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L’Alba del Tempo: Deus Mundi – Stefano Mayorca©

L’Alba del Tempo: Deus Mundi – Stefano Mayorca©

La nuova Era attende di manifestarsi, di effondere il suo calore trasmutando ogni cosa sulla Terra. L’Alba del Tempo si avvicina e il Deus Mundi attende di sentire pronunciare nuovamente il suo nome, gridato un tempo nelle Are sacrali, scandito ritmicamente dai sacerdoti-iniziati. Aspetta di tornare per seminare nelle le menti fertili e già feconde la forza radiante che nel numero sacro esprime il suo Mistero. Tutto vibra nella Luce infinita e mai finita della Creazione, luce che si fa vita, forma, Forza, immagine creata.

Paracelso definiva la facoltà immaginativa del mago: “La stella interiore”. Tale attività, correlata all’attività demiurgica e creativa delle stelle esterne, non va confusa con la fantasia, potere inferiore legato alle correnti lunari illusorie e disgreganti.

Il comparto immaginativo è una potenza creatrice di ordine solare orientata verso gli eidà, le idee paradigmatiche del vero mondo. Sempre Paracelso paragonava l’immaginazione a un magnete, che con la sua forza può attirare gli oggetti del mondo esterno all’interno dell’uomo. Questo potere di proiezione e creazione di immagini – vitalizzate, si badi bene – simboleggia le facoltà dell’alchimista, dello scultore o del fabbro interiore.

Democrito, il filosofo greco della natura, a cui si deve l’invenzione del concetto di microcosmo, affermava che le figure percepite con l’ausilio dei sensi, immaginate o semplicemente pensate, sono tutte entità materiali concrete le cui caratteristiche possono essere trasferite all’osservatore. L’anima stessa, secondo Democrito, sarebbe costituita da sottili atomi ignei. Seguendo la linea filosofica dei Neoplatonici, veniamo a sapere che la sfera visibile e tangibile rappresenta solamente lo stato grezzo della materia soggetta a numerose fasi e processi di raffinazione. 

Il magista, raggiunto il pieno del suo potere, è a tutti gli effetti un Dio capace di concretare matericamente creazioni interiori esteriorizzandole. La sua natura solare lo pone in ambito regale e quale signore degli universi paralleli crea forme, e il suo verbo è fecondante. La sua valenza solare, sostanza ignea, come una fiaccola che rischiara le tenebre dell’ignoranza e di una moralità profana, arde incessantemente come il fuoco d’amore rigenerante, che imperituro spande il suo seme sapienziale nei regni di Luce, oltre le soglie dell’infinito, dove l’iniziato-mago regna sovrano.

l’Uomo-Dio, il Magus, che con un potente atto volitivo scaccia l’oscurità interna e proietta al di fuori la Luce.

La consapevolezza è il risultato diretto di questa operazione e il suo dominio dona la possibilità di penetrare i simboli disvelandone l’occulto sapere. In noi sono racchiuse tenebra e luce, giorno e notte, poli opposti dell’anima e dello spirito. Separare la Luce dal buio vuol dire dividere le due polarità magnetiche (solve) e in seguito armonizzarle e unificarle (coagula), poiché l’oscurità non può essere eliminata ma solo dominata ed equilibrata. Allo stesso modo in cui le passioni non vanno estinte, ma altresì controllate, le due polarità di luce e di ombra devono essere sinergicamente dirette in modo che le forze ottenebranti non possano prevalere.

Il vero Dio non è lo spauracchio che giudica e punisce, e nemmeno colui che dispensa le gioie fittizie di ordine materiale, secondo presunti meriti personali. Il Deus è Luce, non misticismo privo di sostanza ed effimero, esaltazione dell’ego, concezione stagnante di dogmi obsoleti, è Causa ed eterno ritorno. La consapevolezza è l’unico mezzo, l’indispensabile strumento che concreta una presa d’atto, un vero risveglio, perché solo mediante il risveglio si può accedere alla vita interiore.

Colui che è desto percepisce ciò che gli altri non possono sentire e vedere. La coscienza, ormai risorta, concede il frutto preziosissimo che dischiude e mai chiude i battenti del Magistero magico. L’anima non si libra se non si attua un lavoro volto a rendere attiva la sostanza divina.

– Stefano Mayorca – Riproduzione Riservata

copertina: dipinto dell’autore stesso

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Categorie: Ermetismo

Pubblicato da Ereticamente il 12 Agosto 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Stefano Stringini

    Complimenti Dott. Majorca, anche per il dipinto e, non di meno per il suo: ” La Luna” ( influssi poteri e leggende) che ho da poco finito di leggete. Con sincera stima. Prof. Stefano Stringini.

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