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La “vergine” di Julius Evola. 6^ parte – Gaetano Barbella

La “vergine” di Julius Evola. 6^ parte – Gaetano Barbella

 

LA “VERGINE” DI JULIUS EVOLA  SUO “FEDELE CORPO DI GUARDIA”

L’Astro-geometria solare del tema natale

A cura di Gaetano Barbella

Sesta parte

18.  Il porco metà uomo delle provincie di Caserta e Benevento.

È bastata la geo-mimesi del Bosco di San Silvestro a dar corpo che il don Giovanni, qui ritratto, fosse un occulto “porco-uomo” astrale per suggerirmi poi la configurazione sulla carta geografica di Caserta, con la geo-mimesi dell’illustr. 5. Le Centurie di Michèl  Nostradamus poi, hanno perfezionato il personaggio in merito. La quartina che configura il supposto “porco metà uomo” in questione, è la I.64 che così recita:

Di notte il Sole penseranno d’aver visto, / Quando il porco metà uomo si vedrà, / Assordante canto, battaglia in cielo confinato, iniziata, / Animali spaventati la gente udirà.

Ma poi è di volta una seconda quartina nostradamica, la III.34:

Quando il mancare del Sole allora sarà, / Sopra il pieno giorno il mostro sarà visto,  / Tutto diversamente lo si interpreterà, /

 

Illustrazione 1: Provincia di Caserta e parte limitrofa di Benevento. Geo- mimesi del “porco metà uomo” di Nostradamus I-64

Per costosità non ha guardia, per nulla non vi avrà provvisto.

Può impressionare e nel contempo deludere, l’imprevista comparsa di un essere come questo, attraverso

 

le mie geo-mimesi, con questa sorta di essere astrale, che compare nella carta di Roma, in quella di Viterbo e di Pisa. C’è da immaginare che si tratta di una entità non da poco, di cui si sono serviti i dispositori occulti del mondo astrale.

 

 

Esaminando la geo-mimesi di Roma Centro (illustr. 5) si evidenziano intorno al Colosseo, la testa di un angelo, i quattro animali dell’Apocalisse, un aquila, un toro, un leone ed un uomo con la corona di alloro che saluta militarmente un simbolico fascio in corrispondenza di una donna a cavallo munita di elmo.

Illustrazione 2: Geo-mimesi di Roma Centro. I quattro animali dell’Apocalisse più il quinto, un maiale

Ma a questi quattro si aggiunge un maiale che rilascia la sua immagine riflessa sul dorso di un grosso pesce, un’orca, in corrispondenza del palazzo del Quirinale. Lascio a lettore poter fare gli opportuni commenti  in    base all’allegoria di questa rappresentazione. Ma a noi basta capire che la seconda quartina nostradamica, la III- 34, relativa al  porco casertano  e, conseguentemente al Don Giovanni del Bosco di San Silvestro di Caserta, se da un lato può risultare riprovevole, da un altro lato deve avere un gran valore risolutivo, là dove i quattro animali dell’Apocalisse non sono idonei   per   svolgere   certi progetti                in              favore dell’umanità, ma a costo “zero”. E si è capito che si tratta   dei   “ritmi   biologici della natura”, in uno scritto di Paolo Sizzi su EreticaMente Net:

« …. Solo una visione politeista, compresa quella gentile, esprime al meglio questo intimissimo legame tra i ritmi biologici della natura e la vita dell’uomo, e sono diverse le figure divine dei culti, cosiddetti pagani, che anticipano, e di molto, il Nazareno divinizzato che muore e risorge: Osiride, Adone, Dioniso, Attis, Mitra, Wotan, Balder ecc…»1.

Ho mostrato la carta di Roma e ne è valsa la pena, non solo per legare la “Vergine” di Evola in trattazione alla Regina napoletana e austriaca nel contempo, la Sofì, come la chiamava il suo consorte Francischiello, ovvero Re Francesco di Borbone, e intravedere capovolto uno scenario in cui si nota una coppia di guerrieri, di cui uno con la spada sguainata. Ma ciò che risalta e vedere lo scudo di questi segnato con un vistoso IO, un segno che ci condurrà all’IO di Julius Evola, non dico altro, ma col prossimo capitolo, aiutandomi con le profezie di Nostradamus, si perverrà alla sua probabile identità metafisica.

Illustrazione 3: Un IO minaccioso con la spada sguainata del Lungotevere Arnaldo da Brescia.

19.  Geo-mimesi di Roma Piazza Augusto

La geo-mimesi di Roma Piazza Augusto mostra l’IO in questione che mi è parso di intravedere nella Piazza Augusto e che ho impresso sullo scudo del guerriero con la spada sguainata.  Chiaramente  si riferisce  a l’imperatore Augusto, indicato dalla Piazza romana, ma per il fatto che il gruppo dei due guerrieri e chi sta loro accanto, si erge su un coccodrillo, e sotto di questo, un celato altro aspro guerriero, seduto per giunta sul Palazzo di Montecitorio, che interpretazione dare? Secondo me, essa ci viene da una quartina di M. Nostradamus che è questa:

Nostradamus XI.19
«Seicentocinque, seicentosei e seicentosette

A noi si mostrerà all’anno diciassette

Dal buttafuoco, l’ira, l’odio e invidia,

Sotto l’Ulvio seduto lungo tempo nascosto.

Il Cocodrillo sopra la terra l’ha nascosto

Quello che stava morto, sarà per allora in Vita.»

La prima indicazione ci viene da «Sotto l’ulvio seduto», posto in grassetto, del 4° verso, in base ad una certa storia che ci porta diritto all’imperatore Augusto della piazza romana in questione. Si racconta che il primo imperatore romano, dopo lo sbarco a Roca nel 44 a.C., si sia accampato insieme a Virgilio nel campo di ulivi nelle vicinanze della Masseria dei Gesuini, proprio in quelle campagne di Strudà che ora ospitano l’ulivo ultramillenario “La Regina” assegnato due anni fa alla First Lady americana Michelle Obama2.

Un attimo di sosta per annotare questo particolare da tenere a mente, per poi svilupparlo in seguito. Si tratta di uno dei soliti «Casi» (“insignificanti”) di Ekatlos che poi conducono a possibili segreti reconditi da non sottovalutare, ma da prendere con le “pinze”. Comunque è il solito discorso di quando si dice “a proposito!…”, nel bel mezzo di un parlare di altro che non vi riguarda per niente.

Ma vediamo il seguito sul conto dell’imperatore Augusto «Sotto l’ulvio seduto», che è davvero significativo. Viene poi detto nella quartina di Nostradamus, «seduto lungo tempo nascosto», ed ancora, «Il Cocodrillo sopra la terra l’ha nascosto.», e qui, con molta evidenza la figura  del coccodrillo, chiarisce l’arcano. A perfezionare ogni cosa della profezia nostradamica, viene detto che l‘imperatore redivivo è «seduto» e infatti lo è, e nientemeno sul Palazzo di Montecitorio. Si capisce che non è l’antico imperatore Augusto, ma la divinità che gli dava la potenza e la virtù per essersi dimostrato un grande imperatore. In relazione all’ipotesi che si tratti nel contempo dell’IO di Evola, viene da pensare che lo scanno (il palazzo Montecitorio) su cui è seduto l’aspro e truce guerriero, sia il tavolino da lui dipinto che aveva con sé dove abitava e dal quale non si distaccò mai fino alla sua dipartita.

Riprendendo il ragionamento interrotto, per capire a chi si riferisce questa sorta di dio dall’aspetto di aspro guerriero, Nostradamus ha fatto precedere la quartina in questione con tre numeri in sequenza, «Seicentocinque, seicentosei e seicentosette», che vanno decifrati crittograficamente in questo modo molto semplice:

VI Centuria per la prima parte dei tre numeri, ossia «seicento», e poi «5», «6» e «7» le quartine relative a questa VI Centuria, tutto qui. Semplice, no? Ora andiamo a vedere cosa ci dicono le tre quartine:

VI.5

Sì grande fame per onda pestifera.    Per pioggia lunga il luogo di polo artico

Samarobryn3 cento luoghi dell’emisfero, Vivranno senza leggi esenti da politica.

VI.6

Apparirà verso il Settentrione

Non lungo dal Cancro la stella crinita: Susa, Siena, Boece, Eretrion,

Morirà di Roma grande, la notte disperato.

VI.7

Normeigre Dace, e l’Isola Britannique, Per gli uniti fratelli saranno vessate:

Il capo Romano discendente di sangue Gallico E le forze alle foreste respinte.

Ma siamo appena all’inizio della decifrazione in corso, perché ora con l’ausilio della tabella dell’illustr. 8, che ho preparato per l’occorrenza, si ha modo di capire precisamente chi possa essere l’aspro guerriero.

Illustrazione 4: Tabella di Centurie di Michèl Nostradamus con riferimenti riferimenti crittografici di rimando. Si possono così legare fra loro com’è mostrato qui in tabella.

Nel nostro caso, il rimando saliente ce lo mostra la cinquina XI.21 che è posta in relazione con la VI.7 che dice così:

«L’autore dei mali comincerà Regnare

nell’anno seicentosette sangue spargere tutti

i soggetti che sono al Sangsue: nassueG. E poi

dopo così verrà a poco a poco

Al franco-paese ad incendiare il suo fuoco

Così ritornando d’ove egli è salito.».

Terribile  questo  personaggio  emblematico,  ma  chi  se  non  questo  della quartina X.72:

«L’anno millenovecentonovantanove e sette mesi,

Dal cielo verrà un grande Re di spavento:

Resuscitare il grande Re di Angolmois,

Avanti e dopo Marte regnare per buon’ora.»,

meglio identificato dalla quartina XI.39 che è questa:

«Il Provveditore del mostro senza pari,

Si farà vedere anziché il Sole,

Montando il lungo, la linea Meridiana,

Nel perseguire l’Elefante e il lupo,

Nessun Imperatore non fu mai tale colpo,

E nulla più peggiore a questo principe n’avvenga.»

Ma poi, ecco che una strana luce sembra trapelare per chiarire l’enigma di questo mostro con la seguente cinquina, la XI.38, peraltro legata alla XI.39 ap- pena citata.

« Per acqua e per ferro e per grande malattia,

Il provveditore all’azzardo della sua vita

Saprà come valutare il quinto del bosco.

Seicento e quindici, oppure il diaciannovesimo,

si graverà d’un grande Principe quinto

l’immortale nome, ai piedi della Croce. ».

Ecco svelato l’arcano del Principe quinto che allude al quinto animale del- la geo-mimesi di Roma dell’illustr. 6, e conseguentemente al “porco metà uomo” di Caserta e Benevento dell’illustr. 5 e, a scalare di tutte le altre configurazioni che vi si legano. E si svela anche l’arcano del “Bosco”, il termi- ne usato da Nostradamus per rintracciare il “quinto” appena compreso, e na- turalmente si capisce che è in tal modo che egli indica il mondo delle mie geo-mimesi. D’altro canto non è in modo analogo che Dante Alighieri mostra l’Inferno, della sua Divina Commedia, descrivendolo «selva oscura»? Infatti così recita l’inizio del primo canto:

«Nel mezzo del cammin di nostra vitalità mi

ritrovai per una selva oscura;

ché la diritta via era smarrita… ».

20. Il cavaliere di Montecitorio “sotto l’ulvio seduto”

Bella scoperta, una storia dal fascino epico che ha dell’incredibile: Ottaviano Augusto, Virgilio, Enea e …Michelle Obama accomunati dagli ulivi del Salento. Titola uno studio Michele Doria, presidente dell’Oleificio sociale S. Anna di Vernole e appassionato di storia e di Salento, che ho tratto dal web (vedi cfr. 3).

A 2000 anni dalla morte, Doria sostiene che il primo imperatore romano, dopo lo sbarco a Roca nel 44 aC, si sia accampato insieme a Virgilio nel campo di ulivi che oggi ospita l’albero donato alla First Lady Usa

E poi:

Lecce – A distanza di duemila anni dalla morte di Ottaviano Augusto, deceduto il 19 Agosto dell’anno 14 d.C., spunta oggi un curioso studio (e una bella coincidenza) secondo cui il primo imperatore romano, dopo il suo sbarco a Roca nel 44 a.C., si sia accampato in un campo di ulivi a metà strada tra Roca e  Lecce,  nelle  vicinanze  della  Masseria  dei  Gesuini,  proprio  in  quelle

campagne di Strudà che ora ospitano l’ulivo ultramillenario “La Regina” assegnato due anni fa alla First Lady americana Michelle Obama. Ecc. ecc.

Chissà che la legge di Ekatlos ci porti veramente sulle tracce… astrali del misterioso cavaliere romano, celato in una ferrea armatura ed elmo!

E se l’indicazione è quella della First Lady Usa, vuol dire che è nel Nordamerica che si deve andare trovarlo, per vederlo in felice compagnia di un’avvenente donna, come in un mitico rapporto di amore. Interpreto così perché si tratta di rivedere l’ipotetica “Verginedel “fedele corpo di guardia” di Julius Evola che ospiterà nel suo “petto” il Nume Saturno (un modo di dire che presagisce un connubio astrale). In tal senso l’unica geo- mimesi da me eseguita del Nordamerica è quella di Ottawa del Canada, escludendo altre come Washington e Chicago degli USA e Montreal del Canada, che non rispecchiano lo scenario atteso. Di qui non resta che mostrare la geo-mimesi di Ottawa con l’illustr. 9 che ho ricavato dalla una mappa tratta dall’enciclopedia Treccani, Lessico Universale Italiano, vol. XV. pag. 604. Non ho dovuto fare alcun ritocco, se non aggiungere dei colori per evidenziare le immagini individuate da me. Sul petto dell’essere alato ho riportato la lettera S sormontata da una corona, e si capisce che si tratta di Saturno il Nume atteso che si intrattiene amabilmente con la giovane donna col braccio proteso verso di lei. La donna ricambia l’amore per il bel cavaliere che in tenuta da militare, con un elmo fiammante sul capo. In più si nota che la mano destra di lei, poggiando sul suo addome, voglia compiacersi con l’amato perché porta in grembo il frutto della relazione avuta con lui.

Illustrazione 5: Geo-mimesi di Ottawa (Canada).

L’ambiente                circostante,                a cominciare dal fedele cane della bella donna, sembra partecipare festosamente all’astrale connubio. Un manto celeste che l’avvolge dà l’idea che tutto si svolga in un mondo estraneo alle questioni terrene di una vita che volge alla fine. E poi uno scenario diverso si riesce a notare da un certo polo estremo, come varco di uscita dalla buriana che imperversa sulla terra in rovina. Si vede un’altra  donna col suo pargolo sulle spalle e una borsa in mano, che sale con fatica su una china, come verso una destinazione ignota.

 

21. Un pellegrinaggio verso un nuovo mondo

Memoria di un passato fra le tracce di una terra misteriosa di un lontano passato. Sul monte Machu Picchu un popolo sparisce nel nulla. In verità non si sa perché, ma resta il segno di una donna in cammino. Ella porta con sé, nella sua borsa, il segreto di una stirpe regale, e un tesoro luccicante (Machu Picchu) è la sfera verde nella mano della sua bambina sulle sue spalle.

Una cosa sembra di capire del procedere dei due dalla postura anomala, vistosamente sbilanciata.  Sorge  l’idea che il piano su cui procedono, sia in realtà inclinato, ossia in salita. Che sia il presagio di un cambiamento del sistema planetario terrestre che dovrà mutare l’assetto dell’asse di rotazione? La risposta del futuro dell’uomo è tutta qui, forse? Forse è così visto che l’avvalora l’angolo di 23°27’, che è l’inclinazione attuale dell’asse terrestre!

Illustrazione 6: Geo-mimesi di Macho Picchu (Perù).

 

Un altro segno è nel  piede di lei, che poggia solidalmente su un monolito a forma di altare, La Roca Funeraria. Secondo alcuni serviva per realizzare il processo di imbalsamazione dei defunti, ma  non  si  esclude  una  relazione con Pellegrinaggio verso un nuovo mondo.

l’osservatorio solare, perché nel solstizio d’inverno la luce del sole si proietta

Illustr. 7: Geo-mimesi di Washington (U.S.A.).

dall’Intipunku (o Porta del Sole dell’osservatorio solare) proprio su questa  roccia.  Quasi  a  confermare  il supposto segno di inclinazione del nuovo assetto dell’asse terrestre.

22.  Geo-mimesi di Washington e Chicago.

 

Illustr. 8: Geo- mimesi di Chicago, (U.S.A.) versione 1 Illustr. 9: Geo- mimesi di Chicago, (U.S.A.) versione 2.

L’illustr. 7 di Washington mostra in risalto un ponte inquietante allegorizzata da una sigaretta. Forse è il solo modo per neutralizzare il nefasto serpente con

il tabacco arroventato che brucia. E non tutti i mali vengono per nuocere, come si  suol  dire, perché il  fumo, fra una  pausa e l’altra, giovando agli scienziati, porta a invenzioni sensazionali per la conquista dello spazio.

L’illustr. 8 di una versione di Chicago, mostra un passato (il Marines si volta all’indietro) che potrebbe lasciare il posto alla visione del futuro, proposto dalla geo-mimesi dell’illustr. 9 accanto. Ma non senza conseguenze a causa di una bomba sfuggita di mano (a Hiroshima e Nagasaki). Con la versione dell’illustr. 9 si osserva una visione del mondo animale in prospettiva di un’era futura segnalata da una strana astronave. Un soccorso insperato di extraterrestri progrediti? La Natura è salva?

23.  Geo-mimesi di Brescia Centro

Illustr. 10: Geo-mimesi di
Brescia Centro. Personaggi di una recente legislatura italiana stretti da una morsa astrale.

La geo-mimesi di Brescia Centro forse ci mostra, un incomprensibile gioco della sorte, nel remoto tentativo di concepire un improbabile stato unitario che non pare possibile. Non giovano, a uno di questi personaggi, le lusinghe d’amore,  ma accanto a sinistra, un noto politico, vittima di un grave attentato è come se baciasse l’amor della sua vita interrotta, mutata in oscura e tenebrosa “Gorgona” dal dito simile a un pungiglione seducente. Agli altri due a destra,   pesa   il   biasimo   di   un combattente e poi politico, di una trascorsa “Italia di Salò”, visibilmente mesta e rattristata. Il nero pungiglione della tenebrosa donna che sfiora il mento del politico,  mi  porta  lontano,  al  sud d’Italia, dove ella è di scena, a Palermo per far nascere altre storie…

 

 

24.  Palermo di due geo-mimesi

Illustrazione 11: Geo-mimesi di Palermo della mano destra.
Illustrazione 12: Geo-mimesi di Palermo della mano sinistra.

Una carezza al mento di un ragazzo che può costar caro, e se è quella della mano destra, allora è di un felice amore, foriero di grandi speranze. Ma le mani son due e allor quanto costerà una simile gioia? Ecco il risvolto che reca l’emblema del triscele siculo a Palermo con al suo centro una inesorabile Medusa! Attenti, perciò, a quel mento di viale Regina Margherita! Ma se a Palermo regna Plutone con la sua Proserpina sposa in trono, che si vede in un’altra geo-mimesi, si può forse stare tranquilli.

Non tanto lontano, lì nascosto sotto il tacco dello stivale calabro, ma pronto ad involarsi com’è il suo solito, si potrebbe imprigionare una volta per tutte «la fuia con quel gigante che con lei delinque», del famoso verso 44 e 45 dantesco. Ma non mancherà il farlo il «messo di dio» dantesco e sappiamo chi lo impersonerà. Perché è lì, da sempre, a Roma di Piazza Augusto sotto “l’ulvio seduto” sul suo variopinto tavolino dadaista, e ne abbiamo parlato… E sul «messo di Dio»? È tutta un’altra storia, quella di ragazzo che amava i racconti di Edgar Allan Poe, che racconterò con un altro scritto come questo, ve lo prometto.

 

  1. La morte e resurrezione primaverile della natura contrapposte al mito cristiano della Pasqua Paolo Sizzi. Fonte
  2. http://mediterranews.org/2014/02/limperatore-augusto-enea-e-michelle-obama/? utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=limperatore-augusto-enea-e-michelle-  obama
  3. Samarobryn è un termine ancora da decifrare. L’opinione di molti è che si riferisca ad un luogo e scartano l’ipotesi che sia invece un Tuttavia, riferendosi ad un evento catastrofico di fine del mondo, gran parte dell’umanità di fede delle tre religioni monoteistiche abramitiche (l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam), presa da spavento, non può che rivolgersi a Dio implorando la salvezza della propria anima. E allora l’incomprensibile parola Samarobryn potrebbe effettivamente celare, col relativo anagramma, “Syon bramano”, che si riferisce al Sacro Monte di Dio tradotto in latino. È detto nel Salmo 87:2-3: “Egli ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe. Cose gloriose son dette di te, o città di Dio!” La parola “Sion” compare circa 150 volte nella Bibbia, principalmente con il significato di “fortificazione”. Nella Bibbia Sion è sia la città di Davide che la città di Dio. La parola “Sion” nella Bibbia viene usata primariamente come una città fisica e successivamente assume un significato più spirituale. Naturalmente è opportuno considerare il fatto che Nostradamus, essendo di fede cristiana, sia incline a usare termini che, come questo si “Samarobryn”, si legano a fonti religiose monoteistiche abramitiche. Tuttavia la profezia relativa può avere altre definizioni, adatte ad altre fedi religiose.
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Categorie: Julius Evola

Pubblicato da Ereticamente il 29 Maggio 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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