Sulle barricate – Fabio Calabrese

Sulle barricate – Fabio Calabrese

Non si può affrontare il discorso delle recenti elezioni politiche del 4 marzo e degli scenari che si prospettano in conseguenza di esse senza una profonda sensazione di amarezza. La coalizione di centrodestra si è infatti piazzata al 37%. Sarebbe bastato poco, un tre per cento in più per far scattare il premio di maggioranza e per togliere, se non il potere, il governo (cosa che purtroppo non è la stessa) dalle mani dei sinistri che stanno distruggendo l’Italia, il suo futuro, la sua gente, le possibilità concrete di vita per i nostri figli.

Molti di noi pensano, e questo non è certamente un modo di sentire confinato soltanto “all’Area”, che i politici siano tutti uguali, e che per conseguenza non valga la pena di fare lo sforzo di recarsi ai seggi, mettere una croce sulla scheda e depositarla nell’urna.

Mi spiace doverlo dire, e so che è probabile che la mia affermazione mi procuri più biasimo che consensi, ma sembra che la maggior parte degli esseri umani sia disposta a tutto pur di non imparare dall’esperienza, pur di non vedere quello che hanno sotto gli occhi.

 Ci siamo forse dimenticati che nel 2011 un vero e proprio golpe orchestrato dalla UE ci ha imposto ben quattro governi non usciti dalla consultazione popolare, uno cosiddetto tecnico e gli altri tre sfacciatamente di centrosinistra: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni? L’obiezione spesso avanzata a sinistra che in Italia i governi non sono eletti direttamente dai cittadini ma dal parlamento, in realtà non ha sostanza, perché noi sappiamo bene che questi governi si sono retti su maggioranze parlamentari artefatte, non uscite dalle urne.

Il punto, però, non è tanto questo, quanto piuttosto cosa hanno fatto questi governi in questi anni: è presto detto: ci hanno procurato un danno enorme, soprattutto incoraggiando la cosiddetta immigrazione, importando con la pala in Italia la feccia del Terzo Mondo.

Che queste cosiddette risorse non ci apportino nulla di positivo, è evidente a chiunque non abbia il cervello impestato da fumisterie cattolico-sinistrorse. Questa massa di gente del tutto impreparata a dare un contributo di qualsiasi specie a una società avanzata, è un peso morto, una pura passività, in più la loro presenza sul nostro suolo, ed è questa la ragione per cui il grande capitale internazionale dei cui ordini le sinistre sono diventate sciocche esecutrici, è ansioso di importarle in Europa, per la semplice legge economica della domanda e dell’offerta, come immenso mercato di braccia a bassissimo costo, deprezzano il valore del lavoro che i nativi italiani ed europei possono offrire, sono uno strumento per far regredire due secoli di conquiste sociali.

Non basta, perché un’esperienza ormai ventennale dovrebbe averci fatto capire che la favola dell’integrazione è appunto una favola, che costoro non hanno nessuna intenzione di diventare dei “nuovi italiani” o dei “nuovi europei”, ma che dovunque s’insediano è un nuovo pezzo di Africa, di Asia, di Medio Oriente, e l’Italia e l’Europa regrediscono ogni giorno di più. Non contiamo naturalmente il fatto che questa gente si dimostra nei fatti profondamente incivile e non civilizzabile, e ci apporta di tutto: dalla violenza più brutale, alla sottomissione delle donne (e sembra si divertano soprattutto a umiliare e stuprare le nostre donne, il caso di Pamela Mastropietro è stato solo l’ultimo di una lunga casistica), al degrado, alle malattie.

Oh, si certamente, costoro ci pagheranno le pensioni: infatti accattoni, magnaccia, prostitute, spacciatori, ladri versano tutti regolarmente i contributi all’INPS. Le pensioni dovrebbero pagarcele i nostri figli, che invece non trovano lavoro grazie a questi invasori.

E non bisogna credere alla favola del falso pietismo sparso a piene mani dalle ONG, dagli ambienti cattolici e sinistri, da quel comico argentino che ha ormai stufato ripetendo in continuazione la macchietta del papa: quelli che migrano, o per meglio dire ci invadono, non sono affatto i poveri dell’Africa e del Terzo Mondo, i bambini malnutriti, delle cui immagini tanta pubblicità ci ha riempito gli occhi, ma gli africani (o asiatici o mediorientali) benestanti che possono permettersi di pagare agli scafisti la traversata, che non fuggono né dalle guerre né dalla fame, ma sono attratti da noi dalla prospettiva di vivere a sbafo.

A questo si aggiunge la politica folle e delirante di questi governi abusivi di centrosinistra, che ha imposto una discriminazione pesante a favore di questi intrusi a cui non dobbiamo nulla, a danno della nostra gente, discriminazione nell’accesso a tutti i servizi sociali, alle case popolari, agli asili nido (tanto gli Italiani di figli non ne devono più fare), per non parlare della pressoché totale impunità accordata a costoro dalla magistratura rossa anche di fronte ai crimini più gravi. Ricordiamo l’esito giudiziario davvero kafkiano della vicenda di Macerata: Gli assassini di Pamela Mastropietro non sono stati imputati di omicidio ma solo di vilipendio di cadavere, mentre Luca Traini si è beccato l’imputazione di strage pur non avendo ucciso nessuno.

Tutto ciò si può riassumere in una sola parola: RAZZISMO: il razzismo più stupido e atroce che possa esistere, il razzismo della sinistra contro i propri connazionali.

E tuttavia questi non sono ancora i danni più gravi causati da quest’invasione: il vero danno è l’invasione in sé, la progressiva sparizione del nostro popolo, a cui si impedisce il naturale ricambio generazionale per lasciare il posto a questi invasori e parassiti, la sostituzione etnica, il genocidio silenzioso e “soft” della nostra gente. Considerando le cose in prospettiva, ci si rende conto che sette anni di centrosinistra (centrosinistra imposto e non scelto dagli Italiani), anche se non si sentono i sibili delle bombe che cadono e non si vedono le pile di cadaveri, sono stati più dannosi delle devastazioni della seconda guerra mondiale e dell’epidemia di peste nera del 1348.

Sloggiare il centrosinistra da un potere peraltro abusivo, sarebbe dovuta essere assolutamente la prima delle priorità.

Nei giorni precedenti le elezioni ho condotto su facebook, per gli amici che mi seguono lì, una mia personale “campagna elettorale”, invitandoli a non astenersi dal voto, a NON VOTARE CINQUE STELLE, (sapendo che questo movimento-trappola sinistroide trova purtroppo immeritati consensi anche negli ambienti “di Area” per il fatto di presentarsi falsamente come “rivoluzionario”), quest’ultima è una questione che ho analizzato in particolare nell’articolo Oscillazioni su “Ereticamente” a cui ora vi rimando, e a votare Lega.

Poiché ero consapevole che questa scelta non sarebbe stata approvata da molti dei nostri lettori, ho evitato di coinvolgere “Ereticamente” a differenza di come ho fatto per il referendum del dicembre 2016.

Cominciamo con il dire che le elezioni non sono referendum, non possono fallire per il mancato raggiungimento di un quorum. Pensate che “i nostri” politici si sentirebbero delegittimati dalla bassa affluenza? Ma quando mai! Detto fuori dai denti, l’astensione per disdegno la trovo una posizione sciocca, astenersi significa semplicemente lasciar decidere agli altri, ovvero, come dice il proverbio, “chi tace acconsente”.

“Non compromettersi con il sistema”. Bello ma assurdo. Volenti o nolenti, nel sistema ci viviamo in mezzo. La politica è la scelta del meno peggio, e in questo caso l’urgenza era porre fine all’egemonia del centrosinistra e del PD nel suo progetto di progressiva distruzione dell’etnia italica in obbedienza ai dettami del potere mondialista, cioè del piano Kalergi, occorreva prendere al volo l’autobus, dato che non sappiamo se e quando ne passerà un altro.

Certamente, dare il voto a Casapound o a un’altra delle micro-formazioni di “Area” sarebbe stato psicologicamente più appagante, però non era per nulla un mistero che, come poi si è effettivamente verificato, varcare la fatidica soglia del 3%, sarebbe stato un obiettivo ben difficilmente raggiungibile. Bisognava votare “di testa” e non “di cuore”, ragionando in termini di Realpolitik.

Questa scelta mi ha fatto perdere alcune amicizie su FB, e sono certo che diversi lettori dissentiranno, ma io non me ne pento, ho fatto quello che la mia coscienza mi ha suggerito come giusto, il che vuol anche dire “opportuno”, e se sono riuscito a far guadagnare qualche voto alla Lega e/o a far perdere qualche voto ai cinque stelle, non è stata fatica sprecata. Certo, mi ha alquanto indispettito il fatto che la Lega abbia portato a Palazzo Madama il primo senatore “diversamente caucasico”, ma potrebbe essere stata una buona mossa per stornare l’accusa di razzismo, oggi sappiamo quanto micidiale.

Mettere una croce su di una scheda non è un matrimonio, è una scelta tattica sempre revocabile. Il risultato magrissimo delle formazioni “di Area” era purtroppo largamente prevedibile. C’è un discorso che occorre fare al riguardo con molta chiarezza: siamo condannati a una permanente inesistenza politica? Io credo che questo non sia un destino inevitabile. Alcuni anni fa qui da noi a Trieste successe il miracolo per cui alle elezioni comunali si presentò una sola lista “di Area” che totalizzò un sorprendente 10%.

Certo, Trieste è una città particolare con le cicatrici di una storia diversa da quella di altre città italiane, come l’occupazione titina dell’immediato dopoguerra, ma questo potrebbe anche volerci dire non solo che un’area potenziale “nostra” continua a esistere, ma che a conti fatti non è molto diversa da quando esisteva il MSI. Perché non si riesca ad “agganciarla” non è un mistero: l’elettore che si trova sulla scheda tre o quattro listine “di Area” è riluttante a dare un voto che sa che probabilmente andrà sprecato. Occorrerebbe un processo di ricomposizione dell’Area che le permetta di presentarsi come soggetto politico unitario, ma non serve farlo nell’imminenza di una tornata elettorale, dovrebbe essere avviato molto prima per essere credibile.

ALLA PROVA DEI FATTI il centrodestra a sua volta si è dimostrato ben lontano dall’essere una realtà omogenea: Forza Italia si dimostra sempre più un pezzo sopravvissuto di DC, reso ancor meno credibile dal fatto di essere tutto incentrato sul suo leader ultraottantenne a cui di credibilità da spendere ne è rimasta ben poca. Fratelli d’Italia ha raccolto una parte dell’eredità del vecchio MSI, la parte peggiore, quella destrorsa, a-fascista, atlantista, filo-sionista. La recente affermazione di Crosetto, fondatore di Fratelli d’Italia assieme alla Meloni,  avrebbe voluto sfilare con l’ANPI, è stata politicamente inopportuna ma non stupisce affatto.

 La realtà delle cose si è vista bene non molto tempo fa, quando FI e FdI si sono astenute sulla proposta di legge poi approvata anche grazie a loro che ha reso irrespingibili i migranti che si dichiarino (perché nessuno di loro ha documenti) minorenni, lasciando la Lega sola a opporsi. Un domani avranno un atteggiamento altrettanto pecoresco sullo ius soli. Gli elettori che hanno spostato il loro consenso da Forza Italia alla Lega e non hanno permesso a Fratelli d’Italia di decollare, hanno fatto benissimo. La Lega di Salvini, d’altra parte, non è quella di Bossi, ha ormai accantonato le velleità secessioniste anche perché l’invasione allogena che minaccia di cancellarci come popolo e criminalmente favorita dalla sinistra e dalla Chiesa cattolica è una minaccia non solo per il nord ma per tutta l’Italia. In assenza di una forza politica di Area, nel panorama politico italiano, la Lega è oggi di gran lunga il meno peggio.

Vi confesso una cosa: avevo deciso di intitolare questo articolo Sulle barricate qualunque fosse stato l’esito di queste elezioni perché anche nel caso dell’esito più favorevole, cioè di una netta vittoria del centrodestra all’interno del quale la Lega avesse, come fortunatamente è successo, prevalso nettamente sulle altre due formazioni, è appunto sulle barricate che ci saremmo trovati.

Una delle ragioni che verosimilmente hanno spinto molti elettori che non sono di sinistra a cadere nella trappola dei cinque stelle, è il fatto che durante il cosiddetto “ventennio berlusconiano” il centrodestra non è riuscito a fare un gran che, ha servito agli Italiani un brodino invece di una portata lussuosa, cosa che però non dovrebbe far dimenticare che dal 2011 il centrosinistra ci sta ammannendo piatti di sterco.

Ora si potrebbe anche prescindere dal fatto che il centrodestra, a spezzoni vari, ha governato solo per otto degli anni di questo ventennio, e che per dodici abbiamo continuato a subire quella che sembra essere la maledizione dell’Italia dal dopoguerra a oggi, cioè il centrosinistra. Quello che più conta, è che durante il 40% di questo fantomatico ventennio in cui il centrodestra ha effettivamente governato, esso ha avuto il governo ma non il potere.

Silvio Berlusconi un certo talento per gli affari lo deve avere, altrimenti non avrebbe costruito il suo impero economico, ma la politica italiana ha dimostrato di non capirla. Quel personaggio di astuzia diabolica che gli è stato cucito addosso non è più reale del Sauron del Signore degli anelli o dell’imperatore di Guerre stellari, e semmai costituisce un’ulteriore prova della pervasività del potere mediatico della sinistra e del centrosinistra, cioè del potere reale che ha dominato e domina l’Italia negli ultimi settant’anni, a prescindere del tutto dai responsi elettorali che si sono succeduti nel tempo.

Ciò di cui Berlusconi non si è mai reso conto e di cui probabilmente non si rende conto neppure adesso, è che quando il centrodestra governava, il potere dei suoi ministri non andava oltre la soglia dei loro ministeri, e forse nemmeno dei rispettivi uffici. Soprattutto a partire dalla “mutazione genetica” del 1968, la sinistra ha continuato ad avere ininterrottamente in mano gran parte delle amministrazioni locali, i mezzi “d’informazione”, la magistratura, la scuola (cosa gravissima che non è stata mai adeguatamente considerata, perché attraverso la scuola passa la (de)formazione delle nuove generazioni, e un corpo insegnanti pressoché totalmente orientato a sinistra, dove le voci dissidenti sono oggetto di quotidiane persecuzioni – ne so qualcosa personalmente, è un problema di estrema gravità).

In più, nei Paesi dove la democrazia più o meno funziona: Francia, Germania, Gran Bretagna, esiste una sorta di gentleman’s agreement per cui la minoranza critica il governo, ma non disconosce la legittimità a governare conferita alla maggioranza dal mandato popolare. Questo in Italia non c’è mai stato, questa legittimità la sinistra la riconosce solo quando il mandato popolare è a proprio favore, e tutte le volte che il centrodestra ha avuto la maggioranza di governo, ha mostrato di ritenerla un’usurpazione del diritto che ritiene di avere sul popolo italiano, che considera una sua proprietà o un suo ostaggio. Ma ve li ricordate davvero quegli anni? Erano continui assalti alla baionetta per impedire che il potere conferito teoricamente dal mandato popolare potesse essere efficacemente esercitato. Eravamo sulle barricate, abbiamo continuato a esserci, ci siamo tuttora.

Di questo Berlusconi con in testa le democrazie anglosassoni e centroeuropee, non si è mai reso conto – penso sia un uomo molto meno furbo di quanto crede di essere – a parte il feticcio diabolico costruito su di lui dai suoi avversari, ma un centrodestra odierno a guida leghista potrebbe aver imparato da questa esperienza, e capire la necessità di smontare pezzo dopo pezzo il sistema di potere costruito dalla sinistra sempre a prescindere dal consenso popolare. Saremmo sempre sulle barricate, ma si comincerebbe a intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel.

Quali scenari sono ipotizzabili in base all’esito di questa consultazione? Cominciamo subito con l’esaminare i due scenari numericamente possibili ma politicamente irrealizzabili: una coalizione centrodestra-PD o una cinque stelle-lega, entrambe un po’ meno probabili di un’invasione di marziani (sapendo bene che non c’è vita su Marte).

Una coalizione centrodestra-PD non è possibile per un semplice motivo: il PD è un fedele esecutore degli ordini di Bruxelles, e gli eurocrati NON VOGLIONO che Silvio Berlusconi o Forza Italia possano tornare al governo. Il “golpe” del 2011 fu una manovra abilmente messa in atto a questo scopo, creando una crisi artificiosa gonfiando un indice economico, lo spread, in realtà di importanza molto relativa, perché una volta tornato ai livelli normali col governo Monti, l’economia italiana non si è affatto risollevata.

La ragione di ciò in realtà è la stessa che sta alla base delle cosiddette primavere arabe, i cui reale obiettivo era il rovesciamento di Gheddafi. Il leader italiano e quello libico andavano eliminati, ovviamente in modi diversi, a causa dell’accordo che avevano stretto e che rischiava di bloccare qualcosa a cui gli eurocrati tengono moltissimo, cioè l’immigrazione incontrollata allo scopo di sommergere i popoli europei con l’invasione di masse allogene, la sostituzione etnica per rimpiazzarci con plebi meticce meno intelligenti dell’uomo europeo e più facilmente controllabili, è quello che si chiama piano Kalergi, e che  è assolutamente la chiave per capire tutto quanto è avvenuto in Europa nell’ultimo quarto di secolo.

L’altra ipotesi, di una coalizione fra Lega e cinque stelle, da un certo punto di vista apparirebbe logica, trattandosi delle due formazioni vincitrici del confronto elettorale. E’ un’ipotesi fortemente auspicata da coloro che credono (santa ingenuità) che siano entrambe forze anti-sistema. Fra questi ci sono alcuni ingenui che pur considerandosi “dell’Area” hanno dato il voto ai cinque stelle. Bene, quest’ipotesi è ancora meno probabile della precedente e dell’invasione marziana. Il fatto è che costoro non hanno capito per nulla cosa sono i cinque stelle.

E’ una storia che ricorda molto quella della Medium di Manzotti, i cui clienti continuano a implorare “Madame, un’altra seduta, ancora un’altra seduta” dopo che lei ha mostrato loro i trucchi, i fili che fanno ballare i tavolini. Allo stesso modo, prima Beppe Grillo, poi Luigi Di Maio hanno ripetutamente ammesso la vera natura di questo movimento-truffa creato a tavolino apposta per ingannare gli elettori.

Grillo e Di Maio hanno ripetutamente ammesso che il Movimento cinque stelle è stato creato apposta per impedire che in Italia possa nascere qualcosa di simile ad Alba Dorata, a Jobbik, al Front Nationale, in poche parole ai movimenti identitari che in Europa si battono contro la sostituzione etnica, per “tenere a sinistra” e quindi vanificare la protesta identitaria, è per esplicita e ripetuta ammissione dei suoi stessi leader, una truffa, una trappola, un inganno.

Un’intesa con la Lega che – bene o male – è un movimento identitario, è perciò solo un po’ meno improbabile, non solo di un’invasione marziana, ma che l’Etna si metta a eruttare cioccolata.

Che si arrivi a un governo tecnico, non è un’eventualità del tutto da escludere, ma appare improbabile visto il pessimo ricordo lasciato dal governo Monti, e rimane aperto il problema di quale maggioranza dovrebbe eventualmente sostenerlo.

Ritornare al voto? Anche questo non è da escludere, ma è improbabile, perché il PD avrà il timore di perdere ancora, e i cinque stelle di perdere la posizione di forza attualmente acquisita.

La soluzione più probabile a cui si potrebbe arrivare, è una coalizione PD-cinque stelle, magari mascherata con qualche formula pasticciata che permetta a entrambi di salvare la faccia, in sostanza un governo di sinistra che non farà altro che allargare i disastri creati dal centrosinistra in questi ultimi sette anni, e rovesciarci addosso sedicenti migranti a palate.

Vedremo presto l’aria che tira con l’elezione dei presidenti delle due Camere. Io non escluderei affatto le riconferme di Grasso e della Boldrini.

Noi restiamo in ogni caso sulle barricate, a lottare con le unghie e con i denti per la sopravvivenza del nostro popolo.

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Categorie: Politica

Pubblicato da Fabio Calabrese il 19 Marzo 2018

Fabio Calabrese

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell'Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L'uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

Commenti

  1. Egregio Calabrese, siamo perfettamente in sintonia, siamo arrivati infatti alle medesime conclusioni: leggasi a tale proposito il mio penultimo post… http://saturnusrex.blogspot.it/2018/02/profezie-elezioni-2018.html#more

  2. Michele Simola

    Ho votato per la lega pur essendo meridionale perché il loro programma mi sembra più aderente alla realtà e più pratico rispetto ai programmi degli altri partiti di centro destra. Salvini e’ l’unico della coalizione di centrodestra che può fare il presidente del consiglio, forza Italia negli ultimi anni e’ scesa troppo spesso a patti con la sinistra per poter essere credibile, la Lega e’ il solo partito che può salvare il nostro paese dall’invasione voluta e perpetrata a danno degli Italiani, a cui, questi parassiti che hanno sempre vissuto solo della carità dei bianchi perché indolenti e poltroni, portano solo aggravio di spese come tasse e balzelli vari per mantenerli. Mi auguro che Salvini possa fermarli e fermare anche il potere di Bruxelles che ci impone solo diktat e ci tratta come il parente povero da cui pretende, ma non ha il diritto di scegliere ciò che e’ più utile per il proprio interesse, diciamolo pure finora i vari politici e in particolare la sinistra non ha fatto gli interessi del paese, ma solo quelli di America e UE. E’ giunto il momento di fare i Nostri interessi come paese e non cedere sovranità .

  3. Fabio Calabrese

    Michele Simola: Pienamente d’accordo con lei, al mille per mille!

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