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Minneapolis chiama Roma – Umberto Bianchi

Minneapolis chiama Roma – Umberto Bianchi

Per i buonisti di vario ordine e tipo e per i vari media embedded, l’omicidio di George Floyd e la rivolta estesasi a macchia d’olio da Minneapolis a tutti gli Usa, sembrano essere l’occasione per ribadire e riconfermare “urbi et orbi”, le proprie velleità buoniste e recuperare quello spazio politico recentemente perduto, a causa del sopravanzare dei vari movimenti “populisti”.

E invece no. Nella rivolta di Minneapolis c’è qualcosa che non va, un qualcosa che, a lor signori, sfugge. Troppa rabbia, troppa partecipazione popolare e specialmente troppa trasversalità in quella che, partita da semplice protesta contro la mano forte dei tutori dell’ordine Usa, si sta invece trasformando in qualcosa d’altro. Con grande scandalo e disappunto dei nostri media, alla rivolta stanno partecipando in numero consistente, anche gruppi dell’estrema destra Usa. Nonostante l’immediata ostracizzazione di questi gruppi, quali “provocatori”, il segnale di un più profondo e radicato malessere, emerge sempre più chiaro.

Ad esser messo in discussione non è più solamente la mano forte e l’impianto repressivo delle autorità Usa, quanto un sistema, un modello di sviluppo che, evidentemente, sta facendo acqua da tutte le parti. A dimostrazione di quanto qui affermato, i vari focolai di rivolta che, qua e là per il mondo sono tornati a riaccendersi, dopo la pausa dovuta alla quarantena pandemica. Hong Kong, ma non solo, Beirut, Baghdad e chissà quanti altri, hanno ripreso a scendere in piazza per esprimere, con ancor più vigore, il proprio malessere verso il Liberismo Globale.

Qualcuno pensava con la vicenda Coronavirus, di aver fatto un affarone. Immiserire e far chiudere attività economiche da poter, in seguito, acquisire sui mercati, a prezzo “scontato”. Guadagni astronomici per le varie industrie farmaceutiche, grazie alla preparazione ed alla vendita di vaccini e medicinali anti-Covid. Senza contare, il vantaggio politico conseguente all’instaurazione di uno stato di sostanziale privazione delle libertà di movimento e d’espressione, in grado di neutralizzare tutte quelle forze politiche anti sistema, che stavano acquistando sempre più spazi di agibilità, facendo loro perdere la spinta propulsiva che ne caratterizzava l’azione.

Certe persone, però, non han fatto i conti con quelli che, senza ombra di dubbio, potremmo definire “danni collaterali”. Non avevano previsto che, a seguito delle loro illuminate misure quel malessere sociale che, nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto ingenerare paura ed apatia, ha invece ingenerato una compressione, un mix di malessere, risentimento e rabbia tali, da dar luogo ad una incontrollata serie di ritorni di fiamma di tutte quelle rivolte e turbolenze politiche che si credeva il Covid avesse, invece, neutralizzato.

L’America brucia. Ed a bruciare non sono solo le carcasse degli autoveicoli messi di traverso, ma anche e specialmente, le certezze di un modello, quello globalista, che si credeva avrebbe ingenerato una crescita illimitata ed invece ha creato miseria, sperequazione, dissesto umano ed ambientale “urbi et orbi”. Bruciano anche i consensi di “The Donald”, il cui rozzo massimalismo populista ha mostrato tutti propri limiti. Invocare la mano forte, non porgendo orecchio al grido di una società ferita da anni ed anni di instabilità economica e finanziaria, frustrata da una violenza diffusa a cui fa da contraltare il rigorismo efficientista della pubblica autorità, ha offuscato e non poco, l’immagine del vulcanico Presidente-Tycoon.

Il principale “competitor” geo economico degli Usa, la Cina, ha colto l’occasione al balzo per ribaltare in direzione di questi ultimi, le accuse di violare i diritti umani attraverso il razzismo e con l’atteggiamento repressivo verso i vari moti insurrezionali. In tutto questo, però, il gigante cinese non si rende conto di avere i piedi d’argilla. Il “default” del Globalismo che va profilandosi all’orizzonte, rischia di travolgere in primis, proprio quella Cina che, nella pessima gestione del caso Coronavirus, ha messo a repentaglio tutte quelle certezze di una crescita senza freni, rischiando di pagare un prezzo molto salato, in termini di risarcimenti a tutte le nazioni del mondo industrializzato e non solo.

Concluso il lungo periodo di quarantena, nel nostro stesso paese si sono iniziati a manifestare dei segnali di forte disagio economico e sociale, causati da una forzosa e prolungata chiusura di tutte le attività economiche, a cui non ha fatto da contraltare nessun serio provvedimento di aiuto economico, né alcuna iniziale forma di prevenzione sanitaria, ingenerando così una pesante spirale recessiva.

Neanche a dirlo, le varie manifestazioni recentemente organizzate in varie città italiane, sia da partiti politici dell’area parlamentare che da spontanei movimenti di cittadini, sono stati, dai nostri media “embedded”, immediatamente e frettolosamente bollati, quali “estremisti di destra” o “neofascisti”. La pratica della demonizzazione di chi non si adegua ai parametri del pensiero dominante, è vecchia e rappresenta sempre la via d’uscita dalle situazioni più imbarazzanti per il potere ma, stavolta, servirà a ben poco.

Il malcontento largamente diffuso nel nostro paese, sta facendo da volano, al proliferare di un numero di movimenti spontanei di opposizione, tale, da render sempre più difficile e meno praticabile, un’azione di contenimento e repressione di certe istanze. E pertanto, certe inamidati ed inossidabili inquilini dei vari palazzi romani, prima si renderanno conto di tutto questo e capiranno che è ora di lasciare spazio a certe istanze, meglio sarà, per tutti. Noi e Loro.

 

UMBERTO BIANCHI

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Categorie: Esteri, Politica

Pubblicato da Umberto Bianchi il 3 Giugno 2020

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

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