fbpx

Iduna o il pomo del ringiovanimento – Umberto Bianchi

Iduna o il pomo del ringiovanimento – Umberto Bianchi

Un testo piccolo, ma denso di significati e di conseguenze che andranno dipanandosi negli anni a venire, quello di “Iduna o il pomo del ringiovanimento”, scritto da Johann Gottfried Herder e pubblicato nel 1796 sulla prestigiosa rivista diretta ed animata da Friederich Schiller “Die Horen”. Uno scritto che aprirà un intenso dibattito in un ambiente, quello proto-romantico, i cui protagonisti già da molto tempo, andavano ponendo le basi per un decisivo cambiamento di paradigma, per quanto atteneva il modo di intendere la mitopoietica. In questo senso, vi era stato un primo segnale con la pubblicazione nel 1788 da parte dello stesso Schiller de “Gli Dei della Grecia”, un testo poetico che descrive l’abbandono da parte degli Dei di un mondo, oramai inaridito dal verbo razionalista e da una parola, oramai ridotta ad arida e sterile affabulazione. La sua visione della mitopoietica, qui si esplicita nell’immagine della doppia valenza della Dea Venere, Citerea per quanto attiene alla sfera della bellezza e dell’amore, e quindi dell’arte, dall’altro quale Urania, terrifica e splendente nel suo razionale e perfetto porsi, a simbolo della sapienza filosofica. A far da ulteriore detonatore alla pubblicazione di “Iduna…”, “Il più antico programma di sistema dell’idealismo tedesco”, attribuito a Hegel, Schelling e Holderlin. Ciò che accomuna questi scritti, è l’idea di una diversa funzione della mitopoiesi, non più intesa quale pura e semplice narrazione arcadica o estetica che dir si voglia, bensì quale vera e propria maieutica, in grado cioè di corroborare e sostenere una rinnovata forma di razionalità filosofica, un vero e proprio “sistemprogramme”, incentrato sull’idea di una stretta connessione tra mitologia ed anima identitaria dei popoli tutti. La poesia ed il mito sembrano qui farsi, pertanto, i portatori di quella nuova razionalità, tanto nei “desiderata” illuministi. In Herder, in particolare, tale rivalutazione della mitologia, si era già manifestata nel 1766 con lo scritto “Vom neuern Gebrauch der Mythologie”, le cui conclusioni, però, portavano a confinare la mitologia in una sfera meramente estetica. In “Iduna” Herder, invece, prefigura un dialogo tra due istanze, a cui dà il nome e la personalità di due individualità, Alfred e Frey. Il primo convinto sostenitore dell’innovativo valore educativo della narrazione mitopoietica, il secondo, intriso di illuministico spirito, invece, nel suo ruolo di convinto assertore di una algida e fredda razionalità. Tra i due, il confronto si impernierà tutto sulla proposta di Alfred riguardante l’idea dell’adozione, da parte di poeti e letterati germanici, della mitologia nordica islandese al posto di quella ellenica poiché, a detta del primo, questa nulla avrebbe da invidiare, quanto a lirismo narrativo ed immaginazione, alla seconda. La mitopoiesi va così facendosi espressione di quell’anima “volkisch”, la cui centralità farà da sfondo all’intera narrazione dei vari esponenti del Romanticismo.

Ma qui sta il bello. Nell’ultima edizione commentata del testo herderiano, curato dalla Professoressa Micaela Latini e dal Prof. Michele Cometa, proprio in omaggio alle tendenze più “mainstream” dell’attuale pensiero filologico e filosofico a riguardo, si insiste sulla vocazione razionalista e progressista del pensiero herderiano, che viene, in tal modo, frettolosamente appaiato ai vari moti rivoluzionari a venire ed al contesto ideologico progressista. Volutamente si omette o si riduce a mera “degenerazione”, il fatto che, invece, il percorso del pensiero romantico non sia di natura meramente lineare, finalizzato alla realizzazione di una Gerusalemme Celeste in terra e di una sorta di utopia universalista bensì, decisamente “circolare”, ciclico, ci riporta alla capacità della sintesi poesia-mito, di risvegliare quegli archetipi che riposano negli abissi dell’inconscio di ogni popolo. E così, quella che, inizialmente, aveva la parvenza di un’algida e luminosa narrazione di stampo winckleriano, agganciata al carrozzone illuminista e positivista, una sorta di esotico vezzo della settecentesca “Enciclopedie”, va, invece, facendosi impetuosa ed irrazionale onda emotiva. Quello Sturm und Drang, che sconvolgerà i piani di chi avrebbe voluto un generale appiattimento dell’occidente, sugli stereotipi del nascente materialismo economicista.

Il linguaggio poetico riporterà, pertanto, sulla scena quegli Dei, sino ad allora rimasti celati dalle nebbie della Storia. La bella Freya, Odino che sacrificò un occhio alla sapienza, il marziale Thorr, il prode Balder, l’infido Loki, sono così tornati ad affacciarsi sul grigio proscenio d’Occidente, mentre il frassino Yggdrasill, alte avrebbe levate le sue fronde verso l’infinito, lasciando che i raggi di un Sole Nero, tornassero a baciare i volti di un popolo totalmente rinnovellato e centrato nella coscienza di quel “sé”, di quell’identità che, avrebbe costituito la linea di discrimine della incombente Modernità. In mezzo a due contrapposte visioni del mondo, (l’una intrisa di un omologante e meccanicista materialismo, l’altra di invece volta a dare un’anima ed un senso superiore alla realtà intera), sta un nuovo punto di discrimine, rappresentato da quell’ “io”, da quella piena coscienza del “sé”, per cui gli Dei sul proscenio della Modernità, finiranno con l’avvicinarsi sempre più a divenire proiezioni di quello stesso “sé”. La poesia finisce pertanto, con il farsi il principale linguaggio in grado di esprimere, con la sua potenza espressiva, l’ambiguità di un Occidente, sempre in bilico tra due visioni del mondo che, anche se contrapposte, rimangono irrimediabilmente e misteriosamente legate al destino di quest’ultimo…

UMBERTO BIANCHI

Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Tradizione

Pubblicato da Umberto Bianchi il 11 Marzo 2020

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Lascia un commento

    Fai una donazione


  • siamo su telegram

  • salve(LE) - 9 ottobre 20

  • disponibile alla ritter

  • Teurgia - libreria

  • fosforo e mercurio

  • la dimora del sublime

    Pio Filippani Ronconi 1

  • emergenza vaccini

    Vaccini: Cosa non conosciamo? Storia,tabelle e grafici mai visionati – Vacciniinforma

    di Ereticamente

    VACCINI: COSA CI È STATO OMESSO? Nella letteratura medica, si esaltano da sempre le virtù della vaccinazione. Dopo aver letto questi libri, si riman[...]

  • post Popolari

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
  • archivio ereticamente

    Tag

    Newsletter

g. casalino

c. bene

J. Thiriart

m.houellbecq

g. colli