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La Spada dei Samurai

La Spada dei Samurai

La spada dei samurai occupa sicuramente una posizione di primo piano nell’universo delle armi dell’antichità e certo la sua lama ne rappresenta l’indiscussa meraviglia. Purtroppo la letteratura occidentale nsull’argomento è generalmente molto scarsa nell’approfondimento delle partcolarità e delle problematiche. Il libro di Vanni Garrone, esperto di metallurgia e grande collezionista di “cose” giapponesi, cerca di rimediare almeno in parte alla situazione colmando molte delle lacune che oggi affliggono la specifica informazione.

L’attuale tecnologia dell’acciaio è spiegata nella sua parte essenziale per far capire al lettore le difficoltà e le problematiche che gli antichi forgiatori, essendone totalmente allìoscuro, dovevano affrontare. L’evoluzione dell’arma viene esposta in stretto rapporto con la storia del Giappone spiegando, ove esistenti, i motivi che di volta in volta portarono a modificazioni formali o tecniche. L’argomento lama viene trattato spiegandone la forgiatura stratificata, la struttura composita, la tempra differenziata e descrivendo tutte le parti caratteristiche scendendo anche nei dettagli tecnologici della struttura. In ultimo si presentano gli stili formali e tecnici che hanno caratterizzato le varie scuole nei secoli.

Una parte di particolare rilievo è stata data agli ideogrammi relativi alle firme dei maestri spadai e alla datazione delle lame, con la presentazione di più di 270 caratteri tracciati nei diversi modi con cui potevano essere scritti. Per quanto riguarda la montatura, essa è trattata con adeguate spiegazioni e molte illustrazioni dei vari componenti anche se il libro è essenzialmente concentrato sulla lama provando a svelarne i misteri e gli intimi segreti.

Vanni Garrone “La spada dei Samurai”

pag. 454 interamente illustrate a colori, euro 70,00

Ritter Edizioni (

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Categorie: Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 22 Febbraio 2020

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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