Solstizio e Natale del Sole ovvero la ridivinificazione rituale del Mondo e dei Viventi – Giandomenico Casalino

Solstizio e Natale del Sole ovvero la ridivinificazione rituale del Mondo e dei Viventi – Giandomenico Casalino

“… Poi staremo seduti laggiù in religioso silenzio e con dignità:
difatti nessuno si lamenta, quando è iniziato …”
(Aristotele, Sulla filosofia, fr. 14, righe 3-4)

 

Quando si introduce il Discorso sull’essenza e sulla finalità del Rito nella Tradizione, è necessario non dimenticare mai che esso opera sempre e contestualmente a due livelli: macrocosmico e microcosmico ovvero come Rinnovo potente e vero del Tempo Sacro dei Primordi dove sia il Mondo che i Viventi “erano” tutt’uno con il Divino “dopo” che Lui, con il Rito, “ha operato” la Sua divinificazione.

Dopo la Caduta e l’Avvento del tempo profano, il Mondo ed i Viventi, mediante il Rito, sia macrocosmico che microcosmico che sono il medesimo, devono rinnovare “quella” Divinificazione Primordiale, “quel” Paradiso Terrestre, “quell” ‘essere Divino sia come Mondo che come Viventi: ed è la Ciclica e Rituale Teogonia, in quanto Rinascita del Dio da Sé e per Sé nei Cieli e nel Celato (Animo), in Alto come in basso: rinnovando, quale Atto Primordiale che ritorna, Quello che il Cosmo è da sempre, nella Sua Divina Essenza, nel Suo unico Sole che è, insieme e nello stesso Istante metafisico, sia nel Cielo che nel Cuore degli Uomini e delle Donne come in tutti i Viventi.

Salutiamo ed Onoriamo Te Astro Divino, Sole visibile ed Apollo Invisibile al contempo, Luce, Vita e Conoscenza del Mondo, Dio che in eterno rinnovi Te medesimo: Uomo Cosmico dalle braccia alzate!

 

Giandomenico Casalino

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Categorie: Solstizio, Tradizione

Pubblicato da Giandomenico Casalino il 21 Dicembre 2017

Giandomenico Casalino

«... La Totalità autofondante, che è l'Intero ed è il Vero e cioè l'Assoluto, è il concetto-realtà di "ciò che è causa di sé stesso" e della effettuale convergenza di natura, essenza e verità tra Filosofia platonica, Tradizione Ermetica e Sapere di Hegel, poiché esse, anche se con linguaggi differenti, a causa dei diversi contesti storico-culturali in cui si manifestano, dicono il Medesimo... il Sapere è Uno e la Tradizione che è Sapere, Gnosi, può anche apparire in tanti volti e differenti immagini o discorsi, ma colui che è condotto dalla virtus del Cuore, inteso come centro vivente dell'Essere e quindi nous in senso arcaico, ne vedrà l'unica natura, riconoscendo sé stesso in essa come in uno specchio: " ... infatti gli interpreti dei Misteri dicono che «i portatori di ferule so- no molti ma pochi i posseduti dal Dio» e costoro, io penso, non sono altri che quelli che praticano la Filosofia nel vero senso del termine..." (Platone, Fedone, 69 c-d)...».

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