I segreti dell’Alchimia secondo Michael Maier – Augusto Vasselli

I segreti dell’Alchimia secondo Michael Maier – Augusto Vasselli

Atalanta Fugiens, ecco i segreti dell’alchimia. Il simbolismo nell’arte. L’opera di Maier: solfo, mercurio e sale nelle tavole pittografiche del medico tedesco

Michael Maier, nato nel 1566 a Rendsburg, nello Holstein, si addottorò nel 1596 in medicina a Basilea e l’anno successivo in filosofia a Rostock. Uomo coltissimo, poeta e musicista dilettante, scrittore di cose ermetiche e medico geniale, venne chiamato, nel 1608 a Praga da Rodolfo II, imperatore del sacro romano impero, protettore di alchimisti ed alchimista egli stesso, quale suo medico personale. Maier tenne l’alto ufficio affidatogli per quattro anni, fino alla morte del sovrano, afflitto da tempo da mali rivelatisi incurabili. Negli anni successivi, il Maier visitò più volte l’Inghilterra, ove ebbe modo di conoscere personalmente Robert Fludd, noto esponente e alfiere del rinnovamento esoterico e spirituale propugnato della fraternità dei Rosacroce. Lavorò nel 1616 a Kassel, la città ove apparvero nel 1614 e nel 1615 i due manifesti rosacrociani. Morì a Magdeburgo nel 1622, ancor giovane, dopo aver pubblicato a Francoforte ben sedici opere nello spazio di otto anni.

Riguardo i suoi scritti, l’Atalanta Fugiens, è un’opera squisitamente alchimistica, che colloca il Maier tra i più insigni autori che di tale arte abbiano scritto. L’opera è composta poi di 50 emblemi o tavole pittografiche, corredata ciascuna da un titolo, da un epigramma, da una fuga musicale (cfr. i tre principi dell’alchimia, solfo, mercurio e sale) e da un discorso “esplicativo” (in realtà, atto a confondere e depistare più che a chiarire, secondo il consueto il metodo degli autori ermetici). Un lavoro diremmo oggi multimediale, che contiene espressioni letterarie, figurative e musicali mediante le quali offrire al lettore la possibilità di intuire le finalità, i mezzi e i procedimenti riferiti alla grande opera. Ancora una tripartizione, quindi: immagine, musica e scrittura come solfo, mercurio e sale per ottenere il risultato, il lapis filosofale. Nelle icone pittografiche, che nel contesto della opera hanno un ruolo fondamentale (scrittura e musica servono a chiarirle) appare costantemente uno schema riferibile ai quattro elementi, che sono poi i principi di cui si avvale la grande opera: il fuoco (solfo) agisce sull’acqua (mercurio) che si tramuta così in aria (vapore), la quale agisce sulla terra (sale). Schema nel quale si ritrova la concezione di Sinesio, il quale afferma che nell’opera ermetica il fuoco si tramuta in acqua, l’acqua in aria e l’aria in terra. In altri termini, l’energia psicosomatica (fuoco) attiva il corpo fluidico (acqua), che postosi in vibrazione produce energia fluidica (aria), la quale a sua volta finisce per influenzare i circuiti neuronici (terra, corpo). Delle 50 tavole e dei 50 titoli ed epigrammi del libro del Maier, omettendo per brevità e esigenze redazionali l’aspetto musicale, ne ho scelti alcuni, tra quelli che possono essere considerati – senza nulla togliere agli altri – i più significanti riguardo l’interpretazione del processo ermetico, per offrire uno spunto di riflessione a chi legge.

Emblema III

Vai dalla donna che lava i panni e fai come lei.
Tu che ami scrutare le celesti dottrine, trai
Senza oziare tutto l’utile da questo esempio:
Non vedi la donna che smacchia i panni
Versandoci sopra l’acqua calda?
Imitala, e l’arte tua non ti deluderà;
L’onda infatti lava le scorie del corpo nero.

La donna pone i panni sporchi in un catino e versa su di essi acqua fatta bollire in un caldaio. Con tale operazione allegorica, riferita alla grande opera, si attiva l’azione del fuoco/solfo (l’energia biopsichica) che pone l’acqua/mercurio (il corpo sottile) nella condizione richiesta per operare, facendo produrre vapore/aria (l’energia interiore) che agendo sulla terra/sale, rappresentata dai tessuti sporchi (l’insieme fisico e psichico dell’operatore) depurerà la parte nera, ossia lo squilibrio energetico e caratteriale. L’acqua calda con cui si consiglia di operare è dunque il “mercurio umido e caldo”, ossia il corpo “sottile” della controparte “magica”, posto in vibrazione e quindi capace di trasmettere la propria energia (il vapore, l’aria umida e calda) al “corpo nero”, ossia all’operatore, in tal modo “rettificandolo”, ovvero ponendo in equilibrio le sue cariche energetiche.

Emblema V

Poni un rospo sul seno della donna, perché lo allatti e muoia la donna e sia gonfio di latte il rospo.
Si ponga un gelido rospo al femmineo petto
Perché a guisa d’infante beva il latteo liquore.
Cresca molto il tumore per il vuotato seno
Sinché la donna indebolita non muoia.
Quindi a te farai un nobile medicamento
Che metta in fuga il veleno dal cuore dell’uomo e guarisca il malanno.

Il gelido rospo che l’autore consiglia di attaccare al seno della donna, è il corpo sottile dell’operatore, freddo e quieto diversamente dal corpo sottile femminile, qui simbolizzato dalla mammella, che deve essere caldo e quindi attivo. L’azione del corpo sottile femminile su quello maschile avviene attraverso il “latte” (il “latte di vergine” dei testi ermetici) ossia attraverso il flusso di energia, altrimenti simboleggiato come vapore, rugiada, ecc. La donna che allatta il rospo (l’operatrice magica), “muore”, secondo il significato esoterico della “morte”, unendosi a colui che le ha posto il “rospo” sul seno. Si realizza così l’unione dei contrari, da cui si ricava da parte dell’operatore un elisir (“nobile medicamento”) capace di mettere in fuga le angosce e le inquietudini (“che metta in fuga il veleno dal cuore dell’uomo”).

Emblema X

Conduci il Fuoco al Fuoco, Mercurio a Mercurio, e ciò ti basti.
Il mondo intero pende da questa connessa catena:
Il simile gode di ciò che gli è simile
Così il Mercurio si unisce al Mercurio e il Fuoco
Al Fuoco, e questa è la meta dell’arte tua.
Vulcano conduce Mercurio, ma tu o Cinzia
Sei resa libera dal pennuto Ermete e dal fratel tuo Apollo

Il mercurio (elemento acqua) ci viene mostrato sotto due profili. I due Ermes simboleggiano i due corpi sottili attivati, quello dello operatore stesso, presente nella propria dimora (il corpo fisico) e quello della “controparte”, che penetra in tale dimora sotto forma di flusso od energia fluidica, qui simboleggiata dal fuoco. Il fuoco, visto sia come energia psicosomatica che come energia sottile, è l’elemento essenziale che permette l’incontro/unione dei due mercuri (“le nozze alchemiche”). Vulcano conduce Mercurio: il fuoco/solfo fa ardere il mercurio/acqua, che per mezzo del vapore igneo prodotto potrà incontrare un diverso mercurio e fondersi con esso per potere operare i prodigi della cosa una. Diana viene liberata da Ermes e da Apollo, ossia da quegli stessi elementi acqua (mercurio) e fuoco (solfo) che si uniscono per generare il vapore, ossia il flusso di energia sottile che è appunto la Diana filosofica, la Diana (liberata e posta in azione) che fungerà da levatrice per la nascita del sole/oro.

Emblema XI

Sbiancate Latona e stracciate i libri
Ogniun conosce• di Latona la prole gemella
Che secondo il mito antico nacque da Giove.
Altri dicono che mescoli la luce del sole
Alla luna, avendo macchie nere in volto.
Disponiti dunque a sbiancar Latona, e senza indugio
Distruggi gli ambigui libri, che non ti nocciano.

Latona, che mescola la luce della luna a quella del sole e che presenta macchie nere sul volto, è il mercurio dei saggi non ancora depurato, ossia la “donna mercuriale” non ancora istruita e agente nel suo ruolo basilare nella grande opera, quindi non ancora attiva e catalizzante. Quando queste cose diventano operative, Latona “scompare” e sorge da lei Diana, nel ruolo di levatrice del fratello Apollo, il sole-oro. In altri termini, l’energia tellurica agisce sull’operatore mediante la sua energia sottile e favorisce la ricerca dell’equilibrio energetico (il lapis), ovvero di un adeguato stato emozionale e mentale dell’adepto (l’oro filosofale).

Emblema XXVIII

Il re si lava, seduto nel Lagno laconico e Farut lo libera dall’altra bile.
Il re Duenech (su cui brillano l’armi del Leone verde)
Di rigidi costumi, era gonfio di bile.
Chiama il medico Farut, che gli promette salute
Somministrandogli acqua per via aerea:
Egli si lava e rilava sotto la vitrea volta
Finché il bagno di rugiada non caccia tutta la bile.

Il re Duenech è l’operatore alchemico, ossia il corpo fisico, il sale, il leone verde nel linguaggio degli adepti; egli rappresenta il fisso (“le abitudini negative), il “corpo nero” (pieno di impurità), ovvero il comune essere umano, privo di equilibrio energetico, emozionale e caratteriale. Il medico Farut capace di guarirlo, ossia di equilibrarlo, è l’alchimia. Nella grande opera infatti egli attiva il corpo sottile fluidico femminile (“somministrandogli acqua”) attraverso l’energia da questo prodotta (“per via aerea”). Il laconico è un tipo di bagno a vapore, nel quale il bagnante sta chiuso in una cabina in cui penetrano i caldi vapori sprigionati da una caldaia d’acqua in ebollizione. Nella grande opera i caldi vapori dell’acqua mercuriale, posta in arsione dal fuoco/solfo, compenetrano e guariscono il corpo del re malato, che si libera dalle impurità che lo affliggono (dallo squilibrio energetico, emozionale e caratteriale).Così il volatile (il mercurio), ossia il corpo “sottile femminile”, attraverso la propria “rugiada” (l’energia interiore) elimina lo squilibrio del re, che guarisce nell’athanor ermetico (“sotto la vitrea volta”) ripetendo l’operazione alchemica (“si lava e rilava”).

Emblema XXXIV

Concepito nei bagni, nasce nell’Aria e poi per farsi rosso Marcia nelle Acque.
L’Aria splende alla nascita del bimbo concepito
Ai bagni, ed esso fattosi bianco vede Acqua sotto i piedi.
Sulle cime dei monti diviene rosso
E questa è l’unica cura dei dotti.
E non é pietra nobile dono celeste,
Sarà felice chi da Dio l’avrà.

Il fanciullo alchemico, il rebis (cosa doppia) destinato a tramutarsi in lapis (pietra, ossia pietra filosofale).viene concepito nell’unione del sole con la luna; egli nasce in aria, tra le nubi (vapore), con l’aria che splende per un tale evento. Dal cielo torna poi all’acqua e si fa bianco (opera al bianco); dall’acqua successivamente emerge, per porre piede sulla terra e salire sulle cime dei monti, dove diviene rosso (opera al rosso). L’energia sottile a polarità bilanciate, il rebis alchemico, si manifesta con sostegno energetico della “controparte magica”. Sole e luna si trovano infatti entrambi nel glifo del mercurio, che in questo caso rappresenta la “controparte magica”. Tale sostegno agisce sulle acque, ossia sul corpo sottile della controparte stessa, rappresentata nell’emblema dalla donna che partorisce il fanciullo fra le nubi, ossia in aria; il che sta a significare che il bimbo alchemico, il rebis, è composto esso stesso d’aria, ossia di energia sottile (il vapore). Il fanciullo-aria-flusso torna in acqua, ossia penetra nel corpo sottile dell’operatore che impregna, realizzando così l’opera al bianco. Il rebis esce dalle acque e va sulla terra, ossia nel corpo fisico, migliorando la base caratteriale dell’operatore stesso. Il rebis infatti, venuto sulla terra, sale sulle cime dei monti, ossia si fissa alle strutture biopsichiche di chi opera, compiendo così l’opera al rosso tramutandosi in lapis, la pietra dei saggi.

Emblema XXXVIII

Il Rebis, come ermafrodito, nasce da due monti: quello di Mercurio e quello di Venere.
Dicevasi anticamente che il Rebis è doppio,
Essendo androgine, in un sol corpo maschio e femmina.
Nato infatti su due monti, è detto Ermafrodita,
Partorito ad Ermete da Venere feconda.
Non disprezzare il suo doppio sesso:
Quest’uomo che è anche donna ti darà il Re.

Ermes corteggia Afrodite e sullo sfondo si staglia la doppia cima del Parnaso, il monte sacro alle Muse, protettrici delle arti. Tra quelle due vette, con un piede su ciascuna, si erge il figlio che la dea dell’amore partorirà a Mercurio: un essere bicefalo e dal doppio sesso chiamato Ermafrodita dal nome dei genitori. Venere, sposa di Vulcano dio del fuoco, rappresenta qui l’energia creatrice; è il fuoco che agisce sull’elemento acqua, ossia sul mercurio, simbolo del corpo sottile femminile, che attivato dal dispiegarsi dell’energia (Venere) produce l’energia sottile (l’Ermafrodita). Energia sottile simbolizzata dall’elemento aria, ossia dal vapore (le nuvole) che finisce per manifestarsi come energia bipolare (maschile/femminile) e rappresentata quindi come un essere dal doppio sesso, ossia dalla doppia polarità energetica, il rebis alchemico (res bis, la cosa doppia). Il monte Parnaso dalla doppia vetta rappresenta la terra, ossia il corpo fisico, bipartito, in cima, in quanto sono due le persone fisiche impegnate nel lavoro alchemico, un uomo (Ermes) ed una donna (Afrodite). Fra tali persone fisiche (“cime di monti”) si produce il corto circuito energetico, “arco voltaico” diremmo con linguaggio moderno, di cui l’androgine (rebis) è simbolo.

Augusto Vasselli
Presidente onorario del Nuovo Corriere Nazionale
(https://www.nuovocorrierenazionale.com/)

 

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Categorie: Alchimia

Pubblicato da Ereticamente il 6 Settembre 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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