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PERCORSI INIZIATICI ALTERNATIVI. Parte terza: la Stella d’Italia – Gianluca Padovan

PERCORSI INIZIATICI ALTERNATIVI. Parte terza: la Stella d’Italia – Gianluca Padovan

“La Gnosi”, ha detto il T؞ Ill؞ F؞ Albert Pike, “è l’essenza e il midollo della Massoneria”»

René Guenon, Studi sulla massoneria

 

 

In Italia la prima Loggia, probabilmente denominata Fidelitas, parrebbe sia fondata a Girifalco (Catanzaro) nel 1723. Dieci anni dopo il duca irlandese Carlo Sackville di Meddlessex fonda una Loggia a Firenze. Da allora di logge ne sono state aperte diverse e oggi vi sono più “obbedienze”: Grande Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani – Roma) fondato nel 1805, Gran Loggia Regolare d’Italia, Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori (Palazzo Vitelleschi), Real Ordine A.L.A.M. (A.D. 926).

 

 

Massoneria in Italia.

È riportato nel sito cesnur.com: «Per evitare di confondersi nell’arcipelago di nomi e di sigle che costituisce oggi la massoneria occorre anzitutto distinguere fra obbedienze e riti, due realtà che sono sovente confuse. Le obbedienze sono federazioni amministrative di logge o di gruppi nazionali di logge, che accettano la priorità di una loggia originaria o almeno accettano di sottoporsi a un certo coordinamento. I riti sono sistemi di gradi massonici, di cui prescrivono non solo le cerimonie ma anche le caratteristiche. All’interno di una stessa obbedienza possono essere praticati diversi riti, senza che questo comporti uno scisma. Per converso lo stesso rito può ritrovarsi in diverse obbedienze, anche se per i gradi superiori il rito è più di una semplice variante cerimoniale: è una via iniziatica, con caratteristiche e insegnamenti specifici che sono trasmessi nei diversi gradi. Tutto questo è chiaro in teoria: ma in pratica questioni di rito hanno spesso determinato scismi anche quanto alle obbedienze, soprattutto perché i riti hanno i loro dirigenti (distinti da quelli delle obbedienze) ed è spesso accaduto che fra i due gruppi dirigenti (che pure dovrebbero in teoria esercitare la loro giurisdizione su ambiti diversi) siano sorte rivalità e conflitti».39

Occorre ricordare che ai primi del XX secolo si staccano alcune logge dal Grande Oriente d’Italia, le quali andranno a formare nel 1910 la Gran Loggia d’Italia (allora con sede in Piazza del Gesù). Uno degli artefici della scissione è stato Raoul Vittorio Palermi (Firenze 1864 – Roma 1948).

Secondo Ferruccio Pinotti gli iscritti al Grande Oriente d’Italia risultavano essere 18.117 nel 2007 e si trattava dell’obbedienza decisamente più numerosa.40

Per quanto concerne il “Rito Scozzese Antico e Accettato” in Italia: «Il Supremo Consiglio d’Italia – la cui denominazione completa è “Supremo Consiglio del 33° ed Ultimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato per la Giurisdizione Massonica Italiana”, fu fondato ed installato ritualmente a Milano il 16 marzo 1805 dal Conte Alexandre François Auguste de Grasse Tilly, S.G.C. del S.C. di Francia (1804), debitamente assistito da Fratelli francesi ed italiani, in forza di Patenti a lui conferite dal S.C. Madre del Mondo di Charleston, per cui il S.C. d’Italia fu una diretta emanazione di detto Corpo Rituale. Nello stesso atto costitutivo del S.C. d’Italia è formalmente dichiarato che esso “crea e costituisce di sua sovrana autorità una Gran Loggia Generale in Italia sotto la denominazione di G. O. del Rito Scozzese Antico ed Accettato”. Il Grande Oriente d’Italia, così fondato, venne, quindi, installato ritualmente il 20 giugno 1805 dagli stessi fondatori del S.C. del RSAA. Il S.C. d’Italia, sedente a Milano, aveva Giurisdizione soltanto sui territori del Regno Italico e ne era Sovrano Gran Commendatore lo stesso Viceré, Eugenio Beauharnais. Successivamente, sul territorio italiano non ancora unificato, videro la luce anche altri SS.CC. tra cui, (a Napoli), un S.C., detto delle Due Sicilie (1809), un S.C. di Palermo (1860) e un S.C. di Napoli (1860). Dopo l’unificazione, dapprima si costituì, per fusione con quello di Milano, un S.C. di Torino (1862) e, più tardi, col trasferimento della Capitale a Firenze, se ne costituì ancora un altro in quella città (1864). Un ulteriore S.C. si stabilì, nel 1870, a Roma, definitiva Capitale del Regno. A seguito di numerose convenzioni, si conseguì, infine, non senza travagli, l’unificazione tra i diversi SS.CC. in un unico S.C. d’Italia, che fu quello sedente in Roma. Da uno scisma verificatosi nel 1908, nacque un secondo S.C., detto di “Piazza del Gesù”, che dal 1912 fu riconosciuto da molti SS.CC. del mondo in contrapposizione con quello detto di “Palazzo Giustiniani”. Il ventennio fascista, durante il quale ogni attività massonica in Italia fu proibita, eliminò di fatto il problema di quella atipica duplicazione tra la continuità storica e il possesso di riconoscimenti di varie Giurisdizioni. La separazione tra le Giurisdizioni del Grande Oriente d’Italia e del S.C. fu sancita nel 1922. La Conferenza di Parigi dei SS.CC. del mondo, tenutasi nel 1929, sancì questo principio per tutti i SS. CC. Alla ripresa delle attività massoniche, nel 1943, dopo il fallimento dei tentativi di riunificazione, coloro che possedevano il supremo Grado del RSAA, ricostituirono i due SS.CC. di “Palazzo Giustiniani” e di “Piazza del Gesù”. Tra il 1960 e il 1973, le residue incomprensioni tra i due tronconi storici della Massoneria Italiana, si ricomposero e da allora, nonostante altre divergenze, manifestatesi nel 1977 e ora finalmente superate grazie alla lealtà dei Fratelli Scozzesi d’Italia e alla saggezza dei SS.CC. del resto del mondo, il S.C. del Rito Scozzese Antico e Accettato per la Giurisdizione Massonica Italiana rappresenta la regolarità per 54 Supremi Consigli nel mondo».41

Per comprendere l’asse “Italia sabauda-Nord America” si vedano innanzitutto le relazioni tra i “fratelli” o compagni Giuseppe Mazzini e Albert Pike. Se del primo in Italia s’ignorano volutamente trascorsi e retroscena, del secondo s’ignora tutto o quasi. Capo della massoneria americana e generale di cavalleria sudista, Albert Pike nel 1865, unitamente al generale John Morgan, muta i “Cavalieri del Circolo d’Oro” nei “Cavalieri del Ku Klux Klan”, dal greco kuklox che significa cerchio, circolo. Durante la Guerra di Secessione è imprigionato dagli stessi Sudisti per crimini di guerra, ma viene liberato dai Nordisti a conflitto concluso.42

 

 

Massoneria & Fascismo.

Recentemente, dopo aver accennato a Paolo Thaon di Revel, «ministro della Marina nei primi anni del governo Mussolini», quale membro della Massoneria «del Supremo Consiglio di Rito scozzese antico e accettato», Aldo Mola scrive: «Tra altri massoni iniziati o regolarizzati nelle file della Gran Loggia», di orientamento monarchico e “istituzionale”, figura il poi Maresciallo d’Italia Ugo Cavallero, di Casale Monferrato: una terra che dette molti militari, da Tancredi Saletta a Pietro Badoglio (massone secondo Dunstano Cancellieri, ma senza prova documentaria) e Angelo Gatti (iniziato alla “Propaganda massonica”). In una loggia di Torino entrò Italo Balbo, che poi passò alla “Savonarola” di Ferrara, alla quale aderì Edmondo Rossoni, massimo sindacalista mussoliniano, massone all’indomani della dichiarazione di incompatibilità tra Logge e Partito nazionale fascista».43

Dopo le cospirazioni del massone Tito Zaniboni e la decisione da parte del Gran Consiglio del Fascismo di sopprimere le Logge, tutto sembrerebbe indicare che il Fascismo possa “imperare”, almeno sui libri di testo e nella solita e oramai desueta “storia di facciata per il popolino”.

In realtà, ma “opportunamente” dimenticando che alla data del luglio 1943 i quattro quinti del Gran Consiglio del Fascismo erano massoni, così dichiara Ivano Granata: «Il fascismo aveva dunque vinto la sua battaglia contro la Massoneria, anche se nel periodo della Repubblica Sociale l’antimassone e antisemita Preziosi sosterrà, in un memoriale a Mussolini nel 1944, che “l’ebraismo e la Massoneria erano in Italia, anche in Regime Fascista, padroni della situazione”[56]».44

Ancora Granata sostiene: «C’è poi un aspetto interessante, relativo al tentativo delle due massonerie di influenzare comunque le scelte fasciste. Nello stesso anno in cui venne varata la legge sulle associazioni, “il giustinianeo Badoglio si impadronisce del potere militare. Piazza del Gesù ha puntato sul potere politico e uscirà sconfitta col fallimento di Farinacci, che si consuma nel medesimo arco di tempo. Il regime fascista si va configurando nei termini di una burocrazia tecnocratica e militare, il cui potere politico diviene necessariamente subalterno. E sono gli uomini di Palazzo Giustiniani che, avendo saputo attendere, si insediano nella stanza dei bottoni: Badoglio, Belluzzo e Beneduce. È un rilievo che forse non ha avuto la dovuta attenzione e che meriterebbe un ulteriore approfondimento».45

Scrive Roberto Festorazzi: «Alle radici dell’odio di Preziosi per i giudei, non vi era – come si sarebbe tentati di pensare – tanto il fanatismo cattolico, quanto l’avversione nei confronti del comunismo. Sia Preziosi sia Pantaleoni colsero non soltanto che la leadership del bolscevismo russo, vittorioso nella rivoluzione d’ottobre, era quasi interamente ebraica, ma che lo erano tanto i capi del socialismo tedesco e italiano, quanto la direzione strategica delle maggiori imprese bancarie e industriali su scala internazionale».46

Curioso a dirsi ma Roberto Festorazzi, nel sopracitato libro, parlando di ventisei uomini del Fascismo e in due centinaia di pagine non fa comparire le seguenti parole: Loggia, Massone e Massoneria. Eppure parla di massoni come Balbo, Bottai, De Bono, Farinacci, Grandi, Starace, etc.

Sul secondo numero del “settimanale d’attualità” L’Orizzonte, organo dei Volontari della Xa Flottiglia M.A.S. osteggiato da taluni fascisti della Repubblica Sociale, in prima pagina e con proseguimento in tutta la pagina n. 6, appare la prima parte dell’articolo: «nuove rivelazioni sulla resa / IL TAPPETO VOLANTE / e il mistero del gen. Carton De Wiart». Un passo recita: «Ritengo senz’altro inutile dire come al tradimento del 25 luglio l’ultimo re d’Italia ed il Venerabile Fratello massone Pietro Badoglio si preparassero da un pezzo e ritengo anche superfluo citare tutta la documentazione fin qui apparsa, documentazione fin troppo ampia [e] doviziosa ed anche – ove se ne tolga lo schiacciante testo della “Storia di un anno” – fin troppo pedestre».47

 

 

Massoneria e Costituzione “italiana”.

Rimane innegabile che in Italia la Massoneria abbia avuto il suo peso politico nonché sociale e basta solo leggere, ad esempio, un articolo recentemente apparso a proposito delle celebrazioni del settantesimo anniversario della Costituzione Italiana: «La Massoneria italiana celebra l’anniversario con “Repubblica70”, una rassegna di convegni culturali che toccherà varie città, luoghi simboli dell’Italia per parlare di fatti e personaggi della nostra storia più recente e sensibilizzare gli abitanti della nazione, soprattutto i più giovani, a conoscere l’identità e i fondamenti della comunità in cui vivono. Partendo proprio dalla Costituzione, dai suoi principi e dai suoi valori inderogabili su cui si fonda la Repubblica italiana nata dal referendum del 2 giugno 1946 che è una data storica anche sul piano dei diritti perché vide le donne esprimersi per la prima volta alle urne. “La scelta di Reggio Emilia come prima tappa della rassegna culturale che porteremo in tutta Italia – spiega il Gran Maestro Stefano Bisi – è stata obbligata. Reggiani sono il Tricolore e Meuccio Ruini che ha presieduto la Commissione dei 75 incaricata dal 1947 di redigere la nostra Costituzione. La relazione di Ruini che accompagnava il progetto costituzionale è ancora oggi di grande attualità in ogni suo aspetto ed è stato interessante ascoltare dalla professoressa Marieli Ruini, profonda conoscitrice degli scritti di suo nonno, il profilo dell’uomo, del politico, del giurista e, chissà, magari anche del massone, visto che il Grande Oriente d’Italia si onora di averlo avuto al suo interno”».48

Inoltre: «Il Gran Maestro ha tenuto a citare due massoni e valdesi di grande prestigio. Il primo Paolo Paschetto, l’artista che, come pochi sanno disegnò lo stemma della Repubblica Italiana, che si appresta a festeggiare i 70 anni, il famoso “Stellone”, che compare spesso sulla bandiera ed in tutte le sedi pubbliche italiane, oltre che nella maggior parte dei documenti ufficiali che accompagnano la vita di ogni cittadino. Il secondo è Augusto Comba, storico e autore di un saggio “Valdesi e Massoneria”, che come ha tenuto a rammentare nel suo breve saluto di apertura Bernardino Fioravanti, è stato il primo libro che il Servizio Biblioteca del Grande Oriente da lui diretto ha presentato».49

Alla pagina seguente, nel box, l’argomento è così messo in evidenza: «Massone e valdese l’autore dello stemma italiano. Era un massone valdese l’artista che 70 anni fa disegnò lo stemma della Repubblica Italiana. Il disegnatore, che vinse il concorso per l’Emblema della Repubblica Italiana approvato dall’Assemblea Costituente con una votazione avvenuta il 31 gennaio 1948, si chiamava Paolo Antonio Paschetto ed era nato a Torre Pellice nel 1885. Artista, decoratore e illustratore, Paschetto nei primi anni del Novecento si trasferì a Roma dove ottenne importanti incarichi pubblici. Per il Tempio Valdese di Roma (inaugurato nel 1914), ideò le decorazioni murali e disegnò i cartoni per le vetrate, realizzate poi da Cesare Picchiarini, con il quale lavorò anche alla Casina delle Civette. Ai primissimi anni Trenta risale la sua collaborazione con la ditta “Nazareno Gabrielli”, a cui l’artista fornì disegni per la decorazione degli oggetti in cuoio. Tra il 1921 e il 1945 disegnò, inoltre, numerose serie di francobolli e l’emblema della Repubblica Italiana. Morì a Torre Pellice nel 1963».50

 

 

La stella a cinque punte.

La descrizione dell’emblema della Repubblica Italiana è così enunciata: «Al centro una stella bianca a cinque punte bordata di rosso, sovrapposta a una ruota dentata, simbolo del lavoro. Intorno un ramo di quercia, icona di forza e dignità e un olivo a significare la volontà di pace».51

La stella a cinque punte, variamente utilizzata nel corso dei secoli, è uno dei simboli della Massoneria, seppure ben pochi autori concordino su ciò. La si trova sulle spalline dei soldati e anche nel corso delle guerre la si vede innanzitutto contrassegnare i mezzi americani (stella bianca), i mezzi sovietici (stella rossa) e quelli cinesi (stella rossa). Oggi osservate la stella che campeggia sui mezzi militari italiani.

Sempre celebrando i 70 anni della Costituzione Italiana ecco il Manifesto del Grande Oriente d’Italia pubblicato nel 2016: «settant’anni fa l’italia, uscita dalla barbarie della seconda guerra mondiale e dal fascismo, gettò le solide fondamenta del suo assetto costituzionale futuro scegliendo la forma repubblicana che, con il voto a suffragio universale allargato per la prima volta alle donne, prevalse sulla Monarchia. Questa data e questa scelta democratica del popolo italiano oggi vanno ricordate senza fare inutile retorica ma riflettendo attentamente e con grande senso di responsabilità sull’importanza che quella decisione comportò e comporta tutt’ora per tutti gli italiani di ieri, di oggi e di domani. Celebrare la Repubblica oggi, e la Massoneria del Grande Oriente d’Italia è stata fra le prime che hanno accolto l’invito del Capo dello Stato, è festeggiare la Libertà e la Bellezza di un patto, di una Costituzione scritta da uomini di idee politiche e provenienza diverse che, mettendo da parte forti divisioni, egoismi e smanie di potere, riuscirono a far sorgere dalle macerie della non Ragione e dell’odio, la grande casa della Libertà e dell’Unità, dell’Uguaglianza e della Solidarietà. Della pace e del ripudio della guerra. Viviamo un momento storico inedito. I cambiamenti in atto nella società 3.0 sono talmente veloci e frenetici che tutto si modifica e si trasforma senza che a volte l’uomo abbia il tempo necessario per rendersene conto. Nulla si può dare più per scontato e le dure leggi dell’economia hanno il potere di stabilire i processi di evoluzione di una nazione e la sua crescita o decrescita. Ma per quanto l’attuale contesto europeo e mondiale sia segnato da orizzonti in continua mutazione e da preoccupanti fenomeni legati a problemi di squilibri interni, nuove povertà e integrazione dei rifugiati, e dall’altro dalla non facile lotta al fanatismo fondamentalista, ci sono ancora delle solide certezze a cui aggrapparsi. E la nostra Repubblica, con i forti valori scolpiti nella Tavola della Costituzione dai suoi saggi padri, è un immenso patrimonio che ancora oggi permette nell’uguaglianza e nella valorizzazione delle diversità uno stare insieme coeso. Consente di guardare alla modernità con basi etiche condivise che rappresentano la forza e la speranza di un Paese che ha la Cultura e la Bellezza per farsi ammirare e partecipare alla costruzione di una Società e di un Mondo migliore. Che è lo scopo e l’essenza per la quale da secoli lavorano e si battono i Liberi Muratori. Il Gran Maestro Stefano Bisi. Roma, Il Vascello, 20 Settembre 2016».52

A questo punto si può riprendere in mano un recente articolo pubblicato su Ereticamente: Compagni di gioco, a proposito di Fascismo e Massoneria.

Se a qualcheduno sorgesse un seppur minuscolo dubbio, a conforto si possono riportare le parole scritte da Ferruccio Pinotti: «I primi passi dell’Italia unita sono guidati da un Parlamento in gran parte costituito da massoni. Francesco Crispi, Agostino Depretis e Giuseppe Zanardelli erano fratelli del 33° grado del Grande Oriente d’Italia. Del resto, l’incipit dell’inno nazionale è: “Fratelli d’Italia…”. Vorrà pur dire qualcosa».53

 

 

Simbologia.

Sempre ai giorni nostri Claudio Bonvecchio ci parla dei simboli: «Assodato il valore straordinario che la Libera Muratoria attribuisce ai simboli e alla loro com-prensione come l’unica via possibile per giungere alla costruzione dell’Uomo Nuovo, è il caso – a titolo d’esempio e senza l’appesantimento di un apparato di note – di analizzarne alcuni. Sono quelli che forse – in quella vera e propria “foresta” simbolica che è una Loggia Massonica – sono i primi che si offrono alla vista di colui che, iniziato o non iniziato (potrebbe essere un qualsiasi visitatore) vi entra, ed entrandovi rimane colpito. E, forse anche stupito per ciò che scorge. E sono anche i primi su cui è opportuno riflettere, se si vuol – se non intraprendere – almeno capire l’essenza del Cammino Massonico».54

Tratta quindi dei seguenti simboli: Libro, Compasso, Maglietto, Pavimento a mosaico, Volta stellata.

Come ultimo appunto si può citare una frase dell’esoterista René Guenon (Blois 1886 – Il Cairo 1951), massone successivamente convertitosi all’islamismo, a proposito delle donne in seno alla Massoneria dice: «Ora, il problema che si pone è il seguente: perché tutti i mestieri inclusi nel Compagnonaggio sono esclusivamente maschili, e perché nessun mestiere femminile sembra aver dato origine ad un’iniziazione simile? La questione a dire il vero è piuttosto complessa e non pretendiamo di risolverla qui interamente; lasciando da parte la ricerca delle contingenze storiche che hanno potuto intervenire in proposito, diremo soltanto che si possono avere certe difficoltà particolari, di cui una delle principali è forse dovuta al fatto che, dal punto di vista tradizionale, i mestieri femminili devono normalmente essere esercitati all’interno della casa e non fuori come i mestieri maschili. Tuttavia una tale difficoltà non è insormontabile e potrebbe soltanto richiedere qualche modalità speciale nella costituzione di un’organizzazione iniziatica».55

 

 

 

Note

 

39 Testo tratto dal Sito Internet: cesnur.com, Le religioni in Italia di Massimo Introvigne e Pierluigi Zoccatelli -sotto la direzione di-.

 

40 Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, Rizzoli, Milano 2007, p. 10 e p. 185.

 

41 Tratto dal Sito Internet: ritoscozzese.it/it/presentazione-rito-scozzese/rito-scozzese-in-italia.

 

42 Gianluca Padovan, Fuoco alle Polveri! La Guerra di Secessione americana: 1861-1865, Associazione Culturale Fonte di Connla, Ivrea 2013, p. 189.

 

43 Aldo A. Mola, Tre secoli. Novità storiche per il museo della Massoneria, in il Giornale del Piemonte, Domenica 8 luglio, Anno XVI – Numero 161, Editore Polo Grafico, Mondovì 2012, p. 1.

 

44 Ivano Granata, Fascismo e Massoneria: un rapporto ambiguo e complesso, in Massimo Rizzardini, Andrea Vento -a cura di-, All’Oriente d’Italia. Le fondamenta segrete del rapporto fra Stato e Massoneria, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2013, p. 99. Nota [56]: «Il memoriale di Preziosi è riportato in appendice da R. De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Einaudi, Torino 1972, pp. 594-601, partic. p. 595» (Ivi).

 

45 Ibidem, pp. 99-100.

 

46 Roberto Festorazzi, Tutti gli uomini di Mussolini. I gerarchi alla corte del Duce, Cairo Publishing, Milano 2015, p. 189.

 

47 Giovanni F. Martelloni, Nuove rivelazioni sulla resa. Il tappeto volante e il mistero del gen. Carton De Wiart, in Decima Flottiglia M.A.S., L’Orizzonte, Anno I, N. 2, 5 febbraio, Milano 1945, pp. 1 e 6.

 

48 Santi Fedele, Il Goi parte da Reggio Emilia, in Erasmo. Notiziario del G.O.I., Anno I, N. 2, Associazione Grande Oriente d’Italia, Roma 2016, p. 4. pp. 4-5.

 

49 G.O.I., L’ascolto, regola aurea nei nostri templi, Erasmo. Notiziario del G.O.I., Anno I, N. 2, Associazione Grande Oriente d’Italia, Roma 2016, p. 7.

 

50 Ibidem, p. 8.

 

51 G.O.I., Così nacque lo stemma dell’Italia, in Erasmo. Notiziario del G.O.I., Anno I, N. 6, Associazione Grande Oriente d’Italia, Roma 2016, p. 6.

 

52 G.O.I., Il Grande Oriente per la Repubblica, in Erasmo. Notiziario del G.O.I., Anno I, N. 8, Associazione Grande Oriente d’Italia, Roma 2016, p. 12.

 

53 Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, op. cit., p. 317.

 

54 Claudio Bonvecchio, Il simbolismo e la Libera Muratoria, in Massimo Rizzardini, Andrea Vento -a cura di-, All’Oriente d’Italia. Le fondamenta segrete del rapporto fra Stato e Massoneria, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2013, p. 138.

Dal sito Internet grandeoriente.it: «Pavese, è nato il 20 gennaio 1947 e appartiene al Grande Oriente d’Italia dal 1992, nella Loggia Gerolamo Cardano (63), della sua città, dove è stato oratore, primo sorvegliante e, per un triennio, maestro venerabile. È insignito della Giordano Bruno d’oro, classe Athena. È membro del comitato direttivo della rivista Hiram. È stato Gran Rappresentante per la Gran Loggia di Lettonia e per quella di California. Nel marzo del 2005 è stato eletto Consigliere dell’Ordine, dove ha ricoperto la carica di Oratore. Il 5 marzo 2010 è stato nominato Grande Ufficiale di Gran Loggia con l’incarico di Gran Consigliere alla Cultura (…). Claudio Bonvecchio è professore Ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali, è stato presidente del Consiglio di Corso di Studi in Scienze della Comunicazione e coordinatore del Dottorato in Filosofia delle Scienze Sociali e Comunicazione Simbolica nell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese. Nello stesso ateneo, è Direttore del Centro Speciale di Ricerca di Scienze e Simbolica dei Beni Culturali» (http://www.grandeoriente.it/gran-maestro-e-giunta/claudio-bonvecchio/).

 

55 René Guénon, Studi sulla massoneria, Basaia Editore, Roma 1983, pp. 91-92.

René Guénon è «considerato uno dei più importanti e profondi esoteristi del nostro tempo. Guénon era nato a Blois (Francia) dove trascorse la giovinezza e frequentò l’Istituto cattolico fino alla maturità. Si trasferì a Parigi nel 1904 per preparare la laurea in matematica ma interruppe gli studi due anni dopo. Il 1906 fu l’anno in cui seguì i corsi della “Scuola superiore libera di scienze ermetiche” diretta da Encausse, meglio conosciuto come Papus e fu iniziato all’Ordine martinista; si fece ammettere al Rito antico e primitivo di Menphis Misraim ed al Rito Spagnolo. Nel 1908, tuttavia, venne escluso da queste associazioni; Guénon stimava di non avervi trovato l’insegnamento esoterico che andava cercando. Lo stesso si può dire della sua adesione alla “Chiesa gnostica” che affermava di derivare dalla Gnosi dei cristiani primitivi. È del 1909 la fondazione de “la Gnose, Organo della Chiesa Gnostica universale” dove Guénon condannava le dottrine occultiste e affermava che “La Gnosi deve dunque scartare tutte queste dottrine e non basarsi che sulla tradizione ortodossa contenuta nei libri sacri di tutti i popoli, tradizione che in realtà, è dovunque la stessa, malgrado le diverse forme che riveste per adattarsi ad ogni razza e ad ogni epoca”. La sua conversione all’islamismo è del 1912 (prese il nome di Abdel Wahed Yahia ovvero Servitore dell’Unico); nello stesso anno si sposò con rito cattolico. Dopo la morte della moglie ed il suo trasferimento in Egitto sposerà la figlia dello sceicco Mohammed Ibrahim dalla quale ebbe quattro figli (1934)» (Roberta Galli, René Guenon, Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori – Massoneria Universale di Rito Scozzese Antico e Accettato Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi;

dal Sito Internet: http://www.granloggia.it/page/ren%C3%A9-guenon).

Sull’ammissione delle donne in Massoneria vi sono più studi, consultabili in Internet. A titolo informativo vedere ad esempio: «Iniziazione Femminile e Massoneria. La controversa tematica della presenza femminile in Massoneria è stata presentata in un Convegno organizzato dalla Gran Loggia Femminile Massonica d’Italia, con la presenza di relatori delle principali Obbedienze Massoniche Italiane. Ne è stato tratto un volume che, pur di non recente pubblicazione offre tutte le caratteristiche per un approfondimento storico, socio-culturale, esoterico» (http://www.granloggia.it/page/iniziazione-femminile-e-massoneria).

 

 

 

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Categorie: Massoneria

Pubblicato da Ereticamente il 26 Gennaio 2018

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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