Alessandro Benati e l’Occidente secondo Rudolf Steiner – Eques

Alessandro Benati e l’Occidente secondo Rudolf Steiner – Eques

Con questi quattro piccoli volumi, di formato tascabile, l’autore, Alessandro Benati, si propone di fornire uno strumento sintetico e di riepilogo a chiunque desideri comprendere per sommi capi l’evoluzione delle correnti esoteriche d’Occidente, a partire dall’Antico Egitto fino al ruolo e alla missione di Rudolf Steiner.

Essi sono raccolti sotto il titolo “Dai Misteri Antichi alla Scuola di Michele” proprio a voler rimarcare che esiste un filo rosso che collega ininterrottamente l’attività in ambito esoterico di Rudolf Steiner, chiamato spesso il “Maestro dei Tempi Nuovi”, con quanto è stato insegnato nei secoli precedenti da tutte le scuole iniziatiche occidentali. Infatti, si trova spesso, in cerchie ispirate all’antroposofia, l’ingenua convinzione (nell’accezione più benevola dell’aggettivo) che Rudolf Steiner sia una novità avulsa da tutto quanto lo ha preceduto così come da ciò che va sotto il nome di Tradizione.

Se vi è casomai una assoluta novità nel suo insegnamento, in accordo con la missione che egli stesso si riconobbe davanti al suo Maestro e cioè quella di «Rinnovare la Scienza e la Religione. Far rientrare Dio nella Scienza e la Natura nella Religione. E da lì fecondare nuovamente l’Arte e la Vita», questa è da identificarsi con la sua Cristologia, che pone in maniera unica e insostituibile la figura del Cristo al centro dell’intera evoluzione terrestre e che gli fu anche causa delle frattura insanabile con la Società Teosofica e conseguente fondazione della Società Antroposofica Universale. Argomento questo non trattato in questo ciclo, ma che auspicabilmente ne avrà uno suo dedicato.

Gli strumenti che questa piccola opera vuole fornire al lettore comune o allo studioso dell’esoterismo, qualunque sia la sua scuola di partenza o di appartenenza, vogliono essere semplicemente dei riferimenti cardinali per potersi orientare a partire dal punto in cui si è. La strada, come tutte le scuole insegnano, va percorsa individualmente, e non può che partire dalla propria anima. È su di essa infatti che gli Antichi Misteri operavano, in special modo quella parte preparatoria di essi che andava con il nome di Misteri Minori o Piccoli Misteri.

Con un breve excursus storico sui Misteri di Osiride e su quelli greci, e come questi insegnamenti siano stati analogamente svolti da correnti come la gnosi fino anche alla Rosacroce, l’autore ci conduce fino al XIX secolo, epoca in cui si assistette ad un vero e proprio disvelamento di quella parte di insegnamenti che costituiva i Misteri Minori. Alla luce di quanto disse l’Abate Tritemio, ciò sarebbe accaduto proprio all’inizio della reggenza dell’Arcangelo Michele, quell’entità spirituale capace di sviluppare e supportare massimamente lo sviluppo del pensiero dell’uomo e portare quindi un profondo cambiamento di direzione nell’evoluzione della coscienza umana. L’epoca in cui questi Misteri sono stati dati ad ogni uomo sarebbe quindi quella in cui, evolutivamente parlando, nell’uomo si desta il “pensiero cosciente” quale l’unico strumento che lo può riportare in comunione con il cosmo, attraverso un sentiero che concilia scienza e fede, che era poi l’obiettivo che Rudolf Steiner si era dato fin da giovane, prima ancora di incontrare il suo Maestro.

I testi sono disponibili su Amazon e presso la Libreria Esoterica Ibis di Bologna.

Eques

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Categorie: Antroposofia, Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 2 Giugno 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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