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Caso Segre: la polizia del pensiero – Umberto Bianchi

Caso Segre: la polizia del pensiero – Umberto Bianchi

Che il recente caso degli insulti alla senatrice Segre, nello specifico ad una anziana reduce dall’orrore dei campi di concentramento, siano un gesto vile e riprovevole, non c’è neanche bisogno di dirlo, è cosa che si commenta da sé. Ma da qui ad inaugurare appositamente, una commissione “contro l’odio, il razzismo e l’antisemitismo” ci sembra quanto meno fuor di luogo, totalmente inutile e frutto di una visione viziata dalla solita, ipocrita, demagogia buonista.

Ora, senza nulla voler togliere ad un atto certamente spregevole, ma che si circoscrive alla dimensione di un riprovevole teppismo verbale, ci sarebbe da chiedersi perché, invece, non si inaugurano commissioni per porre fine al silenzioso stillicidio di violenze contro persone deboli ed indifese e che ha visto negli ultimi anni, una moltitudine di anziani, donne ed altri soggetti deboli ed indifesi, aggrediti, violentati e spesso assassinati nelle loro povere abitazioni, per la strada o sul posto di lavoro.

Protagonisti di questo scempio, una pletora di personaggi, che vanno da un buon numero di quelle tanto coccolate, “risorse” di importazione, ai nostrani “tossici” o a minori frutto di situazioni di incipiente degrado sociale, oramai totalmente fuori controllo. A tutti questi soggetti è garantita una strana impunità, frutto di una omertà mediatica senza precedenti. Pene lievi, uscite dal carcere molto prima dei tempi previsti, la reiterazione a delinquere con le stesse modalità…

tutto ci lascia intravedere uno stato di degrado umano e morale, senza precedenti, frutto di quel modello liberista globale, che di violenza e degrado si alimenta. Il mito dell’arricchimento senza limiti, il culto dell’esteriorità fine a sé stessa, la perdita di qualsiasi freno inibitorio, di natura etica o morale, determinato dall’assoggettamento di questi ultimi alla sacra legge dell’utilitarismo.

Queste sono le ricadute di ordine morale del Nuovo Ordine Globale, imperniato su una incipiente economicizzazione e disumanizzazione dell’uomo e dei suoi equilibri interiori. Adeguarsi e standardizzarsi ai modelli, ai cliché mediaticamente imposti, dalla Rete, dalla televisione, dal continuo e ossessionante martellamento pubblicitario, a cui è continuamente sottoposto, questa è la parola d’ordine, il dovere a cui, in cambio di fugaci momenti di felicità, è sottoposto un sempre più sradicato ed alienato individuo.

Talune favelas in Brasile, hanno connessione Internet ed in mezzo a strade fangose tanti giovani votati alla miseria ed alla marginalità, girano come zombie, forniti dell’unico, vero, irrinunciabile bene che ad oggi possa contare: un luccicante smartphone. Ma perché si possa accedere al “loro” paradiso di plastica, bisogna pur sempre mantenere una parvenza d’ordine e di morale, un’obbedienza ad assiomi morali, ora riadattati e conformati alle esigenze dell’incombente Nuovo Ordine. Ed allora, guai a non esser “buoni”, “solidali”, “tolleranti”, “anti razzisti”, costi quel che costi. Il solo osar mettere in discussione o rifiutare la narrazione e la visione del mondo, così come secondo i dettami della Sacra Famiglia del “politically correct”, significa esser ostracizzati e maledetti “ab aeternum”, senza rimedio.

Al centro di questa inedita narrazione, una tragedia storica, abusata, saccheggiata ed utilizzata senza pietà alcuna, per esser elevata a mito fondante, ad episodio giustificante qualunque forma di censura o repressione, verso chi pensa e dissente. Ed allora, come funghi sorgono commissioni, decreti-legge, provvedimenti “ad personam”. Senza neanche verificare, le fonti e l’attendibilità di offese e minacce, si evoca il ritorno di fantasmi del passato, tanto comodi ed utili a criminalizzare coloro che escono dal seminato, quanto a indurre nel dubbio e spaventare, chi, verso costoro, può mostrare alcuna forma di simpatia verso il dissenso.

La società occidentale globale ed “aperta”, è così divenuta, al di là delle peggiori previsioni, un vero e proprio “panoptikon”: occhiuti e pedanti guardiani, controllano, sorvegliano, vigilano,che nulla fuoriesca sin nei minimi particolari, dai binari della “correttezza”. Azioni, ma anche parole, pensieri, sono tenuti da conto. Ma con una radicale differenza, rispetto alle più pessimistiche narrazioni in tal senso: non volti truci, né scure divise da monaco-guerriero, nè compunti sai curiali, caratterizzano i nostri attuali censori, bensì sorrisi beffardi, abiti all’ultima moda e tanti, tanti buoni sentimenti, copiosamente riversati per tutto l’orbe terracqueo, sino ricoprirne la superficie intera, di una cappa di grigia omologazione.

Ma forse, a questi signori sfugge un particolare. La Storia, quella con la “S” maiuscola, sembrava essersi fermata agli anni di Francis Fukuyama ed al folle sogno di una società appiattita all’imperativo dei mercati finanziari. Ed invece non è così. La ruota della Storia, quella con la “S” maiuscola, ha ripreso a girare, in modo imprevisto ed all’improvviso. Altre parole d’ordine, altri protagonisti, vanno affacciandosi e contendendo un ruolo di protagonisti a quei compunti ed occhiuti guardiani della “correttezza”, sempre più ammuffiti. E questo, con buona pace di commissioni d’inchiesta, scorte e leggi “ad personam”.

UMBERTO BIANCHI

 

Fonte immagine: corsedimoto.com

 

 

 

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Categorie: Attualità, Cultura & Società

Pubblicato da Umberto Bianchi il 21 Novembre 2019

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Commenti

  1. Antonio Torchia

    Partite tutti dagli inesistenti insulti a quella ricca, e manipolata ‘signora’.

  2. Joe Fallisi

    “Che il recente caso degli insulti alla senatrice Segre, nello specifico ad una anziana reduce dall’orrore dei campi di concentramento, siano un gesto vile e riprovevole, non c’è neanche bisogno di dirlo, è cosa che si commenta da sé.”… Ma BASTAAAAAAA!… mentre scriveva queste righe insulse, conformiste, vili e assolutamente inutili (o meglio: utili alla solita accolita di vampiri e leccapipistrelli) non ha provato un po’ di vergogna?

    Joe Fallisi

  3. Ezio Polonara

    Bravo, Joe…non abbiamo proprio piu’ bisogno di queste pecore inutili!

  4. umberto bianchi

    Mah…prima di fare certi commenti, questi sì insulsi, vi dovreste leggere bene e con attenzione cosa c’è scritto nell’articolo e quale è lo spirito che lo anima. Usare le tragedie belliche per fini di pura speculazione politica, al fine di ricattare psicologicamente l’opinione pubblica è una operazione di puro sciacallaggio politico. Secondo poi. Che i messaggi alla Segre siano stati mandati da quegli stessi che evocano commissioni e leggi ad personam o siano frutto di qualche estemporanea e geniale trovata, il risultato è sempre lo stesso: repressione, criminalizzazione, demonizzazione e legnate. Punto terzo. In base a quanto sinora detto, i veri insulsi e le pecore ed i servi dell’imperante conformismo,nel caso, sono proprio quei “neonazisti del Tennessee”, quei pagliacci da bar, quelle teste di cavolo, che mandano messaggi anonimi dal buio della rete ad una persona, che può piacere o meno, di cui si possono o meno condividere le scelte ma che, pur sempre, rimane una persona anziana, che lamenta un pesante vissuto, alle spalle e che, almeno da un punto di vista strettamente ufficiale e formale, ha dalla sua una ragione morale. Grazie a questo continuo rinvangare, non si può parlare dei 5 milioni di palestinesi fatti fuori da Israele, non si può parlare dei milioni di morti provocati dagli Usa e dai loro democratici sgherri,negli ultimi sessant’anni e passa e, magari, con la scusa dell’anti razzismo, si darà un ulteriore alibi morale all’invasione di milioni di adorabili “risorse” nel nostro paese. Tutto questo, magari, grazie all’umana imbecillità, dei gesti di certi “leoni” da tastiera, dei subumani che non ragionano e fanno cosi’ proprio il giuoco di chi dicono di voler combattere. Pertanto, prima di fare certi commenti da neonazisti del Tennessee, fareste bene a sciacquarvi bene la bocca e riflettere!

  5. Paolo

    Egregio Umberto Bianchi
    Sono d’accordissimo con lei. Mi sono già imbattuto i simili commenti cretini su questo sito, e i soggetti sembrano aver qualche serio problema di lettura (per non parlare poi dei loro commenti), per non dir d’altro.

  6. Primula Nera

    Articolo condivisibile in toto, così come il commento finale di Umberto Bianchi.

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