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I c o n o S o p h i a: la pittura filosofale di Alessandro Bulgarini – Luca Siniscalco

I  c  o  n  o  S  o  p  h  i  a: la pittura filosofale di Alessandro Bulgarini – Luca Siniscalco

E’ un luogo comune, oggi, parlare di “civiltà dell’immagine” (pensando ai nostri giornali, cinema e televisioni). Ma ci si chiede se, come tutti i luoghi comuni, anche questo non nasconda un radicale equivoco, un errore completo. Poiché invece di elevare l’immagine al livello di un mondo che le sarebbe proprio, invece che investirla di una funzione simbolica, rivolta al senso interiore, abbiamo soprattutto la riduzione dell’immagine al livello della percezione sensoria pura e semplice, e quindi la definitiva degradazione dell’immagine. Non dovremmo dire, dunque, che maggiore successo ottiene questa riduzione, più si perde il senso dell’immaginale, e più ci si condanna a produrre soltanto dell’immaginario ?  […] Se non siamo più capaci di parlare dell’immaginario eccetto che come “fantasia”, se non possiamo utilizzarlo o tollerarlo che così, abbiamo probabilmente dimenticato le regole e le norme e l’ordine assiale che sono responsabili della funzione cognitiva o immaginativa.”
[ Henry Corbin ]

Il 2020 si apre con I c o n o S o p h i a, una mostra in due atti del pittore Alessandro Bulgarini, concepita per far dialogare fecondamente arte, immaginazione, tradizione esoterica ed ermeneutica mitico-simbolica. L’esposizione, curata da Luca Siniscalco, sarà visitabile gratuitamente dal 29 febbraio al 29 marzo a Brescia, presso la Galleria di SpazioAref in Piazza Loggia n. 11f, e poi continuerà, dal 25 aprile al 10 maggio, a Firenze, presso la OnArt Gallery in Via della Pergola n. 57

I c o n o S o p h i a presenta una nuova analisi critica (dopo le mostre Ierofania del 2015, Codice Sincretico del 2016 e Alta Fantasia del 2017) della proposta visiva del pittore, da tempo focalizzata su approfondimenti iconografici legati ai temi del sacro e del simbolismo. Una introduzione alla pittura “eretica” ed “eccentrica” dell’artista bresciano è stata fornita dal curatore Luca Siniscalco, vecchia conoscenza di «Ereticamente», che così ha sintetizzato il testo critico da lui ideato per corredare, incrociando prospettiva estetica e fenomenologia religiosa, il progetto espositivo di Bulgarini:

I c o n o S o p h i a richiama alla mente il concetto di “iconografie di sapienza” e può essere inteso in senso ampio come la definizione di una ricerca pittorica focalizzata sull’approfondimento e la rielaborazione dei simbolismi e le iconografie delle varie Tradizioni, nonché di alcuni paradigmi legati alle domande fondamentali dell’uomo. In un periodo storico segnato da profonda instabilità sociale nonché da mutamenti epocali legati allo sviluppo delle nuove tecnologie da un lato, ed all’emergenza ambientale dall’altro, la riscoperta delle radici della propria cultura e di quella degli altri popoli (sulla scorta del profondo lascito intellettuale di autori del calibro di C.G .Jung, J. Hillman, M .Eliade, H. Corbin) diviene una necessità imprescindibile per poter affrontare le sfide del nostro tempo. La pittura, nel farsi nuovamente canale di diffusione di bellezza ma soprattutto di conoscenza e significati profondi, diviene occasione di meditazione e introspezione, nonché di dibattito culturale.

La pittura di Bulgarini si propone dunque come un tentativo inattuale, in senso nietzscheano – e pertanto attualissimo – di riportare l’immagine, nella sua dimensione figurativa più autentica, al centro della prassi artistica. Oltre certe iperboli concettuali e minimalistiche, colpevoli di privare l’arte della sua dimensione estetica – ossia sensibile, corporea e simbolica – ma nel contempo lontanissima da ogni malinconica rievocazione di un’arte mimetica e semplicemente decorativa, la poetica di Bulgarini s’impone mediante il riconoscimento della centralità dell’immagine.  La potenza espressiva dell’Icona, tradizionale strumento di collegamento fra visibile e invisibile, materia e spirito, immanenza e trascendenza, si manifesta in modo rinnovato nelle tele del pittore. Le quali sono tutte dirette a raffigurare – lo diciamo con le parole di Pavel Florenskij – «quelle immagini che separano il sogno dalla realtà, che separano il mondo visibile dal mondo invisibile ed in tal modo congiungono i due mondi».

La saggezza (sophia) dell’icona si rivela infatti nella sua essenza creativa, capace di condurre l’astante nel regno della meraviglia, nel territorio insondato e insondabile dell’originarietà. Di quella chimera chiaroscurale che non si mostra nello sperimentalismo a tutti i costi, come talora si è portati a credere, quanto piuttosto lungo i crinali del terreno dell’Origine, dell’appartenenza alla propria identità di essere umano, che, come ebbe a notare lo storico delle religioni Mircea Eliade, si realizza integralmente proprio laddove, come insegna un’etimologia filologicamente forzata ma densa di suggestioni, l’uomo si fa humus, ossia terra. I c o n o S o p h i a ambisce allora a squadernare la mente – ed il cuore – alla sapienza delle immagini, alla capacità, attraverso l’immaginazione, di riconnettere l’esperienza individuale a quella collettiva, la psiche personale all’anima mundi.

Di questa prospettiva estetica alta e impegnata si è voluto far carico, fra gli altri, Alessandro Bulgarini. La sua proposta pittorica non è d’altra parte un grido solitario e inascoltato, bensì un richiamo alla funzione fondativa dell’arte che rientra all’interno di un vivace dibattito culturale.  La pittura di Bulgarini è un segnavia lungo questo difficile, labirintico e affascinante percorso. Di contro a quella equivoca “civiltà dell’immagine” in cui, come ben intese Henry Corbin, «invece che elevare l’immagine al livello di un mondo che le sarebbe proprio, invece che investirla di una funzione simbolica, rivolta al senso interiore, abbiamo soprattutto la riduzione dell’immagine al livello della percezione sensoria pura e semplice, e quindi la definitiva degradazione dell’immagine»”.

Luca Siniscalco

 

I c o n o S o p h i a
mostra personale di Alessandro Bulgarini

29 febbraio | 29 marzo 2020
SpazioAref – Piazza Loggia 11/f – Brescia

Inaugurazione sabato 29 febbraio | ore 18:00

Finissage sabato 28 marzo | ore 18:00

Apertura: dal giovedì alla domenica | dalle 16.00 alle 19.30 (altri giorni su appuntamento)

Ierognosi e pensiero del cuore
due conferenze sul Mundus Imaginalis

Sabato 7 marzo 2020 ore 17:00
Luca Siniscalco: La pittura filosofale di Alessandro Bulgarini
Marco Maculotti: L’Immaginazione ed il sacro nel mondo moderno
Andrea Scarabelli: Il Nomos del Fuoco. La chiusura dei cicli

Venerdì 13 marzo 2020 ore 20:00
Claudio Marucchi: Archetipi e visione immaginale

25 aprile | 10 maggio 2020
OnArt Gallery – Via della Pergola 57/61 – Firenze

Inaugurazione sabato 25 aprile | ore 18.00

Finissage sabato 9 maggio | ore 18.00

Apertura: dal mercoledì al sabato – dalle 15.00 alle 19.00 (domenica su appuntamento)

 

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Categorie: Pittura

Pubblicato da Ereticamente il 28 Gennaio 2020

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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