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Geopolitica della Globalizzazione – Roberto Pecchioli

Geopolitica della Globalizzazione – Roberto Pecchioli

È il momento della politica, nel senso più alto, completo e nobile del termine. È il momento della polis, ovvero della decisione comune, della conoscenza, della partecipazione. È, nello stesso tempo, l’ora della metapolitica – l’attività culturale che si situa al di là della politica contingente e la precede – e della geopolitica, l’analisi dei fenomeni alla luce degli interessi strategici di lungo periodo degli attori economici, finanziari e istituzionali.

Una pandemia pressoché universale non può essere osservata con i soli strumenti della tecnica e della medicina, né analizzata con criteri di breve periodo, gli stessi che – sommati – ci hanno portato nell’imbuto tragico della globalizzazione e del nuovo ordine mondiale. Occorre una visione alta e altra, che sappia anticipare e comprendere fenomeni che si svolgono sotto i nostri occhi con rapidità incredibile; abbia la capacità di suscitare la riflessione e elevare la soglia di attenzione ed allarme al di là dell’emergenza sanitaria e del giustificato timore che provoca in ciascuno di noi.

Citiamo due meccanismi che stanno cambiando il mondo da un giorno all’altro: la fulminea, contemporanea attivazione, nell’intero Occidente, di autentici “Ministeri della Verità” di orwelliana memoria, incaricati di diffondere, attraverso campagne di informazione di inudita pervasività sui media controllati dal Sistema, la narrazione ufficiale sulle vicende riguardanti il virus Covid 19, e screditare, cancellare, colpire penalmente le visioni alternative, i portatori di dissidenza, visti ormai come nemici da additare, colpire, abbattere.

L’altro elemento è l’abolizione di fatto dei parlamenti, chiusi o messi in condizione di non poter neppure discutere – non diciamo sottoporre a votazione – le decisioni governative, influenzate in larghissima misura da organizzazioni “tecniche” transnazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, all’ombra di interessi immensi, come quelli dei mercati finanziari e delle multinazionali chimiche e farmaceutiche (Big Pharma). Ovunque, non solo chi dissente, ma chiunque osi chiedere chiarimenti, ponga e si ponga domande, è ormai trattato come un untore. Va quindi tolto di mezzo, gli vengono revocati immediatamente i diritti detti “costituzionali”, tra gli applausi delle masse impaurite, l’ex opinione pubblica.

Abbiamo quindi pensato, finché è possibile senza essere sottoposti a processo, di diffondere alcune visioni non conformiste, divulgare una vera e propria “geopolitica del coronavirus”, nella speranza di provocare un sussulto in una parte dell’opinione pubblica, quella più portata all’approfondimento, in grado, nel tempo, di influenzare settori sempre meno ristretti della popolazione. Gettiamo un sasso nello stagno, nella speranza che i cerchi nell’acqua torbida e stagnante producano un benefico scossone. Il nostro sforzo inizierà con la proposizione, debitamente annotata, di interventi e interviste particolarmente significative di personalità di vario orientamento, unite dalla comune estraneità agli ambienti del pensiero unico dominante.

Iniziamo con un ampio stralcio, adattato alla sensibilità dei lettori italiani, dell’intervista apparsa sul sito di lingua francese <strategika.fr>, rimbalzata ampiamente in rete, concessa dall’analista di scenari, docente e scrittrice Valérie Bugault. I contenuti e le idee espresse impegnano ovviamente chi le ha espresse, ma il pensiero libero e critico ha il dovere di conoscere e diffondere ogni filone culturale presente nel dibattito internazionale. È la nostra risposta ai tentativi sempre più pesanti di intimidire, limitare o direttamente ridurre al silenzio e all’illegalità il vasto, articolato dissenso presente nelle nostre società. Diffondere, fare rete, è il primo passo per un contropotere che diventa guerriglia culturale. Dedichiamo il nostro sforzo a un intellettuale, esperto di geopolitica, militante e soldato politico fiorentino, Carlo Terracciano (1948-2005), la cui cultura, lungimiranza, visione insieme etica e strategica, ci mancano in modo particolare nel decisivo momento storico che stiamo attraversando.

Valérie Bugault è laureata in giurisprudenza alla Sorbona e avvocato. Dal 2009 ha cessato l’attività forense per dedicarsi alla diffusione al pubblico dei risultati dei suoi numerosi lavori di ricerca. Oggi è analista geopolitica (economica, legale e monetaria) e docente. I suoi ambiti di ricerca sono le istituzioni – nazionali e internazionali – la moneta, gli affari e il funzionamento dell’economia globale. È autrice di quattro libri: “Dal nuovo spirito delle leggi e della moneta”, scritto in collaborazione con Jean Remy, pubblicato nel giugno 2017; La nuova impresa (luglio 2018); Le ragioni nascoste del disordine mondiale “, una raccolta di articoli, uscita il 30 marzo 2019; Domani dall’alba … rinnovamento (settembre 2019) (1)

Strategika: [Sul Coronavirus] si leggono molti elementi contraddittori in base alle diverse fonti di informazione disponibili, o secondo l’opinione dei professionisti della sanità. Qual è, secondo lei, la realtà effettiva di questa pandemia?

Valérie Bugault: Come dice il nostro amico Lucien Cerise (2), dobbiamo distinguere tra la realtà sensibile nel mondo reale e la narrazione dei fatti trasmessi. Ecco le sue testuali parole: “In Francia, e più in generale in Occidente, la crisi sanitaria del coronavirus rappresenta un caso pratico di ingegneria sociale e di governance attraverso il caos. Ritroviamo la stessa struttura della “minaccia terroristica”: un misto di realtà e finzione, combinata con due noti stratagemmi: il pompiere piromane e il triangolo di Karpman (3). Sulla miscela di reale e finzione, sottolineata nel suo ultimo libro dal professor Raoult (4) – per l’occasione discepolo di Jean Baudrillard – i sostenitori di “tutto è reale” hanno torto, come i partigiani di “tutto è finzione”. Solo perché la versione ufficiale della crisi del coronavirus è falsa non significa che non vi sia epidemia; allo stesso modo, non è perché la versione ufficiale degli attacchi terroristici è falsa che gli attacchi non hanno avuto luogo. Gli eventi esistono: è la narrazione esplicativa ad essere falsa, non gli eventi. L’analisi della crisi attuale rivela anche l’applicazione delle tecniche del pompiere piromane e del triangolo di Karpman, vale a dire il gioco di ruolo tra carnefice, vittima e salvatore. Le autorità lasciano che la crisi prenda piede o addirittura la favoriscono, volontariamente o involontariamente. Nella realtà, il potere occupa di volta in volta il ruolo dell’incendiario e del carnefice. Poi, una volta che l’emergenza è in pieno svolgimento, ci salverà dalla crisi da lui stesso messa in piedi, come un pompiere spegne il fuoco appiccato da egli stesso furtivamente.

Siamo di fronte a una sorta di dissonanza cognitiva globale, poiché i fenomeni che affrontiamo ricevono, nel migliore dei casi, una o più spiegazioni parziali, contraddittorie e/o errate, che non consentono l’accesso intellettuale all’intero fenomeno. In realtà, la metodologia seguita nella copertura di questa crisi di coronavirus è simile a quella che ci viene imposta in generale per guidare i processi intellettuali: sequenziamento e frammentazione della conoscenza, una sorta di fordismo applicato a tutta la scala della conoscenza. A ciò si aggiunge un altro fenomeno di frammentazione e isolamento delle popolazioni: gli ambienti medici frequentano poco o niente gli altri gruppi sociali, ognuno dei quali rimane nel proprio perimetro di organizzazione della società. Pertanto, i risultati e le esperienze degli uni e degli altri sono impermeabili; il loro unico punto di contatto è il consumo. Così, riceviamo feedback, retroazioni provenienti dal mondo medico, altre dalle organizzazioni internazionali, altre ancora dai diversi paesi del mondo. Alcune fonti sono inerenti alle strutture governative e istituzionali, altre provengono dai media detti indipendenti che contraddicono, in tutto o in parte, le altre.

Infine, per vederci chiaro, è necessario rimettere ordine, vale a dire gerarchizzare e contestualizzare i fenomeni; poi, occorre che la gerarchia fissata sia pertinente. Nell’ordine abbiamo: la comparsa di Covid 19 pressoché improvvisa in Cina, paese storicamente colpito da questo tipo di virus. Quindi una serie di notizie allarmistiche, in forma di ecatombe. Poi il virus si diffonde sulla superficie del globo (5) mentre si viene a conoscenza che la Banca Mondiale aveva programmato, a partire dal 2017, l’emissione di titoli specifici in caso di pandemie. Quindi una litania di paesi colpiti e innumerevoli popolazioni confinate per combattere, presuntamente, la diffusione del virus. Intanto le vittime si moltiplicano e i servizi ospedalieri soffocano per l’afflusso di persone da esaminare o da curare. Tutto ciò in un contesto geopolitico molto specifico in cui il potere economico cinese, ormai giunto a maturazione, si è alleato con il potere militare russo per contrastare l’egemonia americana.

Ciò che non viene detto in questa sintesi è l’essenziale: gli USA e i suoi alleati, quanto meno dall’inizio del XX secolo, non sono governati dalla politica, ma da un cartello di imprese ed interessi guidato dalle principali banche di investimento globali che hanno sede alla City di Londra dai tempi di Oliver Cromwell. In realtà, gli Stati occidentali non esistono più perché sono stati privatizzati da quando il controllo delle loro monete è caduto nelle mani dei banchieri privati, il che spiega, in Europa, la comparsa di istituzioni europee, che sono soltanto la formalizzazione politica di questa cattura dei popoli da parte di interessi privati. Se si prendono in considerazione tutti questi elementi, scaturisce un’immagine abbastanza chiara.

Nel quadro, emerge da un lato un virus molto contagioso che diventa pericoloso quando si deposita nei polmoni e nelle vie respiratorie. In molti casi, il virus è relativamente innocuo, produce sintomi più o meno fastidiosi ma non mette in gioco la prognosi di vita dei pazienti infetti. Didier Raoult, professore francese di fama mondiale specialista in virologia e infettivologia, ha formulato ipotesi di lavoro confermate da specialisti cinesi che hanno curato il virus, oltreché da un autorevole professore senegalese, Moussa Seydi, che si è trovato ad affrontare il virus Ebola. Il trattamento raccomandato non è costoso (perché brevetti molto vecchi sono diventati di dominio pubblico); non è efficace al 100 per cento, specie se somministrato in ritardo. Questo è, in sostanza, ciò che è importante ricordare.

Dall’altra parte del quadro, ci sono medici stipendiati (il più alla moda attualmente è la sulfurea Karine Lacombe che dilaga sulle maggiori catene di comunicazione, multi-stipendiata dalle lobby farmaceutiche), l’intero apparato statale e le sue istituzioni sanitarie, tutti collegati, direttamente o indirettamente, alle lobby farmaceutiche, all’attacco per squalificare il lavoro degli eminenti specialisti sopra descritti. (6) Senza dimenticare il fatto che la campagna presidenziale di Macron è stata parzialmente finanziata da Big Pharma.

Inoltre, ne accenno solo brevemente, poiché l’elenco sarebbe davvero troppo lungo, tutte le attuali decisioni politiche sono prese in contrasto con l’obiettivo ufficiale di arginare l’epidemia, dalla classificazione tra le sostanze velenose di un farmaco da banco venduto liberamente per decenni, il rifiuto di concedere autorizzazioni amministrative ai ricercatori che offrono test per rilevare l’infezione da coronavirus, il rifiuto dell’aiuto proposto dagli industriali per la produzione di respiratori. Aggiungiamo a questo, per completare il quadro, la decostruzione metodica del servizio sanitario pubblico, che va dalla liquidazione delle scorte di materiali, alla diminuzione dei posti letto, al taglio del personale ospedaliero, fenomeni aggravati sotto la presidenza Sarkozy. (7)

Questa tragedia sanitaria rivela chi sono i veri attori politici nascosti dietro la maschera dello Stato! Ci si rende conto, oggi meglio di ieri, che lo Stato è vincolato ad interessi privati ​​che raccomandano rimedi molto costosi, anche inefficaci, in attesa del futuro vaccino obbligatorio. Nella corsa all’albero della cuccagna dei contratti pubblici e privati ​​per gli ingenti ordini di vaccini è in prima posizione Johnson & Johnson, che ha annunciato il 31 marzo che sarà in grado di testare il suo primo vaccino a settembre 2020. Altri laboratori sono in corsa per l’affare del secolo del futuro vaccino (8).

Ci sono due cose da sapere, tuttavia. In primo luogo, tutti i vaccini prodotti in fretta hanno storicamente dimostrato inefficacia e talvolta dannosità per la salute umana. In secondo luogo, è improbabile che sia universalmente efficace un vaccino contro un virus mutante come il coronavirus. Questo problema è aggravato dal fatto che la malattia Covid-19 coinvolge diversi ceppi diversi, ciascuno dei quali suddiviso in diverse varianti.

In altre parole, se il governo fosse onesto, non avrebbe compiuto le attuali scelte dilatorie, mentre le misure di contenimento rivolte alle popolazioni stanno diventando sempre più rigorose, ma non vengono osservate dai settori di popolazione residenti in aree senza legge e in accampamenti di immigrati. Inoltre, va notato che il governo francese, su raccomandazione delle Nazioni Unite, ha svuotato in modo massiccio e prematuro le prigioni, ma punisce con la reclusione i trasgressori che superano il tempo o il perimetro di camminata giornaliero autorizzato o che hanno dimenticato l’autocertificazione (9). Ci rendiamo conto di due elementi: la volontà dichiarata di proteggere le popolazioni nasconde una volontà subdola di metterle in stato di choc e di terrore per sorvegliarle in modo massiccio; l’anarchia sociale è organizzata dalle stesse autorità pubbliche, con il falso pretesto di fermare un’epidemia.

Strategika: Questa pandemia precede un collasso economico e sistemico? Più di 3 miliardi di persone sono chiamate a confinarsi dal mondo. Per la prima volta nella sua storia, l’umanità sembra far fronte in modo unitario a un comune nemico globale. Che cosa ti ispira questa situazione? Questa pandemia costringerà l’umanità ad adottare un governo mondiale come raccomandato da Jacques Attali durante la pandemia di influenza A nel 2009? Sempre nel 2009, Jacques Attali affermava: “la storia ci insegna che l’umanità si evolve in modo significativo solo quando ha davvero paura”. (10)

Valérie Bugault – In effetti, molte informazioni mostrano che la possibilità di una pandemia era prevista, per non dire attesa, da un certo numero di istituzioni e personaggi, tra i quali possiamo citare la fondazione Bill e Melinda Gates, il John Hopkins Centre for Health Security, il World Economic Forum, l’OMS, la Banca Mondiale, Jacques Attali, la rivista The Economist. In più, l’ex primo ministro britannico laburista Gordon Brown ha fatto appello apertamente alla creazione di un governo mondiale contro la pandemia. Quindi, siamo di fronte globalmente, mondialmente a una situazione inedita nella storia, in cui un piccolo gruppo di persone, nascoste dietro l’anonimato dei capitali e di istituzioni internazionali, guidate da alcuni grandi finanzieri privati, organizzano degli choc di sistema o ne traggono profitto per far avanzare la loro agenda globale di controllo politico, per l’istituzione di un governo mondiale. Per realizzarlo, devono preliminarmente sviluppare tra gli individui in generale e tra i dirigenti politici in particolare, il sentimento della necessità di una regolazione globale degli avvenimenti, Una pandemia è il fenomeno che risponde meglio a quel tipo di necessità. Dall’inizio, si può e si deve sospettare una manipolazione.

Inoltre, diventa sempre più evidente che il coronavirus deriva dalla combinazione di più virus naturali, operazione che potrebbe essere frutto di errori di laboratorio. Probabilmente non conosceremo mai il vero corso degli eventi che hanno portato alla diffusione di questo tipo di virus. Quindi, l’omogeneizzazione della risposta politica a questa crisi sanitaria in diversi paesi rende assolutamente necessario che i cittadini-vittime aumentino la vigilanza e stiano in guardia, poiché la manipolazione avanza nel contesto di una vasta privatizzazione degli Stati.

Bisogna insistere sull’imperiosa necessità di distinguere tra le informazioni ricevute. Non penso che dovremmo mettere sullo stesso piano la risposta politica cinese e quella dei paesi europei. Non bisogna dimenticare che la Cina, attuale oppositore vittorioso all’egemonia economica del blocco occidentale a guida NATO, è stata la prima nazione attaccata da questo virus. I dirigenti cinesi hanno pubblicamente accusato l’esercito americano di aver diffuso il virus sul loro territorio. Infine, dobbiamo ricordare che nel 2019 si sono verificati negli Usa due eventi estremamente importanti, che possiamo agevolmente collegare: una grave epidemia polmonare attribuita ai produttori di sigarette elettroniche; la chiusura di un laboratorio chimico (Fort Detrick) a causa di perdite.

È lecito immaginare che le conseguenze della perdita di materiale batteriologico, volontaria o no (non lo sapremo mai), sia stata artatamente rivelata dalla potente lobby del tabacco per eliminare un concorrente nascente ma minaccioso – l’industria delle sigarette elettroniche – con la benedizione di funzionari del governo, felici di scaricare le loro responsabilità. D’altra parte, bisogna tenere presente che i governi ufficiali sono sì privatizzati, ma molte persone oneste che lavorano in queste strutture non sono corrotte. Pertanto, anche in caso di perdita batteriologica da un laboratorio segreto, non possiamo essere sicuri che la perdita sia volontaria; potrebbe benissimo essere organizzata o sfruttata da infiltrati.

Inoltre, vorrei tornare all’esistenza di laboratori segreti di ricerca batteriologica. Il problema si pone negli stessi termini in cui è sorto nel campo delle armi nucleari: molti paesi hanno legittimamente dei laboratori di questo tipo senza che vi sia alcun dubbio sul loro utilizzo a fini offensivi. Allo stesso modo, molti paesi avevano e hanno armi nucleari, ma pochissimi li hanno usati a scopi offensivi. Conosciamo da molto tempo la propensione delle potenze anglosassoni e dei loro alleati a colpire le popolazioni civili, che in realtà non hanno, ai loro occhi, alcuna importanza, una specie di umanità in soprannumero, vedi le iscrizioni sulle pietre della cosiddetta Georgia Guidestones (11), gli studi del Club di Roma (12) e di altri. Il potere cinese non ha mai usato la bomba nucleare o qualsiasi altra arma di distruzione di massa. Gli Stati Uniti e i loro alleati lo hanno fatto, colpendo in particolare la popolazione civile.

Una volta spiegati questi prerequisiti e ripristinato il contesto, diventa possibile rispondere alla tua prima domanda. In effetti, il confinamento di persone sane porta un arresto brutale dell’economia. In funzione della durata, molti paesi, specie quelli indebitati, potranno rimettersi solo tra enormi difficoltà. La loro ripresa dovrà con tutta evidenza accompagnarsi a profonde modifiche del loro funzionamento interno. I sedicenti benefici della globalizzazione economica, che ha reso ogni paese dipendente dagli altri, ricevono un’enorme smentita dalla crisi sanitaria che rende visibile l’immensa deindustrializzazione dei paesi detti sviluppati, non più autosufficienti in alcun settore. Si può quindi dedurre senza errore che ci sarà un “prima” e un “dopo” la crisi da coronavirus. Siamo collettivamente in un punto di rottura storica e le cose possono oscillare, a seconda della capacità di reazione dei cittadini, sia nel senso di un globalismo integrale (il governo mondiale), sia di una riacquisizione politica delle nazioni da parte dei loro cittadini.

Strategika: Come vedi l’evoluzione della pandemia e le sue conseguenze politiche e sociali nelle settimane e nei mesi a venire?

Valérie Bugault – O i cittadini si arrenderanno alla paura, oppure rifletteranno e capiranno che la paura è mantenuta dai loro leader in modo controllato e che tutte le decisioni consentono al coronavirus di diffondersi con facilità. Pertanto, negano alla popolazione l’accesso alle cure e ai medicinali utili a contenere il processo di contaminazione mentre mettono le persone in isolamento abbastanza a lungo da poter imporre – si tratta della concretizzazione della servitù volontaria – un futuro vaccino miracoloso. Questo vaccino potrebbe essere arricchito con sali di alluminio (che è diventato l’adiuvante obbligatorio), e RNA messaggeri (13), che consentirà di effettuare, in vivo e su larga scala, esperimenti genetici sul genoma umano. Soprattutto, il preparato potrebbe essere integrato da un chip sottocutaneo a tecnologia RFID. (14)

La fase della vaccinazione obbligatoria sarà assolutamente decisiva per garantire ai globalisti (banchieri, grandi industrie farmaceutiche e altri) il controllo diretto sulle popolazioni. Ognuno dovrà obbedire, pena l’impossibilità di accedere ai mezzi di sussistenza. A causa del collasso economico, è reale il timore che i mezzi di sussistenza non saranno in alcun modo collegati al lavoro produttivo individuale, ma piuttosto a un sussidio universale disposto da Stati fantoccio interamente agli ordini dei poteri finanziari. (15)

Strategika: Esiste una soluzione politica alla situazione che hai appena descritto e quale forma pensi che potrebbe assumere?

Valérie Bugault – È necessario partire dal principio naturale secondo cui ogni problema ha una soluzione a condizione di essere ben posto. Nel caso presente, certo che esistono soluzioni politiche, anzi le soluzioni possono essere solo politiche. In altre parole, solo un ritorno del potere pubblico degli Stati in mano ai cittadini potrà portare a un risultato. In caso contrario, assisteremo a un ulteriore accumulo di potere da parte delle oligarchie sovrannazionali, orientato a un governo mondiale nelle mani delle potenze finanziarie (16), mentre i popoli saranno condannati a essere drasticamente ridotti di numero, e i sopravvissuti ridotti in schiavitù.

Strategika: Come colleghi l’attuale crisi alla tua area di competenza e al tuo campo di ricerca?

Valérie Bugault – Questa crisi è legata al mio lavoro sotto diversi aspetti. Ho già menzionato la questione istituzionale dell’organizzazione degli Stati. L’altro collegamento molto importante riguarda gli attuali sviluppi monetari su scala mondiale. Ho spiegato più volte che la Brexit, di cui possiamo rallegrarci solo in apparenza, è stata avviata dai banchieri della City per avere libertà d’azione, svincolati dalla pesantezza istituzionale del UE, per gestire il cambio di valuta mondiale. Come previsto da Keynes (17) nel secolo scorso, il dollaro, nella doppia veste di moneta nazionale e mondiale, non era, dall’inizio, economicamente efficace. Pertanto, potrebbe essere programmata la sua fine. Il primo stadio fu il suo sganciamento dall’oro (gold standard) mentre il secondo stadio, a cui stiamo assistendo dal vivo, è la sua decorrelazione dal petrolio. Attualmente, la maggior parte dei paesi del mondo sono convinti dell’inutilità di mantenere il dollaro come valuta di riserva internazionale. Trump stesso sta tentando di fondere la Federal Reserve e il Dipartimento del Tesoro con l’obiettivo di creare, sul modello dello Yuan e del Renmimbi cinesi, due tipi di dollaro: uno interno e un dollaro valuta destinato a circolare sui mercati internazionali. Il reset monetario si sta quindi avvicinando rapidamente. Una valuta mondiale praticabile, controllata dai banchieri, potrebbe presto vedere la luce, sotto forma di un paniere di valute dalla circolazione interamente dematerializzata.

Aggiungerei che la fine del dollaro come valuta internazionale è la condizione indispensabile per la realizzazione di una valuta mondiale praticabile, almeno secondo i criteri operativi economici e monetari imposti dai banchieri internazionali. Tuttavia, la fine del dollaro come valuta mondiale suppone la fine dell’egemonia dell’impero americano. Di conseguenza, diventa facile capire che alcuni circoli di questo impero si oppongono violentemente a questo progetto che porterà alla scomparsa della loro posizione dominante. Questo settore di leader ribelli americani può essere descritta come patriottica. I loro peggiori nemici interni sono i globalisti apolidi, la cui testa si trova nella City di Londra, che lavorano dietro le quinte per l’avvento di un governo mondiale, il che suppone la scomparsa del Impero americano. Questa distinzione, essenziale per la corretta comprensione delle cose, tra leader patrioti e apolidi esiste anche in Cina e Russia dove il governo sembra essere guidato da globalisti mentre l’esercito sembra essere nelle mani dei patrioti, Putin è il punto d’unione delle due opposte fazioni. Per quanto riguarda la Cina, bisogna considerare la considerevole “purga” portata avanti negli anni, anche nelle più alte sfere dirigenti, per liberare l’apparato dello Stato dalle oligarchie “compratrici”, vicine alle cupole apatridi della City di Londra.

Pertanto, in questa lotta geopolitica, strutturata attorno alle questioni dell’organizzazione della catena di comando mondiale, non mi sembra che nulla sia ancora acquisito per entrambe le parti. È tuttavia possibile prevedere che la vittoria sarebbe schiacciante per i patrioti, a condizione che questi ultimi si alleino con il loro popolo e non cerchino di dominarlo, come è nella logica dell’altra fazione. Niente potrebbe resistere all’alleanza tra leader patriottici e popolazioni locali. È questa alleanza che temono i poteri globalisti. Si noti al proposito che le misure restrittive della libertà ordinate dai vari governi per combattere la diffusione del coronavirus vanno contro questa naturale alleanza che consentirebbe il successo dei patrioti sui globalisti.

Vedete che le cose non sono semplici, e che, decisamente, la pandemia di coronavirus arriva al momento giusto per supportare la strategia dei globalisti nel momento in cui si trovavano in una situazione di debolezza. D’altra parte, la pandemia consente aperture inaspettate per mettere in discussione la strategia globalista. Bisogna avere il coraggio di cogliere l’occasione. Le carte sono in questo momento nelle mani dei popoli. Essi hanno – fenomeno unico nella storia – la possibilità di riprendere in mano il loro destino, ovvero ristabilire i governi politici in sostituzione delle cricche serve delle potenze finanziarie. I popoli avranno ciò che meritano, riceveranno frutti benefici, ma solo se accetteranno di prendersi cura di se stessi, in cambio di un po’ di coraggio. Lo vorranno fare, accetteranno di compiere questo sforzo? La domanda è questa. Alla fine, le leggi di natura, tanto odiate dai globalisti, prendono il sopravvento e le cose possono rientrare nel giusto ordine. O combatteremo collettivamente per sopravvivere collettivamente, o sarà la fine della civilizzazione e della libertà, compresa quella di vivere e morire.

 

Note

1 Abbiamo tradotto letteralmente i titoli dei libri di Valérie Bugault (Parigi, 1970-) dei quali non è disponibile alcuna edizione nella nostra lingua. I titoli originali sono i seguenti: Du nouvel esprit des lois et de la monnaie; La nouvelle entreprise; Les raisons cachées du désordre mondial; Demain dès l’aube… le renouveau.

2 Lucien Cerise (1972- ) è un giornalista, filosofo, scrittore e polemista francese. Attualmente è sostenitore e uno dei teorici del movimento francese dei gilè gialli. Tra i suoi libri, Oliganarchy (Oliganarchia) e Merchandiser la vie humaine (mercificare la vita umana), non disponibili nella nostra lingua.

3 Nella teoria dei giochi e nell’analisi psicologica transazionale, è noto lo schema detto Triangolo di Karpman, dal nome di Stephen Karpman che lo teorizzò nel 1968. Si tratta di uno schema a triangolo rovesciato (il triangolo drammatico) ai cui vertici si trovano i tre possibili ruoli ricoperti dai due membri della relazione: Salvatore, Persecutore o Vittima. Secondo tale analisi, il dramma si consuma quando qualcuno passa da un ruolo a un altro.

4 Il professor Didier Raoult è un clinico e docente universitario francese convinto che, se diagnosticato in fase iniziale, il Covid 19 può essere agevolmente curato attraverso il principio attivo della Clorochina, un noto farmaco antimalarico. In Francia è acutissima la polemica che lo oppone alle autorità sanitarie ufficiali, in particolare al ministro della sanità Agnés Buzyn, moglie di Yves Lévy, già presidente dell’Istituto pubblico di Sanità INSERM, un virologo dai molteplici interessi. La Buzyn ha fatto inserire la clorochina nell’elenco ufficiale delle sostanze velenose. Un conflitto di interessi che getta ombre sinistre sulla lotta contro il Coronavirus. È altresì noto che altri medici, specie in Italia, propongono l’uso dell’eparina, il diffusissimo coagulante, in finzione antivirus.

5 Resta ancora inspiegato come un virus nato e diffuso in una zona della Cina, propagatosi velocemente in gran parte del pianeta, non abbia raggiunto l’intero territorio nazionale, in particolare la capitale politica, Pechino, e quella economica, Shanghai.

6 Tutto il mondo è paese, al tempo della globalizzazione imposta. Il sistema ha dispiegato anche in Italia la potenza e l’influenza e la continua presenza mediatica dei maggiori esponenti delle istituzioni sanitarie, alcuni dei quali stanno diventando vere e proprie stelle della particolare società dello spettacolo montata attorno al dramma del Coronavirus. Uno di loro, il professor Roberto Burioni, è tra i promotori di una stretta sull’informazione con pretesti “scientifici”, avendo promosso una causa contro il sito anticonformista <byoblu.com>

7 Anche su questo punto, le analogie con la situazione italiana sono sorprendenti. Basta sostituire i nomi e il quadro si attaglia perfettamente alle circostanze di cui è vittima la popolazione italiana. Il globalismo frulla, omogeneizza e distrugge tutto ciò che trova.

8 La multinazionale chimica americana Johnson & Johnson non è sola. Oltre a diversi altri grandi e meno grandi centri industriali di ricerca, avanzano le ricerche finanziate dalla fondazione Bill e Melinda Gates, che propone il vaccino Ino-4800, “pronto per essere testato sui primi volontari”. Moderna, una start-up statunitense, lavora invece al vaccino detto RNA-1273, che sfrutterebbe una molecola di RNA (vedi nota 13) per trasferire informazioni genetiche nelle cellule e stimolare una più potente reazione immunitaria. In caso funzionasse, potrebbe battere il record assoluto di velocità: quattro mesi per la realizzazione di un vaccino sono un traguardo mai raggiunto prima, che straccia di netto il precedente detentore, il vaccino della Sars, per il quale ci vollero 20 mesi. (fonte: <corriere.it>)

9 Ancora una volta, verifichiamo la sinistra analogia tra le misure dei vari governi (uso di droni, controllo delle celle telefoniche, stretta di polizia, ecc.), tutte tese a limitare la libertà dei cittadini “normali”, a rimettere in libertà prigionieri pericolosi e a tollerare l’indifferenza alla legge nelle sempre più numerose enclaves di emarginati e di stranieri.

10 Jacques Attali (1943-), banchiere, scrittore, uomo politico francese di origini ebraiche. È uno dei maggiori esponenti e menti pensanti dell’oligarchia mondialista, consigliere di presidenti francesi, autore di libri in cui descrive un futuro dominato da un governo mondiale. È sostenitore di politiche di rigido controllo della popolazione e dell’eutanasia. In un’intervista del 2009, sostenne che “una piccola pandemia” avrebbe potuto aiutare l’instaurazione di un governo mondiale.

11 La Georgia Guidestone è un monumento in granito sito nella contea di Elbert, nello Stato americano della Georgia. Su otto delle sue superfici è inciso un messaggio composta da dieci regole tradotte in otto lingue moderne. Secondo alcuni, i principi iscritti fonderebbero la teoria del NWO (Nuovo Ordine Mondiale). La proprietà del terreno e della stele non è chiara. Il testo delle “regole” è il seguente: Mantieni l’Umanità sotto 500 milioni in perenne equilibrio con la natura. Guida saggiamente la riproduzione, migliorando salute e diversità. Unisci l’Umanità con una nuova lingua viva. Domina passione, fede, tradizione e tutte le cose con la sobria ragione. Proteggi popoli e nazioni con giuste leggi e tribunali imparziali. Lascia che tutte le nazioni si governino internamente, e risolvi le dispute esterne in un tribunale mondiale. Evita leggi poco importanti e funzionari inutili. Bilancia i diritti personali con i doveri sociali. Apprezza verità, bellezza e amore, ricercando l’armonia con l’infinito. Non essere un cancro sulla terra, lascia spazio alla natura, lascia spazio alla natura. Un ulteriore messaggio è scritto in quattro lingue antiche, tra le quali è assente il latino: Lascia che queste pietre-guida conducano a un’era della ragione.

12 Il Club di Roma è un’organizzazione internazionale di stampo mondialista, fondata dall’italiano Aurelio Peccei. Nel 1972 pubblicò un famoso “Rapporto sui limiti dello sviluppo”, in cui prediceva l’esaurimento delle risorse naturali e proponeva tra le soluzioni una rigorosa politica di controllo della popolazione.

13 In genetica, L’ RNA messaggero, noto con l’abbreviazione mRNA o con il termine di trascritto, è un tipo di RNA (acido ribonucleico) che codifica e trasporta informazioni durante la cosiddetta trascrizione del DNA (acido desossiribonucleico). Il DNA è l’acido nucleico che contiene le informazioni genetiche indispensabili per lo sviluppo e il funzionamento degli organismi viventi.

14 La tecnologia RFID, Radio-frequency, identificazione a radiofrequenza), nel campo delle telecomunicazioni e dell’elettronica, è una tecnologia per l’identificazione e memorizzazione automatica di informazioni inerenti a oggetti, animali o persone, basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di alcune particelle elettroniche, chiamate tag e sulla capacità di queste di fornire risposte ad interrogazioni a distanza da parte di apparati fissi o portatili. L’impianto sottocutaneo di chip a radiofrequenze, già utilizzato per gli animali domestici, è una formidabile arma di controllo, sorveglianza e dominio a distanza.

15 Il dibattito sul reddito di cittadinanza, lungi dall’essere una proposta sgradita al sistema, è al contrario un preciso obiettivo mondialista. La cibernetica e la robotizzazione rendono sempre più ampia e strutturale la disoccupazione. Per evitare gravi scontri sociali, tenere sotto controllo la popolazione e alimentare un mercato di consumo, la Cupola non è contrario a che gli Stati paghino un reddito universale. Al di là di ogni considerazione economica o etica, l’obiettivo oligarchico è rendere i popoli sempre più dipendenti dal potere, affidando tuttavia agli Stati il compito di definire e distribuire il contributo.

16 Alla luce di quanto esposto nell’intervista e del contenuto delle due note precedenti, la Bagault sembra sottovalutare il ruolo attivo, nell’ambito delle oligarchie di potere, esercitato dai giganti della tecnologia informatica e digitale, nati e cresciuti all’ombra dell’apparato militare e industriale occidentale, in stretta connessione con il sistema di informazioni riservato di Usa, Gran Bretagna e Israele. Le più grandi corporazioni di Silicon Valley, cui va aggiunta Microsoft, sono note con l’acronimo Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon).

17 John Maynard Keynes (1883-1946), inglese, è stato l’economista più influente del XX secolo. Padre della macroeconomia, ha dato origine, attraverso il saggio Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, alla cosiddetta rivoluzione keynesiana, avversaria della teoria economica neoclassica. Sostenne la necessità dell’intervento statale nell’economia con misure di investimento, bilancio e politica monetaria, per consentire la piena occupazione, promuovendo una forma di economia mista , pubblica e privata.

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Categorie: Geopolitica

Pubblicato da Roberto Pecchioli il 16 Aprile 2020

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