fbpx

Ekatlos e la Grande Orma: Anatomia di un mito – Intervista a Cristian Guzzo

Ekatlos e la Grande Orma: Anatomia di un mito – Intervista a Cristian Guzzo
A cura della Redazione di EreticaMente

 

  • Ekatlos e la Grande Orma: Anatomia di un mito rappresenta l’ultima fatica di Cristian Guzzo. Un libro destinato a far parlare di sé per lungo tempo, soprattutto negli ambienti del conservatorismo nostrano. Ciao, Cristian. Raccontaci come è nata l’idea di scrivere questa densa monografia.
L’idea di questo testo nacque alcuni anni dopo avere pubblicato, in collaborazione con il Dr. Giuseppe Maddalena-Capiferro, un denso saggio storico dedicato a tale argomento, apparso sul numero 7/2007, della nota rivista Politica Romana. L’uscita di tale elaborato provocò le prevedibili e tutt’altro che gradevoli reazioni di una parte del cosiddetto milieu tradizionalista romano, il medesimo che sembra aver fatto del mito e della fantasmagoria i propri vessilli ed emblemi psicagogici.

 

  • Spiegaci meglio cosa è accaduto.
Il saggio comparso su Politica Romana si basava su una interpretazione rigorosa della corposa documentazione d’archivio in nostro possesso. Attraverso tali testimonianze cartacee, per altro integralmente pubblicate all’interno del libro oggetto di questa intervista, veniva definitivamente smentita l’identificazione tra il principe orientalista Leone Caetani con il fantomatico Ekatlos. Il canovaccio del celebre articolo, sapientemente rielaborato da Evola, è infatti da attribuire integralmente a Maria Calzone Mongenet ed al cenacolo di esoteristi che si raccolsero attorno a tale personaggio enigmatico, quanto pittoresco. Fummo soddisfatti del risultato ottenuto, dal momento che si trattava di un primo, modestissimo tentativo di lettura filologica di tale affascinante soggetto. Credevamo che i nostri sforzi sarebbero stati compensati dal favore del pubblico. L’articolo scatenò invece un’ondata di adirate reazioni in taluni ambienti di impostazione occidentale-talebana (ride), che non accettarono di ritrovarsi fra le mani un giocattolo rotto. Un balocco mistagogico che non poteva più essere esibito per attirare proseliti alla nuova romanità. Una romanità oserei dire a tratti trilussiana, dotata di Patres autoreferenziali, che raccontavano la mistica fiaba di un gruppo di adepti, svincolati da qualunque scuola iniziatica, capaci di propiziare ritualmente l’epifania, in terris, di forze sottili appartenenti al sopito pantheon dell’Urbe arcaica. Ricordo che qualcuno ci accusò addirittura di avere pervertito uno dei segreti più importanti della romanità (sic!). L’acredine nei nostri confronti dimostrò comunque come la piaga del settarismo si annidasse ovunque, anche in ambiti che, per levatura intellettuale, avrebbero dovuto, in linea di principio, essere immuni da contaminazioni dogmatiche.

 

  • Polemiche a parte, hai citato Maria Calzone Mongenet. Puoi dirci qualcosa di più su tale personaggio?
Maria Calzone Mongenet era un membro influente del jet set romano del tempo. Di origini piemontesi, si era trasferita a Roma e, dopo alcune esperienze nel campo dello spiritismo, aveva aderito alla fratellanza terapeutico-magica di Miriam, divenendo, secondo appunti inediti di Julius Evola la cui attendibilità è tutta da verificare, l’amante del fondatore di tale schola: Giuliano Kremmerz. Il Circolo Vergiliano, costola capitolina della menzionata fratellanza, ottenne dalla Mongenet un cospicuo rateo annuale, in buona parte adoperato per pagare il fitto dei locali usati dai miriamici per le attività cerimoniali. Fu verosimilmente per tale ragione che il Kremmerz tollerò per un certo periodo di tempo le bizzarrie della donna, che pur continuava con le pratiche medianiche, nonostante il divieto assoluto dello stesso Kremmerz di assoggettarsi a queste, per altro depauperatrici di energie vitali, oltre che scompensanti. Dopo avere rinvenuto, nottetempo, sull’Appia antica un rito arcano, scalpellando un muro altrettanto vetusto, la donna ed il suo ristretto cenacolo ermetico, si convinsero di potere influenzare il corso della storia, perfino quello della Prima Mondiale, nonché le decisioni politiche di Benito Mussolini, attraverso la celebrazione di riti a sfondo magico. Tale ideazione fu dunque partorita negli ambienti kremmerziani della Capitale e la devianza di tale progetto rispetto agli obbiettivi perseguiti dalla Fratellanza di Miriam, determinò ben presto l’intervento disciplinare del Maestro.

 

  • Interessante! Alla luce di quanto affermi, la vicenda Ekatlos sarebbe allora fiorita in ambito kremmerziano. Ciò allontanerebbe, dunque, qualsivoglia paternità di tale esperienza riferita ad ambienti esterni al mondo neo-magico partenopeo-egizio dei primi anni del secolo XX.
Esattamente! Di certo si trattò di un tentativo intrigante, anche se maldestro, di incanalare determinate forze archetipali, per la realizzazione di grandi obbiettivi, nel quotidiano. Un tentativo di imbrigliare all’interno di coordinate spazio-temporali, forze atemporali e arelativistiche.
Ciò che emerge chiaramente è comunque la nascita del mito ekatleo all’interno di un milieu, per quanto deviato, di matrice magica partenopeo-egizia. Siamo dunque ben lontani dal quei men in black che, di tanto in tanto, secondo le teorie complottistiche elaborate da qualcuno che ben conosce i meccanismi di controinformazione, fanno capolino nella storia per rimescolare le carte (risate).

 

  • Mi sembra di comprendere, da ciò che hai detto, che esista una certa rivalità fra gli ambienti kremmerziani e quelli del tradizionalismo romano. Tu come la vedi?
Bah! Credo che ai kremmerziani importi ben poco di combattere guerre di religione o crociate, contro individui che non hanno alcuna preparazione in ambito iniziatico. Sarebbe come ascoltare un dialogo fra un gigante ed un bambino che ha vissuto due volte. Per quanto possente, muscoloso, altresì capace di urlare come il Polifemo accecato da Ulisse, il gigante non avrebbe in alcuno modo possibilità di competere, da un punto di vista interiore, con quel fanciullo, che pur minuto nell’aspetto, serba in sé astuzia e sapienza. Al di là delle metafore, ciò che mi preme sottolineare è che i seguaci del Mago di Portici lavorano per l’ascenso e vanno avanti per la loro strada, senza curarsi del lavoro svolto da altri gruppi, men che meno di quello di sodalizi religiosi o pseudo tali. Quanto allo scrivere di tali tematiche, nel nostro bel Paese è ancora riconosciuta la libertà di espressione. Non esiste del resto alcun monopolio intellettuale e, fino a prova contraria, ognuno deve sentirsi libero di potere disquisire su qualunque argomento. Non fa dunque alcuna eccezione Ekatlos e la Grande Orma che, come mi sono sforzato di dimostrare nel corso del mio libro, ha a che fare con una epistemologia del sacro vicina al mondo kremmerziano. Qualche giorno fa, un amico, tra il serio e il divertito, mi riferì che alcune persone, delle quali non mi rivelò il nome, si erano lamentate del fatto che il mio testo fosse eccessivamente documentato! Comprendi bene come ormai siamo vittime di un teatro dell’assurdo (risate).

 

  • Per concludere. Dai ai lettori un buon motivo per acquistare il tuo libro.
Perché innanzitutto è l’unico lavoro attendibile sull’argomento, per altro corredato da copiosa documentazione inedita. In più, si presenta in una bella veste grafica ed è completamente a colori. Anche l’occhio vuole la sua parte!
Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Intervista

Pubblicato da Ereticamente il 11 Luglio 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Palingenius

    Ancora con queste guerricciole e calpestarsi di piedi in un ambiente saturo di “schole” occultistiche e pseudo-iniziatiche che ognuno reclamando per se la verace Tradizione si contendono anche le spoglie intellettuali dei loro “grandi iniziati”… che Ekatlos fosse il pessimo orientalista e sionista Caetani, grande punto di riferimento di un certo “milieu tradizionalista romano” oppure fosse l’ambigua spiritista Maria Calzone Mongenet ma cosa cambierebbe nella sostanza? Assolutamente niente se non dal punto di vista del gossip occultistico buono a far parlare un po di se alcuni gruppi o alcuni personaggi… Non metto in dubbio l’assoluta bontà e documentazione dello scritto, ma cosa aggiunge a livello di ricerca spirituale seria, a livello operativo e per così dire di “tradizione in atto”? Un ultimo appunto, il duca e principe Caetani era anch’egli molto vicino agli ambienti del “Mago di Portici” quindi alla fine sostenere che Ekatlos “ha a che fare con una epistemologia del sacro vicina al mondo kremmerziano ” sarebbe possibile anche nel caso del Caetani stesso anche se in modo più sfumato… Resta il fatto, a mio modestissimo avviso, che queste precisazioni seppur giustificate da un esigenza chiarificatrice interna, aggiungono poco o nulla a livello pratico, se l’albero si giudica dai frutti ebbene di questi “grandi iniziati” e di questi “ordini” che a loro si sono riferiti cosa sta rimanendo se non una sterile autoreferenzialità che poi si traduce necessariamente in discussioni infinite su questo o quell’iniziato, su questo o quel documento etc? Cordiali saluti.

Lascia un commento

  • firenze 21 novembre

  • Milano 7 dicembre

  • Fai una donazione


  • siamo su telegram

  • afrodite

  • ekatlos

  • Roma 2 dicembre

  • teatro andromeda

    Pio Filippani Ronconi 1

  • emergenza vaccini

    Vaccini: Cosa non conosciamo? Storia,tabelle e grafici mai visionati – Vacciniinforma

    di Ereticamente

    VACCINI: COSA CI È STATO OMESSO? Nella letteratura medica, si esaltano da sempre le virtù della vaccinazione. Dopo aver letto questi libri, si riman[...]

  • post Popolari

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
    • silvia melloni in Joker - Luigi Angelino

      Articolo, bellissimo, analisi, parallelismi sorpre... Leggi commento »

    • Cono in I boschi sacri e l’albero cosmico secondo la Tradizione Indoeuropea - Fabrizio Bandini

      Gentile Dott. Fabrizio, la narrazione che propone,... Leggi commento »

    • Ezio Polonara in Caso Segre: la polizia del pensiero – Umberto Bianchi

      Bravo, Joe...non abbiamo proprio piu' bisogno di q... Leggi commento »

    • Joe Fallisi in Caso Segre: la polizia del pensiero – Umberto Bianchi

      "Che il recente caso degli insulti alla senatrice ... Leggi commento »

    • Antonio Torchia in Caso Segre: la polizia del pensiero – Umberto Bianchi

      Partite tutti dagli inesistenti insulti a quella r... Leggi commento »

  • archivio ereticamente

    Tag

    Newsletter

    Google Analytics

g. casalino

c. bene

J. Thiriart

m.houellbecq

a. dugin