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La “vergine” di Julius Evola. 2^ parte – Gaetano Barbella

La “vergine” di Julius Evola. 2^ parte – Gaetano Barbella

 

LA “VERGINE” DI JULIUS EVOLA  SUO “FEDELE CORPO DI GUARDIA”

L’Astro-geometria solare del tema natale

A cura di Gaetano Barbella

Seconda parte

3. L’Astro-geometria solare

L’astro-geometria solare, proposta, riguarda il nostro sistema planetario e si affianca all’astro-logia tenendo  per  buone le stesse correlazioni polari  dei pianeti e Sole rispetto alla Terra, ossia secondo il sistema geocentrico. In più, a differenza dell’astrologia, vengono rese attive le distanze dei pianeti proiettate sul piano equatoriale in modo da concepire possibili geometrie, tali da poter essere interpretate al pari degli aspetti e direzioni valutate astrologicamente.

L’astronomia si può considerare in qualche modo figlia dell’astrologia, dato che storicamente le prime osservazioni del cielo non erano fini a se stesse, fatte per il puro piacere della conoscenza, com’è appunto tipico dell’osservazione astronomica, ma dedicate invece a cogliere nei moti celesti il segno di  quanto sarebbe potuto accadere in  terra e indicazioni  sul modo migliore per affrontare gli eventi. I primi osservatori del cielo erano dunque astrologi, gente concreta che guardava in alto per cercare nel cielo uno strumento atto a migliorare, e in certi casi forse anche salvare, la propria vita quaggiù. Gli astronomi, puri osservatori di un cielo supposto privo di influenze dirette sulla vita delle persone, studiosi dei moti celesti per puro progresso intellettuale, sarebbero venuti molto tempo dopo, facendo peraltro tesoro dell’immenso patrimonio di conoscenze accumulato dai loro progenitori astrologi, che avevano così a lungo studiato e approfondito le geometrie celesti. Occorre subito precisare un paio di questioni che uniscono e dividono l’astro-logia dall’astronomia: prima di tutto, è opportuno segnalare che quando l’astrologo parla di pianeti include tra questi anche il Sole e la Luna, che per l’astronomo non sarebbero ovviamente pianeti ma rispettivamente una stella e un satellite: una semplice questione di terminologia che non cambia in nulla la sostanza delle cose. Lo stesso vale naturalmente anche per Plutone, recentemente declassato dagli astronomi, che in astrologia rimane comunque un pianeta. Per quanto riguarda la posizione dei pianeti nella sfera celeste: per l’astrologo ciascuno degli astri occupa in ogni istante una precisa posizione nel cielo in un determinato segno zodiacale, mentre un astronomo non userebbe i segni zodiacali per indicare la posizione di un pianeta ma più asettiche coordinate astronomiche. I dodici segni zodiacali basati sulla linea d’Ariete costituiscono comunque un sistema di coordinate valido come qualsiasi altro, per cui anche in questo caso si tratta semplicemente di un modo diverso, rispetto alla terminologia astronomica, di denominare la stessa cosa, ossia la posizione occupata in cielo dai diversi corpi astrali in un istante dato. Peculiarmente la geometria astrologica considera lo spazio astrologico bidimensionale  in  quanto  proiettato  sull’eclittica,  e  Geocentrico  in  quanto l’origine è posta nel pianeta Terra. Le posizioni degli astri sono individuate da coordinate polari, in cui però il modulo (ossia la distanza dalla Terra) non ha interesse astrologico e può essere considerato unitario, così che lo spazio si riduce di fatto a una circonferenza (il cerchio zodiacale), dove la posizione del singolo pianeta è individuata dall’angolo formato tra la linea che lo unisce alla Terra e la linea d’Ariete(4). In modo astronomico l’angolo è misurato in ascensione retta (A.R.) in termini di ore, minuti e secondi al posto di gradi sessagesimali di 30 in 30 conforme le 12 costellazioni dell’eclittica. Ma si potrebbe considerare l’astrologia quale scienza di una straordinaria efficacia avvalendosi proprio del modulo (ossia la distanza terrestre) per un’interpretazione di una geometria progredita.

Il modulo in questione non era noto agli antichi astrologi perché solo con le nuove scoperte di Keplero, Galilei e Newton, è stato possibile concepire. E allora si completi il quadro astrologico con la visione di possibili configurazioni geometriche derivante dall’introduzione del suddetto modulo. Non è forse la geometria la migliore scienza per approssimarci ad una previsione oroscopica senza per questo corrompere tutto il risultato delle tradizionali previsione astrologiche? In quanto alla geometria dell’astro-geometria solare, Pitagora ne avrebbe avuto gran vantaggio per i suoi studi e ricerche, amante com’era delle configurazioni geometriche, fra triangoli equilateri, quadrati e poligoni regolari in generale, perché sono proprio queste figure che si rivelano meravigliosamente. Ed ora entro nel merito del caso in esame, ossia il momento presumibile in cui il sistema solare si configura nel tempo preciso della nascita della donna che appartiene al “corpo di guardia” di Julius Evola.

 

 

4. Astro-geometria solare del tema di nascita della donna del “corpo di guardia” di J. Evola.

4.1  Solar System: Sun 1945 Feb 25 15:20

Nome: “Verginedi Evola Sesso: Donna

Data e ora di nascita: domenica 25 febbraio 1945 15:20 (time zone = CET -1 ore)

Venezia (Venice), Italy Latitudine 45,43972219°

Longitudine 12,33194444°

Per sviluppare i grafici delle carte astro-geometriche che seguiranno mi sono servito dei dati astronomici tratti da Internet dalle tabelle redatte da John Walker a questo indirizzo:

http://www.fourmilab.ch/cgi-bin/Solar/action?sys=-Sf

 

Illustrazione 1 Pianeti Veloci.

Illustrazione 2: Pianeti lenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sun 22h 33m 38s -9° 4.1′ 0.990 14.128 60.843 Up
Mercury 22h 26m 12s -11° 55.5′ 1.382 10.755 60.485 Up
Venus 1h 12m 59s +11° 33.4′ 0.526 52.364 31.859 Up
Moon 9h 38m 55s +17° 4.8′ 62.3 ER 0.578 -114.101 Up
Mars 20h 45m 26s -19° 5.9′ 2.213 -10.834 73.714 Set
Jupiter 11h 42m 28s +3° 32.0′ 4.485 -28.546 -130.722 Set
Saturn 6h 16m 54s +22° 45.9′ 8.536 39.070 -83.452 Up
Uranus 4h 29m 48s +21° 48.3′ 19.209 55.981 -56.069 Up
Neptune 12h 23m 40s -0° 57.4′ 29.405 -37.577 -138.709 Set
Pluto 8h 53m 53s +23° 46.7′ 36.702 12.707 -111.106 Up

 

4.2  Valori corrispondenti per configurare la posizioni del sole e dei pianeti sul piano dell’eclittica

 

Astri Longitudine in gradi sessag. Angolo di declinazione

δ in gradi sessag.

Distanze reali

d in AU (10^6 km)

Distanze piano equatore d cos δ
Sole 338,408 – 9° 04,1’ 0,990 0,978
Mercurio 336,550 +11° 55,5’ 1,382 1,354
Venere 18,246 +11° 33,4’ 0,526 0,516
Luna 144,729 +17° 04,8’ 62,3 ER * 59,6 ER *
Marte 311,358 -19° 05,9’ 2,213 2,092
Giove 175,617 + 3° 32,0’ 4,485 4,477
Saturno 94,225 +22° 45,9’ 8,536 7,888
Urano 67,450 +21° 48,3’ 19,209 17,874
Nettuno 185,917 – 0° 57,4’ 29,405 29,403
Plutone 133,471 +23° 46,7’ 36,702 33,666

* ER = Earth Ray (raggi della Terra)

 

4.3 La “Vergine” del Nume di Julius Evola. Astro-geometria solare del tema di nascita: i pianeti veloci

Illustrazione 3: La “Vergine” del Nume di Julius Evola. Astro-geometria solare del tema di nascita: i pianeti veloci .

 

 

4.3.1 La geometria del tema natale della “Sibilla” del Nume

  1. Si tracciano gli assi cartesiani (in nero) delle quattro direzioni delle ascensioni rette: AR ore 0; AR ore 12; AR ore 18; AR ore 24 congiunta ad AR ore 0.
  2. L’incrocio delle quattro ascensioni rette localizza la posizione della Terra, detta per questo Allo stesso modo è impostata l’antica astro-logia, tutt’ora praticata da tutti gli astrologi.
  3. Si tracciano le direzioni (in rosso) dei pianeti e del Sole sul piano equatoriale, servendoci della tabella 2: nel primo quadrante, dalle ore 0 alle 6, si localizza Venere distante dalla Terra 0,516 AU; nel secondo quadrante dalle ore 6 alle 12, si localizza la Luna (linea rossa tratteggiata), ma la distanzaè minima perché prossima alla Terra (59,62 ER) e perciò resta solo la direzione relativa; nel terzo quadrante, dalle ore 12 alle 18, si localizza per primo Marte distante dalla Terra 2,092 AU; poi si localizza Mercurio distante dalla Terra 1,354 AU; infine si localizza il Sole distante dalla Terra 0,978 AU.
  1. Si mette in evidenza (in blu) il triangolo che congiunge la Terra con Venere e il Sole, poi si fa l’analoga cosa congiungendo (in rosso) la Terra con Mercurio e Marte.
  2. Del triangolo Terra-Venere-Sole si disegna il relativo cerchio circoscritto (in blu) e si tracciano i relativi assi cartesiani passanti per il loro incrocio, il punto O’’ (in blu).
  3. Del triangolo Terra-Mercurio-Marte si disegna (come in precedenza) il relativo cerchio circoscritto (in blu) e si tracciano i relativi assi cartesiani passanti per il loro incrocio, il punto O’ (in blu).
  4. Puntando il compasso in O’ si tracciano vari cerchi (in blu): il primo passante per O’’; il secondo in tangenza con il cerchio incentrato in O’’ (il cerchio del 5); il terzo cerchio (in rosso e non più in blu) sarà in tangenza esterna al cerchio incentrato in O’’.
  5. Ora si traccia l’asse che congiunge i centri O’’ e O’ e successivamente l’asse ortogonale a Entrambi individuano sul cerchio tracciato in precedenza (quello in rosso) i punti A,B,C e D che, uniti fra loro, formano un quadrato cheè segnato in nero e in grassetto. È questa la prima figura geometrica che, conseguentemente, identifica una grande croce che è segnata in giallo e in grassetto.
  6. A questo punto è possibile disegnare la terza figura geometrica significativa,il pentagramma (segnato in rosso). Vediamo come: si traccia (con linea blu tratteggiata) la parallela XY all’asse AC (della gran croce) e poi si traccia il cerchio (in blu) in relativa tangenza e con centro O’.
  7. Il pentagramma avrà i vertici sul cerchio (in blu) che sarà tracciato con raggio O’X, cioè passante per la Terr I relativi vertici sono F, H, E, G ed I. La cosa notevole è che il vertice I coincide con buona approssimazione con il pianeta Mercurio, e per conseguenza il pentagramma si conferma in simmetria con il braccio verticale AC della Gran Croce.
  8. È la fase dell’apparizione dell’eptagramma, la stella a sette bracci: sarà la direzione dell’AR della Luna a segnalare sul cerchio estremo (in rosso) passante per A, nel punto M, il suo primo braccio segnato con Tenendo per buono il Gran  Braccio della Croce d’oro, quale segno di  comando, anche questa stella risulta in relativa simmetria.
  9. Ma non basta questa simmetria a dare fulgore alla serie di configurazioni geometriche, fra Croce, Pentagramma ed Eptagramma, per se ne aggiunge un’altra, la più significativa di tutte, un triangolo equilatero che, in parte, rimarca la linea PQ che collega i due bracci orizzontali del È colorato in azzurro e gli estremi sono T, U e V.

 

 

4.3.2 La “Vergine” del Nume di Julius Evola. Astro-geometria solare del tema di nascita: i pianeti lenti

Illustrazione 4: La “Vergine” del Nume”di Julius Evola.
Astro-geometria solare del tema di nascita: i pianeti lenti.

 

Si ripete l’analoga procedura eseguita per i pianeti veloci.

  1. Si tracciano gli assi cartesiani (in nero) delle quattro direzioni delle ascensioni rette: AR ore 0; AR ore 12; AR ore 18; AR ore 24 congiunta ad AR ore 0.
  2. L’incrocio delle quattro ascensioni rette localizza la posizione della Terra, detta per questo Allo stesso modo è impostata l’antica astro-logia, tutt’ora praticata da tutti gli astrologi.
  3. Si tracciano le direzioni (in rosso) dei pianeti sul piano equatoriale, servendoci della tabella 2: nel primo quadrante, dalle ore 0 alle 6, non c’è presenza di pianeti; nel secondo quadrante dalle ore 6 alle 12, per primo si localizza Saturno distante dalla Terra 7,888 AU; dopo si localizza Urano distante 17,874 AU; poi Plutone distante 33,666 AU; infine la Luna (ma con linea tratteggiata) senza posizione, come già spiegato per il caso dei pianeti veloci; nel terzo quadrante, dalle ore 12 alle 18, viene Nettuno distante dalla Terra 29,403 AU; e poi Giove distante dalla Terra 4,477 AU; resta l’ultimo quadrante dalle ore 18 alle ore 24, ma senza presenza di pianeti.
  4. Si mette in evidenza (in blu) il triangolo che congiunge la Terra con Saturnoe Giove, poi si fa l’analoga cosa congiungendo (in rosso) Urano con Plutone e Nettuno.
  5. Si disegna il cerchio circoscritto ai pianeti Urano, Plutone e Nettuno e si fissa il centro in O’, e si tracciano gli assi cartesiani (in blu) passanti per O’e si tracciano gli assi cartesiani (in blu) passanti per O’.
  6. Analoga cosa per il triangolo Terra, Giove, Saturno, con un cerchio circoscritto, con cento in O’’, e si tracciano gli assi cartesiani (in blu) passanti per O’’.
  7. Con centro in O’’ si traccia il cerchio passante per O’ (in blu).
  8. Con centro in O’ si tracciano questi cerchi (in rosso): il primo in tangenza col cerchio circoscritto al triangolo Terra-Giove-Saturno; il secondo con cerchio passante per il centro O’’; il terzo tangente all’estremità del cerchio circoscritto al triangolo Terra-Giove-Saturno, anzidetto; il quarto tangente al cerchio di raggio O’’O’.
  9. Si traccia ora l’asse che congiunge i due centri O’ e O’’
  1. Restano ora da individuare i poligrammi attraverso le geometrie dei cerchi appena disegnate, e noteremo con sorpresa che i risultati ricalcano quelli fatti per il caso dei pianeti veloci, ma con un differenza interessante.
  2. Il primo poligramma che viene individuato è l’eptagramma GHILMNP e ce lo segnala la direzione AR Luna col punto G di uno dei sette Questo è importante perché, la linea congiungente GI, che risulta orizzontale, fa da orientamento secondo gli assi delle AR Nord-Sud ed Est-Ovest, alle successive figure geometriche che ora emergeranno.
  3. La prima è un quadrato i cui vertici sono A, F, D, E, le cui diagonali segnano mirabilmente l’analoga Gran Croce (in giallo e in grasseto), che questa volta è conforme l’altra Gran Croce delle direzioni Nord-Sud ed Est-Ovest.
  4. La seconda è il Gran Triangolo Equilatero ABC (in azzurro).
  5. Ed ora ci resta da individuare un altro possibile poligramma, il pentagramma, a ricalco dello stesso emerso per i pianeti E qui, allo stesso analogo modo del caso dell’eptagramma, ottenuto con il contributo della direzione AR della Luna, viene in soccorso la direzione dell’AR di Saturno in collaborazione ancora dell’AR della Luna. Congiungendo Saturno, là dove si trova, con il centro O’ (linea tratteggiata nera) fino a intersecare il cerchio più esterno in Q, e rintracciando sullo stesso cerchio esterno la linea tratteggiata in rosso dell’AR delle Luna opposta in V, si ottiene l’angolo QO’V che è di 36° in modo abbastanza approssimato. È facile a questo punto concepire graficamente il pentagramma, poiché 36° è la metà di 72°, lo stesso della sua suddivisione in 5 parti uguali. Nel contempo ci  si accorge che il cerchio inscritto al pentagramma (il giallo) è  lo stesso del cerchio inscritto all’eptagramma, giusto per confermare un interessante “apparentamento”.
  6. Si è notato che la configurazione del pentagramma, pur risultando “apparentato” all’eptagramma, come appena rilevato, non è in armonia con le tre configurazioni geometriche in perfetto orientamento Nord-Sud ed Est-Ovest. Che interpretazione dare? Il pentagramma rappresenta l’Uomo, ovvero l’Io, che però così come è messo potrebbe vaticinare un grave infortunio…

5. Le due Gran Croci dorate e l’uomo in relazione a Saturno

L’impatto con i due disegni astro-geometrici solari delle illustr.ni 3 e 4, dapprima può disorientare il lettore, ma poi, dal loro confronto emergendo le cose che li uniscono e li dividono, si può riuscire a farvi, luce. Questo, se si tiene conto della relativa prospettiva di una probabile visione di un certo “specchio della verità” intravisibile nel “petto” della misteriosa donna che Julius Evola presenta a Tommaso Palamidessi, come “fedele corpo di guardia”. Si tratta del tema del mio lavoro cui si riferisce questo scritto, ossia <La lettera di Julius Evola all’astrologo Tommaso Palamidessi.” Un mistero racchiuso in una donna, “suo fedele corpo di guardia”>. In questo contesto viene spiegato il relativo mistero esoterico grazie a Giuliano Kremmerz. Ecco che il tema natale della “donna” di J. Evola mostra una prima situazione, quella dei pianeti veloci, in cui si inserisce il Sole, che può lasciar intravedere la rinascita di una realtà solare armonica, in cui il Tutto dei pianeti veloci è concorde e potremmo ipotizzare che costituisca un ipotetico “Rebis” nascente. Mentre la seconda situazione, relativa al successivo tema natale dei pianeti lenti, che invece può lasciar intravedere il collasso di un certo Uomo Vecchio, un Io giunto al suo punto limite, un uomo fatto di carne che si svincola dai suoi “corpi sottili”. Questo si può notare esaminando il pentagramma (illustr. 4), la cui punta R è indicata dalla direttrice passante per Saturno (la linea tratteggiata nera), mentre la punta V è indicata dalla direttrice relativa all’AR (ascensione retta) della Luna (la linea tratteggiata rossa). Dunque Saturno e Luna sentenziano appunto il collasso del supposto Uomo Vecchio ponendo il pentagramma in orizzontale. Mentre il pentagramma dei pianeti veloci (illustr. 3) è in armonia con l’eptagramma, avendo in comune la punta E. Nel primo caso la memoria dell’avvenuto collasso resta impresso nel segno della Luna.

«L’uomo è composto di carne ‒ dice Giuliano Kremmerz ‒, ossa, sangue, organi complessi e funzionanti con liquidi e essudati particolari (corpo saturniano) cioè corpo materiale visibile, che si rinnova consumando sé stessi e riproducendosi, come Saturno. … è proprio il Dio della inquietante necessità della vita e della trasformazione. Man mano che nel corpo saturniano umano si addensano esalazioni e nubi della materia elementare costituente saturno, la vaporosa nuvolaglia si condensa in materia cerebrale e in tutta la rete nervosa, ed è sensibile a tutte le impressioni e alle reazioni dei contatti. È mutevole come la luna, cangiante di aspetto, nascondente ora un lato, ora tutta sé stessa come la luna; riapparendo ora in chiarezza ora in ombra poco scrutabile, come la luna, forma il corpo della coscienza e della mutabilità o “corpo lunare”. La Maria che posa il suo piede sul crescente lunare è il simbolo cristiano cattolico, e dei più significativi! La purità, la semplicità la piena concezione dell’aspirazione a un commosso stato di passione della terra, formano la mobilità della luna, che è “l’astro della notte”.»5.

Di qui, i grafici dei due temi natali della supposta “Vergine” del Nume di Evola, ci conducono senza indugi alla comprensione delle relative Gran Croci dorate, e non occorrono ulteriori argomentazioni per convincerci dell’assonanza  di  questo  simbolo  con  le  concezioni  che  René  Guènon argomenta nel suo libro IL SIMBOLISMO DELLA CROCE – Rosa mystica6. Ma, credo sia utile approfondire il significato di queste Gran Croci dal punto di vista alchemico perché dissipa incertezze in relazione al ricorso astro- geometrico come fondamentale “memoria” che il Nume” non può annullare ‒ mettiamo ‒ servendosi di un incantesimo magico di una sua “creatura”. Per questo scopo riporto il detto di Giuliano Kremmerz nel suo libro La scienza dei Magi (pag. 56, vol. III. Ediz. Mediterranee). È ciò che ho già menzionato nello scritto <La lettera di Julius Evola all’astrologo Tommaso Palamidessi.” Un mistero racchiuso in una donna, “suo fedele corpo di guardia”>

«Il Tempo è una divinità saturniana; vi si agita dentro lo stesso Saturno. A mezzanotte, la falce dell’inesorabile e famelico Dio si solleva e cade sulle cose compiute che non hanno più ritorno: L’onnipotenza di qualunque Nume non può distruggere né cancellare le cose che sono passate realmente nella vita. L’uomo può dimenticarle, ma nessun Dio distruttore può fare che non siano state. Saturno solo può troncarle, falciarle, farle spegnere, ma non può decretare che non siano esistite. È lui stesso che vi si oppone – …».

 

4 Fonte: http://www.tuttoxme.com/astrologia

5 La scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz, pag. 17, vol. III. Ediz. Mediterranee.

6 Fonte: www.rosamystica.fr/rene-guenon-il-simbolismo-della-croce-c2775564

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Categorie: Julius Evola

Pubblicato da Ereticamente il 1 Maggio 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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