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Buona continuazione nell’era della psicopolizia

Buona continuazione nell’era della psicopolizia

Dopo quasi sei anni di ininterrotta (e onestissima) attività, l’account Twitter del sottoscritto è stato sospeso in maniera permanente, poiché (secondo loro) avrei violato i Termini di Servizio in materia di “condotta detestabile” discriminando le solite categorie protette e utilizzando il mio profilo per minacciare e attaccare le “minoranze”, promuovendo addirittura la violenza (!) contro di esse. La verità è che sono stato segnalato in massa, a più e più riprese, da quella torma amorfa di antifascisti da tastiera che per davvero (a differenza mia) promuove e inneggia alla violenza, a una novella Piazzale Loreto, a crociate comunistarde per buttar fuori dalla rete tutti coloro che non aderiscono ai dogmi del politicamente corretto, a cui suddetta massa, invece, ha giurato fedeltà sino alla tomba.

Non intendo qui tediarvi con le vicissitudini del mio account passato a miglior vita (azzerato sia nei contenuti che nei seguaci pazientemente raccolti), ma vorrei, prendendo le mosse da ciò, stigmatizzare questa oscena tendenza, presente su internet ormai da decenni, che a quanto sembra ha contagiato anche un social che, rispetto ad altri come Facebook, si era sin qui dimostrato decisamente più liberale e rispettoso della libertà d’espressione (che, a parole, riguarderebbe tutti ma che poi, puntualmente, vale solo per i detrattori di identitarismo e tradizionalismo). Non pensate siano baggianate, anche perché se tutti usiamo pc, o telefono, e il web, non possiamo essere ipocriti.

Il sottoscritto, probabilmente, è stato fatto fuori in un momento altamente simbolico, cioè a ridosso della “Giornata della memoria” e dopo le furiose polemiche sulla “razza bianca”, seguite alle dichiarazioni del leghista Fontana. Ho poi, però, notato che da circa tre mesi a questa parte, Twitter ha deciso di dare un risoluto giro di vite alla tutela parziale della libertà d’espressione, buttando fuori diversi soggetti che, sempre secondo i nuovi parametri, promuoverebbero odio, violenza e discriminazione contro razze, etnie, religioni, orientamenti sessuali ecc., e non necessariamente su quel social! Sono provvedimenti a senso unico, perché ad essere tutelati in maniera così zelante sono i soliti noti, e non tutte le razze, tutte le etnie, tutte le religioni e tutti gli orientamenti sessuali; è, insomma, la solita ipocrisia liberal, che con la scusa dell’inesistente ritorno dei fascismi prende la palla al balzo per irrobustire la dittatura del pensiero unico, secondo cui tutti sono uguali e non esisterebbero più differenze di sorta.

Lo sapete, no? Per le sinistre occidentali è tutto un “costrutto sociale” inventato dal demoniaco uomo bianco eterosessuale e normodotato per sottomettere e discriminare. Cosicché non esistono più razze, etnie, generi sessuali, orientamenti sessuali, condizioni di salute e la normalità viene sacrificata in nome di una untuosa retorica (intrisa di ipocrisia) che vuole annientare le identità e la tradizione, con il preciso scopo di omologare tutto il genere umano, affinché i popoli non esistano più e cedano il passo a sterminate schiere di zombie che “vivono” solo per consumare.

I fascismi sono morti e sepolti, ma in compenso vige il dispotismo “illuminato” dell’antifascismo che non è altro che una propaggine della tirannia turbo-capitalista dell’Occidente unipolare a guida americana, dove tutto quello che rende orgoglioso un popolo viene liquidato, appunto, come costrutto sociale da condannare. Tutto diventa costrutto sociale, eccetto ovviamente i pingui conti in banca dei pensatori sinistrorsi dei salottini buoni, quelli cioè che amano dividere l’umanità semplicemente in ricchi e poveri, guardandosi però bene dallo sporcarsi le mani con i poveri, soprattutto se sono poveri indigeni d’Europa. In questo caso, infatti, i poveri diventano retrogradi analfabeti di ritorno da condannare perché elettori dei vari Salvini e di CasaPound, e poco importa se questo è anche conseguenza della prostituzione della sinistra italiana al grande capitale globalista.

Il problema che voglio sottoporre alla vostra attenzione, dunque, non è tanto l’epurazione del Sizzi quanto la fregola di psicopolizia che accomuna moltissimi ambienti virtuali (e non, ovviamente), una fregola senza scrupoli che non va molto per il sottile, presa com’è dall’intento oscurantista di mettere a tacere tutti coloro che si sottraggono all’omologazione del pensiero. Ora, io personalmente posso garantire di non aver mai usato Twitter per istigare a odio, violenza, discriminazione e altre amenità del genere; l’ho sempre usato con ironia, sarcasmo e, certo, perentorietà laddove servisse, al limite rispondendo per le rime a chi interveniva a gamba tesa con insulti, calunnie, minacce, prese per i fondelli e soprattutto con quell’osceno squadrismo rosso dove il singolo viene attaccato in massa e messo alla gogna, semplicemente perché non la pensa come tutti questi gonzi sinistroidi.

Si atteggiano come tanti bulletti, rigorosamente anonimi (è chiaro), si prendono libertà che a noialtri identitari non sono consentite, e manifestano la loro mitologica “superiorità morale” (unica forma di suprematismo che, francamente, vedo in giro) seppellendo il malcapitato sotto una selva di segnalazioni indiscriminate, soprattutto laddove reagisse; eh sì, amici, lorsignori possono permettersi di tutto e di più, con la scusa del loro antifascismo pezzente (in un’epoca di totalitarismo antifascista) e guai, guai se gli si risponde per le rime, in discussioni in cui ci si ritrova soli contro decine e decine di questi sfigatissimi troll senza nome e faccia che appaiono come isteriche scimmie urlatrici. Approfittando del dibattito sulla “razza bianca” innescato dal Fontana, negli scorsi giorni ho difeso con le unghie e con i denti il concetto scientifico e biologico di razze umane (vi do una notizia: anche l’uomo è un animale) perché anch’esso parte di un identitarismo razionale e coerente con i dettami völkisch ispirati alla natura. E non per odio verso gli allogeni, ma per amore della verità.

Il problema è che questa doverosa battaglia attira un nugolo di professionisti della censura antifascista che, in mancanza di argomenti, non può che banalizzare il tutto con insulti, offese, minacce e vera istigazione alla violenza, contro il sottoscritto e contro chiunque altro tenti di ragionare con la propria testa, e non con quella di Saviano, Gad Lerner, Dacia Maraini, genetisti politicizzati come Barbujani o chi per esso. Queste reazioni isteriche sono sintomo di una grandissima paura, da parte progressista e libertaria, verso tutto quello che mette seriamente in discussione il dogmatismo post 1945 e che dunque rischia di aprire gli occhi ad un un gran numero di persone circa le balle messe in circolo da una settantina d’anni per porre le basi di uno stato mondiale occidentale dove non esistano più differenze ma solo un’umanità meticciata, tutta uguale, svuotata di ogni ideale nobile e puro e farcita di velenose stupidaggini consumistiche.

Si vede che, ormai, anche su Twitter vengono apprezzati gli account che si limitano a commentare il consueto panem et circenses: il calcio, il Grande Fratello, i programmi tv, le mode, i selfie, il gossip o al massimo la politica castrata che deve portare i cittadini a riconoscersi obbligatoriamente solo nel centrosinistra piddino o nel centrodestra berlusconiano, altrimenti si viene accusati di molestare, minacciare, istigare alla violenza e bla bla bla.

Non c’è nulla da fare, amici miei, i nostri avversari sono così pieni di terrore, isteria, paura mortale verso tutti coloro che escono dal gregge occidentale che hanno bisogno non solo di bannare a vita dai social (arrivando addirittura ad estromettere i potenziali “seminatori di odio”, in puro stile Minority Report) ma pure, cosa ben peggiore, di inventare sempre nuove leggi liberticide che puniscano la libertà d’espressione non apprezzata dai tromboni del politicamente corretto. E poco importa se a seminare odio, per davvero, sono quelli che ostentano bandiere arcobaleno, tessere di movimenti sinistrati, gingilli da centri sociali come canne e affini, truci slogan da volanti rosse, cenci rossi e anarcoidi, e che passano le loro tristissime giornate auspicando una rinnovata Piazzale Loreto per tutti i “fasci”.

Non sottovalutiamo tutti questi inquietanti segnali, amici. Spacciare per soggetto pericoloso il sottoscritto o un altro normalissimo identitario è semplicemente demenziale e la dice lunga su che razza di idee marce e corrotte abbiano nel cranio i nostri nemici; a essere veramente pericolosi sono proprio costoro, gli antifascisti in assenza di fascismi, gli utili idioti al servizio del grande capitale che con le loro pagliacciate partigianesche mettono in secondo o terzo piano il vero problema dell’Italia e del resto dell’Europa occidentale, che è la spaventosa omologazione e sottomissione degli indigeni alla sete di dominio unipolare a stelle e strisce, quella delle 113 installazioni militari americane su suolo italico, per capirsi.

Guai a pensarla diversamente dai cani da guardia dello status quo di un’italietta schiava di tutti e annichilita nel suo orgoglio patriottico e sovranista! Concetti come “dio”, “nazione”, “patria”, “famiglia”, “razza” sono banditi in quanto termini grondanti odio (!), parole che mandano in bestia i geniali algoritmi di Facebook e di Twitter, a meno che vengano accostati ad epiteti irripetibili tipici degli ambienti di sinistra che li dissacrano. Se volete avere lunga vita sui social, dunque, non posso che consigliarvi di riempirvi la bocca con le parole divenute vangelo per i democratici e i progressisti italiani: Serie A, Grande Fratello, Isola dei famosi, MasterChef, Leopolda, Amici (di Maria De Filippi) ecc. ecc., ovviamente preceduti da “#”, cosicché possiate unirvi a tutti gli altri morti viventi celebrando il suicidio del vostro cervello.

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 28 Gennaio 2018

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

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