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“Anche gli Italiani sono emigrati”: verissimo, ma non giustifica la presenza allogena

“Anche gli Italiani sono emigrati”: verissimo, ma non giustifica la presenza allogena

“Anche gli Italiani sono emigrati”, ripetono come un noiosissimo mantra politici e politicanti di sinistra, per blandire gli allogeni e spostare l’attenzione dalla bomba demografica odierna, in Italia e in Europa, a vicende del nostro passato, per quanto possa essere recente e vivo nei ricordi di moltissimi nostri compatrioti, da nord a sud. Assieme a questa sparata, i progressisti amano assecondare le faziose uscite di chi sfrutta l’immigrazione, sulla pelle degli Italiani, usando gli allogeni come preziose pedine: “fanno i lavori che non vogliamo fare più”, “ci pagano la pensione”, “rivitalizzano la natalità dell’Italia”, “ci arricchiscono con la loro cultura”, e via delirando, in un turbinio di  stucchevoli (e falsissime) banalità dall’osceno gusto savianesco.

È vero, signori, anche gli Italiani sono emigrati, negarlo sarebbe assurdo e grottesco, significherebbe nascondere sotto il tappeto un capitolo alquanto doloroso della nostra storia contemporanea, e sono emigrati tutti e da qualsiasi parte del Paese: dal Nord, dal Centro, dal Sud, dalle isole. E dirò di più: diverse genti della “Padania” centro-orientale, come i Bergamaschi, emigrarono sin dal Medioevo, per sfuggire alla fame e all’infecondità dei monti, andando così a spaccarsi la schiena come facchini nei porti di Venezia e Genova. La maschera di Arlecchino nasce proprio da questo fenomeno.

C’è però da dire che l’accostamento tra le vicende migratorie nostrane e quelle allogene appare del tutto arbitrario, mendace e provocatorio poiché non c’è proprio paragone tra quanto vissuto da un gran numero di nostri compatrioti e tra quel che accade oggi per cagione di masse informi di migranti del terzo mondo che si riversano in Italia e in Europa come novelle orde barbariche fuori controllo. E basterebbe pensare solo alla strumentalizzazione di affaristi parassiti alla George Soros per capire quanto i due fenomeni siano diversi e distinti l’uno dall’altro. Ai sinistri la cosa sfugge, ma nel più dei casi è totale malafede, loro pegno di fedeltà al grande capitale che, a parole, dicono di condannare.

Sì, è vero, anche gli Italiani sono emigrati però non possono essere accostati ai flussi selvaggi degli odierni migranti perché, tra i vari motivi, gli Italiani non hanno portato a zonzo per l’Europa geni extra-caucasoidi e culture esotiche: gli Italiani sono europei.  Gli Italiani migravano per lavoro, spesso in qualità di stagionali e, dunque, non lasciavano l’Italia per sempre ma rientravano puntualmente dalle loro famiglie (pensiamo ai Lombardi che si spostavano, e si spostano, in Isvizzera). Gli Italiani non diffondevano su vasta scala criminalità, terrorismo, incompatibilità culturale con ribellioni e tafferugli che mettevano a soqquadro le città ospitanti; la diffusione della mafia si deve ad una striminzita minoranza di una circoscritta area italiana (profondo Sud), e non all’Italia intera.

E poi c’è un’altra cosa fondamentale ancora: gli Italiani emigranti non venivano accompagnati, una volta emigrati, dallo stuolo di loro apologeti locali, come accade oggi con gli allogeni in Italia, perché nessuno si sognava di difenderli, anzi. La società nordamericana, tedesca, francese, britannica, belga era tutta un brulicare di pregiudizi, razzismo, restrizioni, iniquità (vedi caso Sacco e Vanzetti), indulgenze verso le violenze del popolo indigeno contro gli Italiani, violenze che sfociavano in massacri veri e propri. Potreste citarmi un caso, uno solo, di violenze collettive di massa perpetrate dagli Italiani ai danni di un gruppo di immigrati e sfociato in ammazzamenti, come quanto accaduto in Francia o negli Stati Uniti ai danni degli Italiani? Ecco bravi, non esiste.

Però ditelo ai vari Saviano, Gad Lerner, Mentana, Stella, Zucconi, Renzi, Boldrini, Mattarella, Napolitano, Bergoglio (questa lista potrebbe essere chilometrica) e a tutti quei giornalisti, scrittori, politici, religiosi, “pensatori”, filosofi da strapazzo e tromboni statali stile Boeri che sembrano vivere per coccolare immigrati provenienti da tutto il mondo e fare la morale buonista e terzomondista al popolo italiano. Sì, perché un’altra cosa odiosa degli esodi allogeni in Italia (o in Ispagna e Grecia, terre cioè di moderna immigrazione) è che questi vengono da tutto il pianeta, in una maniera scomposta ed indistinta, pur non avendo, il nostro Paese, una grande tradizione coloniale! Qui non siamo in Francia, in Belgio e Olanda, in Inghilterra, potenze imperialiste e coloniali che dopo aver sfruttato, spesso dissanguato, moltissimi luoghi del sud del mondo si ritrovano in casa milioni di individui provenienti dalle colonie; ma nemmeno siamo in Germania e Svizzera, da sempre meta di fenomeni migratori interni all’Europa e che grazie agli emigrati europei hanno costruito le loro contemporanee fortune!

Siamo una terra di recente immigrazione perché come Spagna, Portogallo e Grecia e altre aree dell’Europa meridionale siamo emigrati sino a ieri, anzi, continuiamo ad emigrare, e spesso continuiamo a farlo perché ci ritroviamo in casa il mondo intero, gente da Sudamerica, Africa nera, Cina, Asia meridionale, da luoghi in cui mai fu piantato un tricolore da conquistatori colonialisti. Oltre al danno, dunque, la beffa, a cui andrebbero sommati anche i più recenti flussi dal Medio Oriente che sono stati scatenati dalle “primavere arabe” solleticate dagli Americani!

Capite perché è folle difendere l’immigrazione e paragonarla a quanto esperito dagli Italiani in età contemporanea? Senza contare che dietro l’esodo alloctono verso l’Europa c’è il sordido zampino degli squali che speculano sui migranti per colpire l’Europa e distruggere i popoli europei, sostituendoli previo meticciamento per annientare ogni resistenza alla temperie mondialista, all’agenda pluto-democratica. Una volta giunti nella nostra terra, gli alloctoni vengono coccolati, leccati, riveriti, rifocillati e stipendiati, messi prima degli Italiani in ogni occasione perché facilmente sfruttabili dalla propaganda ipocrita delle sinistre e dei liberali e preti. Si evocano allarmismi su fantomatici ritorni del fascismo in Europa ma di questo non si vede traccia alcuna, anche perché la vera emergenza degli Europei, oggi, è rappresentata dal mondialismo e da tutto ciò che attorno ad esso ruota.

Cerchiamo, quindi, in maniera intelligente di smontare tutte le cialtronesche balle immigrazioniste e xenofile apparecchiate da quelli che si prestano a fare da calamite, per “fratelli migranti”, e non certo per altruismo (visto che inguaierebbero i poveri italiani) ma per affarismo, perché camerieri ben pagati alle dipendenze di banchieri, plutocrati, mondialisti, atlantisti. Se qualche immigrato viene sfruttato, in Italia, è solo perché esistono novelli negrieri in odore di mafia che vogliono schiavizzare l’allogeno per silurare l’indigeno vecchio, costoso e sterile, sfiduciato da politiche antinazionali e reo, semplicemente, di ambire ad un lavoro meglio pagato che gli assicuri la possibilità di creare una famiglia da poter crescere nel benessere, che non è l’edonismo.

L’immigrazione di massa fa l’interesse dei parassiti nostrani ed internazionali, e chi la difende esaltando retoricamente il ruolo del migrante fa il gioco degli squali medesimi. Ogni ipotetico, e fantomatico, beneficio apportato dagli esodi viene vanificato dall’ingombrante mole di effetti negativi tra cui sovrappopolazione, inquinamento e cementificazione, criminalità, degradazione delle periferie, pluralismo e società multirazziale, distruzione del tessuto etnico, sociale e culturale originario (comunitario dunque), meticciamento, guerre tra poveri terrorismo e molto altro ancora. Ma tutto questo sta a cuore solo al patriota o al povero disgraziato, che subisce sulla propria pelle le conseguenze dei moti migratori! Al parassita, chiuso nella sua bella torre d’avorio inespugnabile, importa ben poco delle ricadute, perché riuscirà sempre a sopravvivere cibandosi delle briciole che cadono dal desco dei suoi padroni finanziocratici.

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 18 Marzo 2018

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. SEPP

    Egregio Signor Sizzi,
    il nemico e’ dentro la citta’ e apre le porte
    per l’invasione, guardi questa foto, i nostri
    nemici che sono camuffati hanno donato
    agli Afrikaner quello che i loro parenti
    stanno preparando per noi:
    http://rebrn.com/re/south-african-farm-murders-are-government-sponsored-4241739/

  2. Enrico

    “anche gli italiani sono emigrati”, tipico slogan pubblicitario, che ammantandosi di un moralismo puerile (della serie “se l’hai fatto tu allora lo faccio pure io!”), impone un fenomeno distruttivo come l’immigrazione. L’immigrazione italiana in terra straniera è sempre stata costruttiva, gli italiani erano quelli che lavoravano come schiavi per costruire le ferrovie americane, quelli che lavoravano come animali nelle fazendas brasiliane, quelli che si facevano ammazzare nelle miniere belghe. Gli italiani emigravano in terre spopolate bisognose di lavoro. Chi fa queste affermazioni stupide non capisce che l’immigrazione non è un problema in se per se, l’immigrazione è il risultato, l’effetto, di altri problemi. Problemi che possono essere di natura economica, politica o bellica. Se a qualcuno importasse veramente qualcosa di queste persone non si straccerebbe le vesti per “accoglierli tutti”, ma cercherebbe di risolvere il problema alla radice e cioè cercherebbe di evitare i drammi che spingono queste persone ad emigrare. I motivi, poi, con cui cercano di far digerire l’immigrazione al popolino sono semplicemente disgustosi. “fanno i lavori che non vogliamo fare più”; è quali sarebbero i lavori che non vogliamo fare più? Perché gli italiani non vogliono fare determinati lavori? Perché sono schizzinosi? Con una disoccupazione generale al 12%? Con una disoccupazione giovanile al 50%? Con il 16% della popolazione in povertà relativa? Con il 10% in povertà assoluta? Questi sarebbero gli schizzinosi? Un decimo della popolazione italiana non riesce ad avere un lavoro e mettere un piatto in tavola e c’è gente che dice che non vuole lavorare? La verità è che gli italiani non vogliono schiavizzarsi lavorando dodici ore al giorno per 500€ mensili. Dicendo che gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare, si sta giustificando una schiavizzazione disumana a danno sia degli immigrati, che vengono usati come schiavi, e sia degli italiani, che non possono lavorare con un’adeguata retribuzione e dignità. “ci pagano la pensione”; a questo punto mi chiedo: e che paghiamo a fare i contributi? Se la pensione la pagano loro, perché gli italiani vengono spremuti come limoni ogni fine mese? Ad oggi è ovvio che i contributi versati dagli immigrati siano superiori alle pensioni di anzianità che vengono loro erogate; per il semplicissimo motivo che quella immigrata è una forza-lavoro giovane, cioè sono pochissimi gli immigrati andati in pensione e di conseguenza i contributi versati da loro sono maggiori delle pensioni a loro erogate, ma un giorno anche loro andranno in pensione e allora richiederanno indietro i soldi versati. Il signor Boeri, sempre sulla breccia per combattere a favore dell’immigrazione, dovrebbe spiegarci dove sono finiti i soldi versati dagli italiani; non è che sono stati usati per comperare qualche miliarduccio di derivati? E non è che lui si è beccato qualche percentuale? “Rivitalizzano la natalità dell’Italia”; una delle distorsioni più false che si possano raccontare. Per quale motivo gli italiani non fanno più figli? Perché non sono più biologicamente in grado di farli o perché la crisi sociale, di cui quella economica è solo una propaggine, ha letteralmente distrutto il tessuto sociale della nazione? Immettere elementi totalmente alieni alla nostra cultura e identità non farà alto che aggravare questa crisi sociale, per poi farla sboccare in veri e propri conflitti civili. “ci arricchiscono con la loro cultura”; la cultura italiana di Michelangelo, di Dante, di Petrarca, di Bernini, di Leonardo da Vinci, di Seneca, della Romanità, del Medioevo, ecc. ha bisogno dell’arricchimento della “cultura” negra dei riti magici di sacrifici umani? Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Riguardo al colonialismo bisogna metter in chiaro alcuni punti. L’Italia non ha nessun debito con l’Africa, l’Italia ha solo cediti con l’Africa. L’Italia in Africa ha fatto solo una cosa: ha portato la civiltà. L’Italia in Africa ha costruito strade, città, scuole, ha eliminato la schiavitù, ecc. in poche parole ha portato la civiltà. Cedete che sia stato un caso che i paesi dell’ormai ex Africa Orientale Italiana, sono e siano stati (prima di essere distrutti dalle guerre, come la Somalia, l’Eritrea ed anche la Libia) i paesi più progrediti dell’Africa? È un caso che oggi il paese africano più progredito economicamente e civilmente sia l’Etiopia? Perciò i piagnistei politicamente corretti sul colonialismo con l’Italia non attaccano. Saluti,
    Enrico Barra.

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