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«Contro il pensiero unico imposto». A cura di Gianluca Padovan

«Contro il pensiero unico imposto». A cura di Gianluca Padovan

Vittoriano Peyrani, in questo inizio di Terzo Millennio, ha avuto la forza ed il coraggio di pubblicare il proprio pensiero.

Ottimo il titolo, straordinaria la citazione in quarta di copertina:

4^ di copertina

«Se pensate che ciò che conta sia il numero, allora neppure l’intera Grecia basterebbe, perché è poca cosa in confronto alla loro massa. Se invece conta il coraggio, allora anche questi pochi uomini sono sufficienti» (citazione da Plutarco, Apoftegmi spartani).

Dopo aver preso visione del libro posso dire che tale citazione è perfettamente calzante.

Vittoriano, lui solo, ha avuto la forza e il coraggio di riunire tanti scritti e tanti pensieri, frutto della propria meditata vita, e piantarli come solida base sulla carta stampata a comporre un libro.

Ad oggi non ho visto in altri così tanta forza e così lucida, precisa e marcata determinazione.

Un uomo solo, una sola ed unica volontà, possono fare sì che moltitudini d’esseri viventi possano beneficiare di analisi e sintesi dell’attuale reale… e progredire.

Progredire lottando per un ideale.

Ideale che non è politico, ovvero frutto della politica come oggi la conosciamo, e non è partitico.

È sociale e nazionale.

È l’ideale dell’essere umano che su questa Madre Terra vuole essere e fortissimamente lotta per esserlo.

È l’ideale di chi sa essere immortale a dispetto di quanto gli viene quotidianamente imposto e raccontato nelle oramai conosciute forme di comunicazione-persuasione.

Volete sapere?

Ordinatevi il libro.

 

 

Vittoriano Peyrani

EPSON MFP image

Contro il pensiero unico imposto

Stampato in Proprio, Milano 2019.

 

Per ordinarlo:

Libreria Militare: libreriamilitare.com

libmil@libreriamilitare.com

 

 

P.S.: L’anno prossimo, fatidico 2020, ricorrono i 2500 anni della Battaglia delle Termopili.

Direi che mai nulla avviene per caso.

 

 

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Categorie: Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 21 Dicembre 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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