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Una russa a Montparnasse: biografia intellettuale di Maria De Naglowska – 3^ parte – Francesco Innella

Una russa a Montparnasse: biografia intellettuale  di Maria De Naglowska – 3^ parte – Francesco Innella

Capitolo III

Il Gruppo di Ur

Dopo l’abbandono della Svizzera, Maria De Naglowska, si trasferì in Italia e si stabilì a Roma, dove rimase dal 1921 al 1926. Nella capitale, frequentò Julius Evola e il gruppo di Ur, lavorando come giornalista. Il gruppo di Ur fu un sodalizio magico, che fu attivo in Italia verso la fine degli anni 20. Fondatore del gruppo fu Julius Evola, che si alternò con il massone Reghini. Sebbene il gruppo si dichiarasse indipendente dai maggiori movimenti esoterici del suo tempo ( massoneria, teosofia, e spiritismo ), le principali componenti che lo fondarono furono antroposofiche, kremmerziane e massoniche. Il gruppo di Ur aveva due finalità. Suscitare una superiore forza metafisica che potesse aiutare i singoli membri a operare magicamente. Utilizzare questa forza superiore per poter esercitare una influenza magica sulle forze politiche del tempo. All’interno del gruppo vi furono dei tentativi di rivitallizzare il paganesimo romano, in modo da poter condizionare il fascismo mussoliniano, e poter imprimere ad esso una visione più pagana che cristiana. Ma questo tentativo fallì. Ci furono diramazioni del gruppo di Ur in altre città italiane, dove furono costituite diverse catene magiche.

Espressione del gruppo fu una rivista, nella quale gli autori degli articoli si firmavano, usando uno pseudonimo. Nella rivista furono pubblicati testi di un notevole interesse alchemico – magico ed esoterico di cui segnalo alcuni. “Il Gran Papiro Magico di Parigi”. Il “De Mysteris” di Giamblico, “ I Versi d’oro” di Pitagora.” Massime di saggezza pagana” di Plotino.” Clavis Philosophiae Chemisticae” di Geral Dorn.” La dignità dell’uomo”di Pico della Mirandola. “ Il Golem e il Volto verde” di Gustav Meyrink.

Nell’elenco degli iscritti al gruppo di Ur, nella sezione dei non confermati, risulta alla lettera g. Maria De Naglowska ed accanto al suo cognome era riportata la seguente frase. “Maria De Naglowska ( da Alessandria D’Egitto).”
La rivista di Ur, pubblicò la sua poesia che aveva per titolo: “ Message de L’etoile Polaire. “. Gruppo dei Polari. Da ciò è evidente che quando la russa restò a Roma dal 1921 al 1926, incontrò Evola, con cui secondo alcuni ebbe una relazione tantrica, anche se la pubblicazione della poesia fa intendere piuttosto, che la loro relazione fosse all’epoca basata più sull’interesse comune per la poesia. Riporto la poesia che fu pubblicata da Evola.

LE MESSAGE DE L’ETOILE POLAIRE
“Il est onze heures a la grand horologe de L’Univers, la Porte est ouverte, et le élus sont conviés. Car l’épé a dèchiré les entrailles de la Femme et dans la “profondeur du Sein”la Parole est prononcèe. Le péché n’est plus et dans la novelle cité brillante l’arbre de vie offre déjà aux baisers du soleil rénové son premier fruit odorant.

Le Prince du Monde, le Grand Condanné de la première heure a expié sa faute et retrouve son épouse lavée da la tete aux pieds.
Bienheureux ceux dont la chandelle s’allume à la nouvelle aurore, bienheureux ceux qui ont ouvert leurs yeux à la lumiere qui éclare trionphante au coeur de la Nuit, à l’heure promise du renouveau. Le Fils se place sur son trone et envoie aux quatre coins du monde ses serviteures fidelès chargès des cuellir la moisson. Une heure encore est laissée à toute creature, un temps bref: mais decisive celui qui a des oreilles pour entender peut encore changer de direction et accourir à la Vie en abandonant la Mort. La Coupe est offerte à tous, mais le vin doit etre buvolontairement, conformément à l’antique sagesse que le silence a conservée intacte jusqu’à ce jour.

Maintenant les lévres sont déliées et il suffit d’écouter pour comprende chaque chose.
C’étiat d’abord le signe,ensuite ce fut le symbole aujourd’hui s’ouvre l’ere de la réalité.
Paix à tous et joie à claque etre juste.
Alexandré d’Egypte, 1927″

(1) “Sono le undici al grande orologio dell’universo, la Porta è aperta e gli eletti sono convitati. Perché la spada ha lacerato i visceri della donna e nella “profondità del seno” la parola è pronunziata. Il peccato non c’è più e nella nuova città brillante l’albero di vita già offre ai baci del nuovo sole il suo primo frutto odoroso. Il Principe del mondo, il grande condannato della prima ora ha espiato la sua colpa e riprova la propria sposa lavata da testa a piedi. Ben felici quelli per cui s’accende la candela dell’alba nuova, ben felici coloro che hanno aperto gli occhi alla luce che esplode trionfante nel cuore della notte, all’ora promessa della stagione nuova. Il figlio s’insedia sul proprio trono e manda e manda ai quattro angoli del mondo i suoi fedeli servitori incaricati di provvedere al raccolto. Ancora un’ora rimasta ad ogni creatura, tempo breve ma decisivo: chi ha orecchie per intendere può ancora cambiare direzione ed accorrere alla vita abbandonando la morte.

La coppa è offerta a tutti, ma il vino deve essere bevuto volontariamente, conformemente all’antica saggezza che il silenzio ha conservato integra finora. Ora le lebbra sono sciolte e basta ascoltare per intendere ogni cosa. Prima era il segno, poi fu il simbolo, oggi s’apre l’evo della realtà. Pace a tutti e gioia ad ogni essere giusto. Alessandria d’Egitto, 1927″.

Il testo in cui Evola descrisse la magia sessuale di Naglowska fu “Metafisica del Sesso”. Mircea Eliade si incontrò con Evola nel 1952, dove venne a conoscenza che l’aristocratico romano aveva iniziato la traduzione di Sesso e carattere di Weininger e nel contempo la stesura di “Metafisica del sesso”. Così il filosofo romeno scrisse nel suo diario. «Parlammo per oltre un’ora. Mi disse che ormai avendo tutto il suo tempo a disposizione, ne approfittava per tradurre autori francesi o tedeschi. Mi parlò anche di Metafisica del sesso, un libro che stava progettando». Gli argomenti prevalentemente trattati nel testo riguardavano : la crisi del pudore osservata da un punto di vista non borghese, l’emancipazione della donna, le nuove tendenze di costume, le nuove tesi di Reich sulla sessualità, nonché specifiche considerazioni su fatti di attualità. Dopo una introduzione sul sesso nel mondo moderno , Evola suddivise il testo in alcuni capitoli: il primo (Eros e amore sessuale) aveva un carattere pragmatico e concreto; il secondo (Metafisica del sesso) affrontava il tema del sesso secondo la tradizione classica (il mito dell’androgine, Eros, Afrodite, etc.). il terzo (Fenomeni di trascendenza nell’amore profano) si occupava dell’amplesso da un punto di vista superiore, cercando di scorgere quei fenomeni trascendenti (a volte semplici retaggi) che si registravano nell’atto sessuale; nel quarto (Dei e dee, uomini e donne) l’autore analizzava in maniera analitica le differenze tra i due sessi; nel quinto (Sacralizzazioni e evocazioni) Evola sviluppò una disamina storica sull’argomento: il mondo della tradizione, il Cristianesimo, la cavalleria medievale, i Fedeli d’Amore); nell’ultimo capitolo, il sesto (Il sesso nel dominio delle iniziazioni e della magia) si occupò dell’aspetto più propriamente magico ed esoterico: taoismo, yoga, tantrismo, ermetismo Il termine “metafisica” fu usato dall’autore con un duplice significato: da una parte una metafisica intesa come una ricerca del significato ultimo dell’eros e dell’esperienza sessuale al di là della fisiologia e dell’istinto di riproduzione; dall’altra uno studio volto ad individuare anche nelle forme di amore più comune un’esperienza trascendentale. Evola, in Metafisica del sesso, raccolse testimonianze storiche, tradizionali e scientifico-biologiche per dimostrare che il rapporto sessuale tra due esseri umani di sesso diverso è tanto più potente quanto i due elementi (uomo e donna) sono ontologicamente se stessi, determinati, distinti e differenziati. L’uomo, rifacendosi alla tradizione classica e preclassica, è l’elemento unitario (lo spirito, il cielo) mentre la donna è l’elemento diadico (la materia, la terra): la forma (l’uomo) che plasma la materia (la donna).

Julus Evola a pagina 294 del suo “ Metafisica del sesso”, scrive che gli scritti della Naglowska formano un insieme di divagazioni personali e letterarie imperniati su una visione scandalistica e riecheggiano temi già noti nella coscienza esoterica scaturiti dai contatti avuti dalla donna con ambienti caucasici e cassidici.

Note:

1 – Traduzione del testo francese a cura del dr. Antonio Vacca.

 

Francesco Innella

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Categorie: Esoterismo

Pubblicato da Ereticamente il 4 Agosto 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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