dormendo dondola il dorso flessuoso, vinta
        dai tuoi rintocchi.10 Infatti anche Ares violento, avendo lasciato lontano la ruvida punta delle aste, placa il cuore con il sonno, i canti incantano anche i cuori degli dei con la maestria del figlio di Latona e delle muse dal profondo drappeggio.

        Ma quanti Zeus non ama, si spaventano udendo la voce delle Pieridi, sopra la terra e il mare invincibile, 15 e anche colui che giace nell’orrendo Tartaro, Tifeo dalle cento teste

  10. Rosario

    Maestro Cadè ” Quanto a me, la battaglia è finita e perduta. Alla fine ho accettato il mio destino, son troppo vecchio per combattere un dio. Mi son ritirato nella mia fortezza dove nella vecchia torre intendo porre la mia ultima resistenza” con questo incipit tratto dall introduzione all’edizione americana della “Storia di San Michele” di A. M. Fredrik Munthe pubblicammo a nostre spese nel 2019 un libro scritto a quattro mani nel 2017 con il mio Fratello Frllo. Una storia di divinità banditrici di rimedi miracolosi, dell’idea di un colosso che nessuno ha mai visto , di rivoluzioni fallite ,risvegli mancati e una possessione di massa demonica veicolata da una fantomatica peste. Stamattina un’amica mi ha mandato questo articolo e sono rimasto incantato, avvolto in una benedetta nuvola dorata. In quella torre pare così di essere in ottima compagnia pur non avendo mai avuto il privilegio di leggerla prima. Cura ut valeas .

    • Livio Cadè Staff

      Quando si è esiliati in terra straniera, ci si rallegra di trovare qualcuno che parla la nostra lingua.
      Se le può interessare, sullo stesso argomento ho scritto qui un altro pezzo, “Della peste”.
      …et portae inferi non praevalebunt

      • Rosario

        Cosa dire ? Ho scoperto le sue riflessioni, perle di pensiero sublimato, solo oggi grazie alla segnalazione di questa amica , una delle poche decine di persone ad aver letto le avventure di uno gnomo all’interno di un complotto metafisico .La sua constatazione riguardo ai “domini canes” del mondo alla rovescia: ” Non vedono neppure la necessità di spiegarlo. Per loro i complotti son favole, come gli gnomi, le fate e gli unicorni” trovano risposta nella provocazione di F. Munthe ormai quasi cieco: ” ho scoperto con meraviglia esserci persone che non han mai visto nella loro vita uno gnomo . Non posso che aver compassione di loro .Devono avere un qualche serio problema alla vista”. Ho trascorso il pomeriggio a leggere i suoi articoli, un balsamo consolatorio nel senso realmente cristiano del termine , tra un ecodoppler e una rm, e devo dire che erano mesi che non ero così felice di specchiarmi nel pensiero di qualcuno. In questo mondo uno come me , funzionario dello stato, si riscopre complottista ,”no-vax “e cattolico “irresponsabile” e crede pure agli gnomi alla bisogna. Ne vedi la necessità quando alla vigilia dell’annuncio di una paternità inattesa ti rivedi anni orsono davanti alla tomba di San Giuseppe Moscati per mantener fede ad una richiesta di un amico e ti ritrovi nelle mani la sua massima sulla verità :”«Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio». La filosofia e la fede sono le grandi assenti nella lotta che si sta consumando . Con lei nel mondo del pensiero lo sono meno. Iddio la benedica…

  11. Grande! Davvero complimenti. Da anni mi interrogo sulla “cultura” e sono giunto alle tue stesse conclusioni. All’inizio mi ribellavo e cercavo il dialogo con gli indottrinati, poi ho capito che è totalmente inutile: se lo hanno detto in televisione è vero!
    Nessuno ricorda la lezione del meraviglioso soliloquio del protagonista del film “Quinto potere”, sopratutto i giovani, per i quali ogni fatto culturale superiore ad anni cinque (forse meno) è obsoleto, superato dall’ultimo film o scoperta scientifica. Giovani che, a causa nostra, sono pronti a rinnegare qualsiasi dogma che parli di un Dio Creatore e non si accorgono dell’assurdità dei dogmi scientifici moderni, che non stanno in piedi neanche con puntelli scientifici reali.
    Anche io la vedo dura nel futuro prossimo per i “negazionisti” come noi, ma ho fiducia a lungo termine, anche se quelli della mia età potrebbero non vederlo: si può ingannare molti per un po’, qualcuno per sempre, ma non si può ingannare tutti per sempre…
    Grazie di cuore per questo tuo articolo. Continua così!
    Claudio

    • Livio Cadè Staff

      Qui il famoso monologo: https://www.youtube.com/watch?v=cMxpetcxDrA&t=37s
      Quello che mi preoccupa è constatare come i giovani siano per lo più rimasti indifferenti e passivi di fronte alla grande Menzogna. Questi giovani che saranno la società del futuro. Trattati ormai fin dall’infanzia con massicce dosi di droghe mentali che ne annichiliscono la volontà, che li predispongono a essere schiavi ubbidienti.

      • Grazie per la pronta risposta e per il link.
        In realtà mi riferivo alla tirata del giornalista che ho riportato sul mio sito e di cui non ho trovato il video Youtube:
        http://www.panificiochicco.it/chifelio/quintopotere.php
        Grazie ancora
        Claudio

        • Livio Cadè Staff

          Sì, è un monologo molto calzante. Eppure sarebbe così semplice! Basterebbe non leggere giornali, non ascoltare radio, non guardare TV, cioè evitare come la peste ogni comunicazione del Sistema. Come può uno ingoiare tutti i giorni questa m…. e riuscire a conservare un minimo di buon senso? Altro che mascherine, distanziamento e sanificazione. Il contagio più letale viene dall’informazione non da un virus.

  12. Egregio Livio Cadè,
    ho trovato l’ articolo eccellente, per chiarezza di analisi e capacità di andare molto oltre la semplice messa a nudo delle contraddizioni che stiamo accettando, in questa criminale manipolazione mediatica e gestione della pèseudo-emergenza sanitaria.
    Complimenti e Grazie
    Lucio Broveda

    • Livio Cadè Staff

      La ringrazio. Il fulcro del probelma è proprio quella che lei chiama “criminale manipolazione mediatica”. I giornalisti non sono più giornalisti ma ‘spacciatori’. In due sensi: spacciano la menzogna per la verità e spacciano la droga dell’informazione fasulla.

  13. Francesco Colucci

    Grazie Livio Cadè. Articolo semplicemente straordinario. Nessuno avrebbe potuto descrivere meglio lo stato di ipnosi collettiva del quale siamo tenuti tutti prigionieri, governanti e governati. Ho letto e riletto a lungo le tue parole: esse scorrono dentro di me come un balsamo, squarciano la cappa di terrore, di superstizione, di angoscia nella quale il nostro povero mondo sembra di giorno in giorno precipitare, vittima dei suoi stessi inganni. Nella tradizione buddhista, il momento dell’illuminazione corriponde a quella del risveglio. Di questo avremmo bisogno: di scuoterci da questo sonno senza fine, scacciare i demoni indotti dalla cultura ingannevole e pervasiva dei media, ripulirci dalle tossine mentali che avvelenano il nostro corpo e appannano i nostri sensi e le nostre facoltà di giudizio, ritrovare nella profondità di noi stessi la sorgente spirituale della nostra autentica essenza, la comunione cosmica con la natura che si compie attraverso il rituale della vita e della morte, della rinascita e della trasformazione perenni. I tuoi pensieri sono come una flebile luce in fondo a un tunnel che alimentano la speranza che un giorno il miracolo del risveglio potrà finalmente compiersi per tutti noi. Namasté.

    • Livio Cadè Staff

      Ho apprezzato molto le sue parole e la ringrazio. Tuttavia, sperare che le masse si risveglino è un’utopia. In realtà, per cambiare il mondo, bastano poche persone. Anche una sola.

  14. Canacci Paolo

    Ho letto l’articolo. Molto interessante condivido tutto e ora ritrovo molti dei miei pensieri. All’inizio di quella che hanno chiamato pandemia dovendo obbligatoriamente starmene chiuso in casa ho assorbito i messaggi di tv e radio poi ho cominciato a ragionare e a vedere le cose all’incontrario. La mascherina non per non rilasciare il nostro respiro agli altri ma per renderci ad uno stato larvale che anche un piccolo bacillo di raffreddore sia covid. E se gli adulti possono eseguire e forse capire. Ai bambini sopra i 6 anni la mascherina. Non gli basta il presente vogliono anche il futuro dell’umanità. Quasi più di una violenza sessuale che rimarrà impunita.

    • Livio Cadè Staff

      È di ieri la notizia che in Germania una ragazzina è morta per soffocamento da mascherina. Siamo governati da una banda di folli criminali. Ma io ancora spero che i loro crimini vengano puniti.

  15. loredana paba

    Al momento non riesco a lasciare altra parola che non sia GRAZIE.

  16. francesco

    Grazie Livio, grande, leggendoti mi hai donato momenti di gioia.

  17. Diego

    Le masse saranno sempre al di sotto della media.La maggiore età si abbasserà la barriera del sesso cadrà e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione alle cose più grandi agli incapaci Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza che dispensa l’ignorante di istruirsi l’imbecille di giudicarmi il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi il diritto pubblico fondato sull’ uguaglianza andrà a pezzi a causa delle sue conseguenze perché non riconosce la disuguaglianza di valore di merito di esperienza : cioè la fatica individuale culminerà nel trionfo della feccia e dell appiattimento .l’adorazione delle apparenze si paga.

    • Livio Cadè Staff

      Il problema è che, grazie alla scuola e ai media, l’intelligenza media sta scendendo a livelli subumani. Questa ‘democrazia’ ci condurrà alla idiocrazia.

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