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La Cassa Depositi Prestiti (il risparmio degli italiani) garantirà per legge il Reddito di Cittadinanza?

La Cassa Depositi Prestiti (il risparmio degli italiani) garantirà per legge il Reddito di Cittadinanza?

Ammesso e non concesso un governo a guida 5stelle, sul Reddito di Cittadinanza pende la spada di Damocle del peggior malaffare.

Dopo le inconcludenti elezioni politiche si sparla nuovamente di una spaccatura tra il Nord produttivo ed efficiente e il Sud parassita e colluso con le mafie.

Sembra di essere ritornati al vecchio adagio della perenne crisi del Mezzogiorno e dell’Istituzione dell’omonima Cassa che fece emergere tutta l’acredine sepolta dal 1861, tra detrattori federalisti e difensori unionisti.

Ci sono ragioni e torti in entrambi gli schieramenti e, purtroppo, nessuno dei contendenti, oggi, (Lega vs M5S) vuol riconoscere che il progresso nordista è stato anche creato per opera della dura, faticosa, povera manodopera meridionale, altamente strumentalizzata dalle sinistre e dai sindacati, e che lo stesso meridione è stato abbandonato a se stesso nella lotta contro le organizzazioni mafiose, perché c’era tutto l’interesse da parte della politica, dell’industria e della finanza, fiorite ai piedi delle Alpi e a contorno del Po e del Tevere, di mantenere isolate certe Regioni favorendo cordate di potere indissolubilmente legate a livello territoriale, nazionale e internazionale.

Parlare di Stati nello Stato riferendosi a Camorra, n’Drangheta e Mafia è una dichiarazione di fallimento da parte di qualunque Governo della Repubblica, ed è una via facile per non ammettere che di queste matriosche indistruttibili, di queste Gomorre più letterarie e cinematografiche che reali – arroccate nei gangli spinali della Pubblica Amministrazione, della Magistratura, dei Gruppi Bancari, dei Monopoli di Stato, e in quel che ancora resta delle industrie italiane prima e dopo la privatizzazione (svendita) di gran parte del patrimonio produttivo nazionale – ne hanno beneficiato palesemente e occultamente molti attori dislocati per tutto lo stivale e in Europa.

L’unica cosa certa – a parte la gazzarra mediatica rintuzzata dalle fisarmoniche dei vari talkshow “politici” che imperversano ad ogni ora a spese del popolo (per Canone estorto e tasse occulte sui prodotti di largo consumo) – è che la malavita organizzata potrebbe essere pronta ad intercettare il Reddito di Cittadinanza come fece per i proventi della Cassa per il Mezzogiorno spalleggiata dai Poteri Forti, e come oggi fa con l’immigrazione clandestina a discapito dei cittadini italiani veramente bisognosi, al netto dei truffatori di mestiere che ci sono sempre stati e continueranno a esserci a tutti i livelli sociali e in tutte le Regioni, a Statuto Autonomo o meno.

Se dalle intercettazioni telefoniche dei Buzzi e Carminati abbiamo constatato che i boss della malavita fanno più soldi con Onlus, ONG e COOP che non con lo spaccio di droga, le slotmachine, il controllo della filiera dei rifiuti, l’usura e il pizzo, domani potremmo amaramente scoprire che versare 750 euro a n-milioni di persone, ogni mese, potrebbe essere il detonatore di esiziali forme ricattatorie in quelle città, in quelle periferie, in quei quartieri dove non c’è controllo dello Stato e dove l’unico modo per non soccombere alla povertà è vendersi alle vessazioni e ai ricatti di gente senza scrupolo, come accaduto e accade quotidianamente.

Stiamo parlando di una montagna di soldi, roba da far tremare la Cassa Depositi Prestiti che è il forziere agognato dagli obbiettivi finanziari del duo Tajani-Brunetta per risollevare l’economia italiana (dicono loro) ed abbassare il debito pubblico, affondando le mani nei risparmi degli italiani.

Le coperture dell’RdC, ma anche della Flat-tax, potrebbero essere garantite proprio dalla CDP che sarà obbligata per legge a emettere gli assegni che nessun altro organismo economico vorrà o potrà sostenere.

Questo potrebbe provocare l’indebitamento di Poste Italiane spa, maggior azionista della CDP, che, per evitarlo, spingerebbe le controllate Società di Gestione del Risparmio a gestire patrimoni mobiliari e immobiliari, nazionali ed esteri, in maniera molto meno prudente.

Stiamo per affrontare una nuova socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti come avvenne per i subprime nel 2008 e nel 2011?

La BCE non vede l’ora di mettere le mani sui nostri risparmi patrimoniali, che ricordo ammontano a 1/3 del debito pubblico (800 miliardi di euro) e che sarebbero il perfetto collaterale da dare in pasto all’avidità dell’Alta Finanza nel caso le politiche di sostegno al reddito dovessero fallire e lo spread e i tassi UE dovessero salire forzatamente oltre l’ingestibilità finanziaria, come già andava cianciando lo psicopompo Monti, riconfermato in questi giorni dal suo socio, Draghi.

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Categorie: Politica

Pubblicato da Il Poliscriba il 14 Marzo 2018

Il Poliscriba

Il Poliscriba è un blogger indipendente, scrittore di articoli di saggistica sociopolitica su carta e in rete. Ha co-fondato alcuni blog di critica sociale, si è dedicato alla narrativa pubblicando alcune raccolte di racconti brevi. Il suo percorso didattico e culturale sui generis, lo ha portato a un rapporto con la scrittura immediato, scarno, incisivo con il quale cerca di veicolare stati d'animo visceralmente condivisi, più che sottili analisi speculative. Sente di appartenere a una Tradizione forte, spartana, luminosa in contrapposizione al mellifluo scivolare contemporaneo in oscure trame decadenti che sviliscono il senso stesso della vita su questo pianeta.

Commenti

  1. Massimo

    Sarà proprio così…Se ai disfacitori di questo paese è stata utile, per molti decenni, una “malavita organizzata”, (mafia camorra, n’drangheta), oggi possono contare sulla…”vita-mala diffusa”. Globale. Una deformazione radicale della realtà vera, regia di maghi neri, messa in scena dai buffoni di corte dei circoli letterari, del cinema, della televisione, dei giornali, della rete e consegnata al totalitarismo mentecatto della cultura progressista, quello del “like”, del “tutto è possibile”, del “senza limiti”. Un’orgia di miseria e ipocrisia, diventata modello di vita. La “problematica”, nella loro neo-lingua, non è economica. E’ spirituale…

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