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Vietato prestare il fianco al nemico: non scivoliamo dalla parte del torto

Vietato prestare il fianco al nemico: non scivoliamo dalla parte del torto

La notizia della diciottenne romana, con problemi di droga, uccisa, smembrata e occultata in due valigie abbandonate come spazzatura da un pendaglio da forca nigeriano (fuori posto in tutti i sensi, considerando anche i precedenti di spaccio e permesso di soggiorno scaduto) dalle parti di Macerata, ha ovviamente suscitato una grande ondata di sdegno e condanna assoluta da parte dell’opinione pubblica italiana, esasperata dai fatti di cronaca concernenti immigrati che vanno ad accrescere i reati che vedono come protagonisti i delinquenti nostrani.

Non è infatti la prima volta che, in Italia, si sente parlare di cadaveri fatti a pezzi come insulto estremo all’ammazzato, ma questo non può sminuire e mettere in secondo piano la ferocia e la barbarie d’importazione, con tutta probabilità legata a macabri rituali sub-sahariani. Come si può essere così imbecilli da spostare l’attenzione sui crimini italiani, di fronte ad aberranti reati allogeni? Si vuole forse giustificare, in maniera subdola, la delinquenza  delle “risorse” dei parassiti nostrani?

L’uccisione barbara di Pamela Mastropietro, questo il nome della sfortunata ragazza, ha suscitato grandemente rabbia e riprovazione anche in tale Luca Traini, ventottenne maceratese che ieri ha impugnato una pistola e si è messo a sparare a casaccio contro immigrati negroidi nella cittadina marchigiana, servendo su di un vassoio d’argento, ai detrattori dell’identitarismo, un pretesto per criminalizzare tutti i movimenti diciamo di destra esistenti in Italia, colpevoli di gettare benzina sul fuoco a proposito di immigrati e malefatte immigrate. Non si è, infatti, fatta attendere la reazione del celebre sputasentenze di professione Roberto Saviano, che dall’alto del suo inesauribile vittimismo ha perso completamente la zucca accusando Salvini di essere il “mandante morale” delle pistolettate di Macerata. Spero che quest’ultimo voglia prendersi la briga di querelare le infamanti dichiarazioni dello scrittore perché sarebbe anche ora che pure gli spocchiosi e insopportabili professionisti dell’antifascismo paghino le conseguenze dei loro deliri, capendo che istigare all’odio e alla violenza non ha alcun colore politico.

Il Saviano sorvola sulla criminalità allogena e scatta come una molla quando sembra intravedere una trama fantascientifica di terrorismo neofascista, perché lui ovviamente deve portare acqua al suo mulino. Questo, naturalmente, non sminuisce il gesto del giovane marchigiano perché sparare nel mucchio è, non solo eticamente esecrabile, ma pure controproducente, prestando il fianco alle strumentalizzazioni di tutti i tipi dei nemici di identità e tradizione, peraltro in piena campagna elettorale. Un bell’assist alle sinistre, ai radicali e ai liberali, non c’è che dire, in un momento in cui, oltretutto, appaiono in affanno dopo 5 anni di governi non voluti dal popolo.

Ma questo Luca Traini non rappresenta nessuno, solo sé stesso e le proprie rivendicazioni. Si era candidato con la Lega Nord alle elezioni comunali di Corridonia, sempre nel Maceratese, ma questo che vorrebbe dire? Che davvero ad armargli la mano sia stato l’Alberto da Giussano in versione italianista? Quindi, per par condicio, dovremmo pensare che siano stati Prodi e Veltroni ad armare il… pistolino di Luca Bianchini, lo stupratore seriale di Roma affiliato al Partito Democratico? Vi rendete conto dell’inaccettabile assurdità delle teorie complottiste dei vari Saviano in circolazione? Questi personaggi dovrebbero contare fino a 1.000 prima di uscirsene con queste sconsiderate sparate, intrise di anti-identitarismo e quindi prontissime a strumentalizzare ogni cosa pur di danneggiare l’avversario politico.

Anche evocare il terrorismo neofascista di fronte al gesto sconsiderato del ventottenne è francamente ridicolo; il tizio ha svuotato due interi caricatori senza ammazzare nessuno e ha ovviamente agito non perché pianificava da settimane, mesi, un’azione simile ma perché accecato dall’emotività alla notizia della truculenta fine della diciottenne (solo 18 anni…) di Roma. Che poi se costui fosse un terrorista come dovremmo considerare il criminale incallito nigeriano che ha trucidato e vilipeso la povera Mastropietro? Traini ha sbagliato e dovrà rispondere in tribunale di quanto ha compiuto, ma ha anche sbagliato, comportandosi da idiota, perché atti del genere danneggiano innanzitutto la bontà di battaglie patriottiche portate avanti in maniera seria, razionale, equilibrata ed intelligente da chi sa di essere dalla parte del giusto e della verità. Quanto accaduto ieri a Macerata, dunque, si commenta da solo, soprattutto per la sua inutilità. In tribunale e a marcire in galera ci devono andare gli Oseghele (l’omicida), non gente che potrebbe davvero trasformare la rabbia e l’impulsività in qualcosa di molto più costruttivo…

Tuttavia, non basterà spostare l’attenzione della gente su di un lucido cranio rasato, un tatuaggio runico, un tricolore buttato sulle spalle assieme a qualche saluto romano fatto meccanicamente per nascondere dietro un dito (di nome Luca Traini) le nefandezze immigrate e le scandalose responsabilità di questo stato repubblicano fondato sull’antifascismo e sulla svendita pressoché totale della sovranità nazionale italiana. Uno stato che si dà governi non voluti dal popolo, capeggiati da anodine marionette, con presidenti di Camera, Senato e della Repubblica che hanno più a cuore il destino della “comunità internazionale” che del Paese che dicono di rappresentare. Uno stato intriso di retorica antifascista e proprio per questo ridotto a succursale degli Americani e zimbello d’Europa nel consesso del Benelux, incapace di farsi valere e di imporsi su questioni drammatiche come l’immigrazione di massa, la sicurezza nazionale, la sovranità su suolo italiano (che ha ricadute gravissime sulla vita quotidiana della povera gente nostrana, basti pensare alle dinamiche del mercato del lavoro).

La retorica variopinta dei “diritti civili”, del volemosebbène xenofilo, del porte-aperte-a-tutti tanto auspicato ipocritamente dai vescovoni di bossiana memoria e dal loro caporione vestito di bianco, si infrange come un’onda sugli scogli di fronte all’evidente esasperazione dei nativi che prima o poi rischiano di perdere la celebre brocca e passare alle vie di fatto. Uno stato forte e davvero sovrano riuscirebbe tranquillamente a prevenire ogni atto di violenza insensata se, per davvero, si facesse rispettare pigliando a calci nel sedere chi in Italia non ci deve stare, punendo severamente tutti i criminali, smettendola di imbarcare torme di disgraziati manco fosse una gigantesca organizzazione “umanitaria” (quanto è ambiguo e subdolo tale termine, vero amici?) per cominciare, invece, a rimpatriare a ritmi serrati. Basta, diamine, diamoci un taglio con l’immigrazione, che non risolve i problemi di nessuno e, anzi, aumenta i nostri e non pone fine a quelli di chi emigra.

“Anche gli italiani delinquono”, ti vengono a dire con arroganza e cieco fanatismo i progressisti di ogni forma e dimensione; il che è vero, ma dunque, fatemi capire: la soluzione sarebbe importare altri criminali, veri e/o potenziali? Se già esiste una criminalità organizzata italiana dobbiamo darle manforte “acquistando” innesti freschi e copiosi dai mercati forestieri? Ma dite sul serio o ve l’hanno tagliata male? Bisogna far passare il messaggio che migrare non risolve in nessun modo i problemi del terzo mondo e che accogliere indiscriminatamente gente che non ha nulla da perdere (e che fino a ieri giaceva in posti dimenticati da dio e afflitti da ogni genere di piaga possibile e immaginabile) è pericolosissimo, e lo abbiamo visto in Francia, in Belgio, nel Regno Unito, in Germania, in Isvezia… Ma lo vediamo anche leggendo un qualsivoglia giornale locale e assistendo alla cronaca dei telegiornali di provincia, pure di quelle grasse province bianche dell’Italia nordorientale.

Ci sono antifascisti e “democratici” che prendono in giro i motti delle destre come “Prima gli Italiani” o “Italia agli Italiani”, accusandoli anche, ovviamente, di istigazione all’odio, alla violenza, al razzismo. Ecco, fatemi dire che il concetto di “istigazione all’odio” è molto interessante, perché noto che funziona solo quando si prendono di mira immigrati, omosessuali, piddini, “eletti” e compagnia bella. Per il resto sembra essere cosa buona e giusta auspicare di appendere a testa in giù i “fasci”, impiccare pupazzi di Borghezio, prendere di mira con disgustosi insulti buttati sul personale gli avversari politici diciamo, appunto, di destra, vilipendere l’Italia (non certo in senso leghistoide, ma anti-identitario) e i popoli europei indigeni. Si ha la sensazione che, ormai, parlare di Italia, di Italiani, di Lombardia, di Lombardi, di Europa ed Europei, di identità insomma, significhi odiare tutti gli altri… E non a caso c’è chi, in politica, nemmeno parla più di Italia, e preferisce blaterare di “stati uniti d’Europa”, degna succursale degli Usa che sono l’anti-patria per antonomasia.

Dim a trà a mé (traduzione: datemi retta), le munizioni usatele nel segreto della cabina elettorale, e prima ancora abbracciando stili di vita e visioni del mondo che non abbiano nulla a che vedere col regime di pupari che ci angaria quotidianamente; in questo senso, pensando al tragico epilogo della parabola esistenziale della stessa Pamela, la condanna della società multirazziale, che si nutre anche di droghe e tossicodipendenza, deve essere totale. Non prestate, non prestiamo il fianco a chi non aspetta altro che strumentalizzare drammatiche debolezze irrazionali per seppellirci sotto cumuli di letame, impariamo a fregarli anche con acume e intelligenza, dimostrando appieno che sono loro ad essere dalla parte del torto marcio, spesso senza manco accorgersi di come il sistema li stia usando a guisa di utili idioti. La rivoluzione nasce innanzitutto dentro sé stessi, riscoprendosi parte di una razza, di una sottorazza, di un’etnia e di una nazione, concetti sacrali che sono agli antipodi di odio e violenza, vitali antidoti contro i veleni del mondialismo. E solo così farete piangere per davvero il nemico che trama contro i destini dei nostri popoli…

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 4 Febbraio 2018

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. Ombretta

    Concordo con te Paolo, Traini dovrà rispondere in tribunale di quanto compiuto dal suo gesto
    d’ impeto. Però constato anche che laddove si verifichi un episodio che coinvolge lo scenario rappresentato da una certa sinistra, immediatamente, come un coniglio tolto dal cilindro, appare l’ episodio di controcronaca commesso da uno-della-destra, con tanto di Mein Kampf in primo piano che, l’ immagine si sa, rafforza il concetto.
    Cito ad esempio la vicenda mafia capitale che vedeva coinvolte le coop rosse: si è subito cercato di smorzare lo scandalo contrapponendo una vicenda, guarda caso successa nei giorni a seguire, di terrorismo nero.
    Pure il nome di Nardi, ” stragista” di estrema destra, si è scoperto poi tra l’ elenco degli appartenenti al gruppo paramilitare Gladio rosse..
    Si dice che a pensar male si fa peccato, ma a volte, forse, s’ azzecca ….

    • Cara Ombretta, qualunque sia la verità sul Traini è che si tratta di utile idiota intervenuto “provvidenzialmente” nel pieno della abominevole vicenda di Pamela e del nigeriano spostando l’attenzione della gente dalla barbarie immigrata al folle gesto del fanatico “fascista”. Forse è eccessivo pensare vi sia dietro un “complotto”, ma con certi imbecilli alla Breivik non ve n’è nemmeno bisogno: sono dei disturbati impulsivi immersi nel proprio mondo malato che agiscono sull’onda di esibizionismi all’americana, fregandosene altamente delle conseguenze, ivi inclusa la ripercussione ovvia sulla campagna elettorale e sulle tematiche cavalcate dai vari nemici dell’identità che coccolano gli allogeni e sputano sugli Italiani cattivi.
      Non abbiamo bisogno di questi sciroccati, che fanno solo assist al nemico. L’identitario serio e razionale non deve, come da titolo, scivolare dalla parte del torto ma deve battersi con tutto sé stesso affinché la bontà delle nostre istanze prevalga su tutta la fuffa e tutte le strumentalizzazione delle sinistre e compagnia.

  2. Giorgio Andretta

    Matteo Renzi ha dichiarato che qualora Casa Pound superasse lo sbarramento del 3% verrebbe immediatamente sciolta in forza di legge.
    Fascista chi?

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