Per questi nostri tempi – Manfredi Aureo dal Piombo

Per questi nostri tempi – Manfredi Aureo dal Piombo

Dall’Oriente verrà il cuore punico a travagliare Adria e gli eredi Romulei. Accompagnato dalla flotta libica tremeranno i maltesi e le prossime isole spoglie” (IX- I C.)

Grandi esodi di individui verso i paesi dei discendenti di Romolo. Rivoluzioni  a regimi dittatoriali, guerre economiche camuffate da lotte di religione, imbonitori televisivi e plagiatori grafo-mediatici, criminalità organizzata sempre più infiltrata nelle maglie della società, miseria e povertà compagne inseparabili della dignità. Di questi tempi, quando la luce si fa radente e col silenzio della gente è più facile ascoltare il bisbiglio degli Enti,  il brusio è interrotto dal rumore degli zoccoli dei ronzini e dallo sghignazzare dei terrificanti inquietanti apocalittici cavalieri. L’egoismo sta uccidendo tutto il nostro mondo e lo  consegna  nelle mani del Maligno che, ora politico, ora acclamato opinionista, ora protagonista religioso, manipola le coscienze e si serve delle necessità e dell’indigenza per catturare schiavi alla sua causa. La globalizzazione, madre del profitto selvaggio, uno dei demoni del dio Danaro, ha provocato l’esodo dei dannati della terra verso i lidi d’oltremare, allettandoli con il miraggio di condizioni di vita migliori, cancellando in loro, in realtà, ogni ideologia, ogni ansia di dignità ed amor proprio, ogni ambizione di esistere con orgoglio nella propria patria. Completamente rimossa è l’autodeterminazione, il sacrificio personale inteso come ideale collettivo, il culto dei propri antenati e la perpetuazione delle tradizioni. L’obbiettivo e la strategia che vi si cela è quello di avere una società omologata, un immane omogeneizzato umano passivamente asservito ad una cosca di lestofanti che detiene la ricchezza ed il potere mondiale ( economico, mediatico, tecnologico, scientifico) in cui tutto, ogni minimo dettaglio ha una connotazione pecuniaria ed esiste solo se traducibile in moneta. Uno scenario sostenuto da molti fautori delle società multietniche, edulcoratori delle propagandate convinzioni da talk-show di necessitanti umanitari accoglimenti indiscriminati e di impossibili integrazioni. Volutamente si tace sul valore scientifico della diversità come fondamento di tutto il creato e sui sacrifici umani che i popoli dell’occidente che non sono emigrati, hanno affrontato in patria per costruire lo stato che, nel bene e nel male, abbiamo. Un monopolio internazionale del potere come profetizzato nei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, dove, tuttavia, si errava nell’attribuirne la responsabilità alla razza ebraica, non riuscendo a vedere oltre il buio dell’ignoranza e di odi secolari.

I governanti che regneranno sulla Terra… Si impadroniranno dei beni dei loro sudditi… Insaziabili saranno i loro desideri ed essi saranno spietati. Invece che proteggere i loro sudditi Li spoglieranno e sotto pretesti fiscali Ruberanno le loro proprietà… La rettitudine e la legge diminuiranno di giorno in giorno finché il mondo sarà interamente pervertito. Solo i beni conferiranno il rango… Solo legame fra i sessi sarà il piacere, sola via di successo nelle competizioni sarà la falsità… chi distribuirà più danaro dominerà gli uomini. La gente avrà quanto mai terrore della morte e temerà la povertà… L’empietà prevarrà fra gli uomini…”
(Vishnu-purana / Kali Yuga)

L’attacco è alla cultura e al culto delle tradizioni, alla dignità cavalleresca e alla storia, strumentalizzata secondo le esigenze, al pensiero occidentale e agli uomini che ne hanno illustrato l’esistenza. Recidere le radici del sacro, valore fondante delle società più antiche, rimuovere ogni tensione ideologica per poter, poi, facilmente condurre l’umanità con unanime consenso, annullando ogni dubbio e resistenza. Tipica affermazione ricorrente è quella che vuole il pensiero occidentale fondato sulla religione cattolica, trascurando volutamente di considerare tutte le forme del pensiero religioso che l’hanno preceduto. L’uomo del millennio non deve credere in niente che non sia materiale.  Alla fine del millennio un prato verde non lordato dall’uomo ed una pianta, non avvelenata saranno una rarità… L’uomo sarà circondato da cibo ed acqua, ma morrà di fame e sete, perché l’erba che vedrà crescere e il frutto che vedrà maturare saranno veleno, come pure l’aria.

Vaneggiamenti del monaco Basilio? Guardatevi attorno: forme di vita, vegetali o animali che siano, estinte, cicli biologici evoluti nei millenni, del tutto sovvertiti, indiscriminato sfruttamento delle risorse naturali che spesso portano a reazioni catastrofiche da parte della natura, quando non determinate dalla mano dell’uomo. Già, perché questi servi dell’anticristo perseguono inarrestabili il loro scopo: la logica parassitaria di una fagocitosi insaziabile del tutto  e subito! Sono vere e proprie metastasi cancerogene che distruggeranno tutto l’ambiente che le circonda. L’inversione della rotta, allo stato in cui siamo, sembra poco plausibile: l’anticristo con i suoi luogotenenti domina il mondo. Solo isolate, piccole resistenze cercano di arrestarne l’avanzata trionfale. La lotta non può che essere ermetica perché deve coinvolgere Enti ed Eoni propizi e richiamarli sulla Terra in questo momento storico. Ma gli ermetisti dove sono? Se qualcuno è interessato a questo, a non porgere il capo al boia, faccia tesoro del tempo e del luogo che da questo scritto e da quelli che verranno, indicherà la celebrazione di un grande rito di richiamo.

Manfredi Aureo dal Piombo

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Categorie: Tradizione

Pubblicato da Ereticamente il 31 Maggio 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Gaetano Barbella

    Fa differenza se alla catastrofe dell’ironia dei vaneggiamenti del «monaco Basilio», si sostituisce, una delle tante “apparentemente” naturale, come quella di Pompei nel 79 a.C.? Si tratta della più grande tragedia del mondo antico dove il Vesuvio scatenò l’inferno in poche ore. Una “fatto” coinvolgente che il tutto il mondo racconta per il cospicuo numero di vittime e la distruzione di una fiorente civiltà. Anche se fu una catastrofe, come Goethe la definiva, oggi è causa di gioia visto che le rovine della città ai piedi del vulcano esercitano un grande fascino agli occhi dei milioni di turisti che ogni anno giungono a Pompei per visitarla. Stranezze di tragedie umane del passato!
    Ecco che lei descrive una situazione simile che potrebbe comportare la fine di un ciclo esistenziale, come fu probabilmente quello di Atlantide, quasi leggendaria. E i cineasti oggi vanno a nozze nel proporre pellicole e video di scenari con ipotesi esistenziali interstellari in concomitanza del genere di catastrofe da lei immaginata di un’umanità schiava di mostri galattici.
    Dove gli «ermetisti» per la lotta che dovrebbe coinvolgere «Enti ed Eoni» propizi e richiamarli sulla Terra in questo momento storico, lei si chiede? Forse crede veramente che si disporrà, come nel mitico passato raccontato da Omero, l’intromissione di dei e semidei nelle contese dei viventi, magari attirati dalla sua «celebrazione di un grande rito di richiamo»? Forse sì…
    Ma la poverina zoppicante con la coroncina in mano che mi alza la mano, e con un sorriso sul viso stanco, quando io la incontro per strada, interessa tanto questo richiamo, semmai lo udisse? A lei basta una monetina, un certo viatico per l’aldilà cui mira col pensiero, fra un Ave Maria e l’altra.
    E mentre quegli Enti ed Eoni si azzuffano nel loro mondo, attivati dai sistemi terrestri che lei descrive in catastrofica disarmonia, son tante che non si contano le poverine zoppicanti con la coroncina in mano, appena citata, al punto di formare una immensa montagna. La potremmo chiamare la montagna delle beatitudini, di evangelica memoria. Ecco, forse è questo il baluardo che ostacolerà vittoriosamente «l’anticristo con i suoi luogotenenti» che stanno dominando il mondo da lei posti in evidenza.
    Resta comunque importante che lei si disponga ai suoi scritti che pur possiedono una vitale incisività per scuotere l’uomo dalla crapula.
    Ad maiora, Gaetano Barbella

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