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Rigenerazione Viola: evolomani in ausilio agli anti-evoliani – Fondazione Evola

Rigenerazione Viola: evolomani in ausilio agli anti-evoliani – Fondazione Evola

Nel corso degli anni la Fondazione Evola è stata accusata di molte e svariate nefandezze da parte di vecchi e giovani evolomani, autoproclamati custodi della ortodossia tradizionale: di aver trasformato Evola in un cristiano, di averlo dato in pasto ai massoni, di averlo accreditato come kremmerziano, di aver preferito le interpretazioni accademiche ad altre militanti, addirittura di aver pubblicato i suoi libri con un apparato critico, di aver depotenziato o annacquato il suo pensiero, di aver pubblicato documenti che sarebbe stato meglio fossero rimasti nascosti eccetera eccetera. Sarà pure, ma di certo la Fondazione non ha mai avallato coloro i quali discreditano il filosofo, lo denigrano, lo calunniano…

Ora accade che una newsletter di una ben nota libreria, il cui sito è talmente attivo da far suoi anche testi e foto pubblicati in rete e/o su carta da quelli che quando fa comodo sono avversari con cui polemizzare aspramente a priori, e quando fa comodo in modo diverso sono autori da saccheggiare senza nemmeno chiedere il permesso, promuove, vende e quindi avalla il libro “Julius Evola e l’alterazione della ricerca regolare dell’iniziazione: problemi, pericoli, danni” di L.M.A. Viola, che poi è la riunione dei saggi che costui ha pubblicato sulla rivista Saturnia Regna (n. 58, gennaio-febbraio 2015, parte I, pp.31-57; n. 59, luglio-dicembre 2015, parte II, pp.43-73). Le sue tesi sono state ampiamente criticate da Giovanni Sessa nel saggio “Guénon Evola (Viola) e l’iniziazione. Oltre il neo-spiritualismo e le sue derive parodistiche” in Studi Evoliani 2017 (Fondazione Evola-Arktos editore, Roma-Carmagnola 2018, pp. 281- 293). Che cosa afferma in sintesi Viola? Per chi fosse troppo pigro o ignorante per leggere Studi Evoliani 2017, qui ricordiamo che Viola, oltre a tentare di demitizzare la figura di Evola, ritiene che il rifiuto evoliano dello schema “astratto” di iniziazione proposto da Guénon, nasca da un’incomprensione di fondo del cristianesimo delle origini e delle sue relazioni con la religione romano-italiana, di cui Viola si sente Pontefice Massimo. Evola avrebbe erroneamente distinto l’afflato mistico dall’ascesi, equivocando il valore dell’insegnamento cristiano, definito da Viola: “espressione di una gnosi cristica pneumatica” (parte I, p. 37), avente in sé il rifermento ad una prassi iniziatica. Ma non basta. Il nostro studioso riduce il richiamo di Evola alle “Vie d’eccezione”, in tema d’iniziazione nell’Età ultima, nientemeno che ad esempio di pericoloso titanismo prometeico anti tradizionale!

Ora i ragazzini e i vecchi signori di Rigenerazione Evola offrono al loro pubblico di duri e puri questo prezioso opuscolo? I casi possono essere due e solo due: o non hanno minimamente letto il suo contento e lo hanno accettato a occhi chiusi dando fiducia al Pontefice Massimo L.M.A.Viola, e allora ignorano incoscientemente gli insegnamenti del filosofo di cui si eleggono ad unici custodi oppure lo hanno letto e sono d’accordo, e allora non si capisce come possano considerarsi appunto “evoliani” e dare lezione di ortodossia agli altri. Solo per usare benevoli eufemismi.

In un caso o nell’altro si sono squalificati da soli e non possono pretendere alcuna patente di ferrea fedeltà all’Idea e di coerenza e sono vivamente pregati di non fare più la morale a nessuno. In nome di che poi? Forse in nome di…. Viola?

Fondazione Julius Evola

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Categorie: Julius Evola

Pubblicato da Ereticamente il 29 Marzo 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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