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Prospettive per il Governo di un Paese – Umberto Bianchi

Prospettive per il Governo di un Paese – Umberto Bianchi

Appena venuto alla luce e già oggetto di feroci critiche. Stiamo parlando dell’inedita formula di Governo che, da poco tempo, è stata battezzata alla Camera ed al Senato con la fiducia al Governo Conte. Da una parte, la macchina del fango con accuse al limite della querela penale, da parte degli sconfitti di sinistra (Pd, Leu e compagnia bella…) e destra (vedi Forza Italia!), dall’altra le critiche di chi, da molte parti, senza che neanche il Governo sia partito, già parlano di promesse non mantenute e di mano troppo morbida. Certamente, essendo nato all’insegna dell’incontro e del compromesso tra due forze simili ma differenti, quali 5 Stelle e Lega, ha dovuto optare per qualche sicuramente sgradevole concessione alla forma, nominando personaggi esterni all’agone elettorale, quali l’attuale premier oltre a qualche ministro, in nome di quel principio di imparzialità e terzietà che, a tali nomine avrebbe dovuto sovrintendere.

Ma che qualcosa di buono e positivo si stia muovendo, ce lo dimostra chiaramente il fatto che, tutti i rappresentanti della nostrana “intellighentzja”, dai Saviano ai Lerner e via discorrendo si stiano scagliando con una inusitata veemenza verbale contro il nuovo esecutivo ed in particolare, contro la figura del neoministro e vice-premier Matteo Salvini. A questi non viene perdonata la promessa di una linea più dura contro sbarchi e clandestini sul nostro territorio ma, anche e specialmente, di esser ad ora la punta di diamante, il maggior esponente di un progetto politico di stampo “identitario” e “sovranista” che, anche se ultimamente stemperato in toni di “bon ton” istituzionale, è tutt’altro che accantonato. Ad ulteriore prova di quanto affermato, la recente uscita di Roger Cohen, dalle pagine niente del New York Times, da sempre nel ruolo di network tutto a difesa dell’ala buonista e progressista del Globalismo. Il Cohen, in un suo corsivo, ha letteralmente perduto le staffe, definendo “terribile e schifoso” il programma del nuovo governo, arrivando a definire i rappresentanti di 5 Stelle e Lega “un branco di miserabili”, in questo confermando che qualche cosa di positivo e veramente innovativo, questo nuovo governo deve averla, per esser oggetto di tali invidiose rampogne da parte della stampa d’Oltreoceano. Un segnale di certo positivo, ma che dovrebbe farci capire che la strada è tutt’altro che in discesa, anzi. Stiamone pur certi, che i Poteri Forti non se ne staranno con le mani in mano e faranno il diavolo a quattro per  mettere i bastoni tra le ruote al neonato governo “penta-leghista”.

Il can can mediatico e le roboanti accuse di Francia e Spagna attorno al caso della nave Acquarius, ne sono un’eloquente testimonianza, accompagnata però, da un sinistro controbilanciamento: è proprio di queste ultime ore, la notizia del silenzioso sbarco di un migliaio di “migrantes/invasori”, a tal proposito, accompagnati e depositati nei nostri porti, dalle solerti unità di quella Marina Militare che, invece di provvedere alla difesa delle nostre frontiere, ha oramai assurto al ruolo di fornitore ed organizzatore di un vero e proprio servizio di taxi del mare, per immigrati. C’è sicuramente ancora molto da fare. E bisogna vedere se il nuovo esecutivo sarà in grado di reggere alle proprie spinte centripete, oltre alle pressioni esterne. Inutile dirlo, mai come ora, è necessario mobilitarsi in direzione di una spinta mediatica, che sappia ruotare attorno ad alcuni semplici, ma irrinunciabili, principi cardine: No all’Euro (anche se il neonato esecutivo sembra aver di proposito rinunciato a questa istanza, di cui bisognerebbe ben chiarire significati e portata, al di là dei soliti ritornelli catastrofisti). No all’Europa. (A questa Europa, nel suo ruolo di gabbia burocratico-finanziaria, non animata da alcuna superiore istanza…).

No agli accordi commerciali internazionali (Che castrano e deprimono la crescita economica dei popoli, a favore del guadagno di pochi ricchi). No ad alleanze strategico militari che, in nome di un innaturale ed anti economico atlantismo,  puntino a sabotare  l’asse geo economico e geo politico Est-Ovest che, sempre più, va ora prefigurandosi, facendo della Nato un organismo antistorico ed oramai sorpassato da nuove dinamiche epocali. No, senza se e senza ma, all’immigrazione di qualunque tipo sul nostro territorio, al fine di tagliare le gambe a chi vuole, creando una società fondata sul lavoro servile, fare del nostro, un paese di schiavi e di miserabili sfruttati.  Mobilitarsi, alzare la voce, ora come non mai, al fine di polarizzare l’asse politico su due definiti schieramenti: uno a favore del Nuovo Ordine Globale, liberista ed individualista; l’altro Identitario e Sovranista, animato dall’idea di un  modello economico “altro”, più attento alle istanze dei popoli, che non a quelle della finanza “creativa”. E questo, con buona pace per i “moderati” di qualsiasi specie e risma, di destra o sinistra che dir si voglia, per i quali, la campana sta oramai suonando a morto, da non poco tempo.

UMBERTO BIANCHI

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Categorie: Il Punto...

Pubblicato da Umberto Bianchi il 13 Giugno 2018

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

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