fbpx

Nell’anniversario della nascita: annotazioni su Evola – Umberto Bianchi

Nell’anniversario della nascita: annotazioni su Evola – Umberto Bianchi

A 122 anni dalla sua nascita, sembra proprio che l’ombra del Barone non voglia proprio lasciarci, anzi. Nonostante le critiche, le invettive, o i sorrisetti di sufficienza che ne hanno accompagnato e ad oggi, ne accompagnano spesso l’operato e la figura, quella di Julius Evola, è una di quelle personalità, che ha lasciato il segno sulle generazioni della sua epoca ed anche su quelle a venire ed il cui lascito, farà discutere per molto tempo ancora. Il fascino di Evola, il fatto che ancora oggi, sia un a figura in grado di suscitare in chi lo legga, odio o amore, interesse o disprezzo, è dato dal suo essere tutto ed il suo contrario, un vero e proprio simbolo dell’Occidente e delle sue mille aporie e contraddizioni. Cerchiamo, per esempio, di inquadrare la figura di Evola su un piano meramente politico o metapolitico che dir si voglia.

Di lui tutto si potrà affermare, meno che fosse fascista o, ancor meno, nazista, nonostante le rabbiose accuse o i frettolosi ostracismi dei settori “mainstream” della cultura italiana ed occidentale in genere. Il suo atteggiamento ferocemente aristocratico, elitario, al pari del suo credo in una dimensione puramente spirituale ed archetipica della razza, ne fa un personaggio difficilmente inquadrabile ed irreggimentabile nell’alveo ideologico dei Totalitarismi di stampo fascista del ‘900. E la sua vicenda umana, oltrechè letteraria, è lì a testimoniarcelo con i suoi problemi durante il Ventennio, con quel suo complesso rapporto di odio-amore con il Fascismo, che lo portò, (cosa inaudita per i tempi, sic!) a spiattellare in faccia allo stesso Mussolini la sua non appartenenza ideologica al Fascismo…Il non fascista Julius Evola finisce, invece, con il divenire figura ideologica di riferimento proprio per un ambiente che, nell’immediato dopoguerra ed oltre, al Fascismo cercò di rifarsi.

Questo perché, come abbiamo già detto e ripetiamo, Evola fu tutto ed il suo contrario. Inizialmente animato da un afflato di tipo artistico, passa successivamente al pensiero esoterico e filosofico, sino ad approdare, sulla falsariga di Renè Guenon ed altri consimili pensatori, ad un pensiero “perennialista”, imperniato sull’idea totalizzante di una Tradizione, in radicale contrapposizione con la Modernità. Ad uno sguardo di superficie, Evola non sembra proporre nulla di nuovo, se non quella Tradizione, la cui medesima analisi etimologica, dovrebbe rimandarci ad una visione rigida ed immobilista, legata al passato, della realtà. Questo perché, sinora, non si è mai voluto analizzare e capire sino in fondo, la reale natura del percorso di pensiero evoliano. La vulgata ci descrive e le varie fasi del suo pensiero, come momenti distinti e quasi incompatibili, anzi in piena contraddizione tra loro, a coronamento dei quali, in veste di “satori” finale, sta l’approdo al perennialismo tradizionalista. A ben vedere, invece, tali momenti non solo non sono in contraddizione tra di loro ma, anzi, si compenetrano ed intersecano in un tutto che, invece, ha un suo proprio non sensato-senso. Questo non-senso, parte proprio dall’esperienza artistica pittorico poetica dadaista, nella quale, sulla spinta delle istanze delle avanguardie, il senso della realtà viene scomposto e frammentato attraverso le dimensioni, in un contesto di totale annichilamento della realtà, tale da spalancare le porte all’ingresso dell’irrazionale e della pratica magico-esoterica. Questo momento non può non accompagnarsi ad una riflessione filosofica, incentrata proprio sulla “fenomenologia” di quell’ “Io” che, di fronte al non senso della realtà, assume una centrale funzione di ordinatore del cosmo. Questa impostazione troverà la propria concreta rispondenza, proprio nella vicenda del Gruppo di Ur, in cui nel contrasto tra Evola e Reghini, ad affrontarsi non saranno solo due forti personalità, ma anche due differenti ed opposte concezioni riguardanti l’iniziazione, ovverosia, l’approccio principiale dell’individuo con l’Assoluto. Se il Reghini si farà portatore dell’idea di una ineluttabile linea di trasmissione di certi saperi, nell’ambito di una vera e propria “catena” iniziatica. Evola, al contrario, si farà fautore di un’idea di “auto-iniziazione”, svincolata, cioè, da qualsiasi catena sapienziale e perciò stessa, frutto di uno spontaneo moto di presa di coscienza, imperniato sulla potenza di quell’ “Io” che, invece, rimarrà centrale nelle sue successive prese di posizione.

Se andiamo a ben vedere, Evola non si fa portatore di alcuna dottrina tradizionale o esoterica che dir si voglia, in particolare. Nel passare in rassegna più o meno, tutte le forme del sentire connesse al sovrannaturale, al Nostro interessa l’osservanza di una linea di condotta sulla base di principii eterni, più o meno comuni a tutte le tradizioni, ma che per essere attivati ed applicati “in terris”, hanno bisogno del ruolo attivo e cosciente da parte dell”Io”. Cosa questa che, in tal modo, ne riconfermerà il proprio ruolo di primogenitura e di centrale punto di riferimento, per tutta la riflessione occidentale, a partire dal 18° secolo in poi, dovuto all’apparire sul proscenio, del pensiero vitalista ed irrazionalista, quale contraltare al suo opposto corrispettivo, rappresentato dal materialismo meccanicista ed empirista.

Tale e centrale fu in Evola l’impersonale culto dell “Io”, da fargli affrontare la sfida del fuoco delle bombe su Vienna e la conseguente invalidità a vita, con la sicurezza e l’indifferenza di chi solamente in un “Sé” amplificato a dismisura, può trovare la “vis” per proseguire con la stessa ed ancor più intensa, forza e carica di prima. E così il non-fascista Evola, anziché divenire un innocuo ma gettonato autore esoterico di successo, al pari di un Elemire Zolla, di un Roberto Calasso, di un Giorgio Colli, o di altri ancora, affiderà al malconcio ambiente della destra radicale italiana del dopoguerra, il suo progetto di uno Stato Aristocratico, forgiato da elites di iniziati, veri e propri superuomini non animati da alcuna vera religione o Tradizione, che non siano quelle rappresentate dal perseguimento di quell’ “apolitìa”, ovverosia di uno stile di vita fondato su valori e punti di riferimento validi a qualunque latitudine ed epoca storica.

La figura del Barone è lì, ad offrirci, una volta di più, l’immagine di quella contraddizione che sempre vive ed anima tutta la vicenda occidentale, accompagnata alla perenne tentazione di una via d’uscita, offerta da un’inedita ed “alchemica” sintesi tra quell’ “Archè” e quell’ “Avanguardia”, che danno così corpo all’idea di un “Estremo Passato” e di un “Estremo Futuro”, nell’atto di congiungersi in un Tutto inscindibile, nell’animo di quell’uomo che “in piedi”, guarda con attiva indifferenza ad un mondo di rovine.

UMBERTO BIANCHI

Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Julius Evola

Pubblicato da Umberto Bianchi il 23 Maggio 2020

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Lascia un commento

    Fai una donazione


  • siamo su telegram

  • parthenope

  • bombardano milano

  • studi evoliani

  • emergenza sanitaria

    Nuovo Dpcm in arrivo – Daniele Trabucco

    di Daniele Trabucco

    Il Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, prof. avv. Giuseppe Conte, sta valutando un nuovo DPCM in ragione dell’aumento dei contagi[...]

  • Teurgia - libreria

  • la dimora del sublime

  • emergenza vaccini

    Vaccini: Cosa non conosciamo? Storia,tabelle e grafici mai visionati – Vacciniinforma

    di Ereticamente

    VACCINI: COSA CI È STATO OMESSO? Nella letteratura medica, si esaltano da sempre le virtù della vaccinazione. Dopo aver letto questi libri, si riman[...]

  • post Popolari

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
    • Gianluca Padovan in Covid-space: dallo spazio profondo con furore – Gianluca Padovan

      Piaccia o meno, solo chi si dà per vinto è veram... Leggi commento »

    • Fra in Dall’Uomo nuovo della Tradizione all’Ultimo uomo dell’era Covid: un secolo di degenerazione antropologica - Federica Francesconi

      Ottimo... Leggi commento »

    • Renato in Covid-space: dallo spazio profondo con furore – Gianluca Padovan

      Bellissima,. Gianluca non si smentisce mai.... Leggi commento »

    • Lupo nella Notte in Napoli Sovrana Italia Sovrana: fuori i globalisti dalle nostre città – Roberto Siconolfi

      > E’ l’operazione Covid, quella che ha fatt... Leggi commento »

    • Lupo nella Notte in Covid-space: dallo spazio profondo con furore – Gianluca Padovan

      «Succede che i Terrestri non erano poi così fess... Leggi commento »

  • archivio ereticamente

    Tag

    Newsletter

g. casalino

ELEUSI

J. Thiriart

STODDARD

TRABUCCO