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Dall’Età dell’Oro alla scissione dell’Androgino – Gotico

Dall’Età dell’Oro alla scissione dell’Androgino – Gotico

L’uomo è Figlio del Cielo Stellato. Egli è frutto della Saggezza Cosmica.

Nella solidità del suo Corpo Fisico porta la solidità della materia, la stessa che forma i pianeti, come l’arcano Saturno, che ermeticamente corrisponde alla materia base del piombo.

Nel proprio Corpo Eterico egli porta la forza vitale che gli deriva dal Sole.

Nel Corpo Astrale porta gli ondeggiamenti, gli alterni stati d’animo, che trovano il loro simbolo nella Luna, con le sue fasi e il suo oscillare tra Luna Nera e Luna Piena, Luna crescente e Luna calante.

In virtù del suo Io l’uomo incarna la gerarchia più alta presente e operante sulla Terra.

Ma questo Io cosciente e intelligente è una scintilla della grande intelligenza che governa il mondo, il Logos, per questo possiamo dire che l’uomo nella sua essenza più profonda discende dal cielo e si incarna – progressivamente – sulla Terra.

Ciò che esternamente appare come evoluzione dai minerali ai vegetali, dai pesci agli anfibi, dai rettili ai mammiferi, dai primati ai primi umani è in realtà il riflesso allo specchio del progressivo incarnarsi dell’Io Superiore dell’uomo sul pianeta terra fino al punto in cui egli è capace di articolare la Parola, ovvero di essere incarnazione cosciente del Logos.

Lungo il suo cammino l’uomo affronta le sfide dei due ostacolatori: Lucifero, Ahrimane.
Lucifero distolse l’uomo dall’armonia con gli Dei: gli donò l’Arbitrio e con essa la Libertà, esponendolo così alla Caduta, ma ponendo anche le basi della sua autonomia cosciente.
Ahrimane introdusse nell’essere umano l’errore: errore con una sfumatura di volontà cattiva, ovvero la menzogna, determinando quella separazione radicale dal mondo divino che equivale alla morte nel senso più radicale. Ma tale separazione significò anche un densificarsi del corpo, il suo calarsi nella materia: quella materia che ora non deve essere combattuta o fuggita, ma ricondotta al suo archetipo divino.

Il cammino dell’uomo passa attraverso epoche che sono state fatte corrispondere a nomi di luoghi mitici: Thule, Lemuria, Atlantide.

Thule: il luogo di una esistenza primigenia avvolta nelle forze divine che irradiano dal Sole.

Lemuria: il luogo preistorico di una vita ancora guidata dagli Dei che ispiravano una sorta di istinti superiori. L’uomo agiva allora ispirato dalla stessa saggezza cosmica che nel mondo animale guida le api alla costruzione degli alveari e gli uccelli migratori che si innalzano in volo sull’oceano.

Atlantide: il luogo antico in cui si sviluppa la forza della memoria, dunque della Tradizione, quella che poi fu fissata negli antichi libri ispirati: dai Veda all’Enuma Elish alla Bibbia.

L’attuale Terra dove al livello di massima densificazione corrisponde la necessità di ricongiungersi al divino attraverso il Pensiero cosciente. Questa terra è oggi il campo di battaglia in particolare di quella stirpe che – al di là degli equivoci delle ideologie politiche del Novecento – è stata definita ariana.

Alla fase arcaica dell’esistenza terrena si riferisce il racconto della Genesi che plasma l’immagine dei due alberi: l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza.

L’albero Della Vita è il simbolo la pienezza della vita primordiale, vita beata nell’Età dell’Oro in comunione con gli Dei.

L’uomo primordiale che vive nel Paradiso originario è descritto dalla tradizione come Androgino. La Potenza Femminile è in lui, a formare quella completezza di cui parla anche Platone nel Simposio.

Questa condizione primordiale di vita-e-pienezza nel cammino della vita terrena si perde. L’uomo discende nella materia. Il polo maschile si scinde da quello femminile: compare il “sesso”, ovvero la scissione.

La separazione tra uomo e donna è anche la separazione tra soggetto e oggetto.

L’Io comincia a prendere coscienza (… la Conoscenza di cui l’altro Albero) di un modo di fronte a lui. E la separazione diventa brama, desiderio di riprendersi quella unità originaria, ma in forma confusa, caotica.

Gotico

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Categorie: Tradizione

Pubblicato da Ereticamente il 24 Febbraio 2019

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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