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DANZA e DANZARE derivano dall’etrusco – Massimo Pittau

DANZA e DANZARE derivano dall’etrusco – Massimo Pittau

Il sostantivo ital. danza ed il verbo danzare finora sono praticamente privi di etimologia. Di solito viene richiamato il francese medioevale danser, ma nessun linguista è riuscito ad andare oltre con qualche proposta veramente convincente (DELI², Etim). A mio giudizio gli ital. danza e danzare derivano dalla lingua etrusca per due diverse ragioni: in primo luogo perché possediamo la numerose raffigurazioni pittoriche di danzatori dipinti soprattutto nella famosa “tomba del triclinio” di Tarquinia, in secondo luogo perché abbiamo conferme linguistiche dateci da numerosi vocaboli etruschi. Che sono i seguenti:

TAMSNI «Tamsinia», gentilizio femm. di TAMSNIE(-S) (ET, Cr 1.96, 111; Vc 1.86).
TAMSNIES «(di) Tamsin(i)o», gentilizio masch. in genitivo anche patronimico fossilizzato (LEGL 78), da confrontare con quello lat. Tamsin(i)us (RNG) (ET, Cr 1.161/2) che richiama chiaramente la radice *tams- *tans- = «danza,-are» (è del tutto conosciuta l’alternanza etrusco-latina T/d; LLE norma 4).
TANASAR «danzatori, istrioni, pantomimi, attori» = lat. histr(i)ones, significato assicurato dall’iscrizione bilingue TLE 541; -R è la desinenza del plur. (ET, Ta 7.9, 10) APAS TANASAR / TANASAR «attori di Babbo / attori» (iscrizioni dipinte accanto alle figure di due uomini piangenti nella “Tomba degli Auguri”) (TLE 82, 83). Gli histriones venivano assoldati sia per compiangere il morto, sia per dar luogo a mimi funerari.
TANŚINA «Tansin(i)o», gentilizio masch., variante di TAMSNIE(-S) (ET, Vn 0.1).
TANSINEI «Tansinia», femm. di TANŚINA (ET, Cl 1.1028).
ΘANASA «danzatore, istrione, pantomimo, attore». (ThLE 416; ET, Cl 1.2552 – rec; bilingue su tegola) AΘ TREPI ΘANASA \ AR TREBI histrio (glossa latino-etrusca) «Ar(runte) Trebio istrione» (dunque etr. ΘANASA = lat. histrio,-onis che deriva, anch’esso, dall’etrusco). In etrusco l’alternanza T/Θ è cosa pacifica (LLE norma 3).
ΘANS (Liber linteus, III 22; IV 16; IX 4, 20) «danzatore, istrione, attore», sing. di ΘANSUR (vedi). (AV 0.14 – rec; su parete di strada) ΘANS «attore, costruttore (?)».
ΘANSE (ET, AV 1.3 – rec; su fronte di sepolcro) «Tansio», nome individuale masch. di liberti, da confrontare col gentilizio lat. Thansius (RNG), col significato originario di «danzatore, istrione, attore» (cognomen).
ΘANSEI «Tansia», femm. di ΘANSE (ET, Cl 1.1832).
ΘANSES (ET, AV 2.19) «di Tansio», genitivo di ΘANSE «Tansio».
ΘANSESCA (ΘANSES-CA) «quello di Tansio». (TLE 215; ET, Vs 6.24; marchio di fabbrica su askos) ΘANSESCA NUMNAL ACIL «opera quella di Tansio (figlio) di Numenia».
ΘANSI «Tansio», variante di ΘANSE. (ET, Cl 1.491 – rec; su ossario) ΘANSI PETRUS LAVTNI «Tansio liberto di Petrone»; (Cl 1.1768 – rec; su tegola) ΘANSI ZUXNIS «Tansio (liberto) di Succonio». (Cl 1. 882, 883, 1001, 1522, 1829, 1830, 1831).
ΘANSIAL «di Tansia», genitivo di *ΘANSEI «Tansia» (ET, Ta 1.149).
ΘANSINAL «di Tansinia», genitivo di ΘANSINEI (ET, Cl 1.459, 1423, 1424).
ΘANSINAS «(di) Tansin(i)o», gentilizio masch. in genitivo anche patronimico fossilizzato (LEGL 78), da confrontare con quello lat. Thamsin(i)us (RNG). (ET, AT 1.192 – 4f3p; su fronte di sepolcro) TA SUΘI AVLES ΘANSINAS «questa tomba (è) di Aulo Tansin(i)o». (AT 1.193; Vs 1.294).
ΘANSINEI «Tansinia», femm. del gentilizio ΘANSINA(-S) (ET, Vs 1.207; Cl 1.1049, 1832, 1833).
ΘANSIS «di Tansio», genitivo di ΘANSE (ET, AS 1.187, 442; Cl 1.1830, 1831).
ΘANSISA «quello-a (figlio-a) di Tansia», matronimico pronominale del femm. del gentilizio ΘANSE (ET, Cl 1.993, 994, 1043, 1240, 2481).
ΘANSUR (Liber linteus, II 3, 16; IV 3; V 5, 12) «danzanti, istrioni, attori», plur. di ΘANS.
ΘANZINAL «di Tansinia», genitivo di ΘANZINEI (ET, AS 1.126, 165).
ΘANZINEI «Tansinia», gentilizio femm., variante di ΘANSINEI. È da osservare il nesso NZ, che si ritrova nell’ital. danza/danzare, diversamente che nell’antico francese danser.

Bibliografia essenziale e Sigle

AEI Devoto G., Avviamento alla etimologia italiana – Dizionario Etimologico, Firenze 1968².
CIL Corpus inscriptionum latinarum.
DELI Cortelazzo M. – Zolli P., Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, I-V, Bologna 1979-1988; DELI² II ediz. a cura di M. Cortelazzo e M. A. Cortelazzo, col soprattitolo Il nuovo etimologico, 1999.
DELL Ernout A. – Meillet A., Dictionnaire Étymologique de la Langue Latine, IV édit., IV tirage, Paris 1985.
ET Rix H., Etruskische Texte, Editio Minor, I Einleitung, Konkordanz, Indices; II Texte, Tübingen 1991 (le sigle di tutte le iscrizioni citate sono quelle adottate in questa importante opera).
LEGL Pittau M., La Lingua Etrusca – grammatica e lessico, Nùoro 1997 (Libreria Koinè Sassari).
LLE Pittau M., Lessico della Lingua Etrusca – appellativi antroponimi toponimi, Roma 2012, Società Editrice Romana (Libreria Koinè Sassari).
ThLE Thesaurus Linguae Etruscae, I Indice lessicale, Roma 1978; I Supplemento, 1984; Ordinamento inverso dei lemmi, 1985; II Supplemento, 1991; III Supplemento, 1998. II ediz., Pisa-Roma 2009.
TLE Pallottino M., Testimonia Linguae Etruscae, Firenze 1954, I ediz., II ediz. 1968.

Massimo Pittau

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Categorie: etruscologia, Storia delle Religioni

Pubblicato da Ereticamente il 5 Maggio 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Nebel

    Interessante. Molto simili suonano ancora oggi i vocaboli tedeschi:

    tanzen, infinito del verbo ‘danzare’
    Tanz, sostantivo che indica ‘danza’
    Tänzer e Tänzerin, sostantivi che indicano rispettivamente ‘danzatore’ e ‘danzatrice’.

    La somiglianza con i vocaboli etruschi è se non altro affascinante.

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