fbpx

L’Atomideogenesi di Virgilio Rospigliosi – Angelo Tonelli

L’Atomideogenesi di Virgilio Rospigliosi – Angelo Tonelli

Virgilio unisce nella sua opera il virtuosismo tecnico con la capacità di delirio icastico del più raffinato surrealismo, originando opere che conquistano immediatamente lo sguardo dell’osservatore, e lo calamitano in un metamondo onirico in cui spesso affiorano citazioni Fiamminghe, Rinascimentali e altro. La maestria, e la densità di poetica in tali realizzazioni è già di per sé sufficiente a garantirgli rilievo nel panorama artistico nazionale e non.

ERO (Atomideogenesi). 2019©

Ma non è il caso di adagiarsi nella pura contemplazione e degustazione estetica e intellettuale dei suoi lavori, che
per di più segretano e insieme esprimono non pochi tratti che potremmo definire esoterici. Non si può infatti dimenticare che tra i suoi lari e penati il Nostro annovera Duchamp, con quella sua tensione a portare il gesto artistico al di fuori della sua traccia consueta, e a intromettere in esso una oggettualità allotria che lo pone tra lo sguardo dell’artista, e la consistenza apparentemente esterna delle cose, in una liminalità che è il luogo stesso del fare creativo di Virgilio.

Proprio dalla collisione e collusione tra il classico e la rivoluzione duchampiana sussiste, e dalla metà degli anni duemila a oggi si accentua, l’originalità del gesto di Virgilio, con l’approdo alla pratica dell’atomideogenesi, che attraverso l’annullamento dell’opera, ricondotta al suo “algoritmo cibernetico” di pure astrazioni matematiche mediante l’incastonamento in essa stessa di una memory card che ne contiene, appunto, l’algebra astratta, la riconduce alla sua dimensione di “idea” nel senso pitagorico del termine.

Si può bene intendere in questo modo la sua critica dell’astrattismo, quando sostiene che il termine astrattismo attraverso il quale gli storici hanno nominato la nota corrente artistica è “sbagliato”, “perché nel momento in cui tocchiamo o anche soltanto guardiamo un oggetto, quell’oggetto è figurativo e non astratto. Un colore, una linea, una frase, anche se svincolate da forme di rappresentazione convenzionali, saranno sempre forme riconducibili a una riconoscibiltà umana.e quindi saranno espressioni non astratte ma figurative”.

La madre piange al funerale della sposa (Atomideogenesi). 2019©

Atomideogenesi rivendica la proprietà del termine “astratto” in quanto l’opera, creata e manifestata, viene annullata nella sua idea, che non è umana, ma appunto, astratta: L’opera viene realizzata, nella sua perfezione, doxastica, e poi fotografata. La memory card, “che conserva l’immagine smaterializzata dal processo informatico attivatosi allo scatto della foto, trasformata e rinominata in codice binario, in numeri, i quali essendo un’entità astratta sono intangibili, come il pensiero”, viene incastonata nell’opera, e sta a essa come in Platone le Idee stanno alle cose. Annientandola, l’Artista salva i fenomeni. E l’Arte.

Così, aggiungiamo noi, il Vuoto sta alla forma nel Sutra del Cuore buddista, e l’acqua divina sta alle cose nell’alchimia di Zosimo di Panopoli?

Forse, ma con una differenza – e qui rilanciamo una piccola provocazione all’Artista: che il numero e la memory card hanno una materialità e sono espressione, seppure astratta, mentre il Cuore che non trema della Aletheia parmenidea, il Vuoto buddista e l’acqua divina dimorano in quella dimensione che Giorgio Colli chiamava “immediatezza” e che è al di là di mondo e mente.

Angelo Tonelli

(www.virgiliorospigliosi.com)

Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Arte e Modernità

Pubblicato da Ereticamente il 23 Giugno 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Lascia un commento

    Fai una donazione


  • afrodite

  • napoli 21 settembre

  • Napoli 12 ottobre

  • ekatlos

  • teatro andromeda

  • conoscenza segreta

  • ROMA 4 OTTOBRE

  • siamo su telegram

  • Pio Filippani Ronconi 1

  • emergenza vaccini

    Vaccini: Cosa non conosciamo? Storia,tabelle e grafici mai visionati – Vacciniinforma

    di Ereticamente

    VACCINI: COSA CI È STATO OMESSO? Nella letteratura medica, si esaltano da sempre le virtù della vaccinazione. Dopo aver letto questi libri, si riman[...]

  • post Popolari

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
    • Giuseppe Di Mascio in Il problema del Logos tra Paolo M. Virio e Massimo Scaligero - Umberto Bianchi

      Articolo interessante, nella sua storia del pensi... Leggi commento »

    • vittorino in Ramana Maharshi e “L’Essenza dell’Insegnamento” – Luca Violini

      io sono stanco... Leggi commento »

    • michele Simola in Sulle barricate, terza parte – Fabio Calabrese

      Già durante la seconda guerra mondiale avevamo un... Leggi commento »

    • Max Dewa in Facebook: la censura privatizzata - Roberto Pecchioli

      Ma figuriamoci se pecchioli non butta una Bella ma... Leggi commento »

    • massimo in L’archetipo della crudeltà: le origini sadiche dell’uomo in un saggio di Robert Eisler - Simöne Gall

      kafka cita von masoch nella metamorfosi?... Leggi commento »

  • archivio ereticamente

    Tag

    Newsletter

    Google Analytics

g. casalino

c. bene

J. Thiriart

m.houellbecq

a. dugin