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Un’unica Tradizione Primordiale? – Nicola Bizzi

Un’unica Tradizione Primordiale? – Nicola Bizzi

Molte scuole di pensiero esoterico ed iniziatico, sia in Oriente che in Occidente, tendono a sostenere l’esistenza di una Unica Tradizione Primordiale e di un’ipotetica unità trascendente delle religioni. La Tradizione Misterica degli Eleusini Madre ha però sempre contrastato con forza una simile visione. E in questo articolo ne spiegheremo il motivo.

Moreno Neri, in una sua eccellente e ben ponderata prefazione alla recente riedizione, da parte delle Edizioni Aurora Boreale, del saggio di Arturo Reghini Sulla Tradizione Occidentale[1], testualmente scrive:

«Il ramo della Tradizione Occidentale, che è un singolo aspetto della Tradizione unica e universale, non ha perso la sua operatività ed è ancora certamente il più conforme alla costituzione spirituale e il più aderente al fato e al dovere di un Italiano e alla sua struttura psicofisica spirituale. Prima di pervenire a quella che René Guénon ha chiamato Tradizione primordiale, Frithjof Schuon Unità trascendente, Raphael unica Tradizione universale, occorrerebbe seguire la propria tradizione, la più adatta alla propria indole, formazione e radici storico-culturali».

 

Un’analisi ineccepibile, questa, da un punto di vista latomistico e pitagorico, e che può senz’altro essere accolta o condivisa da un punto di vista eleusino tranne che su due particolari “nodi”: la questione della pretesa unicità della Tradizione e di una presunta “unità trascendente” delle religioni. In merito a tali “nodi” il punto di vista eleusino è piuttosto netto e chiaro: riteniamo che le teorizzazioni di Guénon, Schuon e Raphael menzionate da Moreno Neri riflettano quel fallace orientamento culturale che, sulla scia delle tendenze sincretistiche della tarda antichità e della riscoperta tardo-medioevale e rinascimentale della Tradizione Ermetica (che niente ebbe mai a che spartire né con l’Eleusinità né con la Tradizione Misterica in genere), si riallaccia a quel deleterio atteggiamento relativistico, purtroppo fatto proprio anche da varî ordini iniziatici e anche dalla Massoneria, che è sfociato storicamente nella delirante idea di una presunta “unità trascendente delle religioni” nel segno di una altrettanto presunta “Unica Tradizione Primordiale” contemplata anche dai Pitagorici, in particolare dal tardo Pitagorismo. Un’idea, quest’ultima, che gli Eleusini hanno sempre aborrito e fortemente confutato. E tenterò di spiegare perché.

Secondo la Tradizione Misterica Eleusina, non è affatto vero che tutte le religioni che col tempo si sono formate e/o differenziate proverebbero indistintamente dalla “religione primordiale” enunciata dalla visione pitagorico-platonica, in quanto adattamenti del Palaios Logos nella forma di uno Hieros Logos specifico ad ogni singola forma spirituale. Sarebbe, del resto, un’aberrazione il solo pensarlo, poiché, se individuiamo correttamente nella più autentica Tradizione Primordiale quella religione Titanica originaria sorta ed affermatasi in quell’età aurea in cui gli Dei Titani ancora regnavano con giustizia su questo mondo, con il primo traumatico spezzarsi della catena aurea della Tradizione avvenuto con la Titanomachia e con la vittoria degli Dei Olimpici, la stragrande maggioranza delle religioni che sono sorte e si sono sviluppate e succedute presso le varie civiltà, lo hanno fatto sotto l’egida di questi ultimi, e non certo sotto quella degli Dei Titani sconfitti. Esse si sono quindi nettamente distanziate dal Palaios Logos e dalla Tradizione Primordiale, adattandosi a compromessi dottrinari e ad inquinamenti che hanno permesso, sì, alle rispettive caste sacerdotali di sopravvivere e di esercitare il proprio controllo sulle masse dei fedeli, ma si sono così inesorabilmente e indissolubilmente legate alla via catabasica. Tali religioni hanno quindi dato ai propri seguaci solo l’illusione del possesso della Sophia Aionia, della Sapientia Aeterna, mentre in realtà se ne sono nettamente distanziate. Se in tali religioni o dottrine può essere, parzialmente, ravvisabile un qualche retaggio del Palaios Logos, della Tradizione Primordiale Titanica, esso rappresenta solo una pallida e debole ombra.

 

 

Piero di Cosimo: Il mito di Prometeo, 1515 ca. (München, Altepinacothek)

 

La più autentica Tradizione Primordiale, quella legata all’antico culto Titanico, è riuscita a sopravvivere e a perpetuarsi non certo grazie alle molteplici religioni che sono sorte e si sono sviluppate dopo di essa, ma nonostante queste. Anzi, è stata sempre, nella storia degli ultimi millenni, oggetto da parte di esse e delle loro caste sacerdotali di sistematiche persecuzioni, poiché niente può spaventare i nuovi Dei usurpatori e le caste sacerdotali delle religioni ad essi asservite più di una presa di coscienza, da parte dell’umanità, della sua vera natura titanica e delle sue potenzialità, di un ricongiungimento dell’umanità con la sua vera Tradizione Primordiale.

Se concordiamo con Gemisto Pletone e con i Pitagorici sulla reale esistenza di una catena aurea ininterrotta della trasmissione della Tradizione (catena della quale, in quanto Eleusini, siamo stati e continuiamo ad essere i principali attori), identifichiamo con essa, sì, la trasmissione di una Tradizione Primordiale, ma non certo la stessa Sophia Aionia, la stessa Sapientia Aeterna enunciata dal Filosofo-Iniziato bizantino e prima di lui da tutta la linea di continuità Pitagorico-Platonica.

Anche se la vera cristianizzazione forzata della società romana imperiale vide il suo apice sotto il regno di Teodosio, trovando piena “legittimazione” giuridica con il famigerato e criminale Editto di Tessalonica, questa drammatica involuzione catabasica e oscurantista della civiltà europea aveva decisamente radici più profonde. Se Costantino e i suoi successori avevano metaforicamente aperto la porta della gabbia del mostro e Teodosio l’aveva decisamente spalancata, permettendo ad esso di uscire e di scatenare la sua furia dogmatica e persecutoria (compiendo così quello che Fabio Calabrese ha giustamente definito l’atto più infame della Storia[2]), questo mostro già si annidava da tempo nelle pieghe della storia. Mi sto riferendo a un mostro tentacolare e strisciante dai molti nomi e dalle molte facce, emblema di ogni principio contro-iniziatico, che sin dalla sconfitta degli antichi Dei Titani ad opera degli Dei Olimpici usurpatori, puntualmente ha rialzato la testa con i propri emissari di turno (Zeus, Dioniso, Amenofis IV°, meglio noto come Akhenaton, Mosé, Gesù Cristo, fino ad arrivare al profeta dell’Islam Muhammad), operando incessantemente nella direzione di una sottomissione dell’umanità e di un ottenebramento delle coscienze, con un obiettivo non solo finalizzato al mero dominio o potere politico, ma anche e soprattutto al voler impedire che l’umanità si riappropriasse di quel fuoco restituitole un tempo da Prometeo, che mangiasse il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza, prendendo così piena consapevolezza di sé e di quella parte titanica che è naturalmente insita in ogni uomo e in ogni donna e che attende solo di essere risvegliata.

 

 

Eleusi: i resti del Telestèrion

 

Come ha rilevato L.M.A. Viola in varie sue opere e, in particolare, nel suo saggio introduttivo al Trattato delle Leggi di Gemisto Pletone[3], secondo la visione pitagorico-platonica l’umanità avrebbe conosciuto ai suoi albori una “Verità Divina Integrale”, in un tempo paradigmatico in cui il Logos Eterno si sarebbe rivelato interamente nel Palaios Logos, nel “Verbo Divino immanente originale”, costituendo la perfezione di una “religione primordiale”, in virtù del possesso della Sophia Aionia, della Sapientia Aeterna. E fin qui può esservi una certa concordanza con la visione eleusina. Ma, secondo la visione pitagorico-platonica, tutte le religioni che col tempo si sono formate e/o differenziate, proverebbero indistintamente da tale “religione primordiale”, in quanto adattamenti del Palaios Logos nella forma di uno Hieros Logos specifico ad ogni singola forma spirituale.

E una sola catena aurea di “Sapienti Divini” (nel contesto della quale Pitagora avrebbe avuto un ruolo fondamentale) avrebbe consentito la trasmissione, in modo ininterrotto, della “Sapienza Divina originale” nelle molteplici espressioni differenziate che la stessa ha assunto nelle diverse nazioni e presso i diversi popoli.

 

 

 

Paris Nogari: Allegoria del silenzio, affresco del 1582 (Vaticano, Sala degli Svizzeri). L’opera ricorda il pericolo della parola e il rischio di commettere peccati. La cicogna con l’uovo in bocca accanto all’uomo rafforza il concetto. Dovendo portare il prezioso carico (il guscio racchiude un segreto), non può emettere versi pena la distruzione dello stesso.

Sempre secondo tale visione, parafrasando alcuni concetti espressi da Platone nel Politico, l’umanità procederebbe secondo un inviluppo catabasico[4], stabilito da “Dio”, quello stesso “Dio” che avrebbe creato il mondo e gli uomini, per cui la luce della “Verità Divina”, e la tradizione nelle istituzioni religiose delle diverse civiltà, si andrebbe progressivamente oscurando, fino al suo completo occultamento nella vita esteriore degli uomini. E, in questo inesorabile contesto catabasico, la pienezza della luce della “Sapienza Divina” delle origini verrebbe ciclicamente riattualizzata, per periodi e spazi sempre più limitati e coinvolgendo parti sempre più ristrette di uomini ed istituzioni civili e religiose[5].

In ragione di tale presunto inviluppo catabasico, le civiltà tradizionali avrebbero conosciuto – sempre secondo tale distorta interpretazione – diverse fasi di decadenza e relative crisi, a causa delle quali si sarebbero prodotti progressivi degradamenti del loro stato di perfezione originaria, e questa stessa catabasi avrebbe fatto sì che l’umanità si allontanasse progressivamente dal suo “stato divino” per lasciare spazio all’emersione del suo elemento “titanico” (sic!), che si sarebbe sovrapposto ad una “antica natura” e ad un “ordine primordiale”.

Occorre qui assolutamente fare chiarezza, perché ci troviamo di fronte ad una visione non solo iniziaticamente errata, ma anche e soprattutto profondamente falsata della realtà e dello stato dei fatti. Una “visione” che non esito a definire contro-iniziatica e marcatamente olimpica, se non addirittura dionisiaca, che ribalta a proprio uso e consumo tutta una serie di concetti e di verità iniziatiche proprie dell’Eleusinità e della più autentica Tradizione Occidentale.

Come ho evidenziato nella quarta parte del primo volume del mio saggio Da Eleusi a Firenze: la trasmissione di una conoscenza segreta, finché i Titani regnarono su questo mondo l’umanità visse nella più piena e totale armonia e in simbiosi con i suoi creatori. Soltanto a seguito del ribaltamento religioso che trae origine dalla Titanomachia e dalla vittoria dei nuovi Dei Olimpici usurpatori ebbe origine il deleterio e nefasto concetto di hybris. E questo perché, da quel momento in poi, qualsiasi tentativo, sia da parte dei Titani sconfitti di redimere e liberare l’umanità, sia da parte di quest’ultima di rialzare la testa, di aprire gli occhi e di riaccendere la fiaccola della Conoscenza, fu visto inevitabilmente dai nuovi dominatori come intollerabile atto di tracotanza e di superbia, atto “empio” e quindi da punire severamente.

Noi Eleusini abbiamo sempre rigettato, categoricamente e con forza, il principio di una presunta unità trascendente delle religioni, come del resto anche l’aberrante idea che possa esistere un “esoterismo assoluto” derivante da una presunta “Unica Tradizione Primordiale” onnicomprensiva ed unitaria, sia nelle forme e nei modi in cui è stato proclamato e celebrato dalla Tradizione Pitagorica antica prima e da molte personalità dell’Umanesimo e del Rinascimento dopo, sia per come è stato teorizzato agli inizi del ‘900 da René Guénon nella sua dottrina dell’Unità Metafisica della Sapienza Eterna. E tantomeno da come è stato più recentemente delineato da Frithjof Schuon nel suo saggio Unità Trascendente delle Religioni[6].

Per noi Eleusini esiste quindi, sì, una Tradizione Primordiale ed originaria, ma noi la riconosciamo e la identifichiamo esclusivamente con la religione Titanica pre-olimpica, e quindi pre-ellenica. Quella grande religione comune che, prima del rovesciamento religioso e culturale operato con la Titanomachia e con la conseguente istituzione del sistema sociale del patriarcato e del culto di nuovi Dei usurpatori, era praticata e trasmessa da tutti i popoli dell’Azzurro Occidente, quindi da tutti i popoli europei, mediterranei e vicino-orientali, dalle brumose terre della Scozia al Nord Africa, dalla penisola Iberica alle catene montuose del Caucaso, dall’Egitto alla valle del Danubio, da Creta all’Anatolia. Quella stessa religione trasmessa in un’età aurea all’umanità dagli Dei Titani creatori, da quegli Dei Titani della stirpe di Giapeto che crearono l’uomo a propria immagine e somiglianza e lo alzarono in piedi, in piena dignità, mettendogli in mano le loro stesse armi e i loro stessi strumenti di potere e infondendogli, come vero marchio indelebile, la loro stessa essenza vitale e spirituale. Non solo, quindi, il dono della vita e dell’immortalità dell’anima, ma anche la Conoscenza e la ragione, la capacità di apprendere e di distinguere il bene dal male, la verità dalla menzogna. La capacità di apprendere e seguire quell’unico comandamento che il Grande Padre Urano lasciò ai mortali figli della stirpe di Giapeto: «È proprio dei pesci, delle fiere e dei volanti uccelli divorarsi l’un l’altro. Ma a voi dò la Giustizia, la Verità dall’ampia pupilla»[7].

 

 

Giorgio Vasari: dettaglio dell’affresco Le primizie della terra offerte a Saturno, 1557 (Firenze, Palazzo Vecchio, Sala degli Elementi)

 

Che lo si voglia o no, nonostante millenni di condizionamenti contro-iniziatici e di dominio ininterrotto dei nuovi Dei usurpatori, che nel corso dei secoli si sono via via manifestati sotto varie forme ed espressioni, seminando false dottrine e generando nuovi falsi “profeti” (e, con essi, nuove religioni fondate sul dogma e sulla sottomissione, sull’oscurantismo e sull’oppressione), quella scintilla, quella essenza divina titanica presente in ogni uomo, non si è mai spenta, ed ha rappresentato per l’umanità, anche nelle fasi più buie della sua storia, l’unica speranza di redenzione e di affrancamento. Quella stessa essenza divina titanica che, paradossalmente (ma non certo a caso) viene identificata dalle tradizioni contro-iniziatiche e dalla religione ellenica (irrimediabilmente contaminata dall’inquinamento olimpico-dionisiaco) alla stregua di un “male assoluto”, se non addirittura come qualcosa di “bestiale” e di “brutale” che distoglierebbe gli uomini da un presunto “stato divino”.

Secondo la Tradizione Misterica Eleusina, l’umanità è infatti stata creata da Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, i quattro figli del Dio Titano Giapeto. E tale Tradizione ci insegna che Atlante donò all’uomo la Conoscenza e la Vita, Menezio la Forza, sia interiore che esteriore, Prometeo il seme maschile ed Epimeteo quello femminile. I quattro Titani poi, congiuntamente, donarono all’umanità la “Notte”, un termine che esprime un concetto superiore a quello di “anima” che comunemente intendiamo, il concetto stesso dell’Essenza Divina Titanica, un quid perenne e immortale, in quanto privo dell’asse del tempo, che, tramite e grazie all’opera di questi quattro Titani, alberga ancora oggi in ogni uomo figlio della Stirpe di Giapeto. Quella stessa essenza divina che tanto ancora oggi spaventa i difensori delle tradizioni contro-iniziatiche, tanto da associarla a qualcosa di “bestiale” e di “fuorviante”, mentre in realtà rappresenta l’esatto opposto.

 

NOTE

[1] Arturo Reghini: Sulla Tradizione Occidentale. Con prefazione di Moreno Neri e saggio introduttivo di Nicola Bizzi. Edizioni Aurora Boreale, Firenze 2018.

[2] Fabio Calabrese: Come il mondo antico è diventato cristiano. Articolo su www.ereticamente.net.

[3] L.M.A. Viola: Saggio introduttivo a Giorgio Gemisto Pletone: Trattato delle Leggi. Ed. Victrix, Forlì 2012.

[4] Il termine Catabasi, associato ai concetti di discesa e di involuzione, deriva dal termine greco antico κατάβασις (“discesa”), formato da κατα- (“giù”) e βαίνω (“andare”), e significa quindi letteralmente “andare giù”. Nell’antica letteratura greca indicava prevalentemente la discesa nell’Ade di una persona viva, un motivo topico ricorrente in molti testi. Il primo esempio letterario di Catabasi lo ritroviamo infatti nell’XI° libro dell’Odissea, anche se di fatto Ulisse non entra nel regno dei morti, fermandosi sulla soglia. Sono invece rimaste celebri le discese agli Inferi di Orfeo, alla ricerca della sposa Euridice, e quella di Eracle, nel contesto della sua ultima fatica. Il motivo venne poi ripreso dal grande Iniziato Publio Virgilio Marone che, nel VI° libro dell’Eneide fa entrare da vivo Enea nell’Ade, do-ve incontra Didone, e nei Campi Elisi, dove l’eroe incontra il padre Anchise, il quale gli mostra i suoi futuri discendenti, da Romolo ad Augusto.

Ma la Catabasi senz’altro più nota è quella compiuta da Dante Alighieri nella sua Commedia: un viaggio nell’aldilà che il poeta-Iniziato compie proprio accompagnato da Virgilio.

[5] Ibidem.

[6] Frithjof Schuon: Unità Trascendente delle Religioni. Ed. Mediterranee, Roma 1980.

[7] Nicola Bizzi: Da Eleusi a Firenze: la trasmissione di una conoscenza segreta. Edizioni Aurora Boreale, Firenze 2017.

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Categorie: Tradizione Primordiale

Pubblicato da Ereticamente il 9 Luglio 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Palingenius

    Meno male che ci sono gli eleusini madre a donarci la vera conoscenza esoterica… Quindi tutte le tradizioni particolari che affermano l’esistenza di una Sophia Perennis o come la si vuol chiamare sarebbero invenzioni contro-iniziatiche per favorire una corrente olimpico-solare e patriarcale… bene a questo punto anche le femministe e lgbt avranno una storia mitica di riferimento! comunque, giusto per informazione, chi afferma l’unità trascendente delle religioni afferma allo stesso tempo l’unicità di ogni manifestazione particolare, adattamento nel tempo e nello spazio della Tradizione primordiale, quindi nessun sincretismo è possibile(come ben esplicitato da Moreno Neri che invita giustamente a seguire la propria di tradizione per giungere la dove tutte si incontrano che è luogo per pochissimi), però certo fa comodo rovesciare certi concetti, presi per altro in toto da quel “tradizionalismo” che si vorrebbe metter in discussione, per affermare questa specie di pseudo-revisionismo titanico che non ha nulla a che fare tra l’altro con rispettabili forme di tradizionalismo dionisiaco ne con una pur rispettabile sotto certe forme tradizione della Madre… Qui siamo in pieno neo-spiritualismo con fisime atlantidee, ma comunque è sempre utile leggere queste fantasiose ricostruzioni, ci si fa un idea di come consapevolmente o meno le contraffazioni della Tradizione prendano forma in modi sempre più curiosi e divertenti, questa volta sono i Titani i protagonisti, devo farvi i complimenti per l’originalità nonostante tutto…

  2. Rispondo molto volentieri a Palingenius.
    Ero perfettamente consapevole, quando ho inviato questo pezzo in Redazione, che alcuni suoi contenuti avrebbero potuto dare fastidio a qualcuno o generare eventuali polemiche. Ma le polemiche, se servono a stimolare il dibattito e la riflessione, sono sempre benvenute.
    Non ho affatto affermato che tutte le Tradizioni che affermano l’esistenza di una Sophia Perennis sono invenzioni contro-iniziatiche, ma non si può mettere in dubbio che molte di esse abbiano effettivamente rivestito tale ruolo e favorito, consapevolmente o meno, l’affermazione di una visione olimpico-solare e patriarcale della religione e della società. Una visione che già si era insinuata ad Amarna con Akhenaton, nella Grecia micenea e nel Vicino Oriente, e che ha portato, come logica conseguenza, all’affermazione di culti monoteistici, patriarcali, dogmatici e intolleranti quali le tre grandi religioni “del Libro”, che imperversano ancora oggi. Non tutte le Tradizioni possono necessariamente avere un punto d’incontro: alcune sono sempre state antitetiche e inconciliabili, e continueranno ad esserlo.
    La visione della Tradizione Misterica Eleusina non rappresenta affatto una forma di “pseudo-revisionismo” o di “neo-spiritualismo”. Si tratta semplicemente della visione di una Tradizione che ha saputo restare ancorata all’antica religione titanica, non accettando compromessi con i fautori di quel rovesciamento sociale, religioso e culturale che si verificò con l’invasione della Grecia da parte di popoli non mediterranei, parlanti idiomi di matrice indo-europea e praticanti il culto dei cosiddetti “Nuovi Dei”. Si tratta, quindi, della tenace difesa di una delle più antiche Tradizioni mediterraneee, di cui la civiltà Minoica di Creta fu piena espressione, e non vi è in ciò alcun “revisionismo”, alcuna “fantasia”, né tantomeno alcuna “contraffazione”. Una simile visione può legittimamente non essere condivisa, ma non può essere tacciata di quello che non è.

  3. Palingenius

    Salve a lei Nicola, la ringrazio della risposta. Sappia prima di tutto che non mi da assolutamente fastidio ascoltare punti di vista differenti,difficilmente ho questo tipo di pulsioni emotive soprattutto se si tratta di dibattiti con persone affabili e disposte al confronto… Devo premettere che conosco abbastanza le vostre vedute per quanto può conoscerle un esterno, questo perchè ricordo da anni le vostre frequentazioni in vari forum legati a tematiche misteriche, esoteriche etc e quindi non sono affatto sorpreso da questo articolo, ricordo anche un bel pò di tempo fa un vostro sito che mi pare si chiamasse Sideratau dove erano esposte delle vostre pubblicazioni, alcune anche parzialmente interessanti ma altre a mio modesto avviso rientranti pienamente nel campo del neo-spiritualismo più pernicioso, ricordo vostre teorie che si affacciavano addirittura nel campo dell’ufologia e di presunti imperi alieni generatori di stirpi atlantidee… Ora io non voglio mettere in discussione le vostre tesi attraverso l’uso di facili espedienti, però ci tengo a precisare un paio di cose… Non sono un cristiano e non mi interessa difendere un punto di vista abramitico, ma dal punto di vista della Tradizione pluralista pre-abramitica(detta erroneamente “paganesimo”) le vostre vedute sono assolutamente considerabili estranee, in quanto ponete al centro della questione una sorta di dualismo manicheo fra Titani e Dei olimpici, dualismo sconosciuto nel pantheon plurale greco-romano ,mediterraneo e ovviamente anche indoeuropeo… In questo dualismo voi rivendicate una preminenza di una presunta tradizione iniziatica titanica, matriarcale e matrilineare ponendola come unica e verace tradizione, già su questo punto si nota un certo esclusivismo riscontrabile nei monoteismi abramitici, esclusivismo che a me non sconcerta in quanto lo credo “utile” e connaturato a certe manifestazioni tradizionali, ma che può essere sconcertante se associato ad un genere di metafisica anti-esclusivista come era quella pre-abramitica..a cui voi vi riferite, insomma io qui ci vedo una forte contraddizione, questa contrapposizione netta fra culti solari e ctoni, che trattò anche un Evola ponendola alla base della sua morfologia delle società antiche viene da voi semplicemente rovesciata in favore dell’elemento femminile, ma mentre Evola comunque poneva l’anteriorità di un unità primordiale alla base del ragionamento e quindi una riduzione degli opposti nel suo pur marcato dualismo, voi ponete alla base del ragionamento l’irriducibilità di questo dualismo a qualsiasi forma di sintesi superiore riconoscendo solo nel vostro Titanismo(posso chiamarlo così?) la vera Tradizione, un pò come se un Hindù riconoscesse solo una tradizione derivante dagli Asura tacciando i Deva di essere degli impostori “patriarcali”, ma questo paragone può essere fatto per tutte le tradizioni anche indoeuropee e mediterranee che vedono nello scontro fra Dei e Titani un momento fondamentale della propria metafisica… Ultimo punto sul quale ho seri dubbi, penso legittimamente, è la vostra auto-certificazione riguardo un presunto autentico lignaggio eleusino del quale voi sareste gli ultimi rappresentanti italici, questo significherebbe una specie di rivoluzione copernicana nella spiritualità europea, ma dato che non sono nato proprio ieri diffido in maniera rigorosa da chiunque si professi iniziato ad un organizzazione regolare iniziatica che sarebbe sopravvissuta da più di due millenni e che oggi sarebbe addirittura operativa, insomma mi permetta di avere almeno una forte perplessità su questo punto, non che non sia possibile che autentiche vene misteriosofiche siano potute giungere fino a noi in ambienti ristrettissimi( che voi non sembrate ) ma viste le innumerevoli contraffazioni e le pseudo catene iniziatiche di cui il 99,99% delle organizzazioni si fregia per puro proselitismo voi sareste un caso più che eccezionale e comporterebbe un possesso di testi e conoscenze non accessibili agli studiosi, sia accademici che esoterici, insomma mi chiedo se le vostre qualifiche siano anche ipoteticamente reali come mai nessuno se ne sia mai accorto di una così gigantesca possibilità iniziatica, insomma ci vogliono delle prove inconfutabili per affermare certi lignaggi… Infine concludo scusandomi per la lungaggine chiarendo che non ho pregiudizi di sorta ma ritengo anche la vostra sicumera nel trattare episodi così lontano nel tempo molto sospetta tanto da ricordarmi certe divagazioni teosofiche dettate dai “superiori incogniti” … Cordiali saluti,senza polemica.

  4. Palingenius

    p.s. Mi scuso se nel primo commento ho usato una forma sarcastica e probabilmente poco seria, ma per chi come me si occupa da anni di certe questioni può venire abbastanza naturale assumere un atteggiamento ironico di fronte a certe affermazioni perlomeno curiose ed originali dal punto di vista tradizionale, non per questo era mio intento risultare offensivo o denigratorio, se così può essere apparso chiedo venia anche perchè sono atteggiamenti che non mi appartengono… Ovviamente ci tengo a precisare che tutto quanto detto si riferisce solo alla confutazione di idee e non delle persone che le espongono, non mettendo in dubbio la buona fede e le convinzioni di chi si fa portavoce di tali idee..

  5. Caro Palingenius,
    Ti ringrazio innanzitutto per la lunga e circostanziata risposta, che necessiterebbe di un’altrettanto lunga e circostanziata replica.
    Lasciando da parte questioni ufologiche, che non sono né di mio interesse né di mia competenza (anche se da alcuni dei nostri esponenti in passato sono state affrontate), la questione della sopravvivenza e della perpetuazione, in forma organica e organizzata, in clandestinità della Tradizione Misterica Eleusina non è assolutamente una nostra “auto-certificazione”. Si tratta di vicende storiche documentabili che hanno del resto interessato anche altre Tradizioni “pagane”, in primis il Pitagorismo (Jean Marie Ragon ha notoriamente documentato tutta la storia della perpetuazione dell’Ordine Pitagorico, dal V° secolo d.C. fino alla seconda metà del XIX° secolo) e l’Eleusinità Orfica, che si è tramandata segretamente anche all’interno di alcuni ordini monastici, fra cui i Camaldolesi..
    Io ho ereditato questa Tradizione e i suoi relativi insegnamenti dal mio nonno materno, la cui famiglia è una delle tante che hanno permesso questa perpetuazione. Sono, in sintesi, cresciuto fin da bambino con questa Tradizione, apprendendola giorno per giorno, e così è stato anche per molti altri di noi. Ho trascorso, di conseguenza, l’intera mia vita a fare ricerche proprio per provare e documentare questo grande patrimonio tradizionale di valori e di conoscenze e mi sono laureato in Storia, con varie specializzazioni, fra cui quella in Storia delle Religioni, proprio per condurre certe ricerche con cognizione di causa.
    Nel primo volume del mio saggio Da Eleusi a Firenze ho documentato non solo l’origine di questa Tradizione, ma anche le esatte circostanze del suo ingresso in clandestinità, nel 380 d.C., e le vicende successive a tale data. Nel secondo volume, che spero di riuscire a pubblicare in autunno, fornisco tutte le prove, con documenti alla mano, della perpetuazione della Tradizione Misterica Eleusina attraverso i secoli del Medio Evo, fino ad arrivare all’Umanesimo e al Rinascimento, che di tale Tradizione furono vive espressioni. Ho ricostruito anche il lignaggio iniziatico di molte altre famiglie, fra cui quella dei Medici (documentando le circostanze dell’iniziazione di Cosimo il Vecchio), dei Gonzaga, degli Este, dei Da Varano e dei Malatesta.
    Ricollegandomi a quanto chiedevi riguardo a testi in nostro possesso, quelli ci sono e sono anche numerosi. Abbiamo anche delle opere antiche considerate ufficialmente perdute, ma potrai comprendere che potrebbe essere anche controproducente pubblicarli. Quando si ha in mano una trascrizione manoscritta di un testo redatta ad esempio nel XVIII° secolo, questa può costituire una prova? Per molti critici e filologi accademici non lo sarebbe e non troverebbe credito, ma solo discredito. Anche se, a pensarci bene, quasi tutta l’antica letteratura pre-cristiana greca e romana è giunta a noi attraverso trascrizioni arabe, bizantine o latine risalenti al Medio Evo e ai secoli successivi, pubblicando oggi un certo materiale, si correrebbe il rischio di fare la fine di quell’erudito inglese che nel XIX° secolo pubblicò i Libri Sibillini, una cui copia manoscritta di epoca medioevale egli aveva ereditato dalla sua famiglia: non gli credette nessuno e ancora oggi viene accusato (dai pochi che si ricordano tale vicenda) di essersi inventato tutto!
    Noi non attacchiamo o delegittimiamo le altrui Tradizioni, ci mancherebbe altro! Pur amando il confronto e il dialogo, restiamo semplicemente fedeli alla nostra. Il “dualismo” di cui parli era ben noto a Omero, a Esiodo, a Platone e, in tempi un po’ più recenti, a Giorgio Gemisto Pletone, a Marsilio Ficino, a Matteo Palmieri, a Piero Della Francesca, a Luca Pacioli, a Giordano Bruno.

    Un cordiale saluto.

  6. Palingenius

    Gentile Nicola, terrò conto di queste sue precisazioni e cercherò di procurarmi i suoi testi per poter farmi un idea più precisa, per adesso ovviamente i miei forti dubbi rimangono ma non per questo sono refrattario a cambiare idea nel caso delle “prove” dovessero pervenirmi…Mi sovviene un ultima curiosità e mi scuso per il disturbo, ricordo in passato di aver letto degli articoli sulla vostra organizzazione a firma Vladimir Bizzi, immagino un suo parente e iniziato anch’egli alla medesima “scuola”, quindi la trasmissione è come da lei sostenuto avvenuta per via familiare, a questo punto dando per vero tutto ciò che lei ha detto mi chiedo per quale motivo aprirsi all’esterno?La ringrazio per il pacifico e interessante dialogo, di nuovo cordiali saluti, ed a risentirci alla prossima occasione.di confronto.

  7. La questione dell’apertura verso l’esterno è estremamente complessa e da molti non è stata e non è tutt’oggi condivisa. Senza addentrarmi a riguardo in casa altrui (vale a dire in altre Tradizioni), solo in ambito eleusino c’è stata una gravissima dispersione. La trasmissione non è avvenuta esclusivamente per linee familiari. C’è stata anche la sopravvivenza formale di un’istituzione che dalle varie famiglie è sempre stata riconosciuta, ma ci sono state nel corso del tempo anche non poche discordanze e divisioni.
    Ѐ stata decisa, già dagli anni ’90, una politica di parziale apertura, soprattutto al fine di fare chiarezza sulle tante disinformazioni e imprecisioni scritte da storici delle religioni come Kereny, Burkert e Clinton, ma soprattutto per controbattere le tesi deliranti portate avanti sui Misteri da personaggi come Robert Gordon-Wasson, Albert Hoffman e Carl Ruck, e per rispondere al proliferare, sulla scia del Crowley, di numerose sedicenti organizzazioni “eleusine” (soprattutto negli Stati Uniti) che in realtà praticano aberranti dottrine New Age senza né capo né coda che con l’Eleusinità niente hanno a che spartire.
    Queste, ovviamente, le motivazioni “ufficiali” di tale parziale apertura. Quelle “ufficiose”, in realtà sono altre e sono basate sulla considerazione che i tempi possano essere ormai maturi per un certo risveglio di consapevolezza.
    Tale politica di “apertura” non ha trovato nel nostro ambiente unanimi consensi. Diverse famiglie, soprattutto in Grecia, in Francia e in Nord America, hanno espresso a riguardo una netta contrarietà. Ma noi abbiamo comunque deciso di andare avanti su questa linea, attraverso una serie di pubblicazioni che stanno venendo tradotte adesso anche in lingua Inglese. Vedremo se gli sviluppi che seguiranno ci daranno ragione.
    Una considerazione però vorrei farla: gli Eleusini Greci, che a parole si dichiarano contrari a ogni apertura, in realtà sono riusciti, tramite i loro agganci politici, a far proclamare Eleusi Capitale Europea della Cultura per il 2021. In pratica, nei mesi a venire, tutto il mondo parlerà di Eleusi e dei suoi Misteri. Non è forse questo un chiaro ed evidente (anche se non palese) segnale di apertura?

  8. Nicolò

    “Per noi Eleusini esiste quindi, sì, una Tradizione Primordiale ed originaria, ma noi la riconosciamo e la identifichiamo esclusivamente con la religione Titanica pre-olimpica, e quindi pre-ellenica”

    Religione titanica pre-olimpica…. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa al riguardo

  9. Rispondo volentieri a Nicolò. Il mio pensiero a riguardo è chiaramente riassunto nella frase del mio articolo che hai qui citato, come del resto in tutto l’articolo stesso. Per qualsiasi domanda specifica, resto a disposizione.

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