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Ade è più grande di Zeus – Vittorio Varano

Ade è più grande di Zeus – Vittorio Varano

Si parla tanto del dovere di salvare vite umane, e lo si fa derivare dal valore della vita umana, che andrebbe difeso, e si dà per scontato che salvare vite umane sia un sistema per difendere il valore della vita umana, appare a tutti talmente evidente che sia così, che a nessuno viente in mente di perdere tempo e dedicare impegno e consumare energie e sprecare sforzi a compiere la fatica di sollevare la questione e porre in dubbio e mettere in discussione – ma ogni parolone ( e “valore” è tra tutti uno dei più oni ) o espressiona ( e “valore-della-vita” è tra tutte una delle più one ) o espressionona ( e “valore-della-vita-umana” è tra tutte una delle più onone ) dovrebbe essere equiparata alle keywords politically incorrects che se inserite all’interno di un testo digitato sulla tastiera di un computer o di un telefono cellulare smartphone o di qualunque altro apparecchio ricetrasmittente connesso online in rete s’impigliano tra le sue maglie, vengono intercettati dai filtri automatici dei social-network e dei motori di ricerca, fanno scattare i sistemi di controllo di internet, e inviano il segnale d’allarme alla DIGOS ( Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali ), alla magistratura inquirente, alla polizia postale, ai servizi segreti ( Agenzia informazioni e sicurezza esterna, Agenzia informazioni e sicurezza interna, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Centro intelligence interforze, Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Raggruppamento unità difesa, Reparto informazioni e sicurezza, Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica… ), insomma, alcuni dei principali ficcanaso e rompicoglioni di questo mondo, tra cui sono inclusi quelli precedentemente elencati, ma con l’aggiunta di Amnesty International, Anti-Defamation League of B’nai B’rith, ANPI ( Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ), Bilderberg Club, Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, Corte internazionale di giustizia ( Tribunale internazionale dell’Aia ), Emergency, Goi ( Grande Oriente d’Italia ), Greenpeace, Médecins sans frontières, Opus Dei ( Prelatura della Santa Croce ), Save the Children, Trilateral Commission, UNESCO ( United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization ), UNHCR ( United Nations High Commissioner for Refugees), UNICEF ( United Nations International Children’s Emergency Fund ), WWF ( World Wildlife Fund )… – ogni volta che ci si imbatte in uno di quelli che se ne riempiono la bocca perché hanno un buon sapore o in uno di quelli che lo fanno perché sanno che ci sono quelli che se ne lasciano riempire le orecchie perché suonano bene, bisognerà imbavagliarlo come per bloccare il sanguinamento linguistico con una benda, e portarlo non nella prima sala operatoria del corridoio del più vicino pronto soccorso ospedaliero perché venga sottoposto ad intervento urgente per impedirne il decesso per emorragia oratoria, né davanti al Politbjuro di qualche democratico partito post-/pseudo- comunista perché venga querelato e censurato e costretto alla ritrattazione dai commissari del popolo membri di qualche ufficio politico di qualche comitato centrale, né davanti ad un qualunque Sant’Uffizio perché subisca un interrogatorio da parte di inquisitori istruiti ed intellettualmente dotati nel corso del quale si verifichi l’ortodossia della dottrina da lui dichiarata e descritta durante il suo discorso, ma in udienza in occasione di un’adunanza del capitolo generale degli eruditi affiliati dell’Accademia della Crusca, che avanzeranno nei suoi confronti un’unica piccola pretesa : che sia capace di fornire una definizione esatta della terminologia utilizzata, specialmente il significato del vocabolo “valore”, di cui ci si può correttamente servire soltanto secondo due modalità : in quella soggettiva in sinergia con tre particelle ( la preposizione “per”, un pronome personale e una voce del verbo “avere” ) è sinonimo di amore, affezione, attaccamento ( “qualcosa ha valore per qualcuno” = “qualcuno ci tiene a qualcosa” ) e in questo caso non c’è possibilità di condivisione : per il buono “la vita umana ha valore” ( = “il buono ci tiene alla vita umana” ) e per il cattivo “la vita umana non ha valore” ( = “il cattivo non ci tiene alla vita umana” ); nell’altra ( la sola in cui svolga una funzione comunicativa nel corso di una conversazione che non sia compresenza di monologhi esprimenti emozioni opinioni e preferenze personali ma scambio di sapere su argomenti motivi e ragioni ) è un indicatore quantitativo che misura un rapporto di proporzionalità inversa : “questo ha valore” = “di questo ce n’è poco” ; “qualcosa ha valore” è una constatazione di scarsità.

L’idea che la vita umana abbia valore è anacronistica, non nasce da una condizione naturale che rimane sempre uguale, ma è legata ad una situazione storica in cui gli esseri umani non si contano a miliardi ma a migliaia. Attualmente la vita umana non ha più nessun valore. Questo è un dato di fatto oggettivo. Non dipende dal sistema economico né dal sistema politico né dal sistema sociale né dal sistema religioso. Gli esseri umani vengono sfruttati perché sono sostituibili, sono sostituibili perché possono essere scartati, possono essere scartati perché sono superflui, sono superflui perché superano il numero necessario. Nell’Età dell’Oro gli esseri umani erano più vicini agli Dei perché erano più simili agli Dei. Ma perché nell’Età dell’Oro gli esseri umani erano più simili agli Dei ? Perché erano alti ? Perché erano belli ? Perché erano buoni ? Perché erano forti ? Perché erano giusti ? Perché erano grandi ? Perché erano saggi ? Perché erano sani ? No – perché erano pochi ! Quando sono pochi, gli esseri umani somigliano agli Dei, perché gli Dei sono pochi. Chi attribuisce un valore alla vita umana e soccorre persone in pericolo, crede di comportarsi in modo coerente con le proprie convinzioni, invece ottiene l’effetto contrario : salvando vite umane contribuisce a mantenerne alto il numero – e basso il valore ! La dismisura demografica determina uno scambio di segno tra il polo positivo e il polo negativo nel rapporto tra datori-di-vita e datori-di-morte. Nell’antichità venivano considerati eroi, commemorati e celebrati, gli uomini uccisori di mostri, ma adesso sarebbe più ragionevole conferire un riconoscimento ufficiale ( Croix de Fer Pour le Mérite o Knight’s Cross of the Iron Cross o Grand Cross of the Iron Cross o Star of the Grand Cross of the Iron Cross o Destroyer War Badge o Minesweeper War Badge o Pilot/Observer Badge o SS-Ehrenring o Honour Roll Clasp ) ai mostri mangiatori d’uomini ; e fondare un ordine nobiliare composto esclusivamente da membri scelti non tra quelli di un popolo eletto o di una razza superiore caratterizzata dal colore dei capelli, degli occhi, della pelle e del sangue, ma da esemplari della loro specie ; e istituire un apposito albo d’onore in cui iscrivere i loro nomi e registrare le loro gesta ; ed aprire università con facoltà disumanistiche e dipartimenti di ricerca sul passato, dove il ruolo di professore sia riservato a loro e il nostro si limiti a quello di studente, e la figura del portaborse sia simile a quella di chi fa volontariato autentico, offrendo un servizio gratuito dal cui svolgimento non si ottenga niente in cambio, né remunerazione né ricompensa né rimborso, e non consenta in alcun modo di fare carriera ; e adibire gallerie d’arte ed intere ali di musei ad ospitare i loro ritratti dipinti e scolpiti. Serve un revisionismo storico più drastico di quello di Ernst Nolte e David Irving sulla seconda guerra mondiale, più audace dell’analisi del tramonto dell’occidente svolta dagli esponenti della rivoluzione conservatrice ( Arthur Moeller van den Bruck, Stefan George, Hugo von Hofmannsthal, Ernst Jünger, Carl Schmitt, Werner Sombart, Oswald Spengler, Gottfried Benn, Thomas Mann, Ernst von Salomon, Martin Heidegger, Ernst Niekisch, Othmar Spann ), più radicale della rivolta contro il mondo moderno portata avanti dagli aderenti al perennialismo degli autori che appartengono al gruppo dei rappresentanti della tradizione ( René Guénon, Martin Lings, Titus Burckhardt, Frithjof Schuon, Julius Evola, Ananda Coomaraswamy ), accogliendo accanto a quelle di costoro la concezione di René Girard, secondo cui le cose nascoste sin dalla fondazione del mondo sono i capri espiatori ( fatti scomparire, nascosti, idealmente sepolti, per fare da fondamenta alla comunità da cui vengono espulsi, nel corso di riti sacrificali che corrispondono alla posa della prima pietra nella cerimonia inaugurale con cui si cominciano i lavori per la costruzione di un edificio importante, o pubblico, come uno spazio sacro, una chiesa, un convento, un eremo, un monastero, un tempio, o un luogo istituzionale, come la sede di un governo, di un ministero, di un municipio, di un parlamento, di un tribunale, o privato, ma di proprietà di una persona o di una famiglia prestigiosa ) elencabili, in accordo con la prospettiva biblica adottata dal filosofo francese, in abbandonati, accusati, affamati, afflitti, alcolisti, alcolizzati, alienati, allucinati, alternativi, analfabeti, anormali, anticonformisti, appestati, asociali, assetati, autistici, avvinazzati, babbei, bagasce, balbuzienti, baldracche, barboni, battuti, battone, beoni, bisognosi, buttati, caduti, caffeinomani, calpestati, calunniati, cani, carcerati, cardiopatici, catturati, ciechi, clandestini, cocainomani, condannati, contestatori, cretini, criminalizzati, culattoni, deboli, deficienti, dementi, demonizzati, depravati, depressi, derelitti, devianti, diabetici, dimenticati, disabili, disadattati, discriminati, diseredati, disoccupati, disperati, disprezzati, dissenzienti, diversi, drogati, ebeti, ebrei, effemminati, emarginati, ermafroditi, esclusi, estranei, eunuchi, fessi, finocchi, fobici, folli, froci, fumatori, giramondo, gitani, gobbi, handicappati, idioti, ignoranti, ignorati, imbecilli, incapaci, inconsapevoli, incurabili, indebitati, indegni, indemoniati, indesiderati, indigenti, inetti, infantili, inguaribili, innocenti, insani, insonni, insultati, introversi, invalidi, invertiti, isterici, lebbrosi, lesbiche, malati, maniaci, matti, mendicanti, mentecatti, mignotte, migranti, minorati, miseri, monchi, mongoloidi, muti, naufraghi, negri, nemici, nomadi, nullafacenti, nullatenenti, obesi, offesi, omosessuali, oppositori, oppressi, orbi, orfani, ostacolati, ostaggi, osteggiati, ostracizzati, paralitici, paranoici, pazzi, pederasti, perdenti, perseguitati, pervertiti, pezzenti, porci, posseduti, poveri, prigionieri, profughi, puttane, reietti, ribelli, ricchioni, rifiutati, rifugiati, rottinculo, scacciati, scansati, scartati, schiacciati, scemi, schiavi, schizofrenici, sciancati, sconfitti, scrofe, sfaticati, sfruttati, sofferenti, sordi, spastici, storpi, stranieri, sviati, svitati, timidi, tisici, tossicodipendenti, torturati, troie, tubercolotici, ubriachi, ubriaconi, ultimi, umiliati, vagabondi, vedove, vigliacchi, vittime, visionari, zingari, zoccole, zoppi, eccetera ( cioè : i soliti… ) – mancano i mostri ! Sono loro i primi ad essere stati rimossi, non solo dal catalogo degli immolati, ma dalla lista degli aventi-diritto-alla-vita ; loro che erano i regolatori dell’equilibrio omeostatico dell’ecosistema ; loro a cui uomini-cani chiamati eroi hanno dato la caccia come a gatti con la conseguente crescita esponenziale della popolazione di uomini-topi.

La somiglianza tra la nostra e la sorte di quei roditori ( come sottolineato da Robert Burns nella quartina “I migliori piani dei topi e degli uomini, / Van spesso di traverso, / E non ci lascian che dolore e pena, / Invece della gioia promessa!” che ha suggerito a John Steinbeck l’associazione mentale che dà il titolo ad un suo romanzo ) consiste in quell’eterogenesi dei fini la cui realtà anche Goethe ha non soltanto sostenuto ma addirittura sollevato dal piano terreno a quello sovrannaturale, ma unilateralmente : per erratacorrigere avrebbe dovuto introdurre nel Faust uno spirito speculare a Mefistofele che asserisce «Sono una parte di quella forza che desidera eternamente il male e opera eternamente il bene», che affermasse «Sono una parte di quella forza che desidera eternamente il bene e opera eternamente il male» ; Elefotsifem accudisce, aiuta, aizza, arringa, assiste, conforta, consiglia, consola, convince, cura, custodisce, difende, esalta, esorta, giustifica, guarisce, guida, incoraggia, ispira, istiga, istruisce, persuade, protegge, pungola, sorregge, sostiene, spinge, sprona, stimola i volontari di growl, grunf, oink, ong, onlus. Benefico e benevolo non sono sinonimi. I buoni sono benevoli ma non benefici. La logica ha due parti : la logica dell’identità ( governata dal principio di non-contraddizione ) e la logica dell’inferenza ( governata dal principio di ragion-sufficiente ) ; la logica dell’inferenza è alternativa alla logica dell’identità, e il modo dell’alternativa è l’avversione. La legge di causalità è legge di contrarietà, perché se non lo fosse sarebbe governata dallo stesso principio che governa la logica dell’identità ; ma se fosse governata dallo stesso principio che governa la logica dell’identità, la logica dell’inferenza coinciderebbe con la logica dell’identità, e la dimensione dell’accadere e dell’agire coinciderebbe con la dimensione dell’essere ; ma se la dimensione dell’accadere e dell’agire coincidesse con la dimensione dell’essere, la dimensione dell’accadere e dell’agire non esisterebbe. Ogni cominciamento conduce ad una conclusione contraria. Il processo di causazione è capovolgimento. Ogni causa produce un effetto che ad essa si oppone. È stato Elefotsifem a dire : « Siate fecondi, crescete, moltiplicatevi e riempite la terra ». È stato Elefotsifem a dire : « Ed io stabilirò il mio patto fra me e te; e ti accrescerò grandissimamente ». È stato Elefotsifem a dire : « In quanto a me, ecco, è con te che io faccio il mio patto : Tu diventerai padre d’una moltitudine di nazioni ». È stato Elefotsifem a dire : « E ti farò moltiplicare grandissimamente, e ti farò divenire nazioni ». È stato Elefotsifem a dire : « Ed io fermerò il mio patto fra me e te, ed i tuoi discendenti dopo di te, per tutte le loro generazioni ». È stato Elefotsifem a dire : « guarda il cielo e conta le stelle , se puoi contarle… così numerosa sarà la tua stirpe.. ». È stato Elefotsifem a dire : « Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti. ». Elefotsifem non è il Sommo Dio, ma il Dio che fa la somma. Siccome lo 0 non c’è, “Egli crea” “fa sì che esista”, perché far-esistere = far-continuare-ad-esistere, perché “fa sì che esista” = “fa esistere ciò che altrimenti non esisterebbe” = “fa esistere ciò che anteriormente non esisteva”, perciò far-esistere = far-cominciare-ad-esistere, ma cominciare-ad-esistere è un cambiamento che non può accadere perché non può verificarsi perché non può avverarsi perché non può avviarsi, perché avrebbe il punto d’inizio collocato nello 0 – ossia in un posto che non sta da nessuna parte. Siccome non c’è l’, “Egli crea” = “fa sì che cresca”, perché se esistesse l’, essendo irraggiungibile, tutti i punti sarebbero equidistanti da esso, perciò non sarebbe possibile alcun aumento, perché aumentare significa muoversi-verso-il-massimo, e il massimo sarebbe l’, e non ci si può muovere verso qualcosa a cui non ci si può avvicinare, e non ci si può avvicinare a qualcosa la cui distanza da ciò che gli va incontro non può diminuire. Elefotsifem è l’Accoglitore, l’Accrescitore, l’Associatore, l’Aumentatore, il Duplicatore, l’Ingranditore, il Moltiplicatore, il Radunatore, il Ripetitore, il Seminatore, il Sommatore, eccetera ; l’Altro è il Diminuitore, il Dispersore, il Divisore, l’Eliminatore, l’Esaminatore, il Falciatore, il Limitatore, il Mietitore, il Potatore, il Respingitore, il Riduttore, lo Sceglitore, lo Scartatore, il Selezionatore, lo Sforbiciatore, il Sottrattore, il Tagliatore, il Toglitore, eccetera. Gli obiettivi che orientano le loro volontà sono i due estremi dell’esistenza : il minimo e il massimo ; le due divinità si muovono ed agiscono all’interno di un sistema di riferimento che può essere raffigurato da un triangolo scaleno, dove ogni lato rappresenta un volume ed ogni angolo un valore ( o viceversa ) : il lato minore è opposto all’angolo minore e il lato maggiore è opposto all’angolo maggiore. Il volume è il contenuto di una superficie esposta, la vita si svolge nella sfera di quello che appare ; chi dà la vita non dà valore ma volume ; chi dà valore non è chi dà la vita ma chi dà la morte. Il reato “omissione di soccorso” andrebbe abolito per lasciare campo libero e far posto a “negato colpo di grazia”. I grandi della storia non sono stati Abraham Lincoln, Actarus Duke Fleed, Albert Einstein, Alessandro Volta, gli Apostoli di Cristo ( Andrea, Filippo, Giacomo, Giovanni, Matteo, Pietro, Simone, Tommaso, etc. ), Archimede, l’Armata Brancaleone, Charles de Batz de Castelmore d’Artagnan e i tre moschettieri ( Olivier Athos de Bragelonne de la Fère, Porthos du Vallon de Bracieux de Pierrefonds, René d’Herblay Aramis de Vannes ), re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda ( Galvano, Lancillotto, Parsifal, Tristano, etc. ), l’Erbiano Pelleverde Atréju, Barack Hussein Obama, Biancaneve e i sette nani ( Brontolo, Cucciolo, Dottolo, Eolo, Gongolo, Mammolo, Pisolo ), Bill Gates, Big Jim e Barbie, il capitano Achab, Capitan Harlock, Carola Rackete, l’Hidalgo Alonso Chisciano ( Don Chisciotte della Mancia “Il Cavaliere dalla Trista Figura” ), i Nove Viandanti della Compagnia dell’Anello ( Frodo Baggins, Samvise Gamgee, Meriadoc Brandibuck, Peregrino Tuc, Aragorn “Grampasso” ( il Dunedain Numenoreano Thorongil “Aquila della Stella”, Elessar Telcontar di Gondor ), Boromir, Gandalf, Gimli, Legolas Thranduilion ), la Compagnia di Gesù, i Compagni del Profeta, Conan il Cimmero di Hyboria, Cristoforo Colombo, Diana Frances Spencer “Lady D”, Dylan Dog, Elvis Aaron Presley ( “The King of the Rock and Roll”, “Elvis the Pelvis” ), Enrico Fermi, Ernesto Guevara “el Che”, Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger, Euclide, Evita Perón ( Eva María Ibarguren poi María Eva Duarte de Perón ), Ferdinando Magellano, Flash Gordon, Franklin Delano Roosevelt, Galileo Galilei, George Soros, Giacobbe e i suoi figli ( Giuseppe e i suoi fratelli ( Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Dan, Neftali, Gad, Aser, Issachar, Zabulon, Beniamino )), Gino Strada, Guglielmo Marconi, Greta Thunberg, He-Man e She-Ra, Hiroshi Shiba, gli Imam dell’Ahl al-Bayt ( al-Murtaḍa, al-Mujtabā, Sayyid al-shuhadāʾ, Zayn al-ʿĀbidīn al-Sajjād, al-Bāqir, al-Ṣādiq, al-Kāẓim, al-Riḍā, al-Taqī, al-Naqī, al-ʿAskarī, al-Mahdī ), Indiana Jones, Ippocrate, Isaac Newton, James Clerk Maxwell, James Douglas Morrison (detto Jim ), il dottor Jekyll, Kenshiro di Hokuto, Johannes Kepler ( Giovanni Keplero ), John Fitzgerald Kennedy “JFK”, John Winston Lennon, Mikołaj Kopernik ( Niccolò Copernico ), Louis Pasteur, Luke Skywalker, Malcolm Little “Malcolm X” ( El-Hajj Malik El-Shabazz, “Detroit Red” e “Omowale” ), Marco Polo, Mark Zuckerberg, Marilyn Monroe ( Norma Jeane Mortenson Baker ), Martin Luther King, Martin Mystère, Michael Jackson, Mohandas Karamchand Gandhi “ il Mahatma”, Nelson Rolihlahla Mandela, Niels Henrik David Bohr, Peter Pan, Robin Hood, Sandokan “la Tigre dell’isola di Mompracem dell’arcipelago della Malesia”, Sherlock Holmes, Stephen William Hawking, Steve Jobs, Tarzan delle Scimmie ( John Clayton III Visconte di Greystock ), Madre Teresa di Calcutta ( Anjezë Gonxhe Bojaxhiu ), Tex Willer, Thomas Alva Edison, Tycho Brahe, Vasco da Gama, Werner Karl Heisenberg, Sir Winston Leonard Spencer Churchill, eccetera, ma il khalīfa Abu Bakr al-Baghdadi “Abū Duʿāʾ”, Al Capone ( Alphonse Gabriel “Scarface” ), l’Arabo Pazzo Abdul Alhazred autore del Necronomicon ( «Non è morto ciò che in eterno può attendere, e con il passare di strani eoni anche la morte può morire» ), il “Führer und Reichskanzler” Adolf Hitler ( «Ein Volk, ein Reich, ein Führer» ), “Aleister” ( Edward Alexander ) Crowley, Annihilus da Arthros dei Tyrannian la “Morte che cammina”, Antonin Artaud, il Maharathi Ashwatthama dei Kaurava, Attila “flagellum Dei”, Augusto José Ramón Pinochet Ugarte, Lavrentij Pavlovič Berija, Caronte, Cerbero, Chizuo Matsumoto ( Shōkō Asahara dell’Aum Shinrikyō ), Dart Fener, gli Dei Esterni ( Azathoth “Il Dio Cieco e Idiota, Colui che dimora negli abissi, Il Ribollente Caos Nucleare, Il Demone Sultano”, Nyog’ Sothep “La Nebbia Senza Nome”, Nyarlathotep “Il Caos Strisciante, Il Messaggero di Azathoth”, Shub-Niggurath “La Capra Nera, La Moglie di Colui che non deve essere nominato”, Kizuzu “Le braccia del caos, l’ambasciatore del male”, Yidhra “La Strega dei Sogni”, Yog-Sothoth “Y’AI’NG’NGAH/YOG-SOTHOTH/H’EE-L’GEB/F’AI TRHODOG/UAAAAH” ), Donatien-Alphonse-François de Sade il “Divino marchese”, il conte Dracula, Herbert Kappler, Erich Priebke, le Erinni ( Aletto, Megera, Tisifone ), Erwin Johannes Eugen Rommel “la volpe del deserto”, Freddy Krueger “the Nightmare”, Friedrich von Junzt ( autore del Libro Nero “Unaussprechlichen Kulten” ), Galactus ( Galan “il divoratore di mondi” ), Gaio Cesare Germanico ( Caligola ), Georges Albert Maurice Victor Bataille ( “Pierre Angélique”, “Lord Auch”, “Louis Trente” ), Georges Ivanovič Gurdjieff ( “Il Greco nero”, “Il nipote del principe di Mukhran“, “La tigre del Turkestan” ), Muʿammar Gheddafi ( Guida e Comandante della Rivoluzione della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista ), Gilles de Montmorency-Laval ( “il Maresciallo” Gilles de Rais ), i Grandi Antichi ( Cthulhu Il Dormiente di R’lyeh “Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn”, Tsathoggua Il Dormiente di N’kai, etc. ), Grigorij Efimovič Rasputin, Lex Luthor, Lucky Luciano, Sesto Vario Avito Bassiano ( Eliogabalo ), Otto Adolf Eichmann, il “Generalisimo de los Ejércitos” Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde “Caudillo de España por la gracia de Dios”, Hannibal Lecter, la Regina Himika del popolo Yamatai ( “i nostri occhi sono i primi a vedere il Regno del Drago, Padrone del Tempo e dello Spazio. Grande Drago, degnati di mostrarti a noi nel Fulgore di tutta la tua Potenza. Neghini, Neghini, Nasanucolò. Neghini, Neghini, Nasanucolò.. Neghini, Neghini, Nasanucolò…” ) e i suoi tre ministri ( Ikima, Amaso e Mimashi ), Heinrich Luitpold Himmler, Howard Phillips Lovecraft, mister Hyde, Reinhard Tristan Eugen Heydrich, Iosif Vissarionovič Džugašvili ( Stalin ), Isidore Lucien Ducasse “Conte di Lautréamont”, Jean Genet, Jack lo squartatore, il Mostro di Firenze e i suoi “Compagni di merende”, The Manson Family, Josef Mengele, Junio Valerio Borghese, Morgoth Bauglir “il Costrittore” ( Melkor Fiamma-di-Udun ), Lafayette Ronald “L. Ron” Hubbard, Louis-Ferdinand Céline ( Auguste Destouches ), Lucio Domizio Enobarbo ( Nerone ), Osama Bin Laden, Pinhead “the Hellraiser”, Re Vega e i suoi tre ministri ( Hydargos, Gandal e Zuril ), Ṣaddām Ḥusayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī, Sauron di Mordor, Sauzer di Nanto, il sacerdote sazoriano Nekuroma (“Grande Scorpione Kaos, Blasfemo Signore dei Neri Spazi Inabitati, tu che sordo, muto, cieco, dirigi le lugubri melodie delle Stelle morte, Padrone delle Vuote Solitudini, ti scongiuro.. dai a questo mostro il tuo Potere”), Surtur di Múspellsheimr, Slobodan Milošević, Tamerlano ( Timur-e lang “lo zoppo” ), Thanos il più forte della stirpe degli Eternals, Temüjin “Gengis Khan”, Tomás de Torquemada, Totò Riina û curtu “la Belva”, Unabomber ( Theodore John “Ted” Kaczynski ), Victor Von Doom di Latveria il “Dottor Destino”, Victor von Frankenstein, Vlad III Tepes di Valacchia “l’Impalatore”, Yukio Mishima ( Kimitake Hiraoka ), eccetera.

Ad essere utili all’umanità non sono gli abbienti, gli agenti ( scelti, segreti, spaziali, speciali, etc. ), gli ambientalisti, gli amministratori-delegati, gli amministratori-di-condominio, gli animalisti, gli artisti, gli assistenti ( sanitari, scolastici, sociali, etc. ), gli astronauti, gli atleti, gli attivisti-contro ( -contro-l’-antisemitismo, -contro-i-cambiamenti-climatici, -contro-la-dittatura, -contro-la-fame-nel-mondo, -contro-il-fascismo, -contro-il-femminicidio, -contro-la-guerra, -contro-l’-omofobia, -contro-la-pena-di-morte, -contro-il-razzismo, -contro-la-tortura, etc. ), gli attivisti-per ( -per-i-diritti-africani, -per-i-diritti-alieni, -per-i-diritti-arcobaleno, -per-i-diritti-asiatici, -per-i-diritti-australiani, -per-i-diritti-civili, -per-i-diritti-colorati, -per-i-diritti-degli-uguali, -per-i-diritti-dei-diversi, -per-i-diritti-di-tutti-gli-esseri-viventi, -per-i-diritti-europei, -per-i-diritti-extraterrestri, -per-i-diritti-femminili, -per-i-diritti-gialli, -per-i-diritti-giuridici, -per-i-diritti-infantili, -per-i-diritti-neri, -per-i-diritti-omosessuali, -per-i-diritti-politici, -per-i-diritti-rosa, -per-i-diritti-sociali, -per-i-diritti-sudamericani, -per-i-diritti-umani, -per-i-diritti-verdi, etc. ), gli attori, gli avvocati, i banchieri, i barbieri, i baristi, i beatniks, i benefattori, i benestanti, i benpensanti, i blogger, i borghesi, i bravi-bambini, i broker, i burocrati, i calciatori, i camerieri, i campioni, i cantanti, i carabinieri, i cardiologi, i caritatevoli, gli chef, i chirurghi, i clementi, i coach, i cocchi-di-mamma, i colleghi-di-lavoro, i combattenti, i commendatori, i commensali, i commercialisti, i commercianti, i commessi, i commissari, i compaesani, i compagni ( -di-ballo, -di-gioco, -di-letto, -di-studio, -di-viaggio, etc. ), i compassionevoli, i condottieri-di-popoli, i conduttori-di-programmi ( radiofonici e/o televisivi ), i consiglieri, i consolatori, i consumatori, i counselor, i creativi, i cugini, i curatori ( -di-edizioni, -di-esposizioni, -di-collane, -di-collezioni, -di-raccolte, -di-rubriche, etc. ), i datori-di-lavoro, gli ecologisti, gli esploratori, i familiari, farmacisti, le femministe, i figli-dei-fiori, i figli-di-papà, i filantropi, i fratelli, i frati, i genitori, i giudici, le guardie giurate, i guaritori, gli hobbit, gli industriali, gli impegnati ( culturalmente, moralmente, socialmente, politicamente, etc. ), gli impiegati della pubblica amministrazione ( comunali, provinciali, regionali, statali, etc. ), gli imprenditori, gli influencer, gli insegnanti, gli intellettuali, gli inventori, i medici, i misericordiosi, i missionari, i monaci, i nipoti, i nonni, i notai, gli obiettori-di-coscienza, gli opinion-leader, i pacifisti, i parrucchieri, i personal-trainer, i poliziotti, i pompieri, i pranoterapeuti, i prefetti, i presidenti, i preti, i pretori, i procuratori, i professori, i progressisti, i proprietari, gli psicanalisti, gli psicoterapeuti, i radical-chic, i ragazzi-di-buona-famiglia, i ricercatori, i sacerdoti, i salvatori, i santoni, gli sciamani, gli scienziati, gli scopritori, gli scrittori, i soccorritori, le sorelle, le star-di-Hollywood, gli stilisti-di-moda, i trader, i vigili-del-fuoco, i vigili-urbani, i vip, i volontari-della-protezione-civile, etc. ma le arpie, gli assassini, gli attentatori, le baccanti, i barbari, i black-bloc, i bombaroli, i cannibali, le chimere, i dark, i dinamitardi, i demoni di Dostoevskij, i draghi, i fantasmi, i gilet-jaune, i goblin, i golem, i grifoni, i kamikaze, i lemuri, i licantropi, le menadi, i necromanti, i nichilisti, gli orchi, i pirati, i piromani, i poltergeist, i punk, i rettiliani, i satanisti che celebrano cerimonie culminanti in sacrifici umani, i satiri, i serial-killer, gli skinhead, i sicari, i sileni, le sirene che sarebbe il caso che si ricordassero che hanno il compito di mettersi a cantare ogniqualvolta avvistano un’imbarcazione in avvicinamento ed alzare la voce per attirare l’attenzione dei marinai per alterarne le percezioni e i pensieri cosicché le loro mani ricevuti comandi confusi dalle menti fuorviate da cui sono controllate e fatte muovere finiscano per rivolgere le vele e ruotare il timone in modo tale che le manovre in mezzo agli scogli abbiano come esito che non saranno gli abitanti del regno di Demetra ad accoglierli ma quelli di quello di Poseidon ( senza fare eccezioni discriminatorie per quelle salpate dalle spiagge dei paesi bagnati dalle acque della parte meridionale del Mediterraneo, né favoritismi nei confronti degli equipaggi europei, né trattamenti privilegiati rispetto a quelli riservati ai passeggeri africani ), gli squilibrati che escono improvvisamente armati fino ai denti dalle loro case e compiono stragi e poi i giornalisti intervistano colleghi di lavoro e vicini di casa che rispondono cadendo dalle nuvole e con la sguardo di chi si sveglia indolenzito sul pavimento e non si spiega come ha potuto rotolare giù dal letto durante il sonno e seguitare a dormire “Ma chi se lo sarebbe mai aspettato ! Sembrava un tipo così a posto ! Così normale ! Così comune! Era uno come ce ne sono tanti ! Era uno come tutti gli altri ! Era uno di noi ! Ci salutava sempre ! Così educato ! Così onesto ! Così ordinario ! Nessuno si accorgeva di lui ! Nessuno lo notava ! Era come se non ci fosse ! Era come se non esistesse !“, gli stalker, le streghe-fabbricatrici-di-filtri/pozioni/veleni, i titani, i tritoni, i troll, i vampiri, i vandali, eccetera.

I luoghi di aggregazione dove si supera l’egoismo individuale svolgendo attività socialmente utili e sviluppando qualità e virtù civiche come la collaborazione e la reciproca fiducia, non sono il branco dei boy-scouts, il café chantant, il café-concert, il café philosophique, il centro d’ascolto, il club privé, la comunità di Emmaus, la comunità di Sant’Egidio, la confraternita sufi ( tariqa di tasawwuf ), il consultorio familiare, l’Équipe Nôtre-Dame, l’Esercito della Salvezza, il Lions Club, la loggia massonica, il night club, l’oratorio parrocchiale, il partito politico, la Proactiva Open Arms, il Rotary Club, il salotto letterario, la Sea-Watch, il sexy shop, il sindacato dei lavoratori, eccetera, ma i gruppi clandestini e/o ermetici e/o esoterici e/o eversivi e/o extraparlamentari e/o fuorilegge e/o golpisti e/o iniziatici e/o insurrezionalisti e/o paramilitari e/o rivoluzionari e/o segreti e/o sovversivi e/o terroristici : Action directe, Al Qaeda o Al-Qāʿida, Avanguardia Nazionale, Black Legion, Blood & Honour, Brigate Rosse, Combat 18, Dāʿish o Daesh ( al-Dawla al-Islāmiyya fī l-ʿIrāq wa l-Shām ) o ISIS ( Islamic State of Iraq and Syria ), ETA ( Euskadi Ta Askatasuna ), GAP ( Gruppi d’Azione Partigiana ), Gladio ( «Silendo libertatem servo» ), Hamās ( Harakat al-Muqāwama al-Islāmiyya , Movimento Islamico di Resistenza ), Hermetic Order of the Golden Dawn, Hezbollah ( Ḥizb Allāh, Partito di Dio ), IRA ( Irish Republican Army ), Ku Klux Klan, Lotta Continua, Lotta di Popolo, Lupi Grigi ( Ülkü Ocakları), NAP ( Nuclei Armati Proletari ), NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari ), OLP ( Munaẓẓamat al-Taḥrīr al-Filasṭīniyya), Ordine nero, Ordine Nuovo, OTO ( Ordo Templi Orientis ), P2 ( Propaganda massonica ), Pasdaran ( sepāh-e pāsdārān-e enghelāb-e eslāmi, Corpo delle guardie della rivoluzione islamica ), Potere Operaio, Prima Linea, RAF ( Rote Armee Fraktion / Banda Baader-Meinhof ), Settembre Nero, i Talebani, eccetera. In origine ci fu un rovesciamento. Tutto ha avuto inizio con un’inversione. A sostituire Saturno non è stato il suo primogenito ma l’ultimo nato. Quando il teofago è stato costretto da Zeus a rivomitarne i fratelli, questi sono usciti dal suo stomaco nel modo in cui una fila di automobili esce da uno stretto vicolo cieco : a marcia indietro, ad uscire per ultima è la macchina entrata per prima, e viceversa. Il tempo non è lineare ( come gli uomini moderni credono che sia ) né circolare ( come gli uomini moderni credono che gli uomini antichi credessero che fosse ) ma alternato, oscillatorio, come il moto di un pendolo o di un’altalena. Secondo la dottrina esposta da Esiodo, inizia a partire dal punto più alto un processo di discesa/decadenza che va dall’età dell’oro all’età dell’argento, poi dall’età dell’argento all’età del bronzo, poi dall’età del bronzo all’età del ferro, e una volta concluso il “giro di giostra”, se ne comincia da capo un altro. Ma mentre il passaggio dalla prima alla quarta età si svolge gradualmente ( per tappe intermedie ), sembrerebbe che quello dalla fase finale di un ciclo al principio di quello consecutivo sia una sorta di salto. Qui c’è qualcosa di strano. Qualcosa che manca. Mettiamoci alla sua ricerca. Ma cosa cerchiamo ? Un elemento mancante ? O piuttosto un rapporto ? Guardiamoci attorno, e cerchiamo una relazione con un elemento che forse, dopotutto, non è affatto mancante, e forse neanche lontano, ma solo spostato da un lato, magari di poco, e messo da parte, in un angolo. Cerchiamo un collegamento, una corrispondenza. Guardiamo allora accanto, e tutto ci si fa più chiaro se consideriamo che i due diversi discorsi ( il racconto del divoramento-e-rivomitamento e quello della caduta ) sono fatti dallo stesso autore, e perciò potrebbe essere ( è anzi altamente probabile ) che siano paralleli : come Saturno rivomita per primo il figlio che ha divorato per ultimo, poi per secondo rivomita quello che è stato il penultimo a venire divorato, e via di seguito, così dall’età del ferro si torna all’età del bronzo, poi dall’età del bronzo si torna all’età dell’argento, poi dall’età dell’argento si torna all’età dell’oro, e solo a quel punto si comincia un altro giro. Ciò significa che il giro non è un cerchio ma un semicerchio, o comunque un arco di cerchio, compreso tra due estremi ( uno maggiore e uno minore, uno migliore e uno peggiore, uno superiore e uno inferiore ) e lo scorrimento del tempo non è come quello di un fiume uno scivolamento che va sempre dalla fonte verso la foce, perché la fonte non è sempre la fonte e la foce non è sempre la foce, ma ciascuno dei due limiti svolge alternativamente una volta la funzione di fonte e una volta la funzione di foce : la fonte non è sempre in vetta e la foce non è sempre a valle, ma se questa volta la fonte è in vetta e la foce è a valle, vuol dire che la volta prima la fonte era il mare e la foce era il monte, e la volta dopo, di nuovo, la foce sarà il monte e la fonte sarà il mare.

Ciò significa che hanno parzialmente ragione ( perché provvisoriamente ) sia i progressisti che i regressisti. Come in una clessidra al cui interno, invece che sabbia, ci sia limatura di ferro, e che abbia come coperchio superiore una calamita elettrica, che si accende, affinché risalga, quando l’ampolla si è svuotata, e si spegne quando si riempie, la sua corsa non sarebbe sempre una caduta, ma verrebbe condotta, a seconda di qual’è la forza a cui è sottoposta, una volta verso il basso dall’attrazione gravitazionale, più debole ma ininterrotta, e una volta verso l’alto dal campo magnetico, intermittente ma più intenso. Si ha così la conciliazione, nella figura del conducente d’autobus ( che prende il posto di Apollo o Helios pilota del carro del sole che sorge sempre a est e tramonta sempre a ovest ) alla guida di una vettura che fa la spola tra un capolinea e l’altro, della concezione lineare e di quella circolare del tempo, che si contrappongono perché apparentemente il tempo lineare è un tempo aperto e il tempo circolare è un tempo chiuso. Sembra che la chiusura del tempo circolare sia una conseguenza della sua curvatura, ma una deviazione costante è identica alla durata, come lo è la dirittura, e dunque non se ne distingue. La chiusura coincide con la continuità : è aperto ciò che è spezzato ; aprire è rompere. Solo nel tempo alternato si può entrare, e soltanto dal tempo alternato si può uscire, perché solamente il tempo alternato ha quei due punti di stop-e-dietrofront. Zeus divide il mondo in parti disuguali, e le distribuisce fra sé e i suoi fratelli in ordine di valore decrescente : comincia da se stesso ( che è l’unico a non essere stato divorato da Saturno perché è il suo ultimo figlio, quello che chiude la serie ) a cui riserva la migliore, e continua assegnando la successiva al fratello che viene fuori per primo dallo stomaco del padre ( che è il suo primo fratello nel senso che è il più prossimo a lui, perché è quello che è nato subito prima di lui, non perciò il primo figlio del padre, ma il penultimo ), poi l’ulteriormente successiva a quello dopo ( che è quello ancora prima ), e a quello che appare appresso a tutti gli altri appartiene il fondo : Ade è l’Invisibile in quanto “infine”, in effetti, significa “mai”. Zeus è un usurpatore non soltanto nei confronti di Saturno che ha spodestato, ma anche nei confronti di quello che ne sarebbe stato il legittimo erede. Il derubato è l’unico a non essere diviso dal detronizzato : le due vittime, dal vincitore, vengono insieme relegate nello stesso luogo, l’uno come padrone e l’altro come prigioniero.

Quello che sembra il sovrano supremo è soltanto l’autore del primo sopruso compiuto, e nonostante il successo del colpo di stato, la sua assunzione al trono non è a tempo indeterminato, e la massima autorità, seppur nascosta, è rimasta comunque a Saturno, che la esercita attraverso Ade, che consuma la costruzione di Zeus come un orologio le cui lancette costringe a ruotare al contrario, per sfuggire all’azione corrosiva che le insegue. Ad essere raggiunta e rapita è la prima ora, quella che più in là non può arretrare, messa con le spalle al muro perché non ha nulla dietro di sé ( il solo muro che in nessun modo sia possibile buttare giù è uno che non c’è ), il fiore colto così presto che neppure appena sbocciato ma mentre lo sta facendo : è la fanciulla Persefone, che sta giocando in giardino insieme ad Artemide e Atena. Ade, che potrebbe, non le prende tutte, ma ne punta una a colpo sicuro, oggetto di una preferenza precisa, quella che preleva ha qualcosa che, ai suoi occhi, la rende speciale rispetto alle sorelle, a cui, a uno sguardo più superficiale, che non fosse quello del signore delle profondità sotterranee, sembrerebbe somigliare, prescelta perché prevale sulle altre per la superiorità della sua perfezione e per una maggiore purezza, quella che porta via con sé è una porzione particolarmente prelibata di un pasto che prevede parecchie pietanze, e la sua prediletta non sta tra quelle già preparate, presenti sulla tavola apparecchiata, ma viene portata, non posta in un piatto appoggiato sopra un vassoio, ma dentro un braciere, uscita dalla cucina non proprio pronta ma all’incirca, predisposta per esserlo, propensa a trasformarsi, sul punto di diventarlo, non più cruda e non ancora cotta. Essendo Zeus il signore della molteplicità e della fecondità, tra i suoi figli si formano suddivisioni e sottinsiemi di fratelli/sorelle la cui aria di famiglia varia aprendosi a ventaglio in un’ampia gamma di gradazioni che va dall’affinità tra i gemelli Apollo e Artemide, all’antipatia tra alleati tra i quali c’è accordo sul cosa ma non sul come ( ad esempio tra Atena e Ares, entrambi signori della guerra – quello è il colore, ma ciascuno lo ha con la sua sfumatura : lei strategia, lui sfondamento ), fino all’antagonismo tra avversari antipodici come Afrodite e le tre vergini Artemide, Atena e Persefone. Il trio è compatto soltanto nel contrapporsi alla quarta, in quanto la sola caratteristica che le accomuna è quella che suscita l’ira e l’ostilità della dea dell’amore, capace soltanto di rapporti fondati sulla passione ed esclusa da qualunque gruppo di amiche, e a maggior ragione da uno le cui componenti fanno doppiamente a meno dell’amore : all’interno, fra loro, perché non sono amanti ma amiche, e questo prescinde dall’amore ; all’esterno, con altri, perché non hanno un costo ( non sono in vendita, né per un cliente, né per un corteggiatore ) e questo respinge l’amore. La verginità di Artemide e Atena è relativa : Artemide la cacciatrice è chiusa all’amore ma aperta all’agire, Atena la conoscitrice è chiusa all’amore ma aperta al sapere. La verginità di Persefone è assoluta, verginità all’esistenza, chiusura alla vita : prole snaturata di un padre mondano ( espansivo, esibizionista, esuberante ), è fuori dal mondo ; nella rete delle relazioni parentali occupa un posto a parte, perché non ha preso dai suoi genitori : la sua fisionomia, influenzata da caratteri ereditari recessivi, ricorda più quella di suo nonno, e quindi, anche se indirettamente, di uno dei suoi zii ; tanto più legata a una persona quanto più ne è lontana, è nipote più che figlia ; immune al contagio per contatto, più che con chi, con la sua conversazione e la sua vicinanza, le fa compagnia ( ma senza mai comunicarle qualcosa che la coinvolga, qualcosa che valga la pena ascoltare, qualcosa che richieda una risposta, qualcosa con cui si possa concordare o a cui si debba controbattere, e invece le bocche si aprono a vanvera, come se chi chiacchiera facesse un esercizio di respirazione, come quello fosse il solo sistema che conosce per non soffocare ) ha confidenza coi due membri di cui non ha mai visto nemmeno l’immagine in qualche ritratto di famiglia, con cui non ha mai parlato e di cui nessuno le ha parlato mai, perché sono quelli che non vengono mai invitati a partecipare a concili e conviti, a festeggiamenti e banchetti, a celebrazioni e ricorrenze, a compleanni e matrimoni, a duelli e divorzi, perché c’è di mezzo la storia di un vecchio torto perpetrato a loro danno, un testamento tradito, un’appropriazione indebita, il ramo principale della dinastia infangato per coprire l’infamia di tutte le diramazioni collaterali, discendenti dai cadetti, coalizzati contro il capostipite, con la montagna di melma e di merda sotto cui è stata sommersa la tenuta fondiaria del proprietario terriero, il suo castello trasformato in cimitero monumentale, i corridoi in catacombe, le antiche pareti del palazzo utilizzate come fondamenta e il vecchio tetto come pavimento su cui i burini-arricchiti/cafoni-rifatti edificarono la loro nuova reggia.

La giustificazione ufficiale è che fu necessario dichiarare l’infermità mentale del nonno e farlo rinchiudere in un manicomio criminale con l’accusa di cannibalismo. Gira questa diceria, e chi la fa circolare, se durante i suoi parecchi passaggi nei paraggi, nessuno si accorge che arriva ed accorre a trattenerla prima che raggiunga una vicinanza eccessiva alla sorgente della voce, si volta dall’altra parte per non emettere onde sonore in una direzione che intersecherebbe quella seguita da lei, che bisogna salvaguardare dalla scoperta dell’incresciosa vicenda del mangiamarmocchi, affinché non ne sia scandalizzata, magari addirittura sconvolta, e rimanga rinchiusa nell’infantile incoscienza, che la fantasia delle persone adulte immagina contenta, perché non essendovi più confinate, non ne percepiscono più la natura costrittiva, che lo sguardo attuale, ampliato da esperienze posteriori, applicato a ritroso al ristretto orizzonte di allora, scrostando, del rivestimento appiccicato alle pareti, la stratificazione che all’epoca era consistita in un intonaco di ostacoli ottici e in una verniciatura di accecante opacità, ha trasformato in vetrate che la luce può attraversare, e sono portate a fare l’addizione tra il ricordo delle cose passate e il rimpianto per le occasioni perdute, compiendo un’operazione manipolatoria di matematica mnemosensoriale, il cui risultato è una confusione tra i modi verbali indicativo e condizionale, ottenuta saltando il congiuntivo, che ne è il collegamento, cancellato come un’opzione non obbligatoria, e per adattare l’uno all’altro, il primo è riplasmato in base al secondo, la speranza spostata, ogni aspettativa non più un’anticipazione ma un adempimento, ciò che ci si augura una cosa già accaduta. Zeus racconta come sono andati i fatti : ha salvato quasi tutti i suoi fratelli, perché è arrivato in tempo per tirarli fuori dallo stomaco del padre, prima che venissero digeriti, ma non abbastanza da salvarli tutti, perché quello che era stato il primo ad essere inghiottito, aveva trascorso lì dentro più tempo degli altri, e i succhi gastrici lo avevano ucciso. Li ha salvati tutti tranne uno, perché li ha trovati tutti ancora vivi tranne uno, e quell’unico, appena tirato fuori e trovato morto, l’ha subito sepolto. Ma Persefone ha il sospetto che l’abbia soppresso lui, che il suo cuore non avesse cessato di battere, e non fosse affatto un cadavere, ma un corpo ancora animato, ad essere messo nella bara, e calato nella fossa ; che Ade venne chiuso vivo da Zeus nella cassa da morto, e sigillato per soffocarlo, approfittando del fatto che era caduto in un sonno così profondo da sembrare non un dormiente ma un defunto, e non si era difeso, come se davvero l’abbassamento delle sue palpebre non fosse dipeso dal buio, di cui era saturo lo spazio, pieno di occhi sbarrati, contenuto nello stomaco satollo di Saturno, simile a quello a cui è dovuto il ristoro notturno, e fosse invece immerso in quel riposo definitivo a cui nessuno stimolo può più arrecare alcun disturbo. Sotto l’adipe che tiene tiepido l’addome, Ade dorme. Siccome è l’unico che non ne è uscito sveglio, cosa gli sia successo durante quel lungo soggiorno, è un segreto che Zeus non ha rivelato a nessuno, non perché l’ha riservato a se stesso, ma perché non l’ha strappato al suo depositario, che ne è il dispensatore, che lo custodisce e lo può confidare, ma decide a chi no e a chi sì, e a che condizioni : in quale maniera, in quale momento, per quale motivo ( se per guadagno, a chi è disposto a dare quello che gli viene chiesto in cambio ; se per giustizia, a chi se ne dimostra degno ; se per generosità, a chi è in grado di star fermo tutto il tempo che necessita per fare da traguardo al movimento del regalo che gli hanno o gli dev’essere gettato ) ; ma per farselo svelare l’avrebbe dovuto svegliare ; affinché gli potesse spiegare in quale accezione del termine risulterebbe maggiormente esatto definirlo in letargo piuttosto che in agonia, avrebbe dovuto sprecare l’occasione favorevole alla sua uccisione, quella in cui facilmente sarebbe riuscito a legarlo, perché non essendo in sé non avrebbe reagito, e perciò lo poteva legare senza doverci lottare. Ciò che ha rinunciato a sapere è il significato dello spettacolo a cui assiste : quello non è lo spegnimento conclusivo di chi dà l’addio al suo calore organico, e innescando la spartizione di se stesso nei suoi costituenti basilari, e il loro sparpagliamento, va incontro alla piena sparizione, né quello ciclico di chi periodicamente dà l’arrivederci al freddo ambientale, e l’avvio alla sospensione metabolica, saltando una stagione, come una stazione tagliata e staccata dalla mappa della linea ferroviaria ; non è un coma irreversibile ma irripetibile : la catalessi della crisalide, il cui bozzolo è lo stomaco del padre, incubatrice dove avviene la seconda gravidanza, quella successiva al parto, in cui l’apparato digerente maschile prende il posto dell’apparato riproduttore femminile, l’esofago sostituisce l’utero, e la membrana della cavità della pancia paterna la placenta. Fra i figli di Saturno, Zeus e Ade sono gli estremi, ossia i due unici. Saturno è il dio del tempo e il tempo è fuoco. Dentro di lui è come un calderone dove quella gestazione è come una cottura che solo nel caso di Ade si è conclusa, invece Zeus è crudo, in quanto è il solo a non essere stato neanche infornato. Ma contrariamente a quella comune in cui il cibo viene reso commestibile, in questa cucina diventa indigesto. La seconda nascita neutralizza la prima. La prima è il passaggio da una negazione a un’affermazione : da non-vivente a vivente ; la seconda è il passaggio da un’affermazione a una negazione : da che-si-può-mangiare ( = mortale ) a immangiabile ( = immortale ). Saturno è il dio del tempo e il tempo è un treno ; il suo ventre è un vagone in cui si trovano tre passeggeri : uno guarda fuori dal finestrino, uno tiene davanti agli occhi la mappa in cui manca la meta, uno ha le palpebre abbassate. Quando il treno si ferma alla stazione dove Zeus è appostato e sta aspettando, il passeggero che guarda fuori dal finestrino lo vede e scende. Il passeggero che guarda fuori dal finestrino è il presente, i fratelli che Zeus trova svegli. Non è chiaro se il passeggero con le palpebre abbassate abbia chiuso gli occhi per un colpo di sonno o perché si è sentito male ed ha avuto un mancamento ed è svenuto o se ha avuto un arresto cardiaco o un collasso o un colpo apoplettico o un infarto, ma in ogni caso, a scanso di equivoci, viene soccorso ( cioè sottratto allo spazio da cui è sorretto dentro la cabina, e sommato a quello poco discosto che lo aspetta appena dopo il predellino alla fine del corridoio che attraversa la carrozza del convoglio, sotto la pensilina che sovrasta la banchina dirimpetto al binario ) ; il passeggero con le palpebre abbassate è Ade, il passato. Il passeggero che tiene davanti agli occhi la mappa in cui manca la meta è il futuro, che non si può fermare perché non si accorge di essere arrivato ; perché quando il treno rallenta, e si sente la voce che parla dal megafono dar l’annuncio che si avvicina al tal luogo che si chiama in tal modo, controlla sulla mappa e non lo trova ; e siccome il nome pronunciato non è una parola come FINE o META o MORTE, non capisce che quella è la sua destinazione ed interpreta, fraintendendone il senso, la stazione di sosta come battuta d’arresto trascorsa in una sala d’aspetto i cui frequentatori sono occupanti abituali stabili, e passanti le poltrone le pareti il pavimento… ; rimane sul treno che riparte ; e poiché resta – procede. Si va avanti non per inerzia ma per disattenzione e dimenticanza. La gente vive non perché abbia una “ragione per” ( o ci sia una “forza che spinge a” ) farlo, ma perché scorda d’essere morta. La metempsicosi non è vita proseguente ma morte prolungata. I rincarnati ci mettono millenni a morire. I rincarnati non sono i ritornati-alla ma i rimasti-nella.

Come i prezzi rincarati non sono “di nuovo cari” o “un’altra volta cari” ma “ancora più cari” e “sempre più cari”, così i rincarnati non sono “di nuovo carnei” o “un’altra volta carnei” ma “ancora più carnei” e “sempre più carnei”. L’oblio è l’attributo della vita, e la memoria della morte. Nel mondo dei vivi ciascuno è cosciente soltanto di ciò che lo circonda e lo concerne. Persefone passa giorni o mesi o anni a ripetere al suo rapitore che non può stare con lui perché sua madre ha bisogno di lei. A sua volta Ade passa giorni o mesi o anni ad offire una melagrana alla sua ospite obbligata, che rifiuta di mangiarla, perché la voce di Demetra, che piange e la chiama, le ha tolto l’appetito. Lui le spiega che a stomaco vuoto non ce la farebbe a coprire in salita la stessa distanza percorsa in discesa con la pancia piena. Ha a disposizione 2 cose capaci di fornirle energia sufficiente : una è quella che già le ha proposto, e l’altra è il fiume Lete ( non c’è bisogno di berne tutta l’acqua : ne basta una goccia ; ugualmente, non c’è bisogno di mangiare tutto il frutto : ne basta un chicco ) ; fra l’acqua del fiume e il frutto dell’albero esistono 2 differenze, una secondo l’effetto, e una secondo l’esempio : la differenza secondo l’effetto è che l’acqua del fiume fa dimenticare e il frutto dell’albero fa ricordare ; la differenza secondo l’esempio è che gli altri scelgono l’acqua del fiume. Persefone stacca un chicco alla melagrana e lo ingoia. Saluta suo zio, ma il suono che sente uscire dalle proprie labbra non è quello che pensava di pronunciare : attraversandone la bocca impregnata del sapore sprigionato tra la sua lingua e il palato dal succo schizzato sulle sue gengive dal chicco spremuto tra i denti, l’addio ( che è il saluto che si rivolge prima di allontanarcene a chi si abbandona con l’idea di non incontrarlo mai più ) si è trasformato in un arrivederci. Persefone è stupita da quella parola imprevista, ma un’ulteriore sorpresa sorpassa quella iniziale : il fatto che lui non lo sia. Perché prova che sapeva. La memoria è conoscenza del passato, non nel senso che sia conoscenza che ha per oggetto il passato, ma nel senso in cui la visione panoramica è conoscenza di montagna : quella che ottiene chi si mette in un posto di osservazione elevato come la cima di un monte. Così la memoria è la conoscenza che ottiene non chi si volta indietro verso il passato e lo guarda, ma chi si trasferisce dentro il passato. Come chi sta su una vetta montana può volgere lo sguardo all’orizzonte verso uno qualunque dei 4 punti cardinali o in una qualunque delle 4 direzioni intermedie insieme a cui costituiscono i petali della rosa dei venti puntati come gli indici di una mano ad 8 dita, così chi occupa una posizione arretrata lungo la linea dell’eternità può applicare la sua facoltà mnemonica come uno di quei 3 su 5 che sono orientabili ( la vista, l’udito, l’olfatto ) perché non sono sensi di prossimità ( il gusto e il tatto ) ad una qualunque delle 3 porzioni del tempo. Non è suo fratello Apollo ad invasare le sacerdotesse degli oracoli ( la pizia, la sibilla, etc. ) ma il fratello di suo padre. Apollo non è il dio dell’ispirazione ma dell’espressione : non il suggeritore che dalla buca nel palco sussurra all’attrice la parte da recitare, ma l’oratore che declama la versione verbale dei gesti e della mimica facciale di una scena muta, fornendone la traduzione simultanea nella lingua parlata dal pubblico in platea. I loro santuari sorgono in luoghi dove si aprono crepacci nella crosta terrestre da cui cominciano cunicoli che scendono fin nelle viscere del globo, collegando le 2 dimensioni reciprocamente ortogonali : la superficie orizzontale del pianeta ( parallela al cielo, che ne è l’estremo superiore, ma solo nel senso di strato più esterno ) e la profondità verticale. Il passato è ciò che il tempo ha portato dove il suo fluire finisce e depositato sul suo fondo fermo. Ade è l’unico fra i figli di Saturno il cui processo di crescente permanenza non è stato interrotto dall’intervento di Zeus, che sembrò salvifico ma fu sabotatore. Perciò è divenuto il passato in persona, sovrano della verità, che si scrive ἀλήθεια e si legge indimenticabilità. Persefone va via chiedendosi cosa la possa spingere e per quale ragione può avere attuazione quell’augurio e lei si potrebbe recare a quell’appuntamento, e non gliene viene in mente nessuna ; ma a casa la trova : non hanno sentito la sua mancanza. Ad accoglierla non è uno sbalordito bentornata ma un banale buonasera, come se appena poche ore prima, ad accompagnarla alla porta a cui si avvicinava per uscire subito dopo aver fatto colazione, fosse stato il solito buongiorno. Come se non avesse passato giorni o mesi o anni a ripetere al suo rapitore che non poteva stare con lui perché Demetra aveva bisogno di lei. E il lamento materno ? Un’invenzione della sua immaginazione ? O piangeva per motivi suoi ( la vecchiaia, una malattia, etc. ) ? La percezione giusta ma sbagliata l’interpretazione ? Per accorgersi che qualcuno non c’è bisogna averne memoria. Ma chi vive è ( participio passivo del verbo prendere : ) preso dal presente ( : participio attivo del verbo prendere ) ; la vita è menzognera a causa della sua mutevolezza, bugiarda come una banderuola al vento, e traditrice. Fedele è soltanto la morte, che una volta che ti abbraccia non ti lascia mai più. Quando lei era laggiù si ricordava di loro che erano quassù e non si ricordavano di lei che era laggiù, ma ora che lei è quassù si ricorda di lui che è laggiù, e sa che lui che è laggiù si ricorda di lei che è quassù. E la aspetta. Per lei il vincolo della famiglia è simile a un fermaglio che sostituisce la rilegatura mancante al copione della sua commedia, sola cornice comune ( in una biografia si trova un po’ di tutto, tranne una trama ) che assicura, pur nel costante cambio di costume, se non coerenza, coesione alle battute successive e allestimenti per i vari atti che ne sono i tanti quadri quotidiani, e fa sì che sia leggibile senza sfasciarlo sfogliandolo e spargerne le pagine. Ancora per poco. Si adempie così la profezia che Prometeo incatenato affidò ad Hermes affinché la riferisse a Zeus, a proposito di nozze il cui frutto sarà la fine del suo dominio. Poiché alla richiesta di fornire una spiegazione convincente e comprensibile alle sue parole il titano si era rifiutato di rispondere altrimenti che ribadendo il minaccioso avvertimento, il messaggero ha fatto l’ambasciata lasciando a quel comunicato l’ambiguità caratteristica di ciò ch’è attinto all’archivio anteriore, in condizioni di conservazione ottimizzate per consegnarlo alla lettera, senza una macchia né refusi testuali, con i segni di punteggiatura inalterati, corrispondenti alle interiezioni e interruzioni e intonazioni originarie del discorso orale, senza aggiustare un apostrofo o un accento né aggiungere un commento o una nota chiarificatrice, cadendo nello stesso errore ( commesso da colui che subiva il castigo per aver rubato il fuoco agli dei per regalarlo agli uomini ) : credere che sia possibile l’applicazione di una forza che non implichi un’appropriazione dell’oggetto, ma che ne permetta il passaggio da un punto ad un altro, senza che nessuno dei piani infiniti a cui appartiene il segmento che li unisce faccia da superficie d’appoggio per lo spostamento, e nemmeno lo spazio tridimensionale vuoto che ci sta avvolto attorno gli rimanga appiccicato addosso, e che il suo portatore non abbia bisogno di stringerlo tra i polpastrelli o sorreggerlo col palmo dell’arto afferrante, come se lo si potesse togliere a chi ce l’ha ma senza prenderlo, e porgerlo a chi ne è privo ma senza tenerlo. L’effetto è che sull’Olimpo non hanno capito. Eccetto Persefone, adesso, in quest’attimo esatto.

Ed ora che le è risalito in gola si rende conto che a lui quell’addio non l’ha detto, sia per sostituirlo con un arrivederci, sia per tenerselo, per conservarlo nei propri polmoni, perché è riservato a loro, a quelli che sono quassù : « Addio miei genitori ! Addio miei fratelli ! Addio mie sorelle ! Addio ! Da oggi Zeus ha una figlia in meno, ma da domani Ade avrà una sposa ! Addio ! Da oggi gli dei hanno una principessa in meno, ma da domani i morti avranno una regina ! Addio ! » La profezia di Prometeo non è un’apocalisse messianico-millenarista come la predicazione di Gioacchino da Fiore circa la sequenza delle epoche da quella del Padre a quella dello Spirito Santo attraverso quella del Figlio ( come se Gesù di Nazareth, invece che “nessuno va al Padre se non attraverso il Figlio”, avesse detto : “nessuno va dal Padre allo Spirito Santo se non attraverso il Figlio” ), che annuncia un Diluvio-Universale o la Fine-del-Mondo e il Giorno-del-Giudizio. Il governo di Zeus ( come quello del demiurgo Yaldabaoth nello gnosticismo di Basilide, Carpocrate, Cerinto, Elcasai, Eracleone, Mani, Marcione, Teodoto, Valentino e altri, o di Brahma declassato a divinità di second’ordine e rango inferiore rispetto alla sua prefigurazione vedica Prajapati, sia nella dottrina del Buddha Gautama Siddhartha Sakyamuni che nella concezione shivaita ) non ha un termine cronologico ma un limite cosmologico. Il frammento di Eraclito di Efeso « Ade e Dioniso sono lo Stesso » può avere il generico senso immanentista/monista/panteista che gli viene di solito dato, oppure potrebbe avere un significato specifico ( che non riguarderebbe una presunta identità tra tutti gli dei, ma in particolar modo tra quei due ) analogo all’affermazione « Io e il Padre siamo Uno », fatta da Cristo a titolo proprio e col verbo coniugato al plurale ma in prima persona, non riferita all’umanità o all’universo come archetipi dell’inconscio collettivo, canalizzazioni di angeli custodi e spiriti guida, costellazioni familiari, cronache dell’akasha, legami karmici, legge dell’attrazione, sincronicità delle coincidenze significative, e blablabla… Quando venne alla luce Dioniso, Zeus se ne attribuì la paternità, e lo registrò all’anagrafe facendolo risultare come nato da Semele, un’amante che aveva carbonizzato e incenerito per evitarne l’autopsia, che se fosse stata effettuata, non riscontrando tracce recenti di parto, avrebbe confutato la sua certificazione. Dioniso è figlio di Ade e Persefone, ed è il dio dell’allucinazione, della cattiveria, della collera, del deliro, del dilaniamento, della disperazione, della distruzione, del divoramento, del dramma, del dubbio, dell’ebbrezza, dell’eccesso, dell’entusiasmo, dell’estasi, dell’euforia, della follia, della malvagità, della mania, dell’orgasmo, dell’orgia, dell’ossessione, della rabbia, del sadismo, del suicidio, della vendetta, della violenza… – tutti effetti che la morte ha sulla vita, tutti gli aspetti che assume la morte apparendo alla vita, incontri della vita con la morte in cui s’imbatte, incursioni della morte che irrompe nella vita, punti esclamativi curvi, piegati, storti, che non danno voce solo all’ammirazione, alla meraviglia, alla sorpresa, allo stupore, ma insieme all’orrore e al terrore ( il “Timore e Tremore” di Søren Kierkegaard ), e somigliano al punto interrogativo che chiude la vita, che è una domanda, la cui risposta è l’essere-per-la-morte di Martin Heidegger, e ( parafrasando il nome dell’arcangelo Michele, epiteto = “Chi come Yahweh” ) la cui formulazione è : « Chi più di Zeus ? »

Vittorio Varano

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Categorie: Tradizione

Pubblicato da Ereticamente il 2 Maggio 2020

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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