Urban Center Milano – Costante Mandracchio

Urban Center Milano – Costante Mandracchio

Enfasi.

“Esposizione Universale Milano 2015”, amichevolmente detta “Expo 2015”, è stata una trovata geniale ed eccezionale. Tolta così di mezzo l’invadente Turchia e schivato ogni inciampo giudiziario (tanto prima quanto soprattutto dopo), tanti politicanti si sono dati la mano per accogliere a Milano, città sostanzialmente provinciale e monocentrica, il resto del Mondo.

L’unica cosa che non ha funzionato è stato il progetto della grande-piccola arteria (o capillare) d’acqua che dall’Area Expo doveva scaricare tramite un maestoso canale le acque dentro la Darsena di Porta Ticinese. La ciclopica opera avrebbe condotto un canale non navigabile, profondo non più di 1,5 o 2 metri, ma largo fino a 12 metri considerando la cementificazione delle sponde e delle aree “di rispetto”, a tagliare finalmente fuori la fastidiosa e problematica Periferia Ovest. Poi, a ben vedere, il benpensante cittadino mai si sognerebbe d’andare a pensare chi sia che controlla i tre quarti dei “movimenti-terra” a Milano e Lombardia. Già, perché se si vuole “scavare” occorre necessariamente “movimentare”, oppure imparare a levitare la terra che si desidera asportare.

Ma questi sono dettagli.

 

Enfiteusi.

Se grazie a “Expo 2015” Milano è diventata un polo importante del turismo internazionale, a ragion veduta in molti hanno levato gli scudi a protezione della cultura autoctona. Pertanto proprio costoro hanno deciso di eliminare chirurgicamente la “vetrina culturale” di Palazzo Marino, ovvero della Città “metropolitana” di Milano: Urban Center Milano.

Tale Urban Center Milano è situato in Galleria Vittorio Emanuele II (angolo piazza della Scala) ed ospita, a “getto continuo”, mostre fotografiche toccando svariatissimi temi, tutti culturali e non solo legati a Milano e all’Italia.

Durante il giorno nell’ampia sala-conferenze di Urban Center Milano transitano turisti ed autoctoni e verso sera vi si radunano capannelli d’anziani a raccontarsela.

Poi, come d’incanto, dopo le ore 18.00 s’aprono le danze e si tengono conferenze sui più disparati temi, ma tutti a fondo imprescindibilmente culturale.

Quando a certi livelli i “microsoloni” (che non calcano il palco di Urban Center Milano) si sciacquano in cavo orale con la parola “cultura” il Popolo dovrebbe capire che questa (ovvero la Cultura) stanno levandola di torno perché fastidiosa.

Enteroclisma.

L’oramai desueto e scipito Platone ha scritto un dì nel Timeo:

 

«“Oh Solone, Solone, voi Greci siete sempre dei ragazzi, perché un vecchio fra i Greci non lo si trova!”

Nell’udire cotali parole Solone chiese: “Ma che cosa ci vuoi dire?”

E così rispose il sacerdote egizio: “Voi Greci siete tutti spiritualmente giovani, perché nelle vostre menti non avete alcuna antica opinione andatasi ad architettare grazie ad una tradizione lunga e duratura».

 

La “pulizia” della mente e soprattutto la pulizia o cancellazione delle tradizioni e della cultura (che derivano da vita veramente vissuta, studio, analisi, sintesi e consapevolezza) va applicata. Ovviamente sostituendola ad arte e nel tempo con qualche cosa che nemmeno richiami una parvenza di verità. Così il Popolo non se ne duole.

Ben venga la decisione di Palazzo Marino di chiudere gli spazi che attualmente Urban Center Milano occupa. Ben venga la genialità espressa da taluni di affittare per qualche milione d’euro l’anno lo spazio culturale, la Vetrina Culturale per eccellenza di Milano, a una multinazionale che produce mutande, giubbini, calze e quant’altro, ma che sono tutti “capi” imprescindibilmente “di firma”.

Questa è l’ennesima riprova che la cultura paga… quando la si chiude!

Ma non tutto è perduto, come narrano le favole: ancora una debole speranza sussiste.

O meglio, vi è la speranza che il Cittadino continui a tenere la bocca chiusa e il cervello nel cassetto, lasciando che qualcheduno chiuda sistematicamente la bocca a tutti coloro che a Milano (e in Italia) desiderano “fare cultura”.

«Grazie per la partecipazione!» qualcheduno vi dirà sfoderando un largo sorriso… ma solo se veramente continuerete a tenere la bocca chiusa e il cervello sotto vuoto spinto.

 

P.S.: …tutto ciò vi pare surreale? Continuate pure a dormire… o scongelatevi!

https://conoscimilano.it/2018/12/09/moncler-si-aggiudica-lurban-center-milano/

 

 

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Categorie: Cultura

Pubblicato da Ereticamente il 19 Febbraio 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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