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DECIMA FLOTTIGLIA M.A.S.: propaganda per la riscossa (XXV parte) – Gianluca Padovan

DECIMA FLOTTIGLIA M.A.S.: propaganda per la riscossa (XXV parte) – Gianluca Padovan

«Fascio eletto di spiriti eroici la Xa Flottiglia M.A.S. è rimasta fedele al suo motto: PER L’ONORE E LA BANDIERA»

X M.A.S., manifesto (50 x 82 cm verticale)

 

 

 

Grida di riscossa.

In questo contributo si conclude quanto cominciato nella XXII, XXIII e XXIV parte, ovvero la trattazione inerente i mezzi d’informazione della Xa Flottiglia M.A.S.

La propaganda, arma necessaria alla difesa del Paese, è stata ben gestita dall’apposito Ufficio della Decima. Come s’è già detto, la propaganda era indispensabile per fare affluire sempre nuovi volontari nei reparti, chiedere fondi ai cittadini per le armi e spiegare che cosa realmente stesse succedendo in Italia.

Quasi sempre riuscendoci, la propaganda della Decima cercherà in ogni modo di sottrarsi tanto alla censura della R.S.I. quanto a quella dell’alleato germanico da cui direttamente dipendeva.

 

 

Reggimento “S. Marco„.

Opuscolo non datato, con la copertina rossa (17 x 24 cm), dove nella prima campeggia la classica colonna rostrata romana di repubblicana memoria (Xa, Reggimento “S. Marco„, Stabilimento Industriale Tipografico, La Spezia s.d.).

Internamente ha 12 pagine ed è composto dei soli testi di undici canzoni. Due sono dedicate ai massoni Mameli e Garibaldi. Per quanto possa apparire “strano”, ancora oggi vi sono dei pigri benpensanti che negano l’evidenza dei fatti, cioè che i moti rivoluzionari ottocenteschi vennero diretti da massoni e tra le figure di spicco abbiamo proprio l’abigeo Garibaldi e il filoinglese Mazzini (1).

 

-Inno alla XA Flottiglia MAS,

-Inno di Mameli,

-Inno di Garibaldi,

-Inno Reggimento S. Marco (vecchio),

-Inno a S. Marco (nuovo),

-Giovinezza,

-All’armi siam fascisti,

-Giovani fascisti,

-Battaglioni “M”,

-La canzone dei sommergibili,

-Inno a Roma.

Inno alla XA Flottiglia MAS

Quando pareva vinta Roma antica

sorse l’invitta X.a Legione

vinse sul campo il barbaro nemico

Roma riebbe pace e onore.

 

Quando l’ignobil 8 di Settembre

abbandonò la Patria al traditore

sorse dal mar la Decima Flottiglia

e prese le armi al grido: «per l’onore».

 

Decima Flottiglia nostra

che beffasti l’Inghilterra

vittoriosa ad Alessandria

Malta, Suda e Gibilterra.

vittoriosa già sul mare

ora pure sulla terra

vincerai!

 

Navi d’Italia che ci foste tolte

non in battaglia ma col tradimento

nostri fratelli prigionieri o morti

noi vi facciamo questo giuramento:

 

Noi vi giuriamo che ritorneremo

Là dove Iddio volle il tricolore

Noi vi giuriamo che combatteremo

fin quando avremo pace con onore.

 

Decima Flottiglia nostra

che beffasti l’Inghilterra

vittoriosa ad Alessandria

Malta, Suda e Gibilterra.

vittoriosa già sul mare

ora pure sulla terra

vincerai!

 

 

Le nostre canzoni.

Opuscolo non datato di 32 pagine, composto di solo testo (12 x 16,8 cm). Il disegno in prima di copertina è firmato «D. Fontana». Contiene i testi di ventinove canzoni, tra cui figura anche Inno alla Xa Mas; l’ultima è La sagra di Giarabub (Xa Flottiglia MAS, Le nostre canzoni, s.d.).

Giarabùb (Al-Giaghbūd) è un’oasi della Libia nord orientale e uno dei suoi capisaldi principali è la Ridotta Marcucci. Nel giugno del 1940 il presidio composto da soldati italiani e libici comandati dal Maggiore (poi Tenete Colonnello) Salvatore Castagna è attaccato e assediato da truppe angloaustraliane. Il Comandante è ferito e preso prigioniero il giorno 21 marzo 1941 «e, subito dopo la cattura, è interrogato da un Generale australiano il quale, attraverso l’interprete, gli esprime tutta la sua ammirazione per la strenua resistenza opposta dal presidio. Dato che gli altri capisaldi resistono ancora, manifesta il desiderio di trattare la resa ma l’italiano risponde di aver giurato di resistere fino all’ultimo uomo e quindi non può accettare l’offerta» (Raffaele Girlando, Giarabùb immagini e commenti storici, Italia Editrice New, Foggia 2008, p. 15). Gli ultimi capisaldi combattono per tre giorni ancora e «gli ultimi scontri all’arma bianca sono animati dal Capitano Della Valle, dal Capitano Ercolini e dal Tenente Catania; questi ultimi due Ufficiali ammainano il tricolore e lo fanno a pezzi così da metterlo più facilmente in salvo. Giarabùb si arrende, infine, il 24 marzo 1941» (Ivi).

Si tenga sempre ben presente che il Soldato Italiano è stato tradito dai così detti “ufficiali superiori” o meglio da uno “stato maggiore” sempre ben distante dal fronte e spesso mai distante da Roma, corrotto e legato a filo doppio alla massoneria inglese e americana. Nonostante tutto il Soldato Italiano si è battuto con valore e con onore in ogni situazione. Anche e soprattutto quando gli era rimasto da difendere il solo Onore di Soldato e di Cittadino Italiano.

Salvatore Castagna così si esprime a proposito della correttezza delle informazioni: «Per la parte che mi riguarda direttamente, cioè la difesa di Giarabub, alcuni scrittori hanno cavallerescamente ammesso che, nell’ultimo periodo d’assedio (12 dicembre 1940 – 21 marzo 1941) reparti australiani effettuavano violenti infruttuosi attacchi intesi a sopraffare la resistenza dell’oasi. Altri, invece, fanno un breve cenno alle operazioni svolte in quel settore, asserendo che le forze australiane si limitarono a costituire un cerchio attorno alla guarnigione» (Salvatore Castagna, La difesa di Giarabub, Longanesi & C., Milano 1967, p. 13). Inoltre, proseguendo nella descrizione delle operazioni, conclude: «Con questo ho voluto dimostrare l’inesattezza di alcune asserzioni nemiche, secondo le quali gli italiani non riuscirono mai ad agire in quel settore. Quel che per i neozelandesi rappresentava un fatto sbalorditivo, per gli italiani era una normale missione» (Ibidem, p. 17).

 

 

Xa Inno del San Marco.

Opuscolo contenente lo spartito musicale di un’unica canzone, l’Inno del San Marco per l’appunto; ha 8 pagine (22,5 x 27,5 cm) (Decima Flottiglia M.A.S., Inno del San Marco, s.d.). A corredo si presenta il dettaglio d’una foto datata 11 luglio 1944 dove vi sono le truppe della Divisione San Marco a Grafenwöhr (Germania) (tratta da: Giorgio Pisanò, Gli ultimi in grigioverde, Vol. Secondo, Edizioni FPE, Milano 1967, p. 661).

 

Barbarigo Xa Flottiglia MAS.

Il sottotitolo recita: «Giornale di guerra de Barbarigo – Fronte di Nettuno». Il primo numero esce il 1° aprile 1944 ed è composto da due fogli (quattro facciate 22 x 32,5 cm). Nella prima pagina un unico articolo così comincia: «i primi / Sulle linee della I Compagnia è rimasta una croce su un mucchio di terra rossa italiana. Sono i due morti che non si sono potuti portare indietro, quelli presi da una granata nella buca e che sono rimasti sulla linea a fare buona guardia» (Battaglione Barbarigo, Barbarigo Xa Flottiglia MAS, s.d., p. 1).

 

Franchigia NP.

Giornale del Gruppo Nuotatori Paracadutisti della Xa Flottiglia M.A.S. Il primo e unico numero esce il 30 agosto 1944 ed è composto da due fogli (quattro facciate, 22 x 32,5 cm). In ogni caso la dicitura sotto il titolo ci tiene a specificare: «esce quando esce» e in alto a destra: «Numero unico per uso interno». L’articolo Ennepì millenovecentoquarantaquattro così comincia: «Fuori di retorica: qui si rifà la spina dorsale della Nazione; e se il compito si stima troppo arduo, per le nostre capacità, vi rispondo: abbiamo le spalle larghe e non rigettiamo una, nemmeno una, delle responsabilità che ci vengono da tale impegno» (Gruppo Nuotatori Paracadutisti, Franchigia NP, Numero unico, 30 Agosto, 1944, p. 1).

Al centro e in fondo, sempre alla prima pagina, si legge la trascrizione di un telegramma: «Da ufficio stampa decima a redazione “franchigia„ P. da C. 767 / concediamo nulla osta pubblicazione “franchigia„ sicuri che codeste colonne fedelmente rispecchieranno vita goliardica et carattere virile et coraggio provato degli np. Alt. / pasca piredda responsabile».

E questa è la sottoriportata risposta: «Da redazione “Franchigia„ a Ufficio Stampa Xa / Lieti nulla osta concesso, prova Vs / superiore comprensione, sentitamente ringraziamo promettendo abituale noncuranza Vs direttive, Alt / La Redazione» (Ivi).

Nel catalogo dell’ISEC è indicato come «Numero unico per uso interno» (Marco Borghi, La stampa della RSI 1943-1945, Fondazione ISEC, Edizioni Angelo Guerini e Associati, Milano 2006 p. 38).

 

 

Cucaracia.

“Foglio” dei Marò della II Compagnia del Battaglione Sagittario, Xa Flottiglia M.A.S., costituito nel 1944. Si tratta del primo numero, ciclostilato, così specificato: «esce come e quando ci pare // N° 1 P;d.C. 845 – 10/12/44 XXIII° // redazione chi lo sa dove»; è composto da un foglio (due facciate) (II Compagnia Battaglione Sagittario, Cucaracia, Xa Flottiglia M.A.S., N. 1, 10 Dicembre, 1944, p. 1).

Il Sagittario, originato dalla compagnia Mai Morti di Trieste, è inquadrato nella Divisione Xa e successivamente viene trasferito a Solcano per essere impiegato contro il IX Corpus jugoslavo.

 

 

Il Risoluto

Il Battaglione Costiero Risoluti, costituito a Genova nel 1944 come Reparto Autonomo, aveva il compito della difesa costiera in Liguria. Pubblicava un proprio “foglio d’arma”: «Quindicinale del gruppo “Risoluti”. Foglio interno dei “Risoluti” della X flottiglia Mas. Tener duro e Picchiar sodo. Genova, Tipografia SA Ed. “Il Lavoro”, 1944-1945. Direttore Giorgio Melloni. Quindicinale» (Marco Borghi, La stampa della RSI 1943-1945, op. cit., p. 56). La citata pubblicazione dà come luogo di conservazione la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

 

 

Quelli della Xa Flottiglia MAS

Giornale della Xa Flottiglia M.A.S. di stanza a Fiume. Il primo numero esce nel gennaio 1945 ed è composto da due fogli (quattro facciate, 22 x 32,5 cm). Il sottotitolo recita: «dove non basta il numero basterà l’impeto». Nella prima pagina c’è la Presentazione: «Finalmente!!! Però è stata una cosa terribile, venire alla luce. Non avete un’idea di quello che fu fatto perché non nascessi. Ma in barba a tutti gli strilli e gli spintoni, eccomi qua! Certo, non sono gran cosa. Sono un giornaletto un po’ racchio e patito, ma sfido io, con quel parto laborioso! Il guaio è che temo di rimanere figlio unico! Pazienza! Purché almeno io l’abbia spuntata. In ogni modo son felice d’aver visto la luce, per la soddisfazione di coloro che m’hanno concepito, e che nelle mie pagine hanno espresso sentimenti e punti di vista, non per la vanità di sentirsi scrittori ma per far conoscere il loro modo di vivere e di pensare, infondendo, se è possibile, il loro coraggio ai pavidi, la loro fede agli increduli» (Xa Flottiglia MAS, Quelli della Xa Flottiglia MAS, N. 1, Gennaio, Fiume 1940, p. 1).

 

Agendina del Marò.

Un discorso a parte lo merita questa particolare agenda creata appositamente per i Marò della Xa Flottiglia M.A.S. In prima pagina c’è scritto: «Xa / 1945 agenda per il marò de la decima flottiglia mas» (Xa 1945 Agenda per il Marò de la Decima Flottiglia MAS, 1945, p. 1). Con ogni probabilità è stato stampato alla fine del 1944.

Segue il calendario dell’anno 1945 su due pagine.

L’agenda contiene alcune parti di testo che servono anche e soprattutto come “prontuario informativo” per chiarire al soldato nazionale innanzitutto che cosa sia lo Stato per il quale combatte. Compaiono domande e consone risposte, come ad esempio «Cos’è lo Stato?», seguita da «Che cos’è la repubblica? La repubblica è quella forma statale in base alla quale il governo dello Stato è retto dal popolo, direttamente e per mezzo dei suoi rappresentanti».

Altre sono, ad esempio, le seguenti: «Perché è nata la Repubblica Italiana?», «Perché alla repubblica italiana è stato attribuito l’appellativo di sociale?», «Che cos’è la X Flottiglia Mas?», «Chi è il Comandante della Xa Flottiglia Mas?».

Successivamente si hanno informazioni a carattere storico per chiarire chi siano le persone alle quali si sono intitolate alcune Unità, oppure perché talune portino il nome che le identifica. Abbiamo, ad esempio: «colleoni / Bartolomeo Colleoni fu uno dei più insigni condottieri italiani. Egli militò successivamente sotto Braccio da Montone, Muzio Attendolo Sforza, il Gattamelata ed infine Francesco Sforza. Si distinse in maniera particolare nella terza fase della guerra tra Venezia e Milano. Nato nel 1400 la morte lo raggiunse nel 1467, quando divenuto ormai celebre in tutta l’Europa, era da vari anni capo delle forze della Repubblica di Venezia. Colleoni fu anche il nome di un incrociatore della nostra Marina appartenente alla classe “condottieri”. // Attualmente reca questo nome un gruppo d’artiglieria della decima Flottiglia Mas che prese parte con il Battaglione Barbarigo alla difesa di Roma» (Ibidem, pp. 51-52).

«lupo / È il nome di una torpediniera che nelle acque di Candia affrontò una formazione di 3 incrociatori nemici, riuscendo a portarsi a brevissima distanza e ad affondare col siluro una di queste. / Attualmente sta a designare il Battaglione secondogenito della Decima Flottiglia Mas. [etc.]» (Ibidem, p. 53).

«castagnacci / Al nome di questo eroico marinaio imolatosi nel corso dell’attuale conflitto, s’intitola un Battaglione della Decima, formato di equipaggi di M.A.S.» (Ibidem, p. 57).

Le pagine sono “allietate” da vignette umoristiche a colori.

 

 

Note

 

1) Libri sull’argomento ve ne sono parecchi. Uno per tutti, da prendere comunque con le dovute cautele: Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, BUR, Milano 2011.

N.B.: I bolli a corredo provengono da: Archivio di Stato di Milano; Tribunale Militare per la Marina in Milano (Repubblica Sociale Italiana), Procedimenti archiviati. Autorizzazione alla pubblicazione. Registro: AS-MI. Numero di protocollo: 2976/28.13.11/1. Data protocollazione: 29/05/2018. Segnatura: MiBACT|AS-MI|29/05/2018|0002976-P.

 

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Categorie: Controstoria, X Mas

Pubblicato da Ereticamente il 3 Agosto 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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