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1940 l’Italia entra in guerra – Libero Ramponi

1940 l’Italia entra in guerra – Libero Ramponi

Un altro libro sulla Seconda Guerra Mondiale? Ma non s’è scritto a sufficienza?

Certamente!

Purtroppo si parla quasi esclusivamente di soldati, eserciti, mezzi e battaglie. I civili sovente scivolano nel “comodo” dimenticatoio.

Soprattutto si tende a ignorare che a tutt’oggi una città come Milano, nonostante la frenetica e idiosincratica corsa edilizia a demolire, ricostruire e restaurare (occorrerebbe seriamente chiedersene il motivo), conserva decine di rifugi antiaerei. Ma le tracce lasciate dal conflitto sono visibili anche nelle più di cento “scritte di guerra” che ancora campeggiano sulle facciate degli edifici d’epoca. Si tratta di simboli, come le note “frecce”, che indicavano alla popolazione inerme l’accesso del rifugio antiaereo e le sue uscite di soccorso. Altre, costituite da cerchi e da quadrati, segnalavano rispettivamente l’attacco per l’idrante e il canale sotterraneo attivo, ovvero la roggia coperta.

Molte di più se ne conservano nei locali interni e sotterranei: servivano a ricordare di non fumare, non introdurre animali, di stare seduti e calmi. Indicavano la direzione da imboccare per raggiungere il gabinetto, sovente costituito da un semplice paravento con un secchio al centro.

Inoltre oggi si passeggia, tanto in centro quanto in periferia, ignari di calpestare innumerevoli segni esagonali lasciati dagli spezzoni incendiari.

Oltre alle bombe di medio e grande tonnellaggio, quanti spezzoni incendiari furono sganciati su Milano? Qualcheduno afferma che siano stati più di centomila.

Scritto da tre speleologi, nel libro si parla di tutto ciò ed altro ancora.

Si principia ripercorrendo le tappe che dalla costruzione delle prime macchine volanti hanno condotto allo sviluppo dell’arma aerea.

Per quanto concerne Milano si parla del bombardamento del 1916 e di quelli subiti dal 1940 al 1945.

I cittadini inermi dove potevano trovare rifugio?

Prevalentemente nelle “trincee coperte” e nelle “cantine puntellate”. La documentazione d’epoca ricostruisce la storia del “Ricovero N° 87”, approntato dal Comune di Milano nei sotterranei della Scuola Elementare Rosa Maltoni Mussolini, oggi Primaria Giacomo Leopardi. Tale rifugio è diventato “museo di sé stesso” grazie alla perseveranza e alla lungimiranza della preside, la prof. Laura Barbirato. Le visite sono poi organizzate da MilanoGuida https://www.milanoguida.com/visite-guidate/altri-monumenti-milano/rifugio-antiaereo-87/

Tornando al libro, vi possiamo trovare (finalmente) alcune testimonianze di superstiti ai bombardamenti milanesi, ma pure il racconto di un abitante di Legnano, che all’epoca era solamente un bambino, il quale assieme alla madre è stato mitragliato a volo radente sul sagrato della chiesa.

Sono poi riprodotti numerosi documenti statunitensi desecretati, i quali tratteggiano il chiaro quadro della strategia adottata mediante il “terror bombing”.

Infine un capitolo è dedicato alla ricostruzione, con un accenno alla “Montagnetta di San Siro”, ovvero il “Montestella”, innalzato con le macerie degli edifici a cui erano mischiati i frammenti delle ossa di coloro che erano morti nei rifugi antiaerei.

Si parla inoltre, e soprattutto, delle abitazioni da destinarsi ai “senzatetto”, alcune delle quali denominate “Casette”, ancora oggi esistenti nel tessuto urbano.

Il tempo, come si suole dire, passa.

Ma il nostro passato è ancora presente.

 

Titolo: Bombardano Milano. Rifugio Antiaereo N° 87

Autori: Maria Antonietta Breda, Alessandro Calini, Gianluca Padovan

Formato: A5

Copertina: brossura

Pagine: 244 a colori

Immagini d’epoca, odierne, documenti, ecc.: 149

Prezzo: 25,00 €

 

Il libro si può acquistare presso la Libreria Militare ed è ordinabile anche online:

 

https://www.libreriamilitare.com/prodotto.php?id_prod=67653&id_cat=999

 

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Categorie: Recensione, Storia

Pubblicato da Ereticamente il 22 Aprile 2020

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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