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EreticaMente intervista Francesco Polacchi, editore di Altaforte

EreticaMente intervista Francesco Polacchi, editore di Altaforte

1 – Francesco, la polemica sulla partecipazione di Altaforte, di cui tu sei l’editore, al Salone del Libro di Torino, ha destato un vivo interesse sulle vostre pubblicazioni. Oltre a qualche titolo storico sul Fascismo, abbiamo notato testi sulla storia sacrale ed arcaica dell’Italia, su Gabriele D’Annunzio, sulla cultura d’Oriente, sulla geopolitica e sull’economia: non ci sembra, oggettivamente, una casa editrice gestita da Himmler. Quale è il progetto editoriale di Altaforte nelle sue linee generali?

“Parliamo di una polemica sterile e liberticida. Altaforte Edizioni, il nome proviene da una sestina di Ezra Pound, nata lo scorso settembre propone un’indagine sulla cultura non conforme italiana ed internazionale. Nel nostro catalogo si possono trovare filosofi come Adriano Scianca, giornalisti come Chiara Giannini ed esperiti di economia come Marco Mori. In aggiunta a questi titoli, negli ultimi mesi, abbiamo lanciato un marketplace non conforme, sul nostro sito, dove radunare tutte le edizioni che avversano la logica culturale del politicamente corretto. La brodaglia dell’intellighenzia odierna non fa per noi”.

2 – Il fronte, minoritario, del pensiero unico ha avuto delle importanti defezioni: personalità importanti della cultura italiana, come Paolo Mieli, come Vittorio Sgarbi, come Antonio Pennacchi, si sono dissociati chiaramente dal clima da caccia alle streghe e hanno ribadito il valore di una norma costituzionale, sancito dall’art. 21, sulla libertà d’espressione, “di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Il rogo di Campo dei Fiori non è mai stato spento in Italia?

“Chi ci avversa è parente stretto di chi ha ucciso Giovanni Gentile e mandato davanti ad un plotone di esecuzione Robert Brasillach. Mi si perdonerà, spero, per il paragone con due giganti della cultura che hanno pagato con la vita il prezzo delle loro idee. Ma il contesto, il sottile file rouge che collega e mantiene in vita 80 anni di antifascismo è lo stesso. In questa vicenda è stata calpestata la Costituzione e, sopratutto, si sono violati i diritti basilari dell’uomo. La caccia al fantasma continua, ma noi, come tanti altri uomini liberi, saremo l’incubo di chi vuole metterci a tacere. Questo ‘rogo’ di libri deve essere la sveglia per chi vede la prigione culturale nella quale siamo rinchiusi”.

3 – Abbiamo letto di esposti alla Procura contro di te per una presunta “apologia di Fascismo”, ma anche di vostre iniziative legali, volte ad un risarcimento per lo stralcio del contratto che vi assicurava la presenza all’interno della nota fiera libraria. Come reagirete giuridicamente?

“Faremo parlare le carte bollate. Si è voluto dare un peso smodato alla mia militanza in CasaPound, per colpire, sostanzialmente, la figura del Ministro degli Interni Matteo Salvini. Abbiamo pagato caro e salato per uno spazio di 8 mq al Salone del Libro e chiederemo che ci vangano riconosciuti i danni d’immagine e di mancato guadagno. Ma qui la vicenda non è legata all’aspetto monetario è legata ad una questione di principio: non si possono vietare le idee. Siamo già pronti a partecipare ad altre fiere ed eventi culturali, consapevoli che Altaforte possa dare il suo contributo alla cultura tricolore”.

4 – Un detto evangelico recita che spesso l’albero si giudica dai frutti: l’ostracismo a livello mediatico ha rappresentato un autentico boomerang per i vostri detrattori, essendoci stato un incremento esponenziale delle vostra vendite. I soloni della cultura vi condannano, il pubblico vi premia: ce lo confermi?

“Le classifiche parlano da sole. Dobbiamo però sottolineare un fatto le persone hanno risposto alla censura sedendosi dalla parte del torto, per citare Brecht. Abbiamo ricevuto decine di e-mail e telefonate di supporto, non solo da intellettuali, ma anche dai lettori. Ed è questo che inorgoglisce me ed i miei collaboratori. Abbiamo gettato l’insegna oltre l’ostacolo per dimostrare di essere ancora vivi”.

5 – Quest’anno ricade il centenario dell’impresa di Fiume e molte sono le iniziative in campo, tra cui alcune vedranno la partecipazione diretta della nostra Redazione. Altaforte ha in programma qualcosa di specifico sull’argomento?

“I preparativi ed il vortice attorno al Salone del Libro hanno rallentato il frenetico lavoro editoriale, ma già da lunedì torneremo alla carica per preparare le nuove edizioni. Andremo dal sovranismo al mondo della musica e racconteremo lo sport con i protagonisti. D’Annunzio è una figura mitologica della cultura italiana, posso solo dire di continuare a seguirci. Sapremo sorprendervi”.

6 – Infine, nel ringraziarti per la disponibilità concessa ad EreticaMente, una domanda che ci sembra quasi obbligata nei nostri lidi: oltre al bel testo di Adriano Scianca “La Nazione Fatidica”, in futuro nelle vostre pubblicazioni ci sarà spazio per la tradizione classica e l’esoterismo?

“Abbiamo voluto inaugurare le pubblicazioni con l’autore, che in questi anni, ha saputo maggiormente incarnare quel senso di comunità di destino, di nesso di civiltà e capace di raccontare le sfumature delle radici della Nazione in ogni sua accezione: Adriano Scianca. La nostra volontà, così come per la mia azienda d’abbigliamento, è quella di confrontarci con l’identità e la cultura millenaria dell’Italia. Ogni potenziale pubblicazione che segue questa linea troverà, sempre, spazio nello scaffale di Altaforte Edizioni”.

Intervista a cura di Luca Valentini

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Categorie: Intervista

Pubblicato da Ereticamente il 12 Maggio 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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