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La dittatura dell’usura – Umberto Bianchi

La dittatura dell’usura – Umberto Bianchi

Quello dei presunti successi del nostro governo in campo economico, sembra essere il nuovo tormentone estivo. Mentre i dati di Istat, Eurobanca e compagnia bella, per il nostro paese, descrivono una situazione tutt’altro che rosea, il nostro paese sembra esser stato investito da una folata di euforia. Per quest’ultimo semestre, il Pil del nostro paese è il più basso dell’Eurozona, mentre tra le assolate strade delle nostre città, è un desolante susseguirsi di serrande chiuse e saracinesche abbassate per chiusura attività.

A tutto questo, si aggiunge il continuo altalenarsi di bollettini epidemiologici, a volte intonati al più fausto ottimismo, a volte, invece, impostati al più cieco allarmismo. Il tutto, condito da ridicole sfilate di uomini in divisa sulle spiagge e da una perenne indecisione sull’apertura dell’anno scolastico, mentre proseguono ininterrotti gli sbarchi di centinaia di “migrantes” clandestini (tra cui molti positivi…) che poi, se la danno dai centri di prima assistenza, facendo perdere le loro tracce sul territorio nazionale. Ma il nostro esecutivo è lì a magnificare gli “splendidi” risultati ottenuti in sede europea, con il cosiddetto “Recovery Fund”.

Per esser, una volta di più, chiari. L’Europa ci ha concesso sui 200 e passa miliardi di Euro, di cui 80 a fondo perduto ed il resto in prestito a tasso “agevolato”. Ora, non dovrebbe neanche esserci bisogno di dire che, per far ripartire e far ricuperare all’economia di un paese come il nostro, di miliardi di euro a fondo perduto, ce ne vorrebbero almeno 7/800, accompagnati da un periodo di 7/8 mesi, di esenzione dai tributi per tutti, a cui dovrebbe far seguito un regime fiscale, impostato su una tassazione molto bassa (flat tax…). Il governo giallo-rosso sembra, però, aver preso tutt’altra via.

Ai toni trionfalistici seguono fatti di ben altro tipo. Puntuali come sempre, sono arrivate le varie scadenze fiscali. Le casse integrazioni sono arrivate per pochi, e spesso, in cospicuo ritardo. Senza poi contare che, i soldi con tanta solerte generosità, elargiti da Bruxelles, arriveranno solamente nel 2021. Ad onor del vero, il problema qui non è l’Europa e la sua miope inconsistenza, morale, spirituale e politica, ma il nostro sistema.

Di fronte agli atteggiamenti da duri e puri di certe nazioni europee come Olanda, Austria, Svezia, Polonia e via dicendo, il governo di un paese che contribuisce all’Unione con più di 150 miliardi di Euro l’anno, (in questo secondo solo alla Germania), avrebbe preso e sarebbe uscito sbattendo la porta in faccia a questi signori, trascinandosi appresso Spagna, Portogallo, Grecia e chissà quanti altri ancora, determinando giuoco forza un vero e proprio sconvolgimento negli equilibri di cartapesta dell’euro-palude.

Di fronte all’emergenza del profilarsi di una pandemia, il governo di un paese avrebbe saputo agire con tempestività, giuocando d’anticipo, attraverso la distribuzione di dispositivi sanitari e conducendo test di massa, senza per questo arrivare a limitare le libertà economiche e personali dei cittadini, in un modo così rilevante. Ma, ancora una volta, da noi si è voluto seguire l’andazzo generale, chiaramente imitando gli esempi più deleteri. Nel limitare le libertà dei cittadini e nella nobile arte della coercizione, siamo stati secondi solo alla beneamata Cina capital-comunista. Mentre, quanto a deprimere e mettere in seria difficoltà l’economia del nostro paese, siamo stati e, ad ora, siamo imbattibili.

Festeggiano, certo. Ma chi? Non certo chi ha dovuto chiudere la propria attività, i disoccupati o coloro che hanno perduto i propri cari, senza neanche la consolazione di un ultimo saluto, perché detenuti in alienanti strutture ospedaliere. A festeggiare sono i big delle industrie farmaceutiche che, sotto l’alto patronato di Bill Gates e delle sue amorevoli sovvenzioni, potranno immettere sul mercato vaccini anti-Covid di dubbia efficacia e provenienza. A festeggiare, sono tutti quei fondi sovrani e quelle grandi trust di capitali che ora, potranno venire “a far la spesa” di aziende e patrimoni, qui in Italia.

Non senza considerare che, il nostro è il secondo paese al mondo per risparmio pro capite ed una cosa del genere, non può che ingenerare gli appetiti e le invidie di chi, invece vorrebbe far liquidizzare in fondi e titoli azionari, queste masse di denaro. “At last but not least”, a festeggiare sono, naturalmente, anche le mafie nostrane e straniere. La massiccia chiusura di esercizi commerciali ed attività produttive, permette di rilevare tali attività a fini di riciclaggio, dando ai vari sodalizi criminali l’occasione giusta per metter radici nel circuito produttivo sano di un paese.

Ma, a festeggiare più di tutti, è il procrastinarsi della dittatura dell’usura di chi, cioè, con l’occasione del virus può finalmente e senza più freni, senza ulteriori e fastidiose opposizioni, può ora imporre il proprio modus agendi a livello globale. Ogni aspetto della nostra vita, potrà esser sottoposto alla legge di una inestricabile e totale mercificazione. Ogni cosa un prezzo, al quale bisognerà aggiungere un sovrapprezzo, un plus valore che, a sua volta ingenererà un ulteriore plus valore e così via, all’infinito.

In un mondo totalmente sterilizzato, interconnesso e privatizzato, avverrà la tanto auspicata mutazione antropogenica: l’individuo dovrà farsi pagatore totale, animato dall’unico scopo di pagare per ogni aspetto, anche il più infimo della propria esistenza, visto che qualunque altra velleità, sarà stata annullata dalla paura della contaminazione e dal luccichio della società dei consumi. L’ “Homo Pagans” è alle porte e spinge per entrare con prepotenza sul proscenio della Storia.

Un esito deludente, rispetto a quanto preconizzato tra la metà del 19° e gli inizi del 20° secolo da quelle Avanguardie, il cui sogno di un Futuro “altro”, è andato invece arenandosi nella palude della passiva rassegnazione e dell’accettazione di un modello disumano ed alienante.

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Categorie: Politica

Pubblicato da Umberto Bianchi il 28 Luglio 2020

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Commenti

  1. Rita Remagnino

    Un quadro tristemente realistico, quello dipinto da Bianchi. Volevano commissariare l’Italia e grazie alla complicità del governo giallo-fucsia ci sono perfettamente riusciti. L’obiettivo è chiaro: attraverso il cappio del Recovery Fund, o del Mes, o di tutti e due, hanno consegnato il Paese all’UE che d’ora in avanti ci darà istruzioni dettagliate per spendere i nostri soldi. Una boccata di ossigeno per i pidi-grillini, che potranno rimanere al governo grazie al vincolo esterno senza avere il fastidio di dover vincere le elezioni.

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