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La Terra degli Anunnaki: fantasy ed arcaico esoterismo

La Terra degli Anunnaki: fantasy ed arcaico esoterismo

Presentiamo ai lettori di EreticaMente una pubblicazione e-book fantasy, La Terra degli Anunnaki, a cura di Francesco La Manno per le Edizioni Italian Sword&Sorcery Books (4,99 euro ISBN: 978-88-944696-2-2), collana Adompha n.3, con la partecipazione di Francesco Brandoli, Gabriele Campagnano, Giuseppe Cerniglia, Fabrizio Fangareggi, Alessandro Forlani, Claudio Foti, Gilbert Gallo, Andrea Gualchierotti, Alberto Henriet, Riccardo Maggi, Luca Mazza, Andrea Oliva, Jack Sensolini, Mirko Sgarbossa. La copertina è stata realizzata da Andrea Piparo e la grafica e l’impaginazione curata da Mala Spina.

Indicibili sovrani cosmici, divinità blasfeme per cui l’uomo non è che una marionetta di carne, nata per servire. Questi sono gli Anunnaki, la stirpe aliena giunta dal Grande Vuoto per prendere possesso dell’antica Terra fra i due Fiumi, la Mesopotamia. E in uno scenario dove empie piramidi di pietra e acciaio svettano contro i cieli stellati, e re millenari innalzano il loro scettro sopra il mondo primevo, agli uomini non resta altra scelta che inchinarsi o perire, assoggettati al volere di dèi senz’anima. É il tempo in cui ardono i sacri fuochi di Marduk, e il dio Enki raduna le sue schiere inumane. É il tempo degli Anunnaki!

L’introduzione al testo, “Anunnaki: l’arcaico pantheon sumerico, oltre le spurie interpretazioni ufologiche” è stata curata dal nostro Luca Valentini:

Se gli stessi Giorgio de Santillana ed Hertha von Dechend precisano come tutte le avventure si svolgano nei cieli ed ogni Dio spesso è associato ad una stella, è anche vero che nell’appendice 45 del testo in riferimento il famoso pianeta Neberu, da cui le fandonie ufologiche farebbero derivare la civiltà sumera, identificato probabilmente con Giove, altro non fosse che un riferimento spirituale ad una dimensione dello spirito necessitante per l’attraverso del fiume astrale, il pedaggio, similmente a quello dovuto ad Anubi, che si doveva pagare per l’entrata nel mondo nuovo dell’Essere, come la stessa etimologia del termine testimonia, le tappe successive e graduali, come descritte nei Libri dei Morti sia egizio quanto tibetano

La Redazione

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Categorie: Fantasy, Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 18 Febbraio 2020

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Francesco La Manno

    Grazie mille!

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g. casalino

c. bene

J. Thiriart

m.houellbecq

g. colli